LA STORIA HA INSEGNATO QUALCOSA

Scritto il alle 10:08 da Danilo DT

wall street crash washington georgeIn questi ultimi mesi capita a tutti di imbattersi in notizie, giornali, blog che trattano di finanza parlando di Wall Street ed affini. Molti discutono sullo stato delle cose e delle prospettive future. Credo di poter dire che questo blog, nel suo piccolo, stia facendo e farà, in futuro, molto sotto questo aspetto, nella speranza di poter rendere chiaro ai lettori quanto sta avvenendo, tramite un’informazione indipendente e trasparente.Mi è successo nei giorni scorsi di imbattermi in uno dei tanti siti americani che ogni tanto vado a curiosare. Il sito in questione è quello della Cumberland Advisors, una società americana presieduta da David Kotoc.In una sua recente analisi ha descritto alcuni elementi di questa crisi che, secondo me, meritano di essere presi in considerazione e che cercherò di sintetizzare in modo semplice, comprensibile ed immediato.

Tre tipi di Bear Style

Innanzitutto un’analisi del tipo di mercato Orsa a cui si può andare incontro:1 – orso ciclico: è il classico mercato orso legato ai cicli dell’economia, ha un ribasso che si aggira su un 20-25%. Definiamolo il più ordinario dei Bear Market.2 – orso secolare: le cose si fanno interessanti, in quanto questo mercato si caratterizza da un ribasso dai massimi di circa un 50%3 – orso epocale: il crollo del mercato è quasi apocalittico, con ribassi oltre il 75%. Scenario simile si è visto ovviamente nel crollo del 1929, ma anche nella debacle del Giappone degli anni 90 e, non per ultimo, su alcuni mercati asiatici, Cina in primis.

In questo momento possiamo ritenere la situazione dei mercati azionari in una fase di ORSO SECOLARE, uno scenario senza dubbio drammatico, ma non come nel caso dell’osro epocale. E fin qui, non ci sono grandi cose da dire.Merita sicuramente di essere commentata la seconda parte del discorso.

Non sarà di nuovo 1929

Quali sono le possibilità che l’orso secolare si trasformi in orso epocale?Dal punto di vista teorico nulla lo può impedire. Ma dal punto di vista pratico, le cose sono diverse. E per questa volta, possiamo proprio dire che la storia ha insegnato intanto ai governi e alle banche centrali e grazie al loro comportante, molto probabilmente la grande crisi epocale verrà scongiurata.Facciamo un parallelismo. Nel periodo della grande depressione la FED drenò liquidità dal mercato. Oggi la FED fa esattamente il contrario. Nel 1930 fallì una grande banca USA, la “Bank of the United States”, un episodio che dal punto di vista dimensionale è molto simile al fallimento di Lehman Brothers. Certo, in molti potrebbero dire che Lehman Brothers andava salvata, però guardiamo che ha fatto la FED in questi due casi. Nel 1930 era ancora troppo giovane, inesperta e per certi versi poco autoritaria. Oggi invece ha un peso specifico notevole ed è intervenuta in modo massiccio a sostegno del mercato. Non per ultimo segnaliamo l’operazione sul commercial paper. Ancora, la FED ha garantito il sostegno del sistema bancario, il governo poi farà ulteriori sgravi fiscali. Il tutto per arginare i danni derivanti dal fallimento di Lehman Brothers. Quindi possiamo dire che la FED ha sicuramente fatto tesoro della storia. Sono certo che Bernanke & Co. avranno spulciato, analizzato , studiato fino all’ultima virgola ogni episodio, ogni peculiarità, ogni stranezza della famosa crisi del 1929, al fine di evitare di sbagliare dove già una volta si era caduti. E secondo me (nei limiti delle possibilità oggettive di operare), la FED sta facendo un buon lavoro.

Hegde Funds determinanti

Infine un altro elemento che distingue le tue crisi è la presenza, oggi , degli hedge funds che, come ho ricordato nei giorni scorsi più volte, hanno drogato il mercato condizionandolo pesantemente sotto tutti gli aspetti ed i punti di vista. La necessità di fare cassa e di ridurre la leva finanziaria ha procurato collassi notevoli di tutti i mercati.Ma come detto ieri, le condizioni stanno migliorando e la tensione, in primis sull’interbancario, sta diminuendo.

Se ritieni interessante e utile questo post o altri articoli del blog CLICCA QUI per capire come sostenere l’iniziativa. Anche un piccolo contributo può essere importante. GRAZIE!

Conclusioni

Lo ripeto per la duecentesima volta: il mondo non finirà. Ci aspetteranno tempi ancora duri, ci ritroveremo con una fase di lateralità dei mercati e avremo a che fare con un panorama economico profondamente diverso nei prossimi anni. Ma l’economia si riprenderà, lentamente certo, ma ripartirà? Quando?E’ presto per dirlo. Secondo me i tempi bui non sono ancora finiti ed eventuali minimi potrebbero essere a portata di mano una volta che arriverà la crisi vera dei consumi e del credito al consumo.Vi dico una piccola confidenza, che molti di voi potranno confermare avendolo già letto sul blog.Mi ero fatto due calcoli e, diversi mesi fa, ipotizzavo il punto di arrivo , ovvero il target ribassista dei mercati finanziari, in particolar modo dello S&P 500, proprio in area 800-760 punti.Il caso e la speculazione vuole che questo target sia già stato praticamente centrato.Con questo cosa voglio dire?Non escludo che i minimi assoluti del mercato siano già stati raggiunti.Ma ora è presto per sputare queste sentenze. Viviamo alla giornata. Cerchiamo di sfruttare, se possibile, la volatilità sempre con un ottica a breve termine e con una strategia SEMPRE ben definita. Ci sono ancora troppe cose da metetre in chiaro.Per il lungo termine, avremo modo e tempo di discuterne in futuro.

Questo è quanto. Credo che ci sia molto da discutere con voi su questi punti. Aspetto il vostro punto di vista.

STAY TUNED!

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
Nessun commento Commenta

I commenti sono chiusi.

Sostieni IntermarketAndMore!

ATTENZIONE Sostieni la finanza indipendente di qualità con una donazione. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per poter continuare il progetto e ripagare le spese di gestione!

TRANSLATE THIS BLOG !

I sondaggi di I&M

Euro o non Euro....questo è il problema?

View Results

Loading ... Loading ...
View dei mercati

Google+