Qualcosa si muove: c’è un’Italia che riparte

Scritto il alle 09:35 da Danilo DT

camera_di_commercioVisto che spesso sottolineiamo le notizie negative, credo sia anche importante illustrare quando ci capita tra le mani una buona notizia. E questa buona notizia arriva dalla Camera di Commercio Lombarda di Monza e Brianza.

Infatti, per ogni azienda che fallisce in Lombardia, son nate ben 19 nuove piccole imprese, che possiamo definire delle start up.

Dati alla mano, nel periodo gennaio-settembre 2014, hanno chiuso i battenti 2.362 aziende, ma sono anche nate 45.000 nuove attività.
La prima provincia “virtuosa “ sotto questo aspetto è quella di Sondrio. Il rapporto è beh 1:35 (ogni fallimento corrisponde a 35 nuove imprese). Seguono Pavia (1:25,6), Lodi (1:25,2) ,Como (1:25,1), Monza e Brianza (1:21).
E la città di Milano? Si è ben comportata, qui il rapporto pari a 1:18.
Non posso certo negare che questo dato vuol pur dire che qualcosa si muove (finalmente) ed è beneaugurante per il futuro (ma non è certo sufficiente per alzare il livello di guardia).

STAY TUNED!

Danilo DT

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8 commenti Commenta
gilles27
Scritto il 11 novembre 2014 at 10:15

…non è che i dipendenti delle imprese fallite hanno aperto la partita Iva??
come diceva Andreotti: ” …a pensare male si fa peccato ma a volte si ha ragione”

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kry
Scritto il 11 novembre 2014 at 11:42

Danilo qualche dubbio sull’attendibilà dei dati ….. stile USA ? Sembran dati da 2° miracolo economico italiano.

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    Scritto il 11 novembre 2014 at 12:40

    Sull’attendibilità dei dati, tutto può essere.
    Sarebbe anche bello sapere CHI ha aperto queste nuoeva attività e in quali settori.
    Sono ITALIANI?
    CINESI?
    FANTASMI?

    Mah…

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alfio200
Scritto il 11 novembre 2014 at 11:56

Se poi nella legge di stabilità, passerà il nuovo regime forfettario così come sembra enunciato qui:

http://www.finanzainchiaro.it/il-nuovo-regime-forfettario-e-semplificatoper-le-piccole-partite-iva.html

le iniziative dovrebbero ulteriormente aumentare.

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doge
Scritto il 11 novembre 2014 at 13:57

gilles27@finanza,

Ho pensato (male?) la medesima cosa, avendo amici che hanno aperto la partita iva dopo il licenziamento… :roll:

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Lukas
Scritto il 11 novembre 2014 at 16:42

Faccio rilevare che la statistica avrebbe piu’ senso se assieme alle aziende finite traumaticamente ( causa dichiarazione di fallimento ) si considerassero anche le aziende chiuse per liquidazione volontaria ( non fallite ).
Inoltre ricordo che la legge fallimentare è stata di recente modificata nel senso che non sono più soggette alla suddetta normativa….le aziende che non raggiungono determinati parametri dimensionali….con il risultato di ridurre e di molto le procedure fallimentari in corso.

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kry
Scritto il 11 novembre 2014 at 17:27

gilles27@finanza,

doge@finanza,

Ragazzi rapporto 1 a 19 in un paese dove le aziende che chiudono non arrivano ad avere quel numero di dipendenti. MHA ….. a proposito chi apre la partita iva sa che poi ci sono 300€ mese di contributi INPS.

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idleproc
Scritto il 13 novembre 2014 at 18:41

doge@finanza,

Concordo, tranne il lavoro nero che è sicuramente in aumento, non esiste alternativa.
E’ una caratteristica molto italiana, ti tiri su le maniche e ti arrangi da solo che è meglio.
Purtroppo per le condizioni “al contorno” rischiano di bruciarsi il capitale che spesso sono i risparmi di famiglia, allora sarà drammatico.

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