Una incredibile somma di TIR carichi di debito!

Scritto il alle 14:51 da Danilo DT

 

Questa multigrafica è realmente molto carina e ve la voglio postare così, come me l’ha inviata l’amico anonimocds.
Cliccate sopra l’immagine, ingranditela e capirete come mai la sola Europa è alle prese con la più incredibile ed incalcolabile vagonata di debito mai vista nella storia…

Protagoniste della storia, tanto per cambiare, BANCHE e PIIGS:

Source : http://demonocracy.info/

Stay Tuned!

DT

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13 commenti Commenta
yaldus
Scritto il 31 gennaio 2012 at 14:56

Infografica “super”, molto efficace.
Grazie !

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pinco14
Scritto il 31 gennaio 2012 at 15:59

Una sola parola
SPAVENTOSO

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john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2012 at 17:06

Documento tendenzioso e fazioso del tutto in linea con il banksters pensiero: il debito pubblico è male e… quello privato che è molte volte superiore e di qualità assai peggiore dove lo mettiamo ? la gente è poi ahiloro del tutto priva di cultura finanziaria, non comprende la natura di un sistema finanziario fiat e la differenza tra currency owner (USA, Giappone, Cina, Svezia, UK…) e currency user (EU nazioni). Quindi tutti dietro al carro a darsi la zappa sui piedi.

Ma andrei troppo lontano e non basterebbero 50 pagine, chi vuole può chiedermi qualche link poi se ne ha voglia legge un pò.

Qui mi limito a riportare uno spezzone da un recente post di Alberto Bagnai:

“… I dati ci dicono che uno solo dei tanti default privati dell’ultimo decennio ha distrutto più risparmi di tutti i default “sovrani” messi assieme. Il default della Lehman Brothers su un portafoglio di 600 miliardi di dollari ha visto un recovery rate di circa il 30% in media, il che significa che i risparmiatori hanno perso il 70%, ovvero 420 miliardi di dollari. I default sovrani dal 1998 al 2006 (comprendenti i due episodi monstre dell’Argentina e della Russia) hanno riguardato un totale di 178 miliardi di dollari, con un recovery rate medio del 55%. In altre parole: le perdite su uno solo dei default privati sono state, a spanna, più del doppio dell’ammontare degli asset pubblici andati in sofferenza nei 12 episodi di default pubblico nel periodo (asset dei quali i risparmiatori hanno comunque recuperato quote molto più consistenti che nel caso dei default privati)….”

Link:

http://goofynomics.blogspot.com/2012/01/i-keynesiani-del-vii-giorno-o-too-much.html

Nello stesso articolo Bagnai cita un lavoro che cerca di trovare evidenze statistiche sull’entità di debito finanziario privato che diventa un freno e non più uno stimolo alla crescita economica. Esso è attorno al 110% del PIL ed è il vero problema dell’Irlanda che, non avessero i loro criminali politici scaricato sullo stato il debito bancario, sarebbe ancora un paese prospero invece che uno condannato o a morte. E’ il debito privato che stava scoppiando, e non quello pubblico. Finché i banchieri hanno scaricato i loro debiti sulle casse pubbliche, in ogni paese. E ora martellante, asfissiante, il nuovo mantra “morte ai debiti pubblici” e la gente ignorante diventa carnefice di se stessa. La storia si ripete incessantemente.

Senza una soluzione “svedese” nessun paese uscirà da questa crisi, neppure in 50 anni.

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lukeof
Scritto il 31 gennaio 2012 at 17:35

Lo metto qui che magari è il thread piu’ corretto :-)

Scusate ho una curiosità.

Mettiamo il caso che tutti i PIIGS decidano di uscire dall’Euro (e dalla EU) e di dichiarare default 100% contemporaneamente. Della serie, azzerare il debito reciproco nonchè nazionalizzare (per garantirne il funzionamento) le banche interne creditrici nonchè eventuali industrie strategiche e di fare una sorta di “Euro 2″ o similia o anche di tornare alle monete originarie.
Potremmo almeno cercare di verificare l’impatto in termini negativi, dove verrebbe percepito, in che distribuzione diciamo “sociale”, chi ci perde (all’interno e all’esterno dei PIIGS) e chi ci guadagna e con quali dirette conseguenze?

Chi sopravvive e come, e con cosa, ed a quale titolo?

Ovviamente è solo un semplice esercizio teorico, ma mi piacerebbe capire con precisione cosa succederebbe a sgonfiare di colpo la bolla del debito con un crack sistemico.
Ipersvalutazione per tutti? per alcuni? Carestia in tutto l’ex-occidente? Sviluppo finito? Ricominciamo tutti da capo nel globo intero o che tipo di assestamento ci sarebbe?

E’ probabile che si sentirebbero venti di guerra, ma a parte questi chi e come sarebbe in condizioni di attuare anche costosissime “guerre”? E nei confronti di chi?

Chiedo troppo lo so…ma almeno un idea…..:)

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yaldus
Scritto il 31 gennaio 2012 at 19:04

@lukeof, che pone proprio delle belle domande, direi di chiedere direttamente al nostro John_Ludd che, da statalista di fede incrollabile, trova tosto la soluzione! (beato lui).

Cari amici, credo ci dovremo tutti leggere il nuovo book del Giulio Tremonti, (uscita di sicurezza) il quale tratta proprio di queste cosette piccole piccole e sostiene che occorre ripartire praticamente …da capo!
Speriamo bene! Y da Parma

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john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2012 at 19:20

yaldus@finanza,

No non sono uno statalista ma pragmaticamente vedo diversi livelli di male. Lo stato è il meno peggio e se ben gestito, molto meno peggio. Qualunque persona sana di mente e che non sia milionaria dalla nascita preferirebbe (ri)nascere in Scandinavia o altrove ? Lasciamo perdere la storia del clima e bla bla bla, anche quelli non sono paesi perfetti, perché l’uomo non è perfetto, ma nella mia modestia e mancanza di fantasia invece che consumarmi il cervello pensando a “nuovi sistemi” preferisco guardare a quelli che già ci sono e funzionano meglio degli altri.

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yaldus
Scritto il 31 gennaio 2012 at 19:52

john_ludd@finanza,
Caro amico JL, non voglio assolutamente criticare te, dico solo che in questo spaventoso “videogame” della finanza globale, in cui sono precipitati “stati e privati”, occorre solo trovare la via di uscita da questo caos, chiudere questa colossale bisca della finanza !
Leggiamolo il Giulio, forse ha qualche buon suggerimento.

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john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2012 at 20:14

yaldus@finanza,

c’è di peggio del Giulio ma non credo abbia molto da dire al di fuori delle solite mezze verità. Non è molto autorevole il parere del maggior tributarista nazionale artefice prima come professionista e poi come ministro di una politica tutta tesa a migliorare la vita a evasori e soprattutto grandi elusori.

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icebergfinanza
Scritto il 31 gennaio 2012 at 20:40

john_ludd@finanza,

Chapeau John Giulio il vanitoso e’ servito!

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yaldus
Scritto il 31 gennaio 2012 at 21:59

john_ludd@finanza,

Eh ma allora, caro JL, ti ritieni già saturo di “conoscenza” e non vuoi più ascoltare, ritieni di non avere più nulla da imparare! Beato te che ti fidi solo di politici o di tecnici pro-tempore cui affidare la nave del bilancio, piena di gioielli di stato, di soldi e di impiegati. Alla larga i privati, sempre truffatori. Avanti allora con la casta dei politici forchettoni che ingrassano a nostre spese. Tu si che sei un vero, generoso “tax payer”. Se ti piace cosi!
Leggi GTremonti, Uscita di sicurezza, ti regalerà nuove idee sul mondo libero dove le aziende operano, danno lavoro e si arricchiscono, mentre gli stati scrivono e impostano le buone regole !
Auguri.

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john_ludd
Scritto il 31 gennaio 2012 at 22:33

yaldus@finanza,

Nessuno è “saturo” di conoscenza, io che ho iniziato a camminare ieri men che meno. Solo che i maestri li scelgo per bene, fortunatamente ce ne sono e ben felici di aiutare gente come me a capire in che mondo vive, ma Giulio non è tra questi. Non ti arrabbiare, è solo il mio parere.

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Scritto il 1 febbraio 2012 at 09:14

Il mio maestro:
“But with respect to future debt; would it not be wise and just for that nation to declare in the constitution they are forming that neither the legislature, nor the nation itself can validly contract more debt, than they may pay within their own age, or within the term of 19 years.”
Thomas Jefferson

Mi sa’ che abbiamo sforato….

qualche nota…..
Bella la grafica da’ un esempio pratico della quantita’ di debito coinvolto.
Non sono molto certo dell’analisi del debito privato e quello pubblico… parte dal presupposto “statalista” che pagano sempre i pirla… Infatti mentre il debito privato azzera con il fallimento (od il 30% se guardi l’esempio) la propria responsabilita’ verso il creditore, lo stato ripaga il 50% (se guardi l’esempio argentino) dissanguando i propri cittadini per i prossimi eoni.
Mi chiedo se il default della Grecia lo pagheranno solo chi perde il capitale investito in bond o i cittadini Greci che stanno tornando indietro di 50 anni… io proveri a chiederlo a loro…
In realta’ come un altro mio maestro ha detto:”Il debito e’ la schiavitu’ degli uomini liberi” Publio Sirio..
Ma anch’io sono pragmatico ed ho gia visto la soluzione adottato dagli esimi professori e non che e’ gia iniziata da un paio di annetti, un po’ di inflazione reale mascherata, un po di tasse mascherate, un po’ di bugie ben mascherate ed in una ventina di anni il debito sara’ di nuovo sotto controllo… A meno che prima di cio’ un po’ di persone mascherate non li vadano a cercare…

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yaldus
Scritto il 1 febbraio 2012 at 12:38

Great il Mario ! Ottima la citazione di P.Sirio..

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