Il Portogallo di domani sarà la Grecia di oggi?

Scritto il alle 09:15 da Danilo DT

Crisi Portogallo: ipotesi realistica?

Grecia uguale default, o restricted default, o haircut, o ristrutturazione debito. Chiamatela come volete, tanto alla fine sempre di un bel taglio di nominale più allungamento delle scadenze più abbassamento delle cedole si tratta.

Ma mentre tutti noi ancora oggi ci domandiamo quale sarà il vero futuro della Grecia, già da qualche mese “guardiamo oltre” e troviamo nel Portogallo un possibile nuovo rischio per l’Eurozona. Ma è davvero così? Possiamo paragonare la fallita Grecia con il paese iberico di Lisbona?

Se devo essere sincero, ho la sensazione che l’Unione Europea per certi versi abbia capito che con la Grecia si sono fatti degli errori madornali di valutazione. Errori che non vogliono essere più commessi col Portogallo. Quindi tutti disposti a sistemare in qualche modo Atene ma Lisbona no: si deve fare un qualcosa di diverso, bisogna evitare che diventi la Nuova Grecia con ogni mezzo. Per una volta forse si è capito che è meglio prevenire che curare, quando ormai tra l’altro il malato (Grecia) è allo stadio terminale.

Non è quindi un caso che oggi la troika, composta dalla Commissione europea, il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca centrale europea (BCE), si trovi a Lisbona per valutare le riforme attuate dal Portogallo. Misure che addirittura il Portogallo ha portato avanti di sua autonomia. Una manovra che ha ricevuto la benedizione (ovvia) del Ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble che la settimana scorsa a promettere al suo omologo portoghese, Vítor Gaspar, un ulteriore aiuto supplementare, anche se la comunità internazionale ha già fornito al paese ben 78.000.000.000 €

Questa cifra DOVREBBE essere sufficiente per mantenere in vita il Portogallo fino a settembre 2013. E questo è senza dubbio rassicurante. Però oggi, il Portogallo si trova in una profonda recessione. Come risultato di drastiche misure di austerità del governo, molte persone si sono impoverite. Con il crollo della domanda interna, la disoccupazione è salito a livelli record ed i consumi sono crollati, anche se rispetto alla Grecia le imprese portoghesi possono vantare una migliore competitività globale. QUi sotto un interessante parallelismo Grecia-Portogallo.

Morale: al momento il Portogallo non rappresenta ancora un pericolo a breve termine. Ma occorre fare molta attenzione, proprio perché occorre evitare con tutte le forze che il Portogallo, un domani, diventi la Grecia di oggi. Con ovvie conseguenze sulla debole e vicina Spagna. Perché a quel punto, la situazione diventerebbe realmente ingestibile.

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DT

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8 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 24 febbraio 2012 at 12:44

L’illusione che la Grecia riesca ad evitare il default definitivo rimane solo nella testa degli incompetenti politici europei, il cui unico obiettivo è quello di prendere tempo e rendere meno penoso il deterioamento dei conti delle proprie banche.
Il Portogallo, se non reagisce,ha elevate probabilità di scivolare come la Grecia e a ruota tutti gli altri periferici.
Comincio, però, ad avere seri dubbi che il Governo Monti abbia i numeri e/o la mentalità per tirarci fuori dalla melma; bravi (si fa per dire ) a tassare, dispersivi e inconcludenti sugli interventi necessari a rilanciare l’economia reale.
Sul debito sono sempre più convinto che sia necessario “nazionalizzarlo” il più possibile come abbiamo postato con Gainhunter un mese fa, trovando una formula che costringa gli italiani ad acquistare titoli di stato a lunga durata; anche la Camusso della Cgil ha fatto propria tale proposta…. siamo in buona compagnia!!!!
Per il rilancio dell’economia abbiamo bisogno di investimenti per ridurre il costo del lavoro, agendo sulla riduzione dei contributi e delle trattenute ai redditi piu bassi dei lavoratori , ma va fatto subito, no nel 2014!!!!
Idem per la detassazione all’imprese e per le agevolazioni fiscali agli investimenti nel sud; migliorare le infrastrutture ….. etc.
Dove troviamo i soldi ????? dalla riduzione delle spese, da un aumento della tassazione ai redditi più alti, dalla lotta all’evasione e all’elusione, dall’aumento dei consumi conseguente.
Finora si è ricavata l’impressione che prima si dà la botta al debito e poi si vedrà….per lo sviluppo…. Mi sembra la vecchia storia se è nato prima l’uovo o la gallina o, detto in altri termini, forse manca il coraggio e forse l’impostazione culturale per pianificare una necessaria ripresa !!!!!!

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elmariachi
Scritto il 24 febbraio 2012 at 19:21

L’Italia non ha ancora fatto niente per risolvere i suoi problemi…E voi parlate del Portogallo?? ahahahahahha

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icebergfinanza
Scritto il 24 febbraio 2012 at 19:28

Hei Dream ma questo qui sopra e’ un altro di quelli che cercano di costruirsi un rifugio antiatomico in Svizzera o in Austria :roll: :roll: :roll:

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icebergfinanza
Scritto il 24 febbraio 2012 at 19:29

icebergfinanza,

In Germania intendevo non in Austria!

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pierluigi86
Scritto il 24 febbraio 2012 at 23:36

iceberg mi hai fatto ridere ahahahah

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Scritto il 25 febbraio 2012 at 01:44

icebergfinanza,

:mrgreen:

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elmariachi
Scritto il 25 febbraio 2012 at 11:21

icebergfinanza,

Vedi di non chiamare intelligenzi solo quelli che la pensano come te.

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elmariachi
Scritto il 25 febbraio 2012 at 11:22

elmariachi@finanza,

Che fortuna possedere una grande intelligenza non ti mancano mai le sciocchezze da dire

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