G20: ancora un fallimento

Scritto il alle 19:30 da Danilo DT

Lo ammetto, speravo che in questo G20, vista la situazione di difficoltà economica internazionale, con tutti i discorsi aperti (guerra valutaria, crisi di paesi sovrani, quantitative easing e quant’altro) i vari primi ministri dei venti grandi mettessero da parte orgoglio, egoismo, presunzione e manie di protagonismo e cercassero delle intese e soprattutto dei compromessi.
Invece nulla di fatto.

Non ho ancora letto i giornali di questo week end, proprio perché di principio voglio passare due giorni “staccando la spina”. Ma sono certo che tutti, chi più chi meno, parleranno positivamente del G20, dicendo che si sono messe delle basi per il futuro, ci si è impegnati a fare delle cose… Purtroppo se non c’è un accordo scritto, dove i paesi membri del G20 si impegnano formalmente a fare qualcosa, possiamo dire che le promesse, i buoni propositi e le iniziative saro solo discorsi da bar.
E purtroppo è andata così.

Un G20 da bar, come sempre d’altronde. E questa volta l’occasione era veramente ghiotta per fare un G20 storico. Per carità… Vuoi proprio fare un qualcosa di storico oggi? Meglio farlo quando ormai la frittata sarà fatta. Proprio perché non si vogliono calpestare interessi.

Forex War: come non detto

Prendiamo ad esempio la tematica più attesa, ovvero la “guerra valutaria”. News su questa tematica al G20? Ma per carità! Solo parole buttate al vento! Buoni propositi che non solo non porteranno da nessuna parte, ma porteranno molto probabilmente ad una vera guerra commerciale.
La Cina è arcistufa di sentirsi dire che deve rivalutare. La Cina farà quello che le fa comodo, nei tempi e nei modi dovuti, quando occorrerà ma non per il bene globale ma per il bene della Cina stessa. Questi signori non fanno beneficienza globale, sanno di essere stati sfruttati per lungo tempo, e ora passano alla cassa a pretendere dazio.



Too big to fail or too global to fail

Su questa tematica c’è stata più intesa, nel senso che i grandi erano d’accordo sul dover evitare una nuova crisi globale, difendendo I colossi bancari con vocazione internazionale. Ma proprio perché era nell’interesse di tutti indistintamente. Ma si è deciso un qualcosa per evitare un’altra Lehman Brothers, magari di dimensioni ben più drammatiche? Assolutamente no. Solo parole. Come sempre. E quel che si è scritto prima è assolutamente inutile. Mi riferisco a Basilea 3 (leggetevi i post vecchi in merito a questa questione ) ed ai suoi parametri politicizzati “a misura di banca” proprio per evitare problemi e sconquassi. Per non parlare poi degli stress test. In molti hanno denunciato l’inutilità di Basilea 3. e tra le tante cose, ve ne ricordo una.
Se una banca oggi ha un Core Tier 1 oltre 7, sarebbe considerata solida. Lehman borthers, quando è fallita, aveva un Core Tier 1 a…. 8? 9? Nossignore, leggete qui.
Lehman Brothers quando è fallita aveva un Core tier 1 a 11. Occorre commentare? Non credo…

FMI: l’Europa comanda

Sulla tematica Fmi, sembrava che gli Europei, da sempre “dominatori” nel fondo, fossero disposti a cedere la cabina di regia a quei paesi che ormai sono veri protagonisti dell’economia globale, i paesi emergenti. Ma poi tutto è rientrato. Si temeva un ulteriore perdita di prestigio politico economico, il tutto a scapito dell’area BRIC che tra qualche anno dominerà commercialmente il mondo?
Quindi tutto suona come un nulla di fatto. Oggi si riparte con la nostra guerra, quella di tutti giorni, una guerra che è non solo contro l’andamento dei mercati, ma è ormai una guerra di sopravvivenza in un mondo dove il futuro appare sempre più colorato da tinte fosche…

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6 commenti Commenta
mattacchiuz
Scritto il 15 novembre 2010 at 09:44

intanto qui dovremmo sorbirci il balletto irlandese, e poi quello portoghese, con il fondo monetario che si dice felice ora, fra due mesi o fra due anni, di intervenire per salvare il mondo.

ma da dove gli arrivano i soldi a sto benedetto fmi??? :-)

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gaolin
Scritto il 15 novembre 2010 at 09:49

Articolo che sintetizza molto bene come è andata.
Effettivamente al recente G20 non c’è stato alcun accordo degno di questo nome. Però a ben vedere c’è stato molto di più. Che ciò preluda a tempi bui per l’occidente è poco meno che certo.
La Cina, con argomentazioni che possono per gli ignavi nostri governanti anche essere considerate plausibili, ha detto che non intende rivalutare il suo CNY. Cosa vuol dire ciò?

Semplificando un po’, la Cina intende far rispettare la nuova equazione che ormai ha imposto al resto del mondo e che da un bel po’ va per la maggiore nell’economia manifatturiera mondiale:

N posti di lavoro in più in Cina – N posti di lavoro in meno da altre parti = 0

Loro sono in più di 1.300.000 000, guidati da dirigenti che sanno perfettamente dove vogliono arrivare, mentre gli altri come/cosa sono?

Gli USA sono ormai una ex potenza economica, intendendo ciò come “capacità di imporre qualcosa a tutti gli altri”. Ogni richiesta del buon Obama alla Cina viene ormai accolta con freddezza, addolcita da bei sorrisi, o con un bel giro di cortesi parole, che in cinese vuol dire no, non se ne parla proprio.

La vecchia EU è costituita da paesi in disputa fra loro, che ormai fanno a gara a chi è meno peggio degli altri. Peccato, perché potenzialmente nel suo complesso ci sarebbe spazio perché l’EU possa ancora restare un primo attore nell’economia globale.

Il resto degli altri è costituito da comprimari già tali o potenziali, che possono avere più o meno forza in questa economia globalizzata in funzione della loro complementarietà rispetto all’economia produttiva cinese.

Da quanto sopra ne viene che c’è stato un vincitore vero in questo G20. Infatti non manca ancora molto perché il G20 diventi un bel:

G1(Cina) + G19 = G20

E a me pare che questo sia un evento epocale.

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Scritto il 15 novembre 2010 at 09:52

mattacchiuz,

A breve aggiornamento sulal questione irlandese… Ormai si è presa la strada e non si può tornare indietro… :roll:

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Scritto il 15 novembre 2010 at 09:53

gaolin@finanza,

Ciao Gaolin, ottimo come sempre! :D

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mattacchiuz
Scritto il 15 novembre 2010 at 09:58

Dream Theater,

ma faccio fatica a pensare che non si possa tornare indietro…
qui tutti i giorni viene detto tutto e il contrario di tutto.

certo che sta caxxo di irlanda, con i suoi 200 mila euro pro capite, se ancora non ha capito che deve fallire e mandare tutti a quel paese, davvero non ha capito nulla!!

ma ti dirò di più… il portogallo…il trattato di lisbona…
chissà!

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Scritto il 15 novembre 2010 at 11:51

mattacchiuz,

..INTENDEVO DIRE che non si torna indietro perchè ormai siamo nella cacca ed è impossibile uscirne… hehehe…

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