Euroenigma: dove andremo a finire?

Scritto il alle 09:45 da Danilo DT

Il salvataggio della Spagna non risolve i problemi ma li aggrava perché si aggiunge debito al debito. C’erano altre soluzioni? Sicuramente si, ma non effettubili a breve scadenza. Ma se non si interviene…non si può andare avanti così all’infinito…

Nel 2010 il team di Intermarketandmore fece a Milano il suo primo meeting. Evento che quest’anno verrà replicato con una seconda edizione.
Per chi non era presente ecco QUI gli atti di quell’incontro, anche se ovviamente i discorsi si sono sviluppati anche altrove.
Come detto quest’anno replichiamo e invitiamo tutti gli amici a partecipare. Si parlerà ovviamente dei mercati, della situazione attuale, del futuro, del passato e di investimenti. Ma per maggiori dettagli mirimando alla pagina dedicata.
Perché vi parlo del MEETING 2010? Perché in quell’occasione io feci una presentazione che iniziava con una slide con la scritta “DEBT” che stava affossando un povero cittadino. E dissi: “la piaga dei prossimi anni è una piaga che parte da lontano ma che si presenterà con tutta la sua violenza. E’ il debito”.
Che dite, sono stato preveggente? Ma per favore, che preveggente…Semplicemente realista.
Quindi capirete benissimo cosa penso (io, una persona che vede nel debito uno dei cancri del mercato) del salvataggio spagnolo tramite il mega finanziamento di 100 miliardi.
Insomma, cari amici, combattere il debito (delle banche spagnole) con ulteriore debito (che alla fine dell’UE ovvero della collettività) è un errore pazzesco che non può che peggiorare ulteriormente le cose.
La verità è che certi problemi andavano risolti MOLTO tempo fa ed ora siamo qui, a rincorrere le soluzioni alla ricerca di salvare il salvabile.
E visto che i punti chiave del mio manifesto (cliccate qui) al momento non sono considerati (e sono punti chiave anche di tanti altri report scritti da coloro che hanno un po’ di senno) dobbiamo ricorrere alle stretegie di emergenza. Ma queste strategie di emergenza peggiorano solo le cose e non risolvono.

Possibile che non lo capiate, signori della politica? Possibile che non lo capisci, frau Merkel???

E la cosa curiosa, che già conoscete, è che questi benedetti 100 miliardi, non si autogenerano dal nulla. Sono gli stati membri dell’UE a doverli tirare fuori. Quindi praticamente NOI. Si, noi, Italia compresa. E poco importa se ora la speculazione ci ha preso di mira! Anche perché il mercato si è fatto due conti ed ha scoperto che i cosiddetti “firewall” sono ormai spolpati, dopo gli impegni presi con la Spagna e gli altri stati in crisi dell’Eurozona…

L’avvio degli aiuti alla Spagna, dunque, teoricamente sfila la rete di sicurezza da sotto l’Italia, anch’essa in acrobazia sui trapezi di un’area dell’euro non unita fiscalmente e politicamente. L’inizio degli interventi di sostegno alla Spagna, sia pur “soft”, precauzionale e non marchiato dallo stigma del “programma”, socchiude se non chiude del tutto l’ombrello dei firewalls sopra l’Italia. I mercati a questo punto dovrebbero essere portati a credere che con i soccorsi alla Spagna, l’Eurozona ha spento l’ultimo focolaio di crisi dopo quello irlandese, portoghese e greco. I mercati devono convincersi che l’Italia non ha bisogno di alcun salvataggio (è quello che sosteneva la Spagna fino a qualche giorno fa), almeno fino a quando le risorse per il salvataggio non saranno stanziabili, anche nella forma di un qualsiasi tipo di euro-union-bond. Per convincere i mercati, l’Italia dovrebbe uscire in fretta dalla recessione – con le riforme strutturali e le misure a livello domestico ma anche con aiuti concertati europei -, centrare il pareggio di bilancio senza tagliare la spesa pubblica produttiva o alzare ancor più le tasse, e confermare in netto calo la traiettoria del debito/Pil eventualmente anche con privatizzazioni e dismissioni di patrimonio pubblico. Tutto questo prima che la campagna elettorale delle elezioni politiche che si terranno nel maggio 2013 non riaccenda il focolaio della politica, gettando alle fiamme la credibilità sulla tenuta dei conti pubblici e sulle riforme forti necessarie alla crescita, in un contesto europeo dove il Presidente Hollande al suo arrivo all’Eliseo ha prontamente ammorbidito la riforma delle pensioni e dove le elezioni greche mettono in discussione la validità della ricetta europea e l’esistenza stessa dell’euro. (Source) 

Avete capito? Occorrerebbe subito dare segnali forti, uscire dalla recessione e ripartire con la crescita economica. Pura utopia. Certo, le fonti oggi dicono che l’Italia non dovrà ricorrere al fondo Salva Stati. Ma i dati macro sono decisamente negativi…

L’IStat ha pubblicato i dati del 1 ° trimestre 2012 che testimoniano un crollo del PIL reale dell’economia Italiana come da previsioni. Debole domanda estera più una precipitosa caduta della spesa nel settore privato. Risultato: calo del prodotto interno lordo (PIL) dello 0,8% rispetto al trimestre precedente (3,2% ad un tasso annualizzato).

Il grafico parla chiaro. Esportazioni al lumicino. PIL praticamente a livello del 2009. Consumi in caduta libera. Investimenti al collasso.
Con questi numeri non si può certo pensare di impressionare il mercato e dare grande fiducia… O sbaglio?

Non so voi, ma a volte mi sento all’interno di un tornado, impotente e confuso. Vedo le soluzioni ad un palmo di naso, ma non sono prese in considerazione da chi di dovere. Continuo a non pensare che si raggiungerà l’EUROCRASH… intanto però è innegabile che la Germania, come in passato, continua con la sua gestione del potere politico ed economico…
Dedicate qualche minuto a questo video. Ne vale la pena…
Un riassunto storico ed economico che vi farà capire tante cose, ne sono certo…

Immagine anteprima YouTube

Non mi resta che una speranza: il voto greco e decisioni forti e definitive su una NUOVA Unione Europea: ma più il tempo passa e più ho paura di essere un povero illuso…

PS: come avrete capito, per motivi di lavoro e un po’ per motivi spiegati nel post del week end, la mia presenza si è un po’ ridotta. Spero di risentirvi presto.

STAY TUNED!

DT

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4 commenti Commenta
lampo
Scritto il 13 giugno 2012 at 10:03

Mi aggiungo alla lista dei poveri illusi :roll:
Ho paura che si continuerà con il dissanguamento dei Paesi periferici…

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hironibiki
Scritto il 13 giugno 2012 at 12:01

Io spero che la Grecia compia il primo passo decidendo di uscire dall’euro. Così finalmente anche tutti gli altri stati se ne andranno e la Germania rimarrà sola.
Pazienza se ci sarà una crisi peggiore del 29 ma almeno le persone capiranno quanto realmente marcio sia questo sistema in generale ed apriranno gli occhi.
Così non si può andare avanti è una lenta agonia :|

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gonzalo
Scritto il 13 giugno 2012 at 15:44

Anche io tifo Syriza, un occasione per uscire dal pantano europeo che forse non si riprensenterà piu.

Ma il mio timore è che i cosiddetti poteri forti usino un qualche diversivo, tipo scatenare una guerra alla Siria e l’Iran a cui addebitare il crollo economico

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lampo
Scritto il 13 giugno 2012 at 16:17

gonzalo@finanza,

Intanto prendono i greci per la gola:
Grecia: avra’ probabilmente bisogno terzo pacchetto aiuti (Die Zeit):
“Ma, scrive il giornale, un terzo pacchetto di aiuti ci sara’ solamente se i greci eleggeranno un nuovo governo che supporti le ulteriori riforme.”
http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/nRC_13062012_1443_258868623.html

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