WALL STREET: arrivano i dubbi per le Mani Forti

Scritto il alle 16:10 da Lukas


La politica fiscale si sta dimostrando ben più propositiva di quanto si potesse immaginare. A questo punto  gli investitori iniziano a domandarsi se veramente questa massa di denaro riusciràa far crescere il PIL a livelli ben superiori rispetto agli ultimi anni. (Guest post)

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno proseguito ad adeguare la loro composizione e la loro struttura alle nuove politiche economiche adottate da tutti i maggiori governi. L’epoca post-covid sembra annunciarsi molto diversa rispetto a quella vissuta nello scorso decennio. Lo scoppio della terribile pandemia, in molti Paesi ancora gravemente in corso, ha infatti sdoganato l’adozione di politiche fiscali estremamente generose ed espansive. Un evento questo, del tutto nuovo, che non vedevamo, soprattutto nella vecchia Europa, da diversi decenni. Per anni si erano infatti privilegiate le politiche dell’offerta, e non quelle volte allo stimolo della domanda aggregata.

Il PNRR, ossia il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato in settimana dal nostro Parlamento, finanziato per oltre 200 miliardi di Euro dalla CEE,  è l’esempio, per noi, più tangibile e lampante di queste nuove politiche. Negli Usa, il piano di stimoli fiscali, annunciato dalla nuova Amministrazione Biden, è ancor più ingente di quello messo in piedi in Europa. Insomma, è ormai del tutto evidente che ci troviamo di fronte ad un rilevante mutamento d’approccio nella gestione del sistema capitalistico di produzione. Un mutamento inevitabile ed obbligato, per far fronte alle devastanti conseguenze economiche prodotte della pandemia. I mercati, come accennato, ne hanno già in gran parte preso coscienza. In pochi mesi sembra essersi già molto attenuato lo scenario deflazionistico che ha dominato gli ultimi 15 anni. Non possiamo ancora dire che lo stesso sia stato già definitivamente archiviato, ma è indubbio che esso fà oggi meno paura di un anno orsono.

La testimonianza, più rilevante, di questo nuovo corso, appena iniziato, è visibile in particolare nel mercato delle commodities, le cui quotazioni sono rapidamente risalite, raggiungendo il livello più elevato degli ultimi 5 anni. Lo stesso non può, invece, dirsi per il mercato dei bond, i cui rendimenti seppur anch’essi lievitati, sono ancor’oggi a livelli infimi. In molti temono il loro rialzo, a mio avviso invece, bisogna augurarsi che anch’essi risalgano a livelli molto più elevati degli attuali. Se ciò accadrà, vorrà dire che le nuove iper-espansive politiche fiscali avranno raggiunto il loro scopo, ossia stimolare ed indurre un più elevato livello di crescita economica, ossia del PIL, dei redditi e dei consumi. Se invece i tassi dovessero rimanere agli attuali livelli, significherà che l’economia non registrerà un apprezzabile tasso di crescita, e potremmo addirittura ritrovarci in una situazione di stagflazione, ossia in una situazione caratterizzata da prezzi in salita e senza crescita dell’economia reale.

Una prospettiva quest’ultima assolutamente da scongiurare, quindi ben vengano tassi ben più elevati degli attuali. I soliti noti, dicono che il rialzo dei tassi farà, secondo i loro malefici ed ormai datati auspici, finalmente scoppiare la bolla presente sull’azionario. Avremo modo di verificare, spero, la fondatezza di questo loro ennesimo improbabile assunto.

Dopo le sopra esposte considerazioni, andiamo ad esaminare, cosa ci indica, al momento, lo scenario intermarket. Il dollar index, questa settimana, rimbalza dello 0,46 %, e risale a quota 91,30. La tenuta della valuta Usa è sempre un buon segnale, sia per l’economia che per i mercati. Le commodities, come già accennato, continuano a lievitare, nell’ultima ottava crescono di un altro 2,68 % in termini reali. Negli ultimi 12 mesi l’incremento è pari al 40 %, e ciò testimonia che la ripresa post pandemica è ormai già ampiamente in corso. Segnali incoraggianti, seppur più moderati, giungono anche dal mercato obbligazionario. Il rendimento del bond decennale Usa, cresce infatti 7 bps e risale a quota 1,63 %. Ancora immobile, invece, il rendimento dei bond a 2 anni, fermo a quota 0,16 %. L’inclinazione della yield curve Usa pertanto si amplia sino a 147 punti base, e ciò conferma le attese per una forte ripresa economica, peraltro già in corso. Il mercato azionario, invece, aveva già scontato gran parte della ripresa, e stà oggi legittimamente rifiatando. L’S&P 500 guadagna infatti appena lo 0,02 %, e si mantiene sempre sui propri massimi storici.

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 5.957

Large Traders :  + 1.413

Small Traders : + 4.544

Cambia, dunque, la configurazione e l’assetto del mercato dei derivati azionari Usa. Rispetto alla scorsa ottava, le variazioni, nelle posizioni dei vari operatori, sono state pari a 10.041 contratti. In particolare, i Large Traders, acquistano l’intero lotto dei 10.041 contratti long, e con colpevole ritardo invertono la loro posizione che diventa oggi Net Long. I Commercial Traders, ovvero le MANI FORTI di questo mercato, dopo molte settimane di estrema fiducia, cedono invece 6.768 contratti long, e tornano da soli nella loro abituale  posizione di copertura, Net Short.

Gli Small Traders, infine, cedono anch’essi i residui 3.273 contratti long, e riducono lo loro già moderata e tenue posizione Net Long. Le movimentazioni di quest’ultima ottava, che mutano il precedente assetto, ci indicano che gli investitori, dopo la ripresa economica post-covid, già ampiamente scontata dal mercato, sono ora concentrati nel cercare di capire cosa accadrà dopo, ossia a partire dall’anno 2022.

La circostanza che le MANI FORTI, tornino nella loro abituale posizione di copertura Net Short, vuol significare proprio questo. Passata definitivamente la pandemia, bisognerà verificare se l’economia assumerà davvero un ritmo di crescita maggiore del decennio passato. Tutti ce lo auguriamo, ma la circostanza non è affatto scontata. Il mercato ha corso finora davvero molto, ma d’ora in avanti le rosee aspettative devono trovare concrete conferme. In attesa di quest’ultime è del tutto plausibile una pausa di riflessione, e magari anche un’ordinata, moderata e salutare correzione degli attuali valori dell’azionario. Insomma niente di catastrofico all’orizzonte, come sperano invece i disfattisti, ma analisi concrete delle prospettive sia economiche che geopolitiche di più lungo termine.

Considerazioni, quelle sopra esposte, che  m’inducono a non modificare la mia ben nota ed ormai datata view rialzista per i mercati azionari, ma solo ad avere un approccio più cauto e moderato, rispetto a quello tenuto nel più recente passato.

Mercato dunque ancora in parziale fiducia, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sull’analisi del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/. Nel corso di quest’inizio del 2021, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, ha conseguito un guadagno del 2,15 %. Nel contempo, il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha registrato un guadagno del 9,27 %. Conseguita pertanto, sinora, una sotto-performance del 7,12 %, causata dalla nostra forse eccessiva prudenza, e soprattutto da una rotazione settoriale non prevista.

Negli ultimi 8 anni, invece, il mio trading system ha conseguito una sovra-performance media annua del 9,9 %, e presenta un’equity line in progresso del 165 %. Questa settimana in coerenza con quanto sopra esposto, muto leggermente l’assetto del mio portafoglio, riduco cioè dal 75 al 70 % le mie posizioni long, ed innalzo, nel contempo, dal 25 al 30 % le mie posizioni short, ossia assumo una posizione Net Long, pari al 40 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “ può, se vuole, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
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