I nodi vengono al pettine: analisi intermarket

Scritto il alle 11:34 da Danilo DT

Molto bene, direi che il comportamento dei mercati finanziari sta assumento la forma che si prospettava. Andiamo con ordine. Euro in fase di deciso indebolimenti, sia verso $ che soprattutto Yen. Conseguenza : chiusura di alcune posizioni speculative di carry trade. Si chiudono i finanziamenti in Yen (e quindi si riacquista valuta nipponica) e contribuiscono all’indebolimento dell’€uro che aveva dominato in lungo ed in largo sulla piazza. La conseguenza della chiusura di questi carry trade ha avuto ripercussioni sulle borse. Ieri gli americani hanno beccato una discreta mazzata. Già, ma il denaro che fine fa? Si dirige verso il porto sicuro dei bonds (fly to quality). E così, sempre ieri, le obbligazioni si sono impennate registrando una buona performance. Tutto collima (oserei dire quasi alla perfezione). Anche se, bisogna ammettere, l’Europa si sta comportando megli degli amici americani (principio di decoupling? Staremo a vedere…).
Facciamo finta di essere dal medico. Abbiamo capito il decorso della malattia, ma non sappiamo cosa potrà succedere ora, anche perché la prognosi è sempre riservata. Mi spiego meglio. Quale sarà l’ampiezza di questo movimento? Quanto durerà questa correzione dell’equity? E’ un temporale primaverile o…qualcosa in più? Io da tempo mi sono pronunciato abbastanza ostico sulla possibilità che questo trend di crescita delle azioni possa essere mantenuto, sia per la volatilità troppo bassa (il VIX ovviamente ieri si è impennato) sia per la violenza e costanza del rialzo ( il mercato non vedeva e scontava che cose belle, ma non ponderava assolutamente i rischi). Ovviamente il tutto assume un effetto leva negativo se si parla di mercati emergenti (almeno per il breve periodo) e ad appoggiare questa tesi si mette anche Goldman Sachs che proprio ieri interveniva sulla possibilità di un rischio bolla su Shanghai. Non che questa sia una grossa novità, però…Torniamo a noi e cerchiamo di capire quanto l’ampiezza del movimento può essere profonda.

La candela nera di ieri sera sullo S&P 500 non deve nemmeno essere commentata. Per il breve periodo trovo molto interessante il grafico del Nasdaq.

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La rottura della trendline rialzista di breve è chiara, come è chiara la linea di supporto posta a 2531. Sotto tale livello lo scenario diventa chiaramente negativo. Anche il nostro S&P MIB è in una situazione molto simile al Nasdy anche se , bisogna ammetterlo, il ns. indice conta come il 2 di picche.

Lo Yen si sta dunque rafforzando. Il target a questo punto resta quota 160. E se così fosse, allora mi sa che non c’è supporto per l’equity che tenga.

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Il $ intanto rompe gli indugi e si rafforza con target al solito livello ipernominato dal sottoscritto 1.336.E per chiudere il cerchio ci manca un obbligazione… Ed ecco qui il bund. Nei giorni scorsi si parlava dell’eventuale comportamento in caso di rottura della MM21, con RSI da giorni in chiara divergenza. Come previsto… ha fatto booom. Target a 114.55.

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E chiudiamo con un flash sulle commodities, in particolare sul WTI ( così faccio felice 7vox). Al momento il trend è intatto. Guardate il grafico. Attendiamo gli sviluppi.

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Conclusioni: c’è poco da dire… stiamo all’occhio perché questa correzione potrebbe essere più profonda di quanto si pensi. Come sempre è presto per dirlo. Monitoriamo il mercato e, soprattutto, muoviamoci di conseguenza.

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