PECHINO, abbiamo un problema. Anzi forse non solo uno…

Scritto il alle 07:38 da Danilo DT

Credo sia inutile riprendere discorsi già fatti nei giorni scorsi, quindi andiamo subito al sodo.
Partiamo dal dato in uscita nella giornata di ieri, un dato che spesso vado a vedere perché lo ritengo uno dei migliori indicatori anticipatori. Il Philly FED. Un dato che ha sorpreso in positivo.

(…) L’indice Philadelphia Fed Manufacturing Index di febbraio 2020 ha fatto registrare un andamento decisamente migliore delle stime (…) L’indice nel mese corrente si è attestato a 36,7 punti. Il dato precedente era risultato pari a 17 punti e gli analisti avevano stimato 11 punti. (…) [Source] 

Philadelphia FED Manufacturing Index

Un grafico da “wow”, e non si può dire diversamente. E se leggiamo come viene costruito il dato sorprende ancora di più.

(…) The Philadelphia Federal Index (or Philly Fed Survey) is a regional federal-reserve-bank index measuring changes in business growth. It is also known as the “Business Outlook Survey.” (…)

Business Outlook Survey, e capite quindi perché merita di essere presoin considerazione. Sebbene il sondaggio interroghi solo i produttori in una piccola zona degli Stati Uniti, può essere un utile indicatore dell’attività economica e commerciale in tutta la nazione. Poiché l’industria manifatturiera è fondamentale per l’attività economica complessiva, questo indice diventa un indicatore della salute dell’economia non solo USA ma globale.

(…) The survey is a measure of regional manufacturing growth. When the index is above zero, it indicates factory-sector growth, and when below zero, it indicates contraction. (…) The index is constructed from a survey of participants who voluntarily answer questions regarding the direction of change in their overall business activities. (…) [Source

Che dite? Le interviste saranno state veritiere? Avranno interrogato solo degli inguaribili ottimisti? Non facciamo troppo i criticoni, e prendiamo per buono l’indice. Se quindi guardiamo questo indice, il messaggio è chiaro. Si è toccato un minimo ciclico e l’economia USA sembra essere ripartita. Era quello che il “sistema” si aspettava e che questo indicatore certifica.
Tutto bene quindi? Insomma, proprio tutto bene no.

CESI: USA vs Eurozona

Già questo grafico illustra perfettamente che, per esempio, in Eurozona le cose non vanno poi così bene. Ma attenzione, il problema forse è altrove.

CINA… sempre lei nel mirino

Si, parlo di Cina. Lasciamo perdere la cura per il coronavirus e concentriamoci sugli effetti sull’economia. Ripeto quanto già scritto in passato. Non sono convinto che il mercato abbia ponderato correttamente il fatto che l’economia cinese si è letteralmente inchiodata. Guardate questi grafici e poi valutate voi. Forse è il caso di dire che il problema c’è, persiste e ancora non può essere definitivamente ponderato. E questo non è certo positivo. L’unica grande certezza che NESSUNO uscirà mai dicendo “Beijing, we have a problem” perché TROPPO ALTO è il rischio di creare panico, con effetti devastanti su consumi, economia e mercati. Si continua a dire che le economie avranno un rimbalzo “V-shaped”, quindi dopo la forte frenata, l’altrettanto forte ripartenza che recupererà il terreno perso. Me lo auguro fortemente, altrimenti sarà un VERO problema. E ammetto che qualche timore ce l’ho…
Eccovi una carrellata di grafici. A voi le elucubrazioni mentali ed i logici ragionamenti.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia. Se sei interessato agli argomenti qui espressi e vorresti approfondirli, contattami!
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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PECHINO, abbiamo un problema. Anzi forse non solo uno…, 9.2 out of 10 based on 16 ratings
14 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 21 febbraio 2020 at 11:15

Il confine tra speranza e illusione è molto tenue, tipicamente speranza è la nostra, illusione quella degli altri. I primi casi di corona virus in Italia sono stati registrati. Le autorità americane si stanno preparando. Persino la FED, i manipolatori del pensiero comune, nelle ultime minute cita il corona virus dieci volte, DIECI. La Russia la cui economia non dipende dall’andamento di borsa ha sigillato la frontiera con i loro migliore cliente e alleato. Sanno esattamente quello che sappiamo noi ma seguono alla lettera quanto i loro esperti, capaci quanto i nostri, dicono di fare. E’ una linea di difesa tenue ma è l’unica. Cosa dicono gli esperti ? Questo:

“I think it is likely we’ll see a global pandemic,” said Marc Lipsitch, a professor of epidemiology at Harvard T.H. Chan School of Public Health. “If a pandemic happens, 40% to 70% of people world-wide are likely to be infected in the coming year. What proportion of those will be symptomatic, I can’t give a good number.”

Se vogliamo tentare di visualizzare gli effetti sull’economia è presto detto: IPER STAGFLAZIONE, in quanto il blocco delle supply chain determina magazzini vuoti e la carenza di componenti fondamentali ne porta il prezzo nella stratosfera. Temo molto pensino che la Cina fornisca solo ciarpame del quale si può fare ameno. Bene, l’ottanta percento degli antibiotici venduti negli Stati Uniti viene dalla Cina. Non esiste dispositivo elettronico o meccanico che non abbia almeno una parte dei componenti fabbricati in Cina. Poi c’è la Corea ormai in pieno allarme e il Giappone. La FED usa gli elicotteri ? Non servono a nulla i prezzi salirebbero ancora di più, perché la produzione è ferma non per ragioni di finanza. Inizialmente i prezzi dell’energia calano, poi esplodono a valori mai visti in quanto la produzione inizialmente eccedente crolla, disordini seguono nei paesi medio orientali e quando l’emergenza sarà passata ci sarà un deficit epico che nessuna iniezione di contante potrà curare.

Possiamo sperare che con il passaggio da persona a persona il virus si indebolisca, questo è possibile e forse anche probabile in quanto se il paziente muore anche il virus muore dunque generalmente i patogeni prosperano se l’ospite è in grado di sopportarli. Con il tempo diverrebbe uno dei tanti virus e batteri innocui che il nostro sistema immunitario ha imparato a combattere. E’ illusione pensare che l’epidemia è contenuta, evidentemente con casi conclamati in Giappone, Corea, Francia, Italia, Singapore etc… non lo è. Le conseguenze sull’economia saranno terrificanti.

Ad oggi, le autorità sanno perfettamente ormai che questa ha tutte le caratteristiche e la possibilità di trasformarsi in una crisi sistemica ma vi diranno DON’T PANIC. Oggi non c’è panico, quando ci sarà panico, sarà troppo tardi per avere panico.

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Scritto il 21 febbraio 2020 at 13:26

Siamo perfettamente in linea John…
E tanto per far svegliare un pò la plebe, anche l’ITAGLIA fa parte del mondo…
https://www.quotidiano.net/cronaca/coronavirus-italia-codogno-1.5039826

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pdf79
Scritto il 21 febbraio 2020 at 15:47

Danilo DT,
Più che la plebe avrebbero dovuto intervenire le autorità mettendo in quarantena chiunque rientrava/ rientri dalla Cina di qualunque nazionalità fossero.
Leggendo le notizie penso che ormai la situazione sia sfuggita di mano perché non è stato individuato il paziente zero e temo che nelle ricostruzioni delle frequentazioni delle persone coinvolte non siano incluse amichette o amichetti segreti che impediscano la circoscrizione del problema.
Ormai mi sa che rimane solo incrociare le dita sperare nella bella stagione, e cero da 50 kg che non guasta mai.
Saluti a tutti.

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apprendista
Scritto il 21 febbraio 2020 at 16:35

Stagflazione? Il ragionamento non fa una piega, è per questo che non scrivi più sul Mazzalai? Ora è contrapposizione, però il tuo ragionamento è un bel campanello di allarme per il reddito fisso, tu che fai vendi?
So che non risponderai ma ci provo

john_ludd@finanza:
Il confine tra speranza e illusione è molto tenue, tipicamente speranza è la nostra, illusione quella degli altri. I primi casi di corona virus in Italia sono stati registrati. Le autorità americane si stanno preparando. Persino la FED, i manipolatori del pensiero comune, nelle ultime minute cita il corona virus dieci volte, DIECI. La Russia la cui economia non dipende dall’andamento di borsa ha sigillato la frontiera con i loro migliore cliente e alleato. Sanno esattamente quello che sappiamo noi ma seguono alla lettera quanto i loro esperti, capaci quanto i nostri, dicono di fare. E’ una linea di difesa tenue ma è l’unica. Cosa dicono gli esperti ? Questo:

“I think it is likely we’ll see a global pandemic,” said Marc Lipsitch, a professor of epidemiology at Harvard T.H. Chan School of Public Health. “If a pandemic happens, 40% to 70% of people world-wide are likely to be infected in the coming year. What proportion of those will be symptomatic, I can’t give a good number.”

Se vogliamo tentare di visualizzare gli effetti sull’economia è presto detto: IPER STAGFLAZIONE, in quanto il blocco delle supply chain determina magazzini vuoti e la carenza di componenti fondamentali ne porta il prezzo nella stratosfera. Temo molto pensino che la Cina fornisca solo ciarpame del quale si può fare ameno. Bene, l’ottanta percento degli antibiotici venduti negli Stati Uniti viene dalla Cina. Non esiste dispositivo elettronico o meccanico che non abbia almeno una parte dei componenti fabbricati in Cina. Poi c’è la Corea ormai in pieno allarme e il Giappone. La FED usa gli elicotteri ? Non servono a nulla i prezzi salirebbero ancora di più, perché la produzione è ferma non per ragioni di finanza. Inizialmente i prezzi dell’energia calano, poi esplodono a valori mai visti in quanto la produzione inizialmente eccedente crolla, disordini seguono nei paesi medio orientali e quando l’emergenza sarà passata ci sarà un deficit epico che nessuna iniezione di contante potrà curare.

Possiamo sperare che con il passaggio da persona a persona il virus si indebolisca, questo è possibile e forse anche probabile in quanto se il paziente muore anche il virus muore dunque generalmente i patogeni prosperano se l’ospite è in grado di sopportarli. Con il tempo diverrebbe uno dei tanti virus e batteri innocui che il nostro sistema immunitario ha imparato a combattere. E’ illusione pensare che l’epidemia è contenuta, evidentemente con casi conclamati in Giappone, Corea, Francia, Italia, Singapore etc… non lo è. Le conseguenze sull’economia saranno terrificanti.

Ad oggi, le autorità sanno perfettamente ormai che questa ha tutte le caratteristiche e la possibilità di trasformarsi in una crisi sistemica ma vi diranno DON’T PANIC. Oggi non c’è panico, quando ci sarà panico, sarà troppo tardi per avere panico.

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john_ludd
Scritto il 21 febbraio 2020 at 19:27

apprendista@finanza,

Ho scritto almeno 10 post negli ultimi giorni sul blog di Andrea. Comprendo che molti non lo abbiano in simpatia avendo suggerito ai propri clienti e ai propri lettori una strategia a rischio zero che ha pagato tantissimo con una volatilità ridicola senza dover pagare le commissioni ai vari fondi Pimco, Blackrock e la robaccia nostrana. Quando avvertirà che è ora di cambiare strategia lo capirà da solo senza che un oscuro John Ludd (ma lui sa benissimo chi sono) lo debba spiegare. Per ora a meno di avere il cervello talmente compromesso che il corona virus non farebbe un gran danno, cartaccia sovrana del paese più forte, oro e franchi svizzeri, il resto in modica quantità e con una estrema attenzione al settore. La corsa all’investimento passivo indifferenziato è alla fine.

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john_ludd
Scritto il 21 febbraio 2020 at 19:33

apprendista@finanza,

… ma questo solo se l’emergenza corona virus rientrerà in 6 – 18 mesi altrimenti un rosario e la foto di Padre Pio oppure piombo e polvere da sparo a seconda delle qualità fisiche. Per il ragionier Brambilla la prima è l’unica soluzione, se è un moderno guerriero spartano la seconda è ottimale.

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john_ludd
Scritto il 21 febbraio 2020 at 19:56

pdf79@finanza,

Il paziente zero è un mito, roba da film di zombie, che la stampa racconta perché la sua specialità è trattare argomenti dei quali non ha alcuna competenza. Il virus in questione ha un periodo di latenza di almeno 14 giorni e ci sono fortissimi indizi che sia per alcuni benigno e asintomatico. Possono mostrare una patologia simile all’influenza che passa da sola in una settimana senza alcun danno, ma nel frattempo hanno passato il virus a un numero imprecisato di persone che non possono essere rintracciate. Ad alcune andrà bene ad altre no. Avviene così per ogni altro aspetto della salute, siamo delle statistiche. Uno che nasce oggi ha una probabilità su 3 di ammalarsi di cancro nel corso della propria vita se questa dura sino a 83 anni. Ma la probabilità è concentrata alla fine e man mano che passa il tempo la probabilità che gli vada fatta male cala (probabilità condizionate), quindi forse gli andrà bene, camperà 95 anni e finirà totalmente citrullo. Quello che è diverso in una pandemia è la concentrazione dei casi in un numero esagerato di individui in un lasso di tempo brevissimo che oltre a inchiodare l’economia mette in croce il sistema sanitario in quanto questo è ottimizzato per un numero di pazienti tipico non un picco 100 volte il normale. Questo alza considerevolmente ma in maniera imponderabile il numero delle vittime in quanto pazienti con altre patologie serie non possono essere curati come potrebbero perché il sistema è inchiodato.

Relativamente alle precauzioni qualche parola. In realtà la reazione della Cina è stata ammirevole se non proprio straordinaria, è la nostra propaganda che non riesce a evitare di cercare argomenti contro una pese che viene dalle élite considerato come un nemico del quale peraltro non possono fare a ameno dato che possiede e di gran lunga il più grande ed efficiente sistema industriale del pianeta. La Cina messo in quarantena rigidissima la popolazione della Germania e in stato di prequarantena quasi tutto il paese. Ha dimostrato un livello di controllo della popolazione che in occidente non abbiamo neppure in minima parte. Vantaggi e svantaggi come sempre. Il nostro sistema è vincente se e solo se quando si verificano situazione di estrema emergenza come potrebbe avvenire, le differenza tra le varie fazioni vengono messe TRANSITORIAMENTE da parte. Se invece malgrado l’emergenza continua la guerra per bande, siamo morti e loro no. A questo proposito considera la reazione della Russia, paese alleato e per la quale la Cina è il primo cliente. Frontiere sigillate, quarantena strettissima. Stessa minestra, un paese fortissimo con un controllo fortissimo sulla popolazione. Non le cazzate che la propaganda propina ogni secondo.

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john_ludd
Scritto il 21 febbraio 2020 at 22:37

I dati, la fabbrica del mondo:

https://www.statista.com/chart/20858/top-10-countries-by-share-of-global-manufacturing-output/

Interessante come l’Italia sia ancora davanti alla Francia e UK e non di poco. Si potrebbe fare molto di più, con Conte e Renzi non credo. Attendo con impazienza la prossima trimestrale di Apple che ha magazzino zero, in quanto come tutte le multinazionali per ottimizzare il capitale circolante impone ai propri fornitori (in Cina e Corea) di impiegare capitale per il magazzino in modo da avere un migliore flusso di cassa. Idem per Amazon e Wallmart su una linea differente di operazioni. Attendiamo il nuovo miracolo americano.

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pdf79
Scritto il 21 febbraio 2020 at 23:42

john_ludd@finanza
“pazienti con altre patologie serie non possono essere curati come potrebbero perché il sistema è inchiodato” ecco io sono fra questi pazienti, che sfiga.
Per quanto riguarda la produzione, stasera parlavo con un conoscente che produce componenti per l’industria petrolifera e mi ha detto che la cina è bloccata, la domanda di alcuni suoi articoli che produce solo lui al di fuori dalla cina è esplosa ed ha aumentato i prezzi, però altri prodotti che assembla con pezzi provenieti dalla cina non può produrli.
I suoi clienti gli hanno detto di vedere se si possono produrre questi articoli senza i pezzi cinesi, e lui gli ha risposto che tenicmente si può fare ma che richiede tempo e sicuramente non ai volumi di cui hanno bisogno.
Gli hanno detto di portare avanti la cosa lo stesso perchè non sanno quando e come riprenderà la produzione in cina.
Siamo a 20 casi di coronavirus in italia, primi in europa e secondi al mondo dopo gli USA (35) escludendo l’asia.
Salluti a tutti

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john_ludd
Scritto il 22 febbraio 2020 at 00:17

pdf79@finanza,

Non ti abbattere, non era mia intenzione deprimere chi legge ma presentare i fatti meglio di quanto li riportino i media. Non serve l’ottimismo a giorni alterni, ma neppure abbattersi, essere informati questo sì. Oggi mi hanno mandato un video che non riesco a postare qui, lo recito. Una troupe televisiva irrompe in un bar di Vo’ Euganeo e chiede a tre avventori a un tavolo se sono preoccupati. Risposta (in dialetto veneto è molto meglio): “no, no noi abbiamo l’alcol che ci protegge”. RAZZA SUPERIORE.

Altrimenti c’è la saggezza eterna degli antichi:

“Ducunt volentem fata, nolentem trahunt”

Il destino guida chi lo accetta, e trascina chi è riluttante.

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Longobardo
Scritto il 22 febbraio 2020 at 00:17

john_ludd@finanza,

Caro John, sono sempre in assoluta sintonia con i tuoi interventi che leggo da diversi anni nel blog di Danilo e in quello di Mazzalai, tuttavia non riesco proprio a condividere questa tua ammirazione nei confronti della Cina, una nazione irresponsabile, indifferente alle problematiche dell’inquinamento e della sostenibilità ambientale. Un popolo che ritiene di potersi curare con corni di rinoceronte e sperma di tigre. Il virus ha avuto origine in Cina, non dimentichiamolo (e non è la prima volta che accade…), scaturito con ragionevole certezza da un mercatino di fauna selvatica, animali che gli ineffabili cinesi “consumano” con disarmante leggerezza, in spregio alle più elementari norme igieniche. Le precauzioni dovevano essere prese prima – non adesso che i buoi sono scappati! – vietando quelle ripugnanti abitudini da quarto mondo, indegne di un paese “con il più grande ed efficiente sistema industriale del pianeta”. Sempre che il virus non sia effettivamente “sfuggito” da un laboratorio, ipotesi questa che a tutt’oggi non può essere provata ma neppure esclusa.
In definitiva il mio giudizio è severo nei confronti dell’intera specie umana (a parte singoli individui che occasionalmente appaiono su questo pianeta rendendolo migliore) e la Cina, almeno per quanto mi è dato di conoscere, è da inserire tra i peggiori esempi di umanità.
Ciao

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john_ludd
Scritto il 22 febbraio 2020 at 10:50

Longobardo,

Non ho alcuna ammirazione per la Cina, ti sei limitato a estrapolare una nota sull’ammirevole capacità organizzativa e il controllo della popolazione (utile in certi casi deleterio in altri) a tutto. Non ti biasimo, in quanto lo spazio nei blog è limitato, non è facile cercare una sintesi e il nostro sistema emotivo ci gioca contro nel contesto della civiltà moderna essendo ottimizzato per un cacciatore del paleolitico. Comunque voglio rispondere a due o tre punti:

1) Corni di rinoceronte, denti di tigre cioè SUPERSTIZIONE: i media si divertono a porre la questione solo per la Cina. La civile Italia ne è indenne ? Dai venditori di olio di serpente al miracolo di San Gennaro, sai dove voglio arrivare. Altrove è uguale. Non siamo tutti uguali. Esistono in ogni paese ampie sacche di povertà e ignoranza. La Cina è più grande, 25 volte la popolazione dell’Italia ne consegue una sacca almeno 25 volte più grande con tutte le conseguenze.
2) mancanza di rispetto per l’ambiente, INQUINAMENTO. Ti dimentichi dell’ILVA, una fabbrica di tumori, dell’inquinamento da amianto che ucciso come in guerra. Ricordi di Seveso, diossina, la più tossica sostanza chimica nota. La sola differenza è la scala e la recente industrializzazione di quel paese a tappe forzate (come la nostra negli anni 50-60 il ritmo è simile, anche l’Italia saliva al 6%).
3) Ambientalismo peloso, IPOCRISIA. I paesi occidentali si sono auto santificati, movimenti appaiono ogni giorno per il verde e l’abolizione dei pesticidi. Ottimo. peccato che le lavorazioni pesanti che ci consentono uno stile di vita energeticamente esagerato, comodo e pieno di beni consumo, siano stati trasferiti nei paesi emergenti, Cina in primis. Che dire del nascente business delle ecologiche batterie elettriche. Una delle lavorazioni più tragicamente inquinanti i cui materiali di base sono presenti in pochi paesi come il Congo che viene deforestato a ritmi 4 volte l’Amazzonia nel più assoluto silenzio per non disturbare il sonno degli idioti felici delle armate di Greta. Ora all’interno della Cina c’è un forte sommovimento, la gente non vuole più respirare carbone, inoltre il tenore di vita per aumentare ancora pretende che il sistema industriale si muova dalla produzione di beni intermedi a beni di alta tecnologia. Sta avvenendo da cui la guerra a Huawei etc… in quanto la Cina è ormai più avanti nelle TLC e in tanti altri settori e data la dimensione della forza lavoro e gli investimenti colossali in istruzione questa distanza salirà e basta.

Avrei altro da scrivere ma volevo solo limitarmi a illustrare il concetto che avrai compreso benissimo. C’è un antico manoscritto dove sono riportate alcune massime che andrebbero sempre ricordare prima di parlare, eccone una:

“Qui sine peccato est vestrum, primus lapidem mittat.”

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra.”

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john_ludd
Scritto il 22 febbraio 2020 at 10:56

Longobardo,

“In definitiva il mio giudizio è severo nei confronti dell’intera specie umana (a parte singoli individui che occasionalmente appaiono su questo pianeta rendendolo migliore) …”

E’ anche il mio giudizio io e cerco di essere coerente nel senso che ho una pessima opinione di me stesso, conosco la natura dei problemi, scrivo bene, mi comporta male. Ma come scriveva l’immenso Pier Paolo Pasolini “sono venuto a patti con il mio essere poco”.

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Longobardo
Scritto il 22 febbraio 2020 at 14:11

john_ludd@finanza,

Non posso che darti ragione, comunque desidero precisare di non essere un nazionalista – o sovranista, come si preferisce dire ora – nè un sostenitore della supremazia dell’occidente: detesto la Cina tuttavia questo non esclude che io abbia un’opinione pessima anche dell’Italia e di tutta la “civiltà” occidentale, la quale ha una pesantissima responsabilità nell’averci condotto al disastro prossimo venturo. Stiamo iniziando a pagare il prezzo di quel benessere temporaneo di cui ha goduto una civiltà ignorante ed egoista ed è ormai evidente che l’umanità si sia introdotta in un vicolo cieco dal quale è ora quasi impossibile venir fuori. Faccio sempre più fatica ad immaginare un futuro che non sia nero, non solo per i nostri figli (per chi li ha) o nipoti, o pronipoti, ma anche per noi stessi. E’ imperativo che ognuno si adoperi per vivere in maniera sostenibile, rifiutando il consumismo e lo stile di vita inammissibile che ci viene imposto (il PIL se ne farà una ragione), come io mi vanto di fare da sempre, non certo per motivi ideologici – detesto le ideologie e non ne sposo alcuna! – bensì per motivi etici. E, concedimelo, anche un po’ genetici …da buon genovese quale io sono ;-)
Sempre con grande stima.

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