Il Rating dei Bonds è affidabile?

Scritto il alle 15:25 da Danilo DT

Alcuni gentili lettori mi hanno chiesto un parere sui Ratings, ovvero sui quei “voti” che vengono dati alle varie società all’atto dell’emissione di Titoli obbligazionari. Eccovi il mio punto di vista. 

Rating: la grande bufala.  

In massima sintesi ho scritto cosa penso del rating. Io considero il rating uno strumento di facciata che serve magari per presentarsi sul mercato con un’emissione obbligazionaria, la quale, a seconda del rating, verrà fatta ad Euribor + 0,20 oppure 0, 50 ecc. E’ uno strumento che fotografa la solvibilità di un’azienda (o di uno Stato… se preferite) in un determinato momento storico. Ci sono però 2 problemi.

Problema nr. 1: in passato si è visto che nel caso di grandi crack il rating non ha affatto aiutato. Esempio lampante: il caso Parmalat. Pochi giorni prima del default il rating era ancora Investment Grade, ovvero come dicesse: tranquilli, qui la situazione è ok. NOn mettete a rischio i vostri soldini. Indi per cui, se ti montano una truffa ad arte, il rating conta come il 2 di picche.

Problema nr. 2: anche nel caso in cui ci sia una serietà nell’assegnazione del rating, spesso la solvibilità viene data su dati societari vecchi, che possono essere profondamente discordanti dalla attuale realtà. Così succede che magari, la società inizia ad andare male, il titolo obbligazionario perde un po’ di valore, e… cavolo… però il rating è alto, posso stare tranquillo, ne compro qualcuna… Nel frattempo la società di Rating (cito le 3 più importanti: S&P, Fitch e Moody’s) mettono il rating sotto osservazione per eventualmente fare un downgrade e portare l’affidabilità a livelli di Junk bond (titoli spazzatura). E dopo vari accertamente la retrocessione avviene, nel frattempo però il titolo è violentemente sceso e vendere magari con un -15/20% dà tremendamente fastidio… E così… Poi se le cose vano male arriva il default.

Come iniziative fasulle, ci metterei anche nel calderone la straordinaria iniziativa “Patti Chiari”, voluta fortemente dall’ABI e chiaro strumento di facciata per il povero risparmiatore che in passato è stato drasticamente bastonato. Per la serie: chiudiamo il recinto quando i buoi…non sono solo scappati, ma sono già anche macellati…

A questo punto mi chiederete: ma allora come facciamo a sapere se un bond è sicuro o meno? Io vi consiglio di comportarvi così.

  1. Innanzitutto scegliete che tipo di rischio volete correre. Il rating è una buona base di inizio. Ma poi non fermatevi assolutamente lì. La chiave di tutto sta nel prezzo. Se vedete che il prezzo e soprattutto il rendimento dell’obbligazione diverge troppo dalle altre obbligazioni di pari scadenza/rating, allora c’è qualcosa che non va. Non dimenticate mai che nel prezzo il mercato si disegna il sentiment sul titolo e le sue prospettive(ecco il motivo per cui alcuni bonds invece sono cari secondo questi parametri, in quanto probabilmente ariverà una promozione).
  2. Poi, non dimenticatevi poi che il rating non è fisso , ma varia e quindi se mi compro un bond InvestireOggi (è un esempio !!!) con rating AA+, non ho assolutamente la certezza matematica che per tutta la vita del titolo, il rating verrà mantenuto tale.
  3. Chiudo con un’ultima cosa: se ne avete la possibilità, il miglior strumento per valutare la rischiosità di un QUALSIASI strumento finanziario, resta secondo me l’analisi della volatilità. I bonds con volatilità elevata, sono i più rischiosi (con la volatilità vengono valutati dal menrcato tutti gli elementi di rischio del bond).

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