LEHMAN: BORSE GIU' E NON SOLO

Scritto il alle 12:00 da Danilo DT

lehman2.jpgProprio ieri me n’ero uscio con un post forse un po’ provocatorio (Tanto rumore per nulla) ma con la convinzione che la presa di posizione del governo USA su Fannie Mae e Freddie Mac non era la panacea contro tutti i mali finanziari del mondo.E nel gironi 24 ore il mercato ha date il suo giudizio. Fortemente negativo.La causa fondamentale è stata la convinzione che il governo ha ormai sparato tutte le sue cartucce e quindi si teme che un eventuale salvataggio di Lehman Brothers o Merrill Lynch, tanto per fare due nomi a caso, sia quantomeno improbabile.E fu così che Lehman ieri ha perso il 45%, complice anche l’uscita dalla trattativa di cessione da parte dei coreani.

Non tutto è perduto

Per carità non sto preannunciando il fallimento di Lehman, anche perché continua comunque ad esserci l’interesse di istituzioni canadesi e inglesi su tutte, più giapponesi e qualche americano. Però le cose si complicano. Prima lo Stato fungeva da garante. Oggi invece, alza le mani e dice: Signori, ciò che potevo fare, ormai l’ho fatto. Per il resto arrangiatevi. Mossa che ritengo quantomai sensata, ma che comunque non significa nulla. Diciamo che è uno stimolo per le banche USA a trovare qualche partner e aggiustarsi (quando possibile) da sole.E proprio a proposito di Lehman Brothers, ormai l’ipotesi più probabile potrebbe essere lo spezzatino. Nelle sale operative gira questa voce. Ma attenzione, oggi LEH ci darà qualche dato sulla sua situazione. E se ci fossero delle sorprese? Vedremo.Intanto mi propongo a livello culturale di buttare un occhio a questo link del WSJ. Avrete un’idea dello status dei fallimenti bancari USA.

Atmosfera irreale e decoupling

L’aria che si respira in questi giorni è comunque molto strana. E in Europa al momento si regge bene. Ma per quanto? Al top della lista delle possibili vittime dei subprime restano istituti spagnoli ed inglesi. Mentre in Cina (tutto il mondo è paese) scendono vistosamente le vendite di immobili. Ed eccoci quindi al punto. Signori, questa è la globalizzazione. Il decoupling per l’ennesima volta è stato una chimera.

 

Bank Index protagonista

BKX bank index intermarket equityUn’ultima cosa prima di chiudere questi miei pensieri del mattino. Vi allego qui a fianco un grafico sovrapposto con nell’ordine:

• S&P 500• VIX• ITRAXX• Bank Index (BKX)

Potete notare che:

• Malgrado il tentato recupero delle borse, l’ITRAXX è sempre stato a livelli elevati, segno che il rischio finanziario continua ad essere elevato, anzi… (a)• Il VIX è tornato a salire violentemente e lo S&P invece si sta avvicinando ai vecchi minimi• Il BKX ha abbozzato un recupero, ma ultimamente è nuovamente sceso. E se notate, la correlazione è stata sempre molto buona, tranne che nelle ultime settimane. Complice anche altri fattori non solo più legati al mondo bancario. Alias la recessione.

Domanda. Che fine farà il listino USA e con lui tutti i mercati globali se il BKX torna a scendere vistosamente, accompagnato da chiari segnali recessivi (vedi petrolio)? A buon intenditor…

STAY TUNED!


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Grazie e buona lettura!DT

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