WALL STREET: borsa USA ancora positiva ma si inizia a mollare il tiro

Scritto il alle 23:07 da Danilo DT

Mercato ai massimi storici, e anche il COT Report ci fa vedere un mercato con le mani forti che si fanno vedere più prudenti. Normale dopo tante settimane di rally. Ma per ora, viste anche le belle trimestrali, si continua a salire. (Guest Post)

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali sembrano aver cominciato a mostrare un certo esaurimento della spettacolare spinta propulsiva di questi primi mesi dell’anno, che ha riportato il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, nuovamente sopra quota 2.900 punti, ed in prossimità dei suoi massimi storici. Massimi storici, che non sono stati, però, ancora ritoccati. Sembra che il mercato voglia qualcosa di più per potere andare oltre. Richiesta, quella del mercato, del tutto lecita e giustificata. Sinora, infatti, il turnaround rialzista è stato alimentato dal clamoroso dietrofront della FED in tema di politica monetaria e di tassi d’interesse. Oggi il mercato sembra invece chiedere altro, ossia un tasso di crescita dell’economia reale ben maggiore di quello attuale. Logico quindi attendersi un percorso molto più impervio di quello di questi ultimi mesi. Sappiamo, infatti che l’economia reale continua a crescere, ma a ritmi molto più blandi e moderati di quanto accadeva in passato. Ed in quest’ultimo periodo si è paventato un ulteriore rallentamento. La crescita blanda, non è però un nemico del mercato azionario, come pensano in molti, anzi tutt’altro. Il treno dei mercati infatti deraglia quando la velocità dell’economia reale è troppo elevata, o quando la stessa innesta una retromarcia a causa di una recessione. Oggi, per fortuna, non siamo in nessuna di queste due condizioni. Lecito quindi attendersi una crescita ancora moderata delle quotazioni azionarie, dell’ordine del 5 – 6 % all’anno. Il problema è che tale crescita non è quasi mai lineare, perché le MANI FORTI non si accontentano di tale ordine di profitti, e cercano quasi sempre di incrementarli inducendo, artificialmente, volatilità sui mercati. Volatilità che, in genere, produce molti danni, soprattutto nei portafogli dei piccoli investitori. Osservare e capire i loro movimenti è quindi decisivo per tutelare i nostri investimenti.

Aldilà dei movimenti speculativi delle MANI FORTI, la moderata crescita economica trova comunque ancora conferma nelle risultanze dello scenario intermarket. In particolare, il dollar index, appare sempre abbastanza tonico, in quest’ultima ottava s’apprezza dello 0,52 % e raggiunge quota 97,36. In genere un dollaro forte mal s’associa a turbolenze su altri mercati. Le commodities, invece, nell’ultima settimana, si sono un po’ indebolite, – 0,7 % in termini reali, e ciò porta ulteriore fieno all’ipotesi del rallentamento economico in atto. Il mercato obbligazionario non supporta però particolari timori. I rendimenti dei bond decennali americani rimangono, infatti, stabili a quota 2,56 %. I rendimenti dei bond a 2 anni, invece arretrano di 1 bps e tornano a quota 2,38 %. La yield curve Usa si mantiene pertanto ancora sufficientemente inclinata ( 18 bps ), e ciò non fa presagire un’imminente recessione dell’economia americana. I mercati azionari, come accennato, dopo una corsa forsennata, si sono, nell’ultima ottava, presi una pausa. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, quota oggi 2905,03 punti, a circa l’1 % dai massimi storici stabili nel settembre scorso.

Ciò premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale , pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 20.882

Large Traders : + 19.505

Small Traders : + 1.377

Muta, quindi, la configurazione e l’assetto del mercato dei derivati azionari Usa. Rispetto al report della scorsa ottava, le variazioni nelle posizioni dei diversi operatori sono state infatti pari a 10.691 contratti. In particolare, i Commercial Traders, dopo mesi di forti acquisti, sembrano un po’ mollare la presa, cedono infatti l’intero lotto dei 10.691 contratti long, ed assumono una posizione di copertura più consistente di quella tenuta nel recente passato. I Large Traders, invece, acquistano altri 3.936 contratti long, e consolidano la loro posizione Net Long. La novità è costituita dagli Small Traders che acquistano i residui 6.755 contratti long, ed invertono dopo molte settimane la loro posizione, che torna Net Long. Le movimentazioni di quest’ultima ottava pongono, di fatto, termine ai forti rialzi di questi ultimi mesi. Ciò non vuol però dire che ora il mercato stornerà. La nuova configurazione non è infatti una configurazione storicamente e statisticamente ribassista. La stessa infatti è quella più ricorrente e normale che è dato riscontrare sul mercato dei derivati azionari Usa. In genere essa preannuncia un andamento di mercato lateral-rialzista, ma con andamenti sicuramente più incerti e volatili di quelli degli scorsi mesi. Insomma, come già accennato in premessa, i nuovi massimi il mercato se li deve ora guadagnare. Sono cioè necessari buoni dati provenienti dall’economia reale, ossia un miglioramento dell’attuale congiuntura economica. Al riguardo, personalmente, non sono pessimista, penso infatti che la fase di rallentamento economico sia per gran parte alle nostre spalle, e che i prossimi trimestri mostreranno dati più positivi degli attuali. D’altronde anche gli utili aziendali sono previsti in ulteriore crescita, soprattutto nella seconda parte dell’anno, difficile quindi prevedere allo stato nuovi pesanti storni delle quotazioni, come accaduto nello scorso anno. Confermo pertanto la mia view rialzista, ma resto vigile sull’evoluzione dei mercati.

View rialzista che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo studio del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. In questa prima parte del 2019, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, registra una perdita del 4,09 %, ascrivibile alla nostra errata posizione short d’inizio d’anno, nonchè al cappotto del titolo Juventus FC.di quest’ultima ottava. Nel frattempo il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha conseguito un guadagno del 19,13 %. Conseguita pertanto una sotto-performance del 23,22 %. Un plateale incidente di percorso, per un portafoglio che nei precedenti 6 anni ha conseguito una sovra-performance media annua pari al 16,2 %. Incidente che non fà, però, venir meno la fiducia nel mio trading system. Anzi, proprio sulla base della pregressa esperienza storica confido, nei prossimi mesi, di poter recuperare l’attuale sotto-performance. Rispetto alla scorsa ottava, confermo sostanzialmente l’assetto del mio portafoglio, costituito dall’87,5 % di posizioni long, e dal 12,5 % di posizioni short, ossia da una posizione Net Long pari al 75 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

(Post di lunedi 22/04/2019)

Lukas

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