ITALIA: evitare la strada che porta al fallimento!

Scritto il alle 14:20 da Danilo DT

Abbiamo ottenuto un “salvagente” importante anche se condizionato. Questo salvagente si chiama ovviamente “Recovery Fund”, “SURE” e “MES”. Però è un toccasana per l’immediato ed è condizionato perché (giustamente) l’Unione Europea vuole vedere, come contropartita, un progetto, un piano, un percorso di riforme ben definito.
Nel frattempo però il nostro debito sale sempre più.

La slide in apertura non è proprio aggiornata ma è creata coi dati ufficiali. Infatti le stime ci portano ad un saldo di debito pubblico ITALIA per fine 2020 pari a circa 2.600 miliardi di euro. Dall’altra parte un PIL che frenerà in modo inesorabile, la stima viaggia sui 1.600 miliardi di euro.

Il rapporto che ne deriva è lontano da quel 132% che si è registrato a fine marzo (ed è riportato nel grafico), visto che si supererà area 160%. E nei post che vi ho presentato nei giorni passati, è evidente che questo rapporto faticherà a rientrare decentemente in breve tempo.

Adesso, come già detto, la grande sfida è legata all’utilizzo dei 209 miliardi di euro del “Recovery Fund”. Una cifra importante che l’Italia dovrebbe investire in investimenti pubblici a sostegno della crescita nel medio-lungo termine. The last chance. E non mi stanco di dirlo.
E dopo aver utilizzato (speriamo) nel miglior modo possibile il Recovery Fund, questa massa immane di debito dovrà poi anche essere ripagata, rendendo il più sostenibile possibile il fardello. E a questo proposito, permettetemi di aprire una parentesi europeista.
Molto spesso si parla del “cappio al collo” che ci ha messo l’Europa. A parte il fatto che, ripeto, trovo comprensibile il fatto che l’UE condizioni gli aiuti ad interventi strutturali, memori degli sperperi del passato, provate a ragionare, in queste condizioni, come sarebbe “semplice” fare default.

Interessi sul debito pubblico? Leggeri grazie alla BCE

Il grafico qui sopra (Source OECD)  ci illustra una situazione molto chiara. Prendiamo l’anno 2010. Il rapporto debito pubblico PIL dell’Italia era pari a 119%. E già allora gli interessi pagati sul nostro debito, beneficiavano chiaramente della presenza della BCE. Oggi, anno 2020, come detto gli interessi che paghiamo sul nostro debito sono addirittura inferiori di quanto pagato 10 anni fa. Questo malgrado un debito pubblico chiaramente in aumento. Evidentissima la mano della politica monetaria, del controllo della curva dei tassi e degli acquisti programmati della BCE.
Provate a farvi questa domanda. Cosa significherebbe, oggi, uscire dall’Euro e da questa situazione “complicata” (cappio al collo) con un debito pubblico di queste dimensioni? Risposta fin troppo semplice. Significherebbe default senza ombra di dubbio. Gli interessi sul debito salirebbero inesorabilmente in modo geometrico. E voi avete idea di cosa significa nella realtà un DEFAULT? Quello che quindi dobbiamo fare è rimboccarci le maniche e sfruttare nel miglior modo possibile questa ULTIMA occasione. Ci vorranno dei sacrifici? E’ il momento che TUTTI devono fare la loro parte. Verranno lesi dei “diritti acquisiti storici”? Sarebbe anche l’ora. E le riforme dovranno arrivare sia da noi (Italia) che dall’Europa. Riforma fiscale, con una fiscalità univoca in tutti i paesi (così evitiamo situazioni scandalose come quella dei Paesi Bassi per fare un esempio), riforma politica, con un Parlamento Europeo non solo di facciata ma che legiferi. Riforma del lavoro, con un contratto uguale, sia che si lavori a Colonia che a Milano, più tutto quanto occorre per minimizzare le distanze tra i vari paesi, compresa anche progressiva mutualizzazione del debito, il tutto ovviamente parametrato per il peso economico di ogni Stato. Adesso o mai più. Dite che è impossibile? Guardate il Recovery Fund. Le situazioni di emergenza muovono fortemente le acque, anche oltre le più rosee previsioni. Tutto, quindi, può succedere.

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STAY TUNED!

Danilo DT

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6 commenti Commenta
draziz
Scritto il 12 agosto 2020 at 16:05

Caro DT,

come non riconoscere il tono stuzzicante, o anche provocatorio di questo tuo post ferragostano 😜

Gli elementi di…”provocazione” sono davvero tanti:

– aumento del debito: conosci una nazione che in questo periodo (che sembra provocato apposta…) non abbia aumentato il proprio debito?
– default, riforme, serietà: nell’immaginario collettivo il Giappone viene considerato una nazione popolata da persone con valori di lealtà ed ubbidienza, nonché dedizione al lavoro, inculcati anche a suon di pedate fin da piccoli; domanda perchè il Giappone da oltre vent’anni non esce dalla spirale del debito?
– diritti acquisiti storici: è già più che evidente che l’immigrazione di massa incontrollata e così com’è attualmente serva, oltre che a riempire le tasche di chi gestisce la cosiddetta “accoglienza” (peccato che non ci sia stato ancora nessuna trasmissione televisiva speciale o Report sull’argomento…ma mi sa che sono in tanti a tenere famiglia…), a preparare il terreno per una moltitudine di manodopera a basso costo. Probabile che si veda anche sparire l’istituto della quattordicesima ed una parte delle ferie pagate, nonché qualche altro “successo sindacale” dei passati decenni.

Potremmo dire “per fortuna la Commissione Europea si è accorta di quale casino abbia combinato il rigore a tutti i costi”.
Peccato che nel frattempo hanno letteralmente ammazzato persone ed imprese in tutta Europa (saprai meglio di me che anche in Germania esiste un’evasione stellare da parte di moltissimi contribuenti, che ci sono parecchi posti di lavoro a part-time e che le tensioni per abitazioni e prezzi degli affitti sono all’ordine del giorno).
Ma il sostegno economico dello Stato, il cosiddetto sociale, è una realtà concreta, non una gag televisiva, una bodenzadifuogo del più sgangherato cabaret…

Riforme, tutti devono fare la loro parte, unico mercato del lavoro, unico sistema fiscale…
La lista dei desideri è lunga e da tempo merita attenzione.
L’Europa stessa latita in questo da decenni, da prima dell’avvento dell’Euro.
E non può chiamarsi fuori, ha delle sue colpe precise ed una miserabile figura, ancor più evidente nelle diatribe interne delle settimane passate.
Senso di appartenenza? Molti si saranno domandati: “a che cosa”?

Recovery Fund, Mes ed altri sistemi da strozzinaggio (come non ricordare il Fiscal Compact) hanno un solo ed unico scopo: ricordare che da questa gabbia, attualmente una bella fogna, non si esce ed anzi ci si infilerà ancora di più.

Quindi, colgo sicuramente l’esortazione da girare alla classe dirigente, politica, del nostro Paese: preparate un programma serio di riforme, per la crescita, per le imprese (si vede benissimo in questo periodo che senza imprese non può esistere niente), per la futura crescita, che però dovrà avere ricadute collettive, non solo settoriali.

Ogni tanto mi piace rileggere le prime pagine di un libro, Postcapitalismo…
Ritengo che l’autore, Paul Mason, avesse fortemente ragione sulla direzione che sarebbe stata presa per “produrre” l’unità di 27 e quante nazioni di questa Europa.
Tu pensi che a livello planetario qualcosa sia lasciato al caso…?
Secondo me no.

Buon Ferragosto!
Ed applica anche tu la frugalità nordica: un bel brodino vegetale, acqua fresca e pane nero raffermo 😆😆

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pistarr
Scritto il 12 agosto 2020 at 16:38

E’ da decenni che il debito pubblico italiano sale, in modo ordinato sale sempre, 11 mesi circa su 12 va su.. costantemente… ma non succede niente,,,,c’è sempre qualche salvagente….. cioè nessuno vuole rischiare di “far saltare il banco”

rIcordo un tuo post 4 o 5 anni fa nel quale annunciavi, trasecolato, che i bond a 10 anni italiani avevano sorpassato ( all’ingiù) i Treasury 10Y…. da allora non è migliorato un granello ,,, debito costantemente su.. e Debito/Pil IDEM

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pistarr
Scritto il 12 agosto 2020 at 16:44

…. bond a 10 anni italiani avevano sorpassato ( all’ingiù) ovviamente come Yield….
C’e sempre stata una PROROGA di quello che chiami ULTIMA OCCASIONE per fare si che lo Stato Italiano faccia la sua parte (questa si che è rimasta stabile….l’ultima occasione) ovviamente non è lo stellone italiano ma la richiamata sopra paura di “far saltare il banco”

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paolo41
Scritto il 12 agosto 2020 at 17:10

gli altri paesi europei hanno già presentato il piano di intervento prima che venisse definito il “recovery fund”. I nostri governanti sono sempre lì che ci pensano ma non riescono a prendere una decisione che una !!!! per fare un piano ci vogliono dei project leader preparati (nome e cognome) e non quell’accozzaglia di incapaci che sanno solo litigare fra loro e hanno la presunzione di sapere tutto senza concludere niente !!!!!

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paolo41
Scritto il 12 agosto 2020 at 22:00

disgusto enorme per tutti quelli che hanno chiesto il “bonus” pur non avendone bisogno, disgusto per quelli che hanno scritto un decreto senza sapere quello che scrivevano ( incapacità al massimo!!!!), disgusto per l’Inps e il suo capo che giocano a fare casino invece di fermare le richieste alla fonte, disgusto per la caotica gestione della pandemia in questa fase oltremodo delicata, disgusto su tutto……

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Scritto il 13 agosto 2020 at 14:49

draziz@finanza,

Almeno ho stimolato la discussione! :-)

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