MEETING BCE: riunione apparentemente tranquilla

Scritto il alle 10:38 da Danilo DT

draghi meeting bceSono tante le tematiche di attualità che verranno discusse oggi. Non certo i tassi di interesse (forse quello sui depositi overnight), ma soprattutto tasso inflazione, crisi Grecia ed effetti del quantitative easing europeo.

In anticipo sul giorno classico degli incontro (il giovedi) oggisi riunisce il board della BCE per il consueto meeting BCE che viene effettuato ogni mese e mezzo (6 settimane). Quale sarà l’argomento “caldo” della giornata?
Non certo la tematica “tassi di interesse”. E’ palese che il tasso Bce non verrà toccato. Ben diverso invece è quanto ci si aspetta su altri temi clou.
Quantitative Easing Europeo
Dopo poco più di un mese, e quindi ne mancano BEN 17 alla fine del programma, siamo già in una situazione di difficoltà (non dico “emergenza” ma poco ci manca). Leggete cosa dice Moody’s a proposito:

In alcuni paesi, il programma di acquisto titoli varato dalla Bce potrebbe ‘esaurire’ entro la fine del 2015 i titoli di stato a disposizione, per via del taglio dei rendimenti in atto. Lo sottolinea l’agenzia Moody’s in un rapporto nel quale evidenzia come il calo dei tassi (in alcuni casi scesi a valori negativi) renda impossibile includerli nel Quantitative Easing, per via delle condizioni definite dal programma: in particolare i titoli da acquistare non possono presentare rendimenti al di sotto del tasso sui depositi overnight, che al momento è a -0,2%.
Inoltre il Qe prevede che non si possa acquistare più del 25% di titoli con una certa caratteristica. Di qui l’ipotesi avanzata da Moody’s di una modifica dei ‘paletti’ fissati per gli acquisti. Ad esempio, la Germania al momento presenta il 28% dei titoli fra 2 e 30 anni con rendimenti inferiori al -0,2%.
Ma il possibile ‘esaurimento’ dei titoli a disposizione potrebbe riguardare – secondo l’agenzia – anche Austria, Finlandia, Francia, Irlanda, Paesi Bassi e Portogallo. Resterebbero così a piena disposizione della Bce solo i titoli italiani e spagnoli. (ADN)

Secondo il mio punto di vista è scontato che Draghi non cambierà il programma, cercherà di tranquillizzare tutti, confermando gli acquisti fino almeno a settembre 2016 o quantomeno fino al ritorno dell’inflazione al 2%. Cosa potrebbe ancora cambiare? La lista dei titoli oggetto del QE. Infatti, visto che la Bce inizia ad avere problemi nell’acquistare titoli, non possiamo escludere che venga ampliata la piattaforma sulla qualità dei titoli che potrebbero essere oggetto di acquisto. Un esempio? Le nostre “novelle” obbligazioni CdP.

Tasso sui depositi overnight

Possibile una limatura del tasso di deposito? La risposta è si. Questo tasso oggi è pari allo -0.20% ed è il riferimento (floor) per gli acquisti BCE. Se abbassa il tasso, la Bce potrà continuare a comprare “serenamente”. Ovviamente questa sarebbe una scelta molto aggressiva che potrebbe essere rinviata a “più “ avanti (una delle poche cartucce che gli sono rimaste).

Tasso Inflazione

L’Inflazione è un po’ migliorata a marzo ma di certo si tratta di movimenti fortemente insoddisfacenti. Resta da parte del sottoscritto un certo dubbio sui benefici del QE sull’economia reale, soprattutto tenendo conto che la l’Eurozona non sono gli USA e che (esperienza insegna) il QE porta nella migliore delle ipotesi, miglioramenti quantitativi ma NON qualitativi. Vedi il mondo del lavoro.
Comunque sia, sarà interessante sentire le previsioni sui tassi di inflazione, anche se poi tutto dipenderà da come si muoverà il mercato nei prossimi mesi

Crisi Grecia

E come non parlare anche di Atene? Argomento scontato e delicatissimo. La Bce ha recentemente allargato la linea di credito dell’ELA per le banche greche. Segno che si vuoel prendere tempo e che non si ha coraggio a chiudere i rubinetti. Possibile qualche presa di posizione forte? Draghi ovviamente NON ne parlerà ma qualche giornalista, nella conferenza stampa, porrà delle domande in merito.

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Danilo DT

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14 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 15 aprile 2015 at 12:34

Danilo, hai indicazioni che sia aumentato il credito alle aziende, o i crediti ai privati o mutui etc???
A mio avviso è l’unico modo per misurare l’efficacia del QE. La grande parte va senz’altro in investimenti finanziari da parte delle banche.

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Scritto il 15 aprile 2015 at 14:58

Appena riesco torno sull’argomento. In questi giorni sono spesso via per lavoro perchè impegnato in un progetto molto 2.0 (o forse anche 3.0)….

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Scritto il 15 aprile 2015 at 15:07

… e la riunione si prevedeva potenzialmente tranquilla e così è stato.
Attacco coriandolato a parte…

https://twitter.com/intermarketblog/status/588327542588846080

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lampo
Scritto il 15 aprile 2015 at 18:22

Danilo DT,

Qualcosa di interessante però è emerso da questa riunione:
a) la forte preoccupazione dei mercati su quanto hai esposto nel post, in particolare l’esaurimento dei titoli di stato che seguono “le regole” del QE varato: Draghi, viste le numerose domande in proposito… alla fine, con tutta la sua indubbia abilità mediatica, è riuscito a fornire una risposta serena… e anche di novità… “sulla dinamicità” del QE (evidentemente è già pronto con altre mosse, tipo quella indicata sul’abbassare il tasso, come anche un eventuale cambiamento di regole);
b) non prende nemmeno in considerazione l’ipotesi di fuoriuscita della Grecia;
c) lo stesso per quanto riguarda la fine anticipata del QE;
d) la sua enorme abilità comunicativa… visto che indubbiamente oggi è stato messo sotto pressione (anche dall’attacco mediatico della giovane ragazza che ha protestato con i coriandoli): non so quanti sono in grado di continuare con tale tranquillità la conferenza stampa!
e) al punto precedente mi collego con la risposta che ha dato ad un giornalista… sul fatto che lì ci sono persone responsabili… che sanno quello che fanno… e non improvvisano (ne ho sintetizzato il senso).

In sintesi… di acqua sotto i ponti… ne deve ancora passare.

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paolo41
Scritto il 15 aprile 2015 at 20:13

lampo,

senz’altro bravo, ma si percepiva che era in difesa; era anche un po’ nervosetto forse anche per il precedente dei coriandoli….. come giustamente hai evidenziato. La prima reazione dei mercati di oggi pomeriggio (eurusd a 1,069 e S&P future a 2104 (+0,65%) confermerebbe che hanno percepito qualche difficoltà.

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lorepi
Scritto il 15 aprile 2015 at 20:48

Danilo DT,

Dream, bella storia queste materie prime. Che dici, ce lo facciamo un giro sopra?

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lorepi
Scritto il 15 aprile 2015 at 20:53

lampo,

Petrolio doppio minimo da paura sul settimanale pronto a proiettarci sull’ iperspazio (in realtà obiettivo 65 dollarucci – ora 55 – da farsi probabilmente in poche sedute). Merita un tuo superpost domani e un mio superpieno di gasolio per me prima che sia tardi!

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lampo
Scritto il 15 aprile 2015 at 23:06

lorepi:

Petrolio doppio minimo da paura sul settimanale pronto a proiettarci sull’ iperspazio (in realtà obiettivo 65 dollarucci – ora 55 – da farsi probabilmente in poche sedute). Merita un tuo superpost domani e un mio superpieno di gasolio per me prima che sia tardi!

In merito al petrolio dai titoli che seguo del settore (principalmente in USA) direi che è ancora prematuro per un rialzo duraturo (come tendenza). Diciamo che ogni tanto spunta qualche fungo… ma lo tagliano precocemente.
Per il momento direi invece che è propizio puntare sul settore raffinazione… ovviamente sulle migliori a livello di ranking, che abbiano già corretto seguendo i mesi passati del settore petrolifero, che siano calate fortemente le aspettative sugli utili (soprattutto quelle da parte dei soliti consiglieri a posteriori)… ed in prossimità della prossima trimestrale (ma non troppo).

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john_ludd
Scritto il 15 aprile 2015 at 23:36

lampo,

Draghi è un cazzone epocale che non potendo mai più uscire dal QE, dato che basterebe che solo qualcuno immaginasse che… e BUM, sta costruendo nel peggiore dei modi le condizioni per avere iperinflazione nell’eurozona. E’ li che si va e non nel futuro remoto.

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john_ludd
Scritto il 15 aprile 2015 at 23:39

lorepi,

il picco del petrolio convenzionale è stato nel 2005, quello secondario dello shale oil tra dicembre 2014 e la primavera di quest’anno. Il prezzo lo farà la domanda, come è sempre stato, e se i dementi che guidano il Titanic dei vari QE avranno la loro crescita, sarà l’ultima che vedranno.

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Scritto il 15 aprile 2015 at 23:44

lorepi,

Già fatto… ;-)

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aorlansky60
Scritto il 16 aprile 2015 at 11:04

@

“Danilo, hai indicazioni che sia aumentato il credito alle aziende, o i crediti ai privati o mutui etc???
A mio avviso è l’unico modo per misurare l’efficacia del QE”

c’è un dato che secondo me fa comprendere che le banche, non solo italiane ma Europee, devono risolvere qualche “problemino tecnico” al loro interno prima di poter sperare di riaprire i rubinetti al credito con flussi paragonabili a quelli del passato (ma anche su questo c’è ancora da dubitare…)

da fonti rese note ieri da FMI, Global Financial Stability Report, APR 2015 :

” I crediti in sofferenza nelle banche dell’Eurozona sono distribuiti “in maniera diseguale” tra i vari paesi dell’unione monetaria, con sei di essi che contano per oltre due terzi dello stock di sofferenze totali:
Cipro, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna.
La stima delle attivita’ potenzialmente
“tossiche” nel portafogli delle banche di questi sei paesi ammontano complessivamente a

OLTRE 600 mld di € “in sofferenza” che corrispondono a “2/terzi” di attività potenzialmente “tossiche”, significa che il 100% arriva a 900 mld di € (e forse OLTRE) nell’intera eurozona… (strana coincidenza di questo totale con l’altro totale, quello del QE della BCE sviluppato in 18mesi…)

cifra non piccola, che dite ???…

Per approfondire, la stima di ABI circa “le sofferenze” all’interno dei bilanci delle banche italiane è di 185 mld di € a fine 2014, ma lo stesso FMI stima che questo valore sia decisamente più elevato (300 mld almeno)… questo spiega la riluttanza delle banche italiane a concedere credito, devono prima lavare lo sporco che detengono. Niente paura, proprio per questo ci stà pensando il QE di Super Mario. ;-)

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john_ludd
Scritto il 16 aprile 2015 at 12:07

aorlansky60,

il QE mica compra debiti inesigibili. E’ dal crack del 2008 che il probleme reale viene ignorato. Il sistema bancario è insolvente, mentre tutte le misure monetarie tentano di risolverlo come fosse un problema di liquidità. Il numero degli economisti accademici che ne parla è circa zero essendo collusi al midollo, con eccezioni come Steve Keen la cui lettura sarebbe obbligatoria. Ne parla Mazzalai ovviamente così come altri blogger come Mish etc… EXTEND & PRETEND è il gioco dei banchieri falliti da quando esistono.

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perplessa
Scritto il 16 aprile 2015 at 23:54

john_ludd@finanza,

sarà un cazzone, ma comanda

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