Settore Auto: parte la debolezza?

Scritto il alle 12:42 da Danilo DT

Stoxx 600 auto e titoli del settore: correzioni in arrivo

I dati usciti in queste ultime settimane mi hanno incuriosito non poco, soprattutto se incrociati con i trend di borsa. Infatti il Settore Auto in generale (e non quindi solo Fiat, legata tra le altre cose, alle storie dello spin off), ha espresso con un rally veramente notevole. Tutto questo malgrado che…

Il 47,5% degli italiani chiede una nuova fase di incentivi economici, un dato che era abbastanza prevedibile e che risulta da un Rapporto Aci-Censis Automobile 2010 che è stato presentato oggi a Roma dall’Automobile Club d’Italia, dal presidente dell’Aci, Enrico Gelpi, e dal presidente della Fondazione Censis, Giuseppe De Rita. Attualmente meno del 4% degli italiani si dice disposto a comprare una vettura nel 2011 e si tratta di un dato abbastanza allarmante.
Il mercato dell’auto è già in difficoltà e se quest’anno si chiuderà con 1.960.000 unità immatricolate, nel 2011 si dovrebbero immatricolare ancora meno auto: 1.850.000 in base alle ultime previsioni che non sono di certo confortevoli. Le famiglie sono costrette in questo momento a ridurre la spesa per la gestione della vettura. Come è emerso dal Rapporto Aci-Censis, per gli non si rinuncia all’auto per gli spostamenti più brevi, mentre per le lunghe percorrenze si predilige il mezzo pubblico. A causa ovviamente del costo della benzina, considerato a ragione troppo alto e quindi anche se gli italiani sono da sempre molto legati agli spostamnenti in auto, si trovano costretti dal momento economico sfavorevole a guidare e spostarsi di meno con la macchina.
Bisognerebbe rivitalizzare il mercato dell’auto con un nuovo e importante impulso al processo di ottimizzazione del parco circolante, per questo motivo il 47,5% delle famiglie chiede una nuova fase di incentivi per la sostituzione del proprio veicolo, a dispetto delle decisioni scaturite fino ad oggi dai maggiori responsabili pubblici e privati del settore automobilistico. Dati abbastanza preoccupanti che non fanno ben sperare per il prossimo anno, a meno che, ma al momento (
Source)

Mercato in crisi di immatricolazioni ma titoli del settore che volano in borsa… Ma che stranezze. Ormai non ci si sorprende più di nulla.
E allora, come dico sempre, ok seguire le tendenze ma massima prudenza. E allora…guardiamo il grafico di settore, lo Stoxx 600 Auto.

Stoxx 600 Auto



Grafico chiarissimo: area 360 che non viene rotta al rialzo, e rottura la media mobile a 21 giorni che viene rotta al ribasso. RSI in divergenza e MACD in inversione. Stasera sarà interessante vedere i volumi in close. Serve altro?

Stoxx 600 Auto TD sequential di DeMark

Grafico TD Sequential di DeMark altrettanto eloquente. Countdown chiuso.
Forse un po’ di razionicinio inizia a sorgere sui mercati dell’euforia indotta.

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DT

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14 commenti Commenta
idleproc
Scritto il 27 dicembre 2010 at 14:13

Caro Dream ho una perplessità: dove hanno trovato che il 47,5% delle famiglie italiane sono ansiose – non ci dormono alla notte – di fornire risorse alle multinazionali dell’auto. Mi sembra abbastanza curioso, dovrebbero più o meno corrispondere a chi vuol cambiar auto. Nel caso, saremmo vicini ad un boom delle vendite. Credo che i titoli del settore, seguano l’andazzo (essendo multinazionali) del resto… in attesa di correzione. Di nuovo Buone Feste e complimenti.

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paolo41
Scritto il 27 dicembre 2010 at 14:58

idleproc@finanza,

Penso che il calo del comparto auto di oggi sia legato alla decisione della Cina di alzare i tassi e quindi di contenere inflazione e consumi; i primi a prendere la botta sono stati i costruttori tedeschi (forti esportatori con Mercedes, BMW e Audi sul mercato cinese) e si sono tirati dietro tutti i costruttori europei.
Fiat è un caso particolare, perchè fino ad oggi ha vissuto sulle “aspettative” della scissione delle attività; stamane si speculava ancora sull’accordo per Mirafiori, poi anche la casa italiana è stata risucchiata dall’andamento negativo del settore.
Un contributo aggiuntivo, sempre in termini negativi, può averlo dato lo sciopero nello stabilimento Zastava.
In una visione di medio-lungo termine, il fatto che il 45% degli italiani richieda un incentivo alla rottamazione per sostituire la vettura è plausibile, perchè denota che nella classe medio- bassa della nostra nazione non ci sono disponibilità per un acquisto senza incentivi.
Ma non illudiamoci che un nuovo piano di incentivi aiuti la produzione Fiat e, aggiungerei “locale”, perchè la concorrenza nei segmenti bassi (A e B) è ormai forte e offre una gamma di prodotti estremamente concorrenziale.
La Fiat è carente, in questo momento, di modelli nuovi e non ha interesse quindi a un programma di incentivi che….. favorirebbe la concorrenza.
Occorre aggiungere che non si intravedono soluzioni nel breve, perchè Pomiglianio e Mirafiori sono appena partite con gli investimenti; l’altro pericolo sulla valorizzazione del titolo Fiat deriva, inoltre, dalla ufficializzazione della separazione delle attività e dalla contemporanea entrata in borsa della nuova unità che comprende trucks, agriculture e earth moving machineries…. voglio dire compra sulle news e vendi sui fatti….

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Scritto il 27 dicembre 2010 at 15:04

Intanto… beccatevi questa notizia…. alla faccia…

http://www.repubblica.it/economia/2010/12/27/news/saldi_invernali-10614572/?rss

Crollo delle vendite natalizie. -12%

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ottofranz
Scritto il 27 dicembre 2010 at 16:40

– 12 % ? MAGARI !!!! Questi mi sembrano i dati che danno gli Americani ! Per una volta il Codacons sembra averci beccato. Saranno un flop anche i saldi !

Invece vorrei farvi notare come l’analisi di Nikojoe (quella con l’errore) sia stata perfetta !

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hironibiki
Scritto il 27 dicembre 2010 at 16:46

Dream Theater,

Ma se sperano di vendere in saldo i vestiti (guadagnandoci) perchè allora non li vendono sempre a prezzo più basso? Non penso che l’opzione saldi voglia dire beneficienza.. Quindi perchè venderli a 100 se con 50 ci campi lo stesso? Bah misteri misteriosi :mrgreen:

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idleproc
Scritto il 27 dicembre 2010 at 17:06

hironibiki@finanza,

Alcune cose che conosco direttamente: molte PMI che concorrono ad appalti pubblici e che prima non lo avevano mai fatto, partecipano a gare d’appalto con ribassi da record. Parlando con alcune di loro la risposta è stata: ci accontentiamo di poter pagare stipendi e di venire a capo delle spese correnti, non possiamo, pensando al futuro, permetterci di perdere con i licenziamenti le competenze lavorative acquisite.
Molte stanno attingendo al capitale d’impresa, per sopravvivere.

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hironibiki
Scritto il 27 dicembre 2010 at 17:22

idleproc@finanza,
Anche da noi è così, al momento non hanno ancora intaccato il capitale d’impresa ma ogni volta (ad ogni rinnovo contratto triennale) chiedono lo sconto del 15-20%.. Considerando che il bene offerto è un servizio (quindi risorse umane) mi sa che nel 2012 farò le valigie di cartone inserendo il mio nome all’ufficio di collocamento. :|

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hironibiki
Scritto il 27 dicembre 2010 at 17:27

hironibiki@finanza,

Comunque molti prodotti vengono confezionati all’estero, quindi lo sconto del 50% a volte è farlocco. Mettiamo che ci si compra le scarpe Nike al 50% in meno.. Ma sono confezionate in Cina o da quelle parti, quindi costo produzione pari a zero (quasi).
Se invece è nostrano allora concordo che i saldi possono strozzare il mercato. Per come la vedo io sarà sempre peggio (evviva l’allegria :mrgreen: )

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    Scritto il 27 dicembre 2010 at 17:31

    Domani un interessante GUEST POST sull’argomento…
    ;-)

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hironibiki
Scritto il 27 dicembre 2010 at 17:44

Dream Theater,

Wow non vedo l’ora li leggo sempre con interesse :mrgreen:
Intanto vi auguro una buona serata. Anche per oggi il mio inutile lavoro è terminato. A domani ragazzi :mrgreen:

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amensa
Scritto il 28 dicembre 2010 at 01:23

ma quando si comincerà seriamente a smettere di intasare le discariche con materiali ancora perfettamente funzionanti ? perchè dovrei buttare il mio mercedes di 20 anni e solo 390.000km che non ha mai visto un garage e non ha un filo di ruggine, che parte dopo una notte a -6° e con mezzo giro del motore ? e come l’auto, tante altre cose ?
forse finalmente avere meno disponibilità sta cominciando a forzare una nuova mentalità dove il valore non stà nella moda, nella novità, ma nella rispondenza del prodotto alle reali esigenze ?

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gainhunter
Scritto il 28 dicembre 2010 at 08:03

Mi sa tanto che l’ACI parli per interesse, perchè anche se non ci sono incentivi statali, gli sconti le case li fanno, e anche belli alti (es. Punto 1.2 full optional da 16000 euro si porta via a 11000 euro, le Ford arrivano anche a 5000 euro di sconto sulla Focus, la Kia fa 3000 euro su modelli da 16000…). E se dovessero esserci gli incentivi statali, gli sconti sarebbero uguali (minore sconto della casa perchè tanto c’è quello statale).
E in più in Lombardia dal 15/10 di quest’anno le Euro 0 benzina e Euro 2 diesel non possono più circolare dal lunedì al venerdì (in TUTTA la Lombardia) e dall’anno prossimo non potranno circolare MAI. Quindi tanti la macchina la cambieranno comunque.

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hironibiki
Scritto il 28 dicembre 2010 at 09:26

gainhunter,

Già però questo non è fatto per la salute ma solo per una mera speculazione. Concordo sul fatto che è assurdo cambiare un veicolo se funziona solo perchè la moda lo richiede.
Prima chi andava a super era un disgraziato inquinatore, visto quasi come un mafioso. Dopo tanti sacrifici uno cambia la macchina con la benzina verde ed ecco che si inventano gli euro 0,1 2,3 ,4 5.. Ma che cavolo uno mica ha il portafoglio a fisarmonica che continua a cambiare la macchina in questo modo! Pazzesco. :|

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gainhunter
Scritto il 28 dicembre 2010 at 19:02

@hironbiki:
Vero. Anche se dai dati ARPA della Lombardia risulta che la qualità dell’aria non è mai stata così buona (ma non dipende mica solo dalle minori emissioni delle auto!), limitazioni di questo tipo non hanno senso, per diversi motivi: tanto per dirne uno, le concentrazioni di polveri sottili si abbassano SOLO quando piove; e poi il discorso andrebbe affrontato separatamente per la CO2 e per il particolato (perchè se si va a approfondire il discorso riscaldamento globale se ne scoprono delle belle…); e poi i pensionati con l’euro 0 che fanno 5000 km all’anno inquinano meno di chi ha l’euro 5 e ne fa 30000; eccetera eccetera…

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