RIPRESA ITALIA: 2021? A conti fatti forse 2024

Scritto il alle 07:52 da Danilo DT

A conti fatti, il 2020 dovrebbe chiudersi con un PIL ITALIA, per il nostro Bel Paese, pari ad un -9%. Un pochino meglio di quanto si ipotizzava ma si tratta pur sempre di un -9%. Quello che è peggiorato (e di questo ne ero sicuro) sono le prospettive di ripresa.
Per farla breve, crollare nel dirupo è stato abbastanza semplice. Risalire lo sarà per nulla.

(…) la ripresa economica italiana sarà lenta e non omogenea e i rischi al ribasso sono significativi». Lo afferma l’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nell’Economic Outlook presentato oggi a Parigi. I nuovi lockdown e l’incertezza circa l’andamento della pandemia peseranno sulla ripresa dell’attività, degli investimenti e dell’occupazione fino al raggiungimento dell’immunizzazione generale. Nel 2021 è prevista una crescita del Pil italiano del 4,3 per cento, mentre nel 2022 l’aumento dara’ del 3,2 per cento. È quanto si legge nel rapporto «Economic Outlook» dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). «La serrata e l’incertezza stanno pesando sull’attività, sebbene l’aiuto del governo abbia mitigato gli effetti sulle aziende e le famiglie», si legge nel documento. La creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto per le categorie poco qualificate, le donne e i giovani, ritornerà solamente nel 2022, quando il vaccino contro il coronavirus si sara’ diffuso (…) [Source

Questo è quanto affermava l’OCSE qualche giorno fa. Ora Bankitalia ritocca le previsioni ed ecco cosa partorisce. Queste proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel quadriennio 2020-23 sono state elaborate dagli esperti della Banca d’Italia nell’ambito dell’esercizio coordinato dell’Eurosistema.

(…) Sotto queste ipotesi, lo scenario di base prefigura, dopo una contrazione del PIL in Italia del 9,0 per cento quest’anno, una ripresa nel prossimo triennio (3,5 per cento nella media del 2021, 3,8 nel 2022 e 2,3 nel 2023; Tav. 1 e fig. 1). In termini congiunturali, il prodotto si ridurrebbe nel trimestre in corso e rimarrebbe debole all’inizio del 2021, per poi tornare a espandersi a ritmi significativi nella parte centrale del prossimo anno, grazie all’ipotizzato miglioramento del quadro sanitario e all’effetto delle misure di politica economica. Rispetto allo scenario di base pubblicato nel Bollettino economico di luglio, la revisione al rialzo nel 2020 riflette l’andamento particolarmente favorevole registrato nel terzo trimestre, mentre nel successivo biennio la ripresa è spostata in avanti di alcuni mesi. Il più contenuto dato medio annuo del 2021 risente dell’effetto trascinamento della flessione del prodotto nella parte finale del 2020; la crescita è più rapida dal secondo trimestre in poi e significativamente più forte nel 2022. (…) [Source

Praticamente la ripresa si complica, e la tabella è più che esaustiva, senza mai dimenticare che queste previsioni sono sempre divulgate con prospettive “positive” proprio per cercare di dare un po’ di entusiasmo al sistema. Ma in questo caso l’entusiasmo non so proprio dove andarlo a prendere. Il report a cui faccio riferimento è PROIEZIONI MACROECONOMICHE PER L’ECONOMIA ITALIANA. 

 

La ripresa dei consumi delle famiglie sarebbe più lenta. Gli investimenti recupererebbero, dopo la forte caduta quest’anno, grazie ai fondi Next Generation EU nonché dalle favorevoli condizioni di finanziamento.
Ma poi resta sempre il debito da pagare, la grande zavorra, più tutto quello che potrebbe riservarci il mercato, anche perché ormai, siamo onesti, quello che doveva essere detto è stato detto, quello che doveva essere proposto è stato proposto, quale brillante news potrebbe colpire positivamente il sistema economico italico?
Il risultato è ai miei occhi preoccupante. A conti fatti, solo nel 2024 ritorneremo ad avere un PIL maggiore di quanto visto ante Covid-19. E dovremo usufruire della benzina europea più tutta quella utilizzabile dalle banche che finanzieranno (sempre meno) a tassi risibili.
Quindi debito (finanziamenti a fondo perduto a parte) che si somma al già pesante debito presente nel sistema Italia.
I dati da Bruxelles ci illustrano questa Europa.

Il debito ci sta affogando? Ni, nel senso che i tassi sono bassissimi e questo aiuta, ma è pur sempre debito che deve essere ripagato. E se i tassi aumentano il problema cresce all’ennesima potenza.
Ma come detto in passato, non facciamoci condizionare da questi ragionamenti che oggi non ci devono interessare (!!?!?!) anche se poi qualcosa si farà, qualcosa ci verrà chiesto per rimetterci quantomeno un po’ in riga.

STAY TUNED!

Danilo DT

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