Stress test atomico: con o senza centrali per noi cambia poco

Scritto il alle 13:11 da Danilo DT

Sono previsti severi “stress test” sulle centrali nucleari europee. 143 reattori di cui buona parte a due passi dal nostro confine. E sempre buona parte di questi 143 reattori sono stati costruiti negli anni ’70 e rappresentano centrali nucleari di prima generazione (oggi siamo a quelle di terza generazione, completamente diverse nella struttura e nella sicurezza).
Il grafico tratto da “la Repubblica” illustra in modo ideale il nostro piccolo dramma: non abbiamo voluto il nucleare, lo abbiamo deciso con un referendum anni fa. Ma in realtà è stato come se ce l’avessimo avuto, in quanto il nord Italia è circondato da enormi rischi potenziali di contaminazione, in caso di guasto alle centrali. E le correnti, fino a prova contraria, vengono in Italia passando prima da Francia e Svizzera. E quindi per noi, sarebbe come avere una centrale nucleare sul nostro territorio. Forse sarebbe meglio preoccuparsi non del rischio di costruzione di nuove centrali atomiche in Italia, che sarebbero costruite con criteri di sicurezza molto avanzati, ma del vecchio che ci sta attorno. Anche perché dobbiamo continuare a sperare che vada sempre tutto bene, e se qualcosa va storto, a cosa servirebbe dire: “ noi il nucleare non lo abbiamo voluto”? Sarebbe solo una clamorosa presa in giro: senza nucleare, per anni dipendente dall’estero per l’energia, ma costretti a subire le conseguenze degli effetti collaterali.

Ma giunti a questo punto, possiamo fare a meno del nucleare? Prendendo spunto da un interessante articolo di Pippo Ranci, occorre prima rispondere a tre quesiti:

Primo quesito: può il mondo fare a meno dell’energia elettronucleare? La risposta non può essere netta.
Certo che in astratto si può farne a meno, ma oggi bisognerebbe organizzare una transizione assai lunga. Non si possono chiudere improvvisamente 440 impianti che forniscono al mondo 2,6 trilioni di chilowattora all’anno, otto volte l’intero consumo italiano, il 14 per cento dell’elettricità mondiale; e all’Unione europea il 28 per cento dell’elettricità che consuma. L’Europa andrebbe al buio e nessun paese, nucleare o no, sarebbe esente dall’emergenza.

Secondo quesito: a che prezzo l’uscita dal nucleare? C’è un costo conomico: per dare un’idea, se l’Italia volesse supplire con energia solare all’energia importata, che è di origine nucleare, il sussidio annuo necessario richiederebbe un aumento della pressione fiscale di oltre un punto per vent’anni. Ma il prezzo più elevato sarebbe l’abbandono delle politiche per il clima perché affrontare un problema di queste dimensioni con la sola riduzione dei consumi e generazione da fonti rinnovabili richiederebbe comunque, nella migliore delle ipotesi, una transizione di qualche decennio, durante il quale non si potrebbe evitare un maggior ricorso ai combustibili fossili. Quindi per uscire da una catastrofe improbabile andremmo a cercarne un’altra forse meno improbabile, quella del riscaldamento globale.

Terzo quesito: come raggiungere un consenso sull’uscita? Al momento sembra impossibile, non
dico nel mondo, ma nemmeno nell’Unione Europea. (Source)

Difficile su due piedi dare delle risposte. Certo è che siamo dipendenti comunque dagli altri paesi a noi limitrofi sia su onori ed oneri del nucleare. E questo fatto lo trovo semplicemente assurdo.

STAY TUNED!

DT

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23 commenti Commenta
andrea.mensa
Scritto il 23 marzo 2011 at 13:51

dt. penso ch equanto farà il Giappone, sarà un ottimo riferimento al cosa “si può” fare.
se erano giuste le stime fatte, il recente disastro ha ridotto del 25% la capacità giapponese di produrre energia elettrica (28%, l’europa).
ricordo ch eanche per fonti rinnovabili come eolico ed elettrovoltaico ( e il progetto Archimede ?)
l’entrata in funzione graduale degli impianti in sostituzione all’importazione, non dovrebbe considerarsi come uno scalone , ma come un processo graduale verso l’autosufficenza.
ed anche l’obiezione “di notte il sole non c’è” è decisamente speciosa, perchè basta produrre estoccare idrogeno ed il problema è risolto.
mi spiace, ma sul punto 2 non sono d’accordo, sempre ch ela decisione politica fosse chiara ed un programma serio fedelmente seguito .
in Italia ? seriamente ? ha…ha… ha… vi è piaciuta la barzelletta ?

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paolo41
Scritto il 23 marzo 2011 at 14:17

Dream,
la tua analisi è corretta: è inutile negare il nucleare quando siamo circondati dalle centrali dei paesi confinanti; non solo, il deposito delle scorie svizzere è stato costruito su monti a cavallo del confine con l’Italia.
Il vero problema è che nel nostro paese, per ogni questione vige il “partito del no”, indipendentemente dal colore politico.
O accettiamo il nucleare, con tutte le sue recenti innovazioni, come alternativa alle centrali termoelettriche e… inquinanti o le nostre industrie saranno negli anni ancora più penalizzate di quanto lo siano oggi.
C’è un’alternativa: dedichiamoci solo al turismo e all’agricoltura e le aziende portiamole tutte in Svizzera e in altri paesi che stanno facendo ponti d’oro a chi decide di ivi trasferire la produzione.
La maggior parte degli italiani starà in panciolle ad aspettare che arrivino i turisti dalle altre nazioni, mentre chi fa l’agricoltore potrà sfruttare le masse di immigranti a basso costo per i lavori più duri e noiosi (parecchi lo stanno già facendo).
Calando la necessità di mobilità, ci sarà anche un minore inquinamento e la nostra nazione sarà annoverata fra quelle con il clima più pulito… idilliaco….
In attesa che avvenga qualche incidente nelle centrali nucleari che ci circondano!!!!

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lampo
Scritto il 23 marzo 2011 at 14:49

Attualmente, visto l’incidente dall’evoluzione ancora in corso, il peggior aspetto che possano proporre la politica ed i mass-media è l’eterno dilemma del bianco o nero: in questo caso nucleare sì oppure no.
Entrambe scelte avranno conseguenze che si protrarranno per anni se non addirittura decenni.
E anche un no potrebbe trasformarsi in un si visto poi l’esigenza di comprare energia elettrica dall’estero, prodotta magari da nucleare (attualmente importiamo circa il 10% del nostro fabbisogno prodotta da questa fonte).

Auspico che, una volta tanto, i mass-media svolgano il loro semplice ruolo di informazione, in maniera che si apra un dibattito civile e politico il più possibile concreto e costruttivo, qualsiasi decisione venga presa. Questo vale soprattutto per le eventuali alternative.
E’ in gioco il nostro sviluppo economico futuro e dei nostri figli (forse anche i nipoti)… oltre alla nostra conseguente competività industriale (se paghiamo di più l’energia… siamo già svantaggiati a prescindere dalla tassazione applicata alle nostre imprese).
Riflettiamo bene ed informiamoci il più possibile.
Abbiamo bisogno di una politica energetica di lungo termine… non di decisioni affrettare ed indotte dalla politica di turno e dalle mode dei mass-media. :cry:

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lampo
Scritto il 23 marzo 2011 at 14:53

Abbiamo già passato alla Francia negli anni 80-90 la nostra ricerca sul nucleare (di cui eravamo i leader indiscussi)… di cui vivono di rendita e, che ci fanno pagare, vendendo la loro energia elettrica.

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Scritto il 23 marzo 2011 at 15:08

…e domani il buon Lampo avrà tempo e modo per erudirci sull’argomento, dico bene? ;-)

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bergasim
Scritto il 23 marzo 2011 at 15:17

I problemi sono altri, una classe politica a livello mondiale che non capisce nulla ( o fà finta di non capire nulla ), corrotta e avara, che guarda all’oggi e non al domani, pensando solo a riempirsi le tasche.
I problemi energetici ed alimentari non nascono oggi, ma sono vecchie storie, una cosa però dobbiamo capirla prima che pensare a produrre energia, bisogna pensare a come sprecarne di meno, non occidentali consumiamo troppo a discapito di altri, la prima regola deve essere RAISPARMIO, chi usa l’energia in maniera non intelligente deve pagare molto di più, chi la usa con raziocinio deve pagare di meno, oggi siamo qui a parlare di nucleare ( con tutti i mega cervelloni che circolano), ma nessuno è mai stato in grado di capire in anticipo ( perchè adeguatamente e lautamente pagati dalle multinazionali) che il petrolio potesse finire e che l’energia nucleare non si doveva utilizzare, perchè non è assolutamente un energia non pulita e a buon mercato ( vedasi smaltimento delel scorie e incidenti ), e che quindi bisogna cercare soluzioni alternative, ma evidentemente tutti questi geni di scienziati che in questi anni ci hanno accompaganti tali non si sono rivelati.
Chiudo ora con l’aspetto alimentare, su questo pianeta siamo tropppi, anche qui come ca..o è possibile che nessuno negli anni passati sia stato in grado di capire che le dinamiche demografiche ci avrebbero portato ad uan situazione demografica ed alimentare insostenibile, ma alla FAO,ONU e altre varie agenzie chi chi ca..o ci lavora, degli emeriti idioti? forse si, anche qui la corruzione dilaga alla grandissima, siamo in troppi e nessuno se ne occupato e se ne occupa, il conto alla rovescia per il non ritorno è partito da tempo e nessuno lo potrà fermare.
In unltimo il nucleare di 3/4/5 generazione non si deve fare, perchè le scorte non si sa dove cavolo metetterle e il gioco non vale la candela, tutto il resto è aria fritta.
:?: :roll:

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lampo
Scritto il 23 marzo 2011 at 15:30

bergasim,

Il problema di sicurezza non è nell’utilizzo dell’energia nucleare in sè… ma nella gestione dell’uomo della stessa a causa del profitto che deve trarre. Pensiamo solo al fatto che molte centrali sono affidate in gestione e spesso anche per la sicurezza ad aziende private, che devono ovviamente trarre profitto. Poi nella concessione rilasciata, il privato investitore (multinazionale o impresa nazionale che sia) deve calcolare il costo di costruzione, i costi di esercizio e di vendità dell’energia elettrica (da cui deve trarre il proprio profitto) e, a fine gestione, i costi di smaltimento dei rifiuti radioattivi e di dismissione della centrale (che leggevo recentemente sono pari a quelli di costruzione se non addirittura maggiori).
Poi c’è la variabile climatica, del prezzo dell’energia elettrica sul mercato (se cala, calano anche i profitti… e non può chiedere di prolungare la concessione per poter fare utili… anche se, in alcuni casi, è avvenuto).
Volete che, in queste condizioni, non venga fatta la cresta da qualche parte, specie sulla gestione della sicurezza. Ovviamente finché tutto fila liscio… non si vede, ma in caso di incidente… tutta la polvere nucleare messa sotto il tappeto, fuoriesce.

Poi per il risparmio energetico sono d’accordo. Ma ci vuoe educazione dell’opinione pubblica. Ti pare semplice con i mass-media che sono in conflitto di interesse e che ci stimolano continuamente a comprare cose inutili…e che consumano energia.
Te la vedi la pubblicità di un prodotto che è meno performante anche se consuma di meno (un’auto per esempio). Anche le auto-ibride le hanno dovute fare sovraperformanti (lo dico da possessore di prius) invece di aumentare, al posto dei cavalli (più che abbondanti), il risparmio di carburante… Pensate solo alla Tesla.

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lampo
Scritto il 23 marzo 2011 at 15:38

Dream Theater,

Cerrrrrtooo…. speriamo che io me la cavo… oppure come nel film che dicevi (Non ci resta che piangere… “sì sì…mo me lo segno”! :mrgreen:

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vichingo
Scritto il 23 marzo 2011 at 15:45

– Quello delle centrali vicine è il vecchio cavallo di battaglia dei nuclearisti, è come dire, di là si mangia la mer.a, fà bene, mangiamola anche noi;
– importiamo energia dalla Francia perché non siamo stati capaci di fare una politica seria sulle fonti di energia alternative al nucleare, mentre altri paesi tipo Germania e paesi scandinavi lo hanno già fatto da diverso tempo;
– il nucleare e la sicurezza sugli impianti sono tecnologie a basso costo? Bugia;
– Meglio un po’ di sana austerity, con le persone in bicicletta o l’aumento dei tumori alla tiroide e non solo?
– dove cavolo le mettiamo le scorie radioattive?
– un po’ di sana decrescita può far bene? secondo me si. Il mondo dovrebbe fermarsi più a lungo a riflettere su come vuole impostare la crescita economica, senza distruggere il nostro pianeta e gli abitanti che ci vivono;
Il nostro governo ha deciso la moratoria di un anno sulle scelte nucleari, affossiamolo completamente il nucleare, partecipando al referendum di giugno. 8O

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mattacchiuz
Scritto il 23 marzo 2011 at 15:49

lampo,

guarda che io farò anche io conti… :-)

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vichingo
Scritto il 23 marzo 2011 at 15:53

Ah dimenticavo:
– il 50% dell’edilizia, ad essere ottimista è in mano alla criminalità organizzata: vuoi che la torta degli appalti sulla costruzione delle futura centrali non gli faccia gola? Naturalmente con la complicità di molti politici. Mi viene in mente l’altra follia, quella del ponte sullo stretto di Messina, zona altamente sismica che è stata già devastata dal terremoto e da un pauroso tsunami con onde di dodici metri……………………………………..

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lampo
Scritto il 23 marzo 2011 at 15:54

mattacchiuz,

:?:

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mattacchiuz
Scritto il 23 marzo 2011 at 16:01

pensavo avresti parlato di ingegneria… :-)

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alfio200
Scritto il 23 marzo 2011 at 16:13

Belle parole, DT, ma dimentichi la questione principale…

tu investiresti FINANZIARIAMENTE (azioni) sul nucleare?

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alfio200
Scritto il 23 marzo 2011 at 16:18

Se io con il nucleare (azioni), cosa me ne importa delle radiazioni!! I soldi, DT, i soldi!

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alfio200
Scritto il 23 marzo 2011 at 16:19

Se con il nucleare “guadagno”…ommissione…

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lampo
Scritto il 23 marzo 2011 at 16:31

mattacchiuz,

No… più alla larga… anche se è ancora in fase di evoluzione… chissà :wink:

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hironibiki
Scritto il 23 marzo 2011 at 16:48

Io sul nucleare non concordo. Dove mettiamo gli scarti radioattivi? Io li manderei tutti ad arcore. Non si può pensare di continuare ad espandersi, è come voler continuare a riempire d’aria un palloncino: se è sgonfio pian piano si riempie ma poi scoppia. E noi siamo arrivato al limite. Si continua a produrre ma per cosa? Dovremmo veramente ridimensionare tutto cercando di consumare meno. E qui mi viene da citare anche l’esempio dell’acqua. Avete letto quanta acqua viene sprecata perchè abbiamo le tubature vecchie e mal ridotte? Che senso ha? Certò al momento acqua potabile ancora c’è ma un domani potremmo contare su un livello di spreco sempre maggiore? Dovremmo iniziare a fare economia su tutto pensando ad un nuovo stile di vita più semplice e meno opressivo per il pianeta su cui abitiamo.
Ma tant’è le cose non cambieranno al momento :|

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Scritto il 23 marzo 2011 at 16:53

@ Alfio200:

lasciando da parte il discorso etico, sicuramente ora il nucleare lo lascerei stare, il mercato ha bisogno di sicurezza e il sentiment è negativo. Meglio aspettare. Poi se diventi radioattivo.. sai di cosa te ne puoi fare dei soldi che hai guadagnato… con permesso eh?

Premessa: io sono fondamentalmente favorevole al nucleare, ma a certe condizioni. Solo che secondo me, oggi, è tardi per uno stato come l’Italia salire su un treno in corsa che, anzi, in futuro potrebbe rallentare… secondo me ripeto….

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hironibiki
Scritto il 23 marzo 2011 at 17:09

Dream Theater,
però per quanto gli “standard” potranno essere elevati con un cataclisma come in Giappone non c’è sicurezza che tenga. Ci è andata di lusso sino ad ora che anche se vecchie non è mai accaduto nulla (e speriamo continui così), ma io eviterei altre centrali perchè più ce ne sono maggiore è la probabilità che qualcosa vada storto.
Poi come dici tu una volta contaminati non ci sono cure..

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vichingo
Scritto il 23 marzo 2011 at 19:46

http://www.youtube.com/watch?v=WXDi9Vm6qXo&feature=related

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gainhunter
Scritto il 23 marzo 2011 at 21:29

Due considerazioni:
1. Ma è possibile che in Europa ci siano leggi comuni per tutti gli Stati membri per regolare i più svariati argomenti e la cui mancata applicazione avrebbe ripercussioni minime sugli altri Stati (esempio stupido: le quote latte), e non ci sia una legge comune in merito alla costruzione di centrali nucleari, che potrebbero avere enormi ripercussioni sui Paesi confinanti?
2. Se dovesse prevalere un ripensamento sul nucleare, a livello europeo, potremmo dire che l’Italia, almeno in questo, è decenni avanti a tutti gli altri :mrgreen:

E una domanda agli informati sul nucleare e sulle energie alternative: ci sono studi, possibilmente non di parte, che confrontano, a parità di investimenti, i kwh producibili dal nucleare con quelli producibili dalle varie energie alternative?

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Scritto il 27 marzo 2011 at 12:57

Tokyo, 27 mar. (Ign) – Radioattività dell’acqua è 10 milioni di volte superiore ai livelli normali. Scatta il nuovo allarme a Fukushima, dopo le notizie diffuse dall’Agenzia per la sicurezza nucleare. La radioattività dell’acqua al reattore n.2 della centrale di Fukushima è infatti estremamente elevata ed è pari a 10 milioni di volte i livelli normali. Il livello di iodio-131 presente nel reattore n.2 è estremamente alto -spiegano da Vienna-. L’Agenzia sospetta che la radioattività dell’acqua possa essere legata in qualche modo direttamente a un problema del nocciolo del reattore, visto il livello toccato di 1.000 millisievert/ora

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