REMEMBER: al mondo c’è chi sta peggio di noi

Scritto il alle 00:57 da Danilo DT

Photo: La Stampa

Aden Salaad è un bambino somalo di due anni, è malnutrito, ma tre giorni fa ha avuto la fortuna di arrivare vivo, insieme alla mamma, all’ospedale di Medici senza Frontiere messo in piedi nel più grande campo profughi del mondo, a Daab in Kenya. Qui si sono rifugiate 400 mila persone in fuga dalla fame e dalla carestia. Abbiamo scelto questo scatto, crudo e sconvolgente, perché in un’Italia concentrata sugli scandali politici, sulle tasse, i ticket e le vacanze, si sappia che nel Corno d’Africa per colpa della siccità c’è uno dei peggiori disastri umanitari dell’ultimo mezzo secolo e che oltre due milioni di bambini rischiano la vita. Per molti di loro anche una bacinella di plastica rotta dove fare il bagno resterà un miraggio. (Source)

Sono giorni in cui ci preoccupiamo della politica, dell’economia, della manovra fiscale. Forse è giunto il momento di fermarsi un attimo. E di pensare.
La vita nasconde tante incertezze. Noi però possiamo riconoscere un fatto. Siamo fortunati ad essere nati in un angolo di mondo dove ancora possiamo permetterci tutti i giorni cibo a volontà, denaro da spendere e spandere, possiamo girovagare senza temere di beccarci una pallottola nel cranio, possiamo insomma vivere una vita degna di questo nome. O per lo meno una vita che miliardi di altre persone al mondo possono solo immaginarsi. Perché non hanno nulla. Invece noi , forse, abbiamo troppo. E sarebbe bello che, come noi, anche i grandi banchieri del mondo si fermassero un attimo e meditassero su quella parola che ormai non esiste più nel mondo della finanza: l’etica. E nello stesso tempo pensassero che c’è un’altra parola, l’egoismo, che invece sta portando l’uomo all’autodistruzione e la povera gente ad essere sempre più povera. Vedi ad esempio la drammatica speculazione sulle commodity agricole che non a fatto che generare ulteriore povertà in quei territori dove già la fame era nera.
Ho scelto questo pezzo apparso su La Stampa, semplice, chiaro, concreto.
E di contorno vi propongo di cliccare su questo link. Capirete che noi saremo forse meno forti economicamente rispetto ad una volta. Ma siamo sempre uomini che hanno la possibilità di vivere una vita degna di questo nome.
E, permettetemi, non è cosa da poco.


STAY TUNED!

DT

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3 commenti Commenta
pinco14
Scritto il 15 luglio 2011 at 13:28

Grazie DT
per quello che hai scritto…Purtroppo spesso ci dimentichiamo di quanto siamo fortunati, di quanto sono fortunati i nostri figli, del fatto che stiamo qui a dissertare sulle borse, sulla finanza..mentre c’è chi non sa neanche se potrà mangiare
Ci vorrebbe un bel bagno di umiltà da parte di tutti…
http://intermarketandmore.finanza.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif

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lampo
Scritto il 15 luglio 2011 at 18:32

Per assurdo… ritengo che per un certo verso, in questo momento storico, pur con le mille difficoltà che hanno, siano più fortunati loro, che pur vivendo in Paesi in cui la sopravvivenza è difficile, riescono a sbarcare il lunario, a sfamarsi e a vivere. In pratica sono abituati alle mille difficoltà che incontrano e a vivere giorno per giorno… grazie anche agli espedienti che hanno imparato durante la loro sopravvivenza.

Noi “cittadini dei paesi ricchi”… invece non ne saremmo capaci assolutamente e, visti i tempi difficili in arrivo, non ci abitueremo facilmente alle difficoltà che incontreremo (visto che la massa sicuramente andrà in peggio… dimostrazione è anche la continua erosione del risparmio accumulato dagli italiani… per mantenere il loro tenore di vita precedente…!). Poi, grazie al nostro individualismo… creato ad arte al fine da renderci… i più grandi e forti consumatori possibili (!)…, quando ne avremo abbastanza, ci accapiglieremo fra di noi in conflitti sociali senza senso, rispetto ai bisogni primari dell’uomo in quanto essere vivente (che gli abitanti di questi Paesi conoscono benissimo).

Proviamo a riflettere un attimo, con meno condizionamenti mediatici possibili. :?

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winfor
Scritto il 15 luglio 2011 at 22:58

lampo,

Ragzzi, non dimenticate MAI, che stiamo dalla parte del mondo che fa la dieta!

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