Inflazione: ecco perché in Eurozona resta un’ìpotesi remota

Scritto il alle 11:20 da Danilo DT

Chi mi segue da più tempo sa benissimo che io ho sposato, come scenario macroeconomico per i prossimi anni, l’ipotesi CONTRAZIONE, ovvero inflazione bassa, molto bassa, per tanti anni con crescita economica altrettanto limitata. Uno scenario anche definito come “Giapponesizazione” se proprio vogliamo rendere l’idea in modo “ideale” a tale situazione.

Negli ultimi giorni però, a seguito dell’LTRO 2 ho ricevuto molte email di amici lettori che, un po’ preoccupati per l’ammontare delle due manovre di politica monetaria della BCE (1000 miliardi di Euro in tre mesi), volevano avere ragguagli sul tasso inflazione dell’Eurozona.

“ma scusa Dream, come possiamo pensare che dopo un’iniezione di liquidità pari a oltre un trilione di Euro, non ci sia inflazione nei prossimi anni anche di tipo galoppante?”

Mamma mia, non solo inflazione ma addirittura galoppante… Bene, non posso negare che il problema potrebbe sussistere sulla carta. Ma per meglio spiegare il perché io mantengo il mio parere (contrazione con bassa inflazione) vi posto un grafico escplicativo apparso qualche giorno fa su un report di Nomura.

Trovate la Base Monetaria (monetary base) e l’offerta di moneta (money supply, composta velocità di circolazione della moneta, che come dimostrato in pasato è molto bassa, moltiplicata per la quantità di denaro presente nel sistema).
Come potete vedere, negli ultimi anni la quantità di denaro stampato da FED e BOE è statadrammaticamente superiore a quella prodotta dalla BCE (negli ultimi due mesi soprattutto). Anzi, possiamo dire che c’è un gap di circa 950 miliardi (un altro trilione) tra FED e BOE vs BCE.

Domanda chiave: vi sembra di aver visto inflazione proprio in USA e Gran Bretagna in questi mesi? Si, un po’ è salita ma di certo non è mai andata “fuori controllo”. Inoltre sul grafico trovate una data. E’ il momento del default di Lehman Brothers, un momento storico che ha obbligato le banche centrali (in primis quella USA e UK) a cambiare strategia ed a fornire al mercato vagonate di denaro, per evitare una depressione stile 1929.

Nello stesso report poi, l’autore (Richard Koo di Nomura, non proprio l’ultimo sprovveduto ma fino a prova contraria il Chief Economist) ci ricorda anche una triste realtà, vista in Giappone: non è matematico il fatto che aumentando la base monetaria si aumenti la propensione alla concessione del credito da parte del canale bancario. Ed è proprio l’esperienza Giapponese ad insegnarcelo.

Senza poi dimenticare che le banche dell’Eurozona hanno poi ancora sempre la vicenda dell’EBA da risolvere.

Quindi , per l’ennesima volta, mettiamoci l’animo in pace. Prima di tornare a parlare di inflazione in modo serio, vediamo di risolvere i problemi più impellenti, compresi quelli che ora, con le buone o con le cattive, dovremo cominciare a considerare.

Ripartiamo dai PIIGS?

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STAY TUNED!

DT

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30 commenti Commenta
housecrash
Scritto il 13 marzo 2012 at 11:53

DT, una volta per misurare la velocità di circolazione della moneta si usava il TED-spread

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    Scritto il 13 marzo 2012 at 12:49

    Ted spread? No, mi sa che ti sbagli… ;-)

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housecrash
Scritto il 13 marzo 2012 at 11:54

housecrash@finanzaonline:
DT, una volta per misurare la velocità di circolazione della moneta si usava il TED-spread

E a me sembra che oscilli sempre attorno agli stessi valori

http://www.bloomberg.com/quote/.TEDSP:IND

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buf
Scritto il 13 marzo 2012 at 12:17

Ottimo articolo Dream. L’unico dubbio che ho è questo, quando ci rapportiamo al Giappone secondo me si deve considerare che è un paese molto indebitato, ma anche molto efficiente. Esporta molto e cmq è un paese che viaggia sull’orlo di un abisso vista la mole del suo debito. Noi gia’ ora siamo in recessione e mi sorge il dubbio che un’inflazione al 3% su un paese che cresce del 2% è un conto, un’inflazione al 3% su un paese che arretra è un’altro conto. Il problema è cosa intendiamo per inflazione. Forse quella che ci verrà imposta, quella cattiva, quella che non nasce da una sana crescita economica, potrebbe essere difficile da quantificare soprattutto se quello successo in Grecia dovesse succedere anche da noi, seppure in misura inferiore.
Insomma come hai sempre detto tu la coperta è corta e se mi dicono che l’inflazione sta al 3% ma mi ammazzano di tasse penso che cambia poco. Ho fatto troppa confusione? :cry:

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sturmer
Scritto il 13 marzo 2012 at 12:17

Grazie per il link al report di Koo… davvero interessante.

Leggendolo va contro a tutto quello che pensavo, però… mi inquieta pensare che potrebbe anche avere ragione, in effetti la situazione per ora dice che ha ragione lui…

Bella l’idea di consentire l’acquisto del debito pubblico solo ai nazionali e non all’estero… risolverebbe di sicuro tanti problemi ed effetti strani…

vedi tassi reali tedeschi sottozero…

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calciatore
Scritto il 13 marzo 2012 at 12:30

E’ tutto giusto, il semplice fatto di stampare non crea inflazione come dimostrato. Quello che ci aspetta eì al contrario un crack deflazionario, con perdita reale del valore di tutti gli assets sia finanziari che beni reali. La moneta non circola ma quello che fa piu’ paura e’ che la contrazione economica unita all’insensato aumento delle tasse in italia fara crollare letteralmente la domanda innescando un circolo vizioso inesauribile, cioe’ meno si ha, meno si consuma, meno si avra’a e meno si consumera’. Il fatto che le aste dei piigs ancora non in default paghino tassi bassi era ampiamente certo, ma questo non denota certo una bonta’ intrinseca di quei titoli bensi’ l’esecuzione degli ordini della bce.

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7voice
Scritto il 13 marzo 2012 at 12:57

QUESTA è L’UNICA SOLUZIONE PER FARE PIAZZA PULITA DI QUESTI BUROCRATI MALATI DI MENTE IN EUROPA :

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housecrash
Scritto il 13 marzo 2012 at 13:12

Dream Theater,

Strano… mi ricordavo questo

http://en.wikipedia.org/wiki/TED_spread

“A rising TED spread often presages a downturn in the U.S. stock market, as it indicates that liquidity is being withdrawn”

E la liquidità drenata dal sistema mi suona come il fenomeno opposto all’inflazione monetaria che si suppone LTRO introduca

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maurobs
Scritto il 13 marzo 2012 at 13:18

come dici sempre tu Dream,non viviamo tempi normali dove crescita economica e inflazione vanno a braccetto, pilotati dalla politica monetaria ora lasca ora restrittiva. Dai dati di oggi dell’istat risulta invece evidente che siamo in recessione tecnica ma l’inflazione “del carrello”galoppa e galopperà ancora di più una volta dispiegati gli effetti combinati della nuova imu e aumento dell’iva in ottobre.I soldi continueranno a non circolare e come successe nel periodo post lhemann le banche cercheranno di far fruttare questa marea di soldi ricevuti in regalo e sosterranno borse e materie prime oltre ai titoli del debito fino alla prossima bolla, salvo poi avere bilanci stratosferici e prebende/bonus per i manager

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Vincent Vega
Scritto il 13 marzo 2012 at 13:39

sturmer@finanza:
Grazie per il link al report di Koo… davvero interessante.

Leggendolo va contro a tutto quello che pensavo, però… mi inquieta pensare che potrebbe anche avere ragione, in effetti la situazione per ora dice che ha ragione lui…

Bella l’idea di consentire l’acquisto del debito pubblico solo ai nazionali e non all’estero… risolverebbe di sicuro tanti problemi ed effetti strani…

vedi tassi reali tedeschi sottozero…

qual è il link?

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sturmer
Scritto il 13 marzo 2012 at 13:43

Cliccando sul nome vai su wikipedia, il pdf disponibile… koo58.pdf se non ricordo male…

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andy77mi
Scritto il 13 marzo 2012 at 13:51

Ottimo articolo e validissimo anche il pdf di Koo.

Dream, parlando di analisi intermarket classica, i mercati secondo te scontano l’ipotesi di deflazione ? Con l’inflazione che viene vista come salutare dai mercati azionari invece che dannosa e obbligazioni che viaggiano al contrario delle azioni ?

Ti chiedo un parere perchè materie prime e azionario negli ultimi due o tre anni paiono correlati positivamente in maniera forte.
Ciao !

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john_ludd
Scritto il 13 marzo 2012 at 13:53

Dream Theater,

Non è necessario avere inflazione galoppante per diventare poveri, basta averne una 2 o 3 punti sopra i tassi di interesse per 10 o 15 anni. In USA e GB con tassi a zero è esattamente quello che succede da 4 anni e in Europa siamo sulla strada. Inoltre qualche differenza rispetto al Giappone c’è e anche grossa. Per tanti anni il Giappone è stato l’unico paese in quelle condizioni, oggi sono in tanti. Inoltre siamo solo all’inizio di una guerra valutaria: tutti a volere incrementare le esportazioni abbassando il valore della propria moneta. Quindi se qualcuno pensa a iper inflazione meglio si calmi ma si rifletta su che quello che sta accadendo che è questo: quello che si possiede vale sempre meno, quello di cui si ha bisogno costa sempre di più.

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kry
Scritto il 13 marzo 2012 at 15:50

john_ludd@finanza,

……… e i soldi per comprare di cui si ha bisogno saranno sempre meno.

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ob1KnoB
Scritto il 13 marzo 2012 at 17:19

a proposito di inflazione
la sola variazione di oggi per apple vale quanto la Fiat…

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lampo
Scritto il 13 marzo 2012 at 17:39

Condivido DT la decisione che hai… sposato :wink: :mrgreen:

john_ludd@finanza,

Credo che hai centrato correttamente la politica che vogliono realizzare. Rimane da capire cosa vogliono fare dopo che hanno sgonfiato il potere di acquisto della gente (soprattutto di chi è indebitato) e ingrassato a dismisura chi riesce ad investire correttamente i propri averi in attività redditizie superiori al tasso di inflazione.

O trasferiscono il debito… ad altri (con dei bei prodotti finanziari creati ad hoc…ce ne sono già tanti) o arriviamo alla cancellazione del debito (assieme a quello dei Paesi in via di sviluppo?), che costituisce già uno degli obiettivi (almeno dagli anni ’90) del Fondo Monetario Internazionale e la World Bank.
L’ultima alternativa, più drastica, non voglio neanche prenderla in considerazione.

Ma prima meglio una piccola guerra valutaria… giusto per riequilibrare le sorti ed essere pronti in tale fase (una decina di anni?)

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andrea.mensa
Scritto il 13 marzo 2012 at 18:03

caro DT, io credo, e ti chiedo gentilmente cconferma o smentita, che il problema inflazione si o inflazione no, derivi solo e unicamente dal fatto che la definizione di inflazione è errata.
per prima cosa proviamo a dimenticarci l’immagine di una inflazione come stato, condizione .
Essa è un processo circolare , che può essere innescato da vari fatti i quali poi causano reaziuoni e quindi altri fatti, e via così fino a che si ritorna ad una reazione che alimenta i primi fatti.
Il tutto si ferma solo quando una delle componenti di tale cerchio assorbe, senza più propagare la spinta al rialzo.
Oggi, ad assorbire ogni spinta al rialzo, senza poterla propagare, è la componente “redditi da lavoro” la quale essendo sotto forte ricatto sia di disoccupazione che di sottooccupazione, accetta qualsiasi taglio gli venga imposto, senza propagare sul costo del lavoro tali spinte.
così, mantre chi vive del roprio lavoro dipendente ( inclusi i dipendenti imps, ovvero i pensionati) , si trova a dover fronteggiare riduzioni pesanti al proprio tenore di vita, lasciando ad altri la possibilità di sfruttare al rialzo le proprie entrate.
quindi, fintantochè illavoro dipendente resterà bloccato nelle possibili rivendicazioni, continuerà ad assorbire, impoverendosi ulteriormente, ogni spinta al rialzo, bloccando il ciclo inflattivo.

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andrea.mensa
Scritto il 13 marzo 2012 at 18:09

inoltre, a contribuire a questa situazione, ricordo che ogni tassazione indiretta, opera in modo proporzionale sulla popolazione, che mi pare sia già stato dimostrato quanto una tassazione proprorzionale sia per sua natura una aberrazione sociale …… ma tanto gli idioti poi plaudono chi vuole ridurre il numero di aliquote !

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Scritto il 13 marzo 2012 at 19:44

housecrash@finanzaonline:
Dream Theater,

Strano… mi ricordavo questo

http://en.wikipedia.org/wiki/TED_spread

“A rising TED spread often presages a downturn in the U.S. stock market, as it indicates that liquidity is being withdrawn”

E la liquidità drenata dal sistema mi suona come il fenomeno opposto all’inflazione monetaria che si suppone LTRO introduca

No, il TED Spread è una cosa, la velocità di circolazione è un’altra…

VELOCITA’ CIROCOLAZIONE MONETA EUROZONA

http://intermarketandmore.finanza.com/il-denaro-non-circola-depositi-banche-in-bce-vicini-ai-massimi-41983.html

TED SPREAD

http://intermarketandmore.finanza.com/tag/ted-spread

:-)

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Scritto il 13 marzo 2012 at 19:50

andy77mi@finanza,

Ti dico solo che…ne vedremo delle belle… stay tuned!

john_ludd@finanza:
Dream Theater,

Non è necessario avere inflazione galoppante per diventare poveri, basta averne una 2 o 3 punti sopra i tassi di interesse per 10 o 15 anni. In USA e GB con tassi a zero è esattamente quello che succede da 4 anni e in Europa siamo sulla strada. Inoltre qualche differenza rispetto al Giappone c’è e anche grossa. Per tanti anni il Giappone è stato l’unico paese in quelle condizioni, oggi sono in tanti. Inoltre siamo solo all’inizio di una guerra valutaria: tutti a volere incrementare le esportazioni abbassando il valore della propria moneta. Quindi se qualcuno pensa a iper inflazione meglio si calmi ma si rifletta su che quello che sta accadendo che è questo: quello che si possiede vale sempre meno, quello di cui si ha bisogno costa sempre di più.

Assolutamente vero, solo che qualcuno inizia a vedere la politica monetaria espansiva come causa di possibile inflazione visti gli importi generosi… ma in realtà la cosa non è così matematica… :wink:

andrea.mensa@finanza,

Infatti. l’inflazione vera, quella da lavoro e da incremento dei salari, non si vede. E allora Non è vera inflazione

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greenday2
Scritto il 13 marzo 2012 at 21:56

A Weidmann non piace questo elemento.

Sorry :D

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ottofranz
Scritto il 13 marzo 2012 at 22:43

mah…nel 1980 avevamo un’inflazione al 18,30 ed i bot rendevano il 16 % lordo. Oggi il dato di febbbraio è il 3,3% ed il rendimento è 1,29

Siamo sicuri che non ci sia inflazione ? E stiamo parlando di dati ufficialli. La realtà è ancora perfino peggiore.

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Scritto il 13 marzo 2012 at 23:56

ottofranz:
mah…nel1980 avevamo un’inflazione al 18,30 ed i bot rendevanoil 16 % lordo. Oggi il dato di febbbraioè il 3,3%ed il rendimentoè 1,29

Siamo sicuri che non ci sia inflazione ? E stiamo parlando di dati ufficialli. La realtà è ancora perfino peggiore.

La risposta è SI e NO.
:-)
Sono ammattito? Non proprio. tutto dipende da cosa si intende per inflazione…
L’inflazione, quella vera, non è guidata dall’aumento del prezzo della benzina. E’ quella ottenuta con un incremento dei salari.
La prima sale. La seconda non mi sembra proprio. E la vera inflazione è la seconda. Dico bene amici economisti?

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ottofranz
Scritto il 14 marzo 2012 at 08:05

Dream Theater,

su questo argomento si apre uno scenario che passa dallo squisitamente tecnico a quello della vita reale. Tecnicamente è come dici tu, anche se la definizione potrebbe essere

l’innalzamento del livello generale dei prezzi provocato da uno squilibrio tra domanda e offerta di mercato, da un aumento dei costi di produzione e di trasporto, o da aspettative di crescita dei prezzi.

che mi sembra calzi perfettamente

Quello che nella realtà dei fatti ci interessa , è la riduzione del potere di acquisto dell’unità monetaria.
Cioè di cosa riusciamo a comprare con quella maledetta monetina, e quanto la monetina ci viene remunerata dallo Stato se gliela si presta. Direi che lo squilibrio è più che raddoppiato rispetto agli anni 80

Il fatto che alcuni prezzi siano restati fermi, od addirittura regrediti (pochi) è un effetto momentaneo.
Già da questa stagione i costi di trasporto avranno un effetto inflazionistico che non è comunque destinato a scendere , specialmente alla luce dell’aumento dell’IVA del prossimo autunno.

E quindi il potere d’acquisto cala.Poi diamogli pure il nome che vogliamo. L’effetto sarà lo stesso. :-(

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kry
Scritto il 14 marzo 2012 at 09:23

ottofranz,

Sono anch’io dell’idea che lo squilibrio dagli anni 80 è raddoppiato. In quegli anni grazie agli interessi percepiti dai titoli di stato si poteva risparmiare. Ora gli interessi reali sono negativi,sono bassi non possiamo risparmiare, gli stipendi sono fissi, lo stato sta aumentando le tasse come per rifarsi di ciò che ci ha elargito precedentemente con interessi generosi. Quindi meno risparmio più spese e meno soldi a disposizione per comprare quello che è necessario con l’aggravante,come dice John,che quello di cui si ha bisogno costa sempre di più.

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john_ludd
Scritto il 14 marzo 2012 at 10:28

kry@finanza,

in realtà non è una situazione nuova quella dei tassi reali negativi. Lo è stata per buona parte del periodo 1945 a oggi. E’ anche in questo modo che i debiti pubblici post bellici colossali di GB e USA sono stati riassorbiti insieme a una crescita reale dell’economia trainata dal baby boom (che è finito da un pezzo, sostituito da uno scenario opposto). La realtà è che la gente comune alimenta il sistema delle caste e non è il sistema ad alimentare la gente.

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ob1KnoB
Scritto il 14 marzo 2012 at 13:34

ob1KnoB@finanzaonline:
a proposito di inflazione
la sola variazione di oggi per apple vale quanto la Fiat…

ooops deve ancora aprire…e siamo già a 2volte e mezza

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kry
Scritto il 14 marzo 2012 at 13:53

ob1KnoB@finanzaonline,

…….. è la fiat che non vale niente. (scherzo).

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andrea.mensa
Scritto il 14 marzo 2012 at 15:08

credo che non ci siamo capiti bene…. quanto dici è vero, DT, ma limitato. permettimi uno schema, poi dimmi se concordi.

i beni reali sono prodotti o importati ……. poi c’è il commercio o distribuzione …… infine il consumatore
poi, indipendenti da essi, vi sono molti servizi, prodotti e consumati direttamente.
nella produzione come nella distribuzione operano dipendenti, ed anche in alcuni servizi.

i prezzi finali riflettono sia i costi di produzione che di distribuzione, ma in ogni caso, ad ogni livello, opera l’ottimizzazione “prezzo unitario”x “quantità” che offra il maggior guadagno, o almeno mediamente tenda ad esso.
e ad ogni livello interviene il costo del lavoro, ma anche la remunerazione del capitale.
dato che poi tutti, lavoratori e padroni sono anche consumatori ecco che si chiudono molti “cerchi” che includono diversi livelli, ma che propagano aumenti derivanti da una qualsiasi componente di tali cicli. e la propagano fino a che una o più componente subisca un aumento ma, non lo propaghi più, perchè quel famoso prodotto alla fine lo sconsiglia.
quindi questo processo può iniziare per via delle materie prime importate, o per rivendicazioni salariali, o per un aumento del costo dell’energia, o della tassazione, e via dicendo, e si propagherà fino a che una componente non assorbirà gli aumenti senza propagarli.
oggi, chi sta assorbendo è il lavoro dipendente, che così diminuisce le disponibilità e quindi le QUANTITA’ sconsigliando anche alle altre componenti ogni propagazione degli aumenti.
concordi con questo ?

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andrea.mensa
Scritto il 14 marzo 2012 at 15:14

…. ma proprio perchè è la componente lavoro, la più penalizzata, anzi sovente ridotta a livelli di sussistenza ( il calo sugli alimentari è sintomatico), che è anche la più numerosa nei consumi dei beni di “largo e diffuso uso e consumo” ( che sono quelli i cui prezzi maggiormente danno la sensazione del valore del denaro), una ripartenza dell’economia avverrà solo e se questa componente potrà disporre di maggiori risorse.

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