WALL STREET: arrivano i Net Short che suggeriscono prudenza

Scritto il alle 15:28 da Lukas


Cambia il quadro del COT report. Le mani forti tornano Net Short e solo gli small traders restano long. Un quadro non proprio idilliaco per chi spinge per un quadro long. (Guest post)

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati azionari internazionali, dopo una lunga e forsennata corsa, si sono concessi una, del tutto meritata, pausa di riflessione. Credo che gli investitori, dopo la naturale euforia per il varo di numerosi vaccini anti-covid, comincino seriamente ad interrogarsi sulle modalità di ricostruzione di una sistema economico gravemente disastrato dall’imperversare della pandemia. In quest’ultimi terribili mesi i mercati sono stati rassicurati e tranquillizzati soprattutto dagli interventi monstre delle più importanti Banche Centrali, che hanno garantito un’ingente e copiosa liquidità a tutto il sistema. Hanno infatti acquistato pressochè in toto il surplus di debito emesso dai vari Stati per fronteggiare le conseguenze economiche della pandemia. Debito che resta tale, e che va ad incrementare ulteriormente quello preesistente, già di per sè enorme. Credo che, nei prossimi anni la gestione di tale enorme stock di debito, sia pubblico che privato, sarà il problema principale, con il quale tutti dovremmo confrontarci. Oggi però il problema è un altro, ossia quello di far ripartire velocemente l’economia reale, ossia il sistema produttivo, nonché il livello dei consumi e degli investimenti, sia pubblici che privati. Credo che non sarà un’impresa facile, nonostante tutte le rassicurazioni che ci vengono quotidianamente propinate. Molte cose cambieranno, alcuni settori andranno definitivamente in malora, mentre altri del tutto nuovi, legati soprattutto all’economia digitale, si affermeranno e prenderanno il sopravvento. Se così sarà, questa terribile pandemia virale, sarà ricordata storicamente come la chiave di volta che ha favorito l’ennesima trasformazione del sistema economico capitalistico. I primi segnali di questa trasformazione, già ben evidenti, ci sono già. Basta osservare le quotazioni che hanno raggiunto i giganti del tech. Ma molto credo debba ancora succedere. Prepariamoci pertanto a vivere una complessa fase di trapasso che ci condurrà, in pochi anni, in una nuova economia. Fase di trapasso che s’annuncia non del tutto indolore, e che andrà necessariamente governata al meglio. Speriamo che in tutto l’Occidente si affermi presto una nuova ed adeguata classe dirigente, all’altezza di questo difficile compito. I mercati, come sempre accaduto, saranno la cartina di tornasole del mutamento che verrà. Seguirli, pertanto, sarà ancora più importante, che non nel passato, non solo per le sempre possibili operazioni speculative, ma soprattutto per capire in anticipo, quale direzione l’economia ed il mondo prenderà nei prossimi anni.

Ciò detto, andiamo ad esaminare le indicazioni che ci provengono attualmente dallo scenario intermarket. Il dollar index, in quest’ultima settimana rimbalza dello 0,3 % e risale a quota 90,98. Un buon segnale, perché un dollaro debole non è mai un bene per l’economia. Anche le commodities lievitano dell’1,07 % in termini reali, e lasciano ben sperare su una ripresa dell’economia nel corso del 2021. Segnali meno incoraggianti giungono invece dal mercato obbligazionario. Il rendimento del bond decennale americano arretra infatti di 7 bps, e retrocede a quota 0,90 %. Anche il rendimento dei bond a 2 anni, arretra di 3 bps, e retrocede a quota 0,12 %. L’inclinazione della yield curve Usa, pertanto, si contrae a 78 bps, e continua a destare qualche perplessità in più, sulla tanto auspicata ripresa dell’economia americana. Del mercato azionario, abbiamo già accennato, L’S&P 500 questa settimana cede lo 0,96 %, ma resta sempre in prossimità dei massimi a quota 3.663,46.

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 1.189

Large Traders :  – 5.915

Small Traders : + 7.104

Cambia, pertanto, ancora una volta, la configurazione e l’assetto del mercato dei derivati azionari Usa. Rispetto alla scorsa ottava, le variazioni, nelle posizioni dei vari operatori, sono state infatti pari a 5.024 contratti. In particolare, i Large traders, questa settimana, al contrario delle precedenti, acquistano l’intero lotto dei 5.024 contratti long, e dimezzano l’entità della loro posizione, Net Short. Le Mani Forti, ossia i Commercial traders, invece cedono 3.212 contratti long, ed invertono nuovamente la loro posizione, che passa da Net Long a Net Short. Gli Small traders, infine, cedono anch’essi 1.812 contratti long, ma restano, e da soli, in posizione, Net Long. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, limitate nel numero, ma comunque importanti nel loro significato, ci danno un forse inatteso segnale di alert. Le Mani Forti, tornano infatti Net Short, seppur di misura, segno che qualche preoccupazione sul futuro dell’economia cominciano anche loro a nutrirla. La circostanza, inoltre, che gli Small Traders siano i soli a restare in posizione Net long non è mai un buon auspicio per gli investitori più avveduti. Il mercato probabilmente dopo una forsennata corsa al rialzo ha forse bisogno di una pausa di consolidamento, in attesa di comprendere meglio quale sarà l’effetto dei vaccini, e soprattutto se vi sarà una reale e forte ripresa dell’economia. Un consolidamento, ed un lieve storno del valore attuale dei mercati sarebbe peraltro salutare ed auspicabile. Come sempre, anche questa volta prendo atto delle indicazioni che provengono dai dati del Cot Report, e pur riconfermando la mia ormai datata e storica view rialzista, assumo un atteggiamento un po’ più morigerato e prudente.

Mercato pertanto in consolidamento, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sull’analisi del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/. Nel corso di questo davvero difficile 2020, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, registra un guadagno dell’ 8,32 %. Nel contempo, il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha subito una perdita del 7,83 %. Conseguita pertanto, sino ad ora, una sovra-performance del 16,15 %, che riconferma la bontà del mio approccio operativo. Nei precedenti 7 anni il mio trading system ha infatti conseguito una sovra-performance media annua dell’ 8,7 %, e presenta un’equity line in progresso del 155 %. Questa settimana, in coerenza con quanto sopra esposto, muto leggermente l’assetto del mio portafoglio, riduco cioè dal 75 al 70 % le mie posizioni long, ed innalzo nel contempo dal 25 al 30 % le mie posizioni short, ossia assumo una posizione Net Long pari al 40 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “ può, se vuole, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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