EURO Disastro: ne siamo consapevoli?

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Guest post by Gaolin

Essere pessimisti oggi in Italia sulle sorti della nostra economia è certamente un sentimento ormai ben capillarmente diffuso. Più che altro si può disquisire sul quanto esserlo.

Anche le affermazioni dei professori e tecnici che ci governano ammettono ormai chiaramente che siamo in una vera e propria recessione ma, nel contempo, ci propinano previsioni e speranze di un riavvio della crescita al prossimo anno, grazie a provvedimenti che qualcuno dovrà prendere ma non si sa bene chi, visto che soldi non ce ne sono.

L’EURO è in questi giorni nella burrasca ma ciò nonostante l’Eurogruppo ha riaffermato per l’ennesima volta la grande bugia.

“L’EURO e la UE non si mettono in discussione”, quasi che la difesa di questi totem fosse una questione di vita o di morte.

Certo che quando i capi, insieme riuniti, devono fare delle dichiarazioni ufficiali non si può pretendere che dicano la verità, specie se dietro non ci sono accordi veri . Quindi queste dichiarazioni servono solo per essere date in pasto ai media allineati, che qualcosa devono pur dire al popolo in ansiosa attesa di provvedimenti che diano la svolta, che ci salvino, che ci facciano uscire dal tunnel, ecc.

Personalmente sulle sorti dell’Italia non riesco a vedere schiarite.

Essendo bene a contatto con l’economia reale vedo ben poche oasi di relativa prosperità e moltissime situazioni di aziende in fallimento o molto vicine, quest’ultime ancora non ben note al sistema bancario. Se vale ciò e visto che il tema è di attualità, le pagelle di Moody’s sulle banche italiane, appena declassate, saranno da rivedere fra un po’. Comunque, piano piano, qualcosa sta cambiando. Ad esempio le dichiarazioni degli economisti italiani, che per anni hanno osannato i benefici dell’EURO non ci sono più.

Alleluia, almeno questo.

Ora però costoro, insieme a quelli che ce lo hanno affibbiato dicono che, ormai che ci siamo dentro, non se ne può più uscire, sia perché i trattati non lo prevedono come possibilità, sia perché sarebbe una catastrofe inimmaginabile. E giù a preconizzare costi per il popolo di tutte le specie, la nascita probabile, anzi certa, di movimenti politici di infausta memoria, destabilizzazione perenne del sistema socio-economico-finanziario globale. Insomma, meglio neppure pensarci. Una vera e propria strategia del terrore.

Invece qua è in gioco il vero potere e chi ce l’ha in mano in questo momento, ovvero la finanza, che non vuole proprio recedere neppure un po’. Dell’economia reale, dei milioni di lavoratori e imprenditori bravi e onesti che stanno perdendo il lavoro e l’azienda rispettivamente, alla fine pare l’ultimo dei problemi, visto che ce n’è sempre un altro prima e ovviamente più importante, nel momento di prendere decisioni.

Fatto sta che ufficialmente non si dibatte sul disastro che la moneta unica ha combinato, specie ad alcune economie europee. L’impostazione è sempre quella, l’idea della moneta unica ancora viene considerata valida e, caso mai, si danno le colpe ai governi per non aver saputo gestirla. Certamente questa è una grande verità ma se da subito fosse stato detto che, invece di un bancomat per spendere a deficit e a tassi bassi, l’EURO era una vera e propria camicia di forza, calata sulle spalle dell’economia reale di quei paesi che per cultura e per incapacità/insipienza politica mai avrebbero potuto allinearsi alle economie più forti, avrei proprio voluto vedere se una tale follia poteva affermarsi così facilmente come è in pratica accaduto.

Aver rinunciato a tenersi la propria moneta sovrana, con relativa banca centrale, in un mercato globalizzato dove la regola principe è” niente dazi e si produce dove costa meno”, sta producendo per l’Italia una vera Caporetto del proprio sistema industriale manifatturiero, senza predisposizioni di linee di difesa sul Piave. Non sto esagerando, anzi. Finora ci si è ostinati a non voler vedere la realtà.

Un rapido sguardo di aggiornamento sull’economia reale in ITALIA

Inizialmente si è detto che la crisi avrebbe colpito soprattutto le aziende deboli, piccole e medie non internazionalizzate;

si è sempre pensato che la piccola azienda locale in qualche modo riesca a cavarsela sempre, magari riconvertendosi verso nuove attività;

si è detto e si sta ancora scelleratamente dicendo che però l’export italiano va ancora forte nei suoi tradizionali comparti di eccellenza e che quindi è lì che bisogna puntare;

si è ritenuto che le grandi aziende italiane che non sono molte, investendo nei prodotti e processi, potessero continuare a produrre in Italia.

Bene.

La realtà di oggi in Italia, che vorrebbe anticipare le statistiche che usciranno fra 6-12 mesi , ci dice che:

a) le aziende piccole e non internazionalizzate, sottoposte alla concorrenza globalizzata, sono ormai o saranno quasi tutte chiuse o fallite;

b) le piccole aziende locali hanno nel loro complesso un fortissimo calo di lavoro, tale da far desiderare agli imprenditori di mandare tutto a quel paese. Tanti lo farebbero subito se potessero;

c) l’export italiano, tolti alcuni comparti particolari, ha sempre più difficoltà, a mantenere le proprie posizioni e i margini si assottigliano sempre di più;

d) tantissime aziende, fino poco fa di eccellenza tecnologia e sane, stanno per precipitare nel più o meno lungo cammino del proprio declino;

e) le poche grandi aziende in Italia non investono più perché, detto semplicemente, sarebbe un suicidio economico. Ipotizzano invece di accelerare le delocalizzazioni dove il lavoro costa meno.

Conclusioni

Io non so come faranno i nostri professori a stabilire date indicative entro cui si avvierà, senza condizionali e incertezze, una ripresa dell’economia reale, quella vera dove si produce qualcosa o si rende un servizio utile. Io penso e ne sono anche certo che, finchè l’Italia resterà vincolata all’EURO, non potrà arrestare il già molto ben avviato declino del proprio sistema industriale.

Domanda: Se arriveremo allo smantellamento di anche quel poco che è rimasto, come si pensa di poter mantenere il nostro welfare, anche se ridotto, il nostro pletorico e inefficiente apparato pubblico, anche se ridimensionato, il nostro sistema finanziario, pieno di sofferenze e tutti coloro che, alla fine, vivono sulle spalle di coloro che lavorano sul serio?

Queste non sono domande che i professori usano porsi ma, questa volta, quelli che ci governano sarebbe ben lo facessero e dessero anche una risposta a sé stessi e poi anche agli altri.

GAOLIN

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20 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 21 maggio 2012 at 18:24

…ciao Gaolin, al solito sintetico ed essenziale…ottimo!!!…
ma, secondo te, i professori, ci sono o ci fanno ?????

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tigre90
Scritto il 21 maggio 2012 at 18:42

DOMANDA: ma perchè bisogna sempre cercare un caprio espiatorio? perchè le difficile situazione economica del nostro paese dovrebbe essere attribuita all’euro?
L’italia come paese e come governi si deve prendere tutte le sue responsabilità, e se per anni ha giovato di tassi d’interesse sul debito “tedeschi” senza investire niente in aumenti di produttività non credo che la colpa sia perchè questo non è stato scritto nei trattati etc…dovrebbe essere implicito che i governi devono sfruttare situazioni favorevoli per fare il bene dei propri cittadini.
che non è stata fatto purtroppo lo sappiamo benissimo!

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kry
Scritto il 21 maggio 2012 at 18:45

……. avrei proprio voluto vedere se una tale follia poteva affermarsi così facilmente come è in pratica accaduto. Non ho dubbi sarebbe accaduto lo stesso e non perchè allora c’era Prodi che tanto lo osannava ma per l’esempio delle quote latte tanto alla fine chi ci rimette è chi lavora non chi è eletto che deve lottare anche solo per difendere l’orgoglio della patria. Alla domanda mi vien da rispondere: ci penseranno quelli a Roma,di certo non finiremo come i greci o gli spagnoli. E alla fine probabilmente ne verremo fuori meglio degli altri,perchè la nostra economia è salita meno delle altre perchè le nostre banche speculavano meno delle loro concorrenti estere per cui siamo già ” MEGLIO ABITUATI ” a soffrire, con questo non voglio illudermi anzi sono molto pessimista e dati oggettivi legati alla mia realtà locale mi indicano che per il peggio non c’è fine. (A differenza dei politici il mio orgoglio mi dice ” Ma la sterlina brucerà prima dell’euro”, non per distogliere l’attenzione dal nostro problema ma per aumentare la consapevolezza.) Grazie per questo post di facile lettura,non tecnico e legato alla vita quotidiana.

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zanella51
Scritto il 21 maggio 2012 at 19:00

Gaolin
ottimo e come sempre puntuale ed esaustivo il tuo articolo,ma non credo che potrommo uscire da questa situazione.
Concordo che se restiamo nell’euro moriremo pian pianino strozzati lentamente a mo di garrota, uscirne sarà durissimo perchè ostacolati dalla finanza.
Se uscisse la grecia e dopo poco esplodesse una ripresa (come io penso) tale da far ricredere la gente sulle balle che i media allineati ci propinano, solo allora ci sarà una qualche possibilità a meno che nel frattempo la gente esasperata non faccia una vera e propria rivoluzione armata.
Penso però che questo non avverrà, gli italiani non hanno mai fatto niente di simile.
Ricordiamo il motto FRANCIA O SPAGNA PURCHè SE MAGNA

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ob1KnoB
Scritto il 21 maggio 2012 at 19:10

Non può funzionare:
Globalizzare il trade e non globalizzare le regole. Non è questione di euroscetticisno. Semplicemente non può funzionare. E non funzionando il sistema non può funzionare il fiscal compact. E non possono funzionare stimoli monetari di qualsiasi fatta.
Quel che mi consola è pensare che anche quei pochi milioni di ‘cittadini del mondo’che veramente stanno traendo vantaggi da questa situazione sono ad un bivio: O modificare radicalmente la redistribuzione della ricchezza (o del lavoro… per me pari sono) o anche per loro fra poco la festa finisce (anche in maniera cruenta?). Forse sbaglio a confidare nell’intelligenza delle persone.

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7voice
Scritto il 21 maggio 2012 at 19:21

EURO DOLLARO ???? IO MI PREOCCUPEREI PIù PER LE INTENZIONI DI QUESTI 4 IMMONDEZAI: Washington rende obbligatorio l’impianto di un microchip RFID per tutti gli americani.
E’ confermato, il Progetto di Legge sulla Salute di Obama renderà obbligatorio l’impianto di un microchip RFID per tutti i cittadini americani.

L’obiettivo è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”.

Il nuovo progetto relativo alla salute (HR 3200) è stato adottato recentemente dal Congresso e alla pagina 1001, contiene l’indispensabile necessità per tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario di essere identificati con un microchip sottocutaneo.

In un documento ufficiale, vi è la prova che questi dispositivi fossero già previsti nel 2004. Questo documento della FDA (Food and Drug Administration), datato 10 Dicembre 2004 è intitolato Class II Special Guidance Document : Implantable Radiofrequency Transponder System for Patient identification and Health information ( Documento di orientamento speciale di classe II : Sistema di transponder impiantabile a Radiofrequenze per l’identificazione dei Pazienti e le informazioni relative alla salute).
L’impianto di un microchip per i pazienti che contenga le informazioni sulla loro salute era quindi già allo studio nel 2004. Nel Progetto di Legge intitolato America’s Affordable Health Choices Act of 2009 (Legge del 2009 sulle scelte di salute finanziariamente abbordabili dell’America), si può leggere nel paragrafo Subtitle C – National Medical Device Registre ( Sottotitolo C – Registro nazionale dei Dispositivi Médici), che è prevista una scheda per ogni persona che ha o sarà munita di un dispositivo sottocutaneo: Il ” Secretary ” stabilirà un ” registro nazionale dei dispositivi medici ” (in quel paragrafo sono chiamati “registro”) per facilitare l’analisi della loro sicurezza dopo la commercializzazione, con i dati di ogni dispositivo che è o è stato utilizzato su un paziente…”

Quindi tutte le persone che avranno ricevuto il microchip saranno schedati in un nuovo registro che ancora non esiste.

Con il pretesto di assicurare meglio l’assistenza sanitaria e preservare la salute dei cittadini, tutta la popolazione sarà marchiata con un microchip elettronico e schedata. L’inizio della marcatura obbligatoria per tutti è previsto a partire dal 2013.

Alla pagina 1006 del progetto, è fatta una precisazione sulla data di entrata in vigore del dispositivo: “ENTRATA IN VIGORE. Il Ministro della Salute e dei Servizi Sociali, metterà in opera il registro in virtù dell’articolo 519 (g) della Legge Federale sul cibo, i farmaci e i prodotti cosmetici come da aggiunta nel paragrafo, non più tardi di 36 mesi dalla promulgazione della presente Legge, senza preoccuparsi se le regolamentazioni definitive per stabilire e utilizzare il Registro siano state promulgate o meno in quella data”.

Quindi 36 mesi a partire dalla data di entrata in vigore della Legge! Questo ci dà 3 anni. Il 2013 è l’anno in cui la marcatura obbligatoria dovrebbe incominciare. Da notare che entrerà in vigore anche se non sarà stata adottata nessuna regolamentazione sul suo utilizzo e che sia presente o meno un inquadramento ben definito sull’utilizzo del “registro”.

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lacan2
Scritto il 21 maggio 2012 at 19:45

7voice@finanza,

Sono d’accordo, il vero suicidio non e’ tanto l’euro, ma la globalizzazione con regole non uguali per tutti.
Per quanto riguarda l’euro: la soluzione di uscire dall’euro e’ come buttarsi da un burrone senza sapere cosa c’e sotto… L’alternativa e’ una serie di riforme, cambio di mentalità, impegno che purtroppo rasentano l’utopia, a modo di vedere del sottoscritto per cultura, corruzione, avversione al cambiamento, difficoltà degli uomini di modificare comportamenti, abitudini, pensieri..

In tutti i casi, probabilmente saremo molto più poveri e la vita sara’ più sudata, comunque sia la soluzione di uscita dell’euro sara’ comunque una mazzata che non dimenticheremo per anni…

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ottofranz
Scritto il 21 maggio 2012 at 20:16

ancora parole generaliste. Eppure i punti A/B/C/D /E sono chiarissimi . Dovrebbe esserci una sirena che suona a palla. Ma ormai siamo al sesso degli Angeli.

Caro Gaolin, chi poteva, ha fatto quel che poteva, ora occorre fare come il giunco.

Certo che vedere il 50 lire mi ha fatto pensare che allora si diceva che l’uomo nudo si picchiasse sugli zebedei dalla disperazione. Una roba tipo …”si stava meglio quando si stava peggio”

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Gigi
Scritto il 21 maggio 2012 at 20:27

Beh, devo dire che tra le tante opinioni emerge oggi – in più di un commento – la frase “…media allineati…”.
Finalmente stiamo per acquisire una nuova consapevolezza in merito ai mezzi di gestione del pensiero comune: i media. Sono mesi che ripeto che sono la parte più corrotta del nostro sistema, un ammasso di bugie organizzate per tenere mansueto il parco buoi mentre i lupi stanno facendo razzia sulla nostra pelle.
Radio, TV, giornali, guidati ed organizzati per far passare cavolate come la fase 2 (che non comincia mai), la ritrovata stima internazionale del nostro Paese (basti guardare lo spread e i CDS per vedere quanto siamo stimati), i conti in ordine (vedrete fra poco come saranno in ordine) ecc.
Qualcuno ha scritto: “ma questi professori ci sono o ci fanno…?”. Secondo me fanno parte del sistema, chiamati da chi ha deciso così per fare quello che é stato deciso.
Già più volte abbiamo chiesto su queste pagine un bell’articolo sui fondi pubblici destinati ai media, ma stranamente ancora non esce. Allora DT, dobbiamo aspettare ancora molto?

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andrea.mensa
Scritto il 21 maggio 2012 at 21:44

caro Gaolin, ottimo articolo, ben scritto come sempre, ma non son d’accordo su molti punti.
a) il primo è imputare all’euro colpe che non ha. Vero che l’introduzione dell’euro, in ITALIA perchè in altre nazioni, non ha causato lo stesso effetto, ha velocizzato un processo, che però era già in atto e sarebbe comunque avvenuto, ovvero l’allargamento della forbice dei redditi. aver permesso che alcune componenti della società passassero rapidamente ad un cambio 1€= 1000 lireguadagnandoci ovviamente la differenza, almeno per un periodo di parecchi mesi, ovvero prima che TUTTI si adeguassero a quel cambio, ha portato grossi profitti a qualcuno e gravi perdite a molti altri, esattamente come quando si svaluta.
b) l’errore che si continua a fare nell’analisi della crisi, è non vedere come l’allargamento della forbice dei redditi abbia impoverito i mercati, in un momento in cui anche quasi tutti i mercati esteri non sono più ricettivi di merci, ovveroimportatori, ma sempre più autosufficienti, rendendo inutile puntare, come viene fatto sulle esportazioni. esportare, ok , ma a chi ? e con cosa può quello ripagarci ?
c) il concentrare il ricavo della ricchezza creata ( sempre meno per mancanza di compratori) in poche mani, ha fatto esplodere la finanza, tanto che la ricchezza virtuale ( essenzialmente derivati) oggi è più di 10 volte quella reale. non si mangiano i CDS, ma in compenso il denaro investito in essi svaluta la creazione della ricchezza reale. ecco quindi che, tale concentrazione opera un doppio danno riducendo i mercati ( mai sentito parlare del problema della quarta e anche terza settimana ?) e causando innalzamenti (bolle) di prezzo sui beni reali , portando il lavoro a valere sempre meno, visto che con ogni bene prodotto devono “mangiare” sempre più persone.
d) incominciare a capire che la richezza è legata solo ai beni reali, e quindi un paese sarà ricco tanto quanto riuscirà a produrre beni reali UTILI in qualche modo alla collettività. innanzitutto una redistribuzione della ricchezza, poi ivestimenti, ad esempio nelle energie alternative che, essendo un mercato relativamente nuovo può assorbire profiquamente molti beni reali appenna creati. Ricordarsi inoltre che i beni non basta crearli, ma bisogna anche venderli, e per venderli occorre che ci siano compratori, nello stesso paese o all’estero, contando sempre meno sui mercati esteri, e puntando quindi a quelli interni.

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gaolin
Scritto il 21 maggio 2012 at 22:37

paolo41,

Che ti posso dire. I professori, coadiuvati dai burocrati, che ci governano hanno alcuni difetti fondamentali:
1- Come tutti i professori sono convinti di avere le idee giuste in quanto tali;
2- In quanto tali mai ammetteranno di sbagliare strada;
3- Di questi professori e burocrati nessuno ha mai saltato un’ora di sonno perché ha rischiato nella vita qualcosa di proprio;
4- Fra salvare il sistema finanziario o il sistema produttivo non hanno dubbi sulla scelta, perché sono convinti e soprattutto interessati che si salvi il primo, innanzitutto.
Visto come stanno andando le cose nel nostro paese, sto cominciando a temere che la politica economica di questo governo possa essere ancora più dannosa di quella di un governo di incapaci.
Se è così, se ci sono o ci fanno poco importa, fa lo stesso.
Spero però vivamente di sbagliare.

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gaolin
Scritto il 21 maggio 2012 at 22:40

tigre90@finanza,

L’EURO ormai è diventato il capo espiatorio perché la sua appartenenza sta stritolando la nostra economia reale.
Di questo l’Italia come paese è nel suo complesso colpevole, politici e burocrati su tutti. A tutti però piace vivere la bella favola della moneta forte, finchè si va in vacanza all’estero.
Il problema grosso è la competitività che abbiamo ormai perduto nei confronti degli altri paesi. In un’economia globalizzata questo porta alla rovina. Restandoci mai, dico mai, potremo recuperare questa competitività con la conseguenza che mai e poi mai avremo la possibilità di riprendere la strada virtuosa del sano sviluppo.
Ormai la frittata noi italiani l’abbiamo fatta e non consola che siamo in numerosa compagnia sia nella UE che fuori.
Purtroppo noi italiani non siamo tedeschi e non lo saremo mai, anche se avremo l’Euro in tasca per i prossimi 1.000 anni. Monti o non Monti.

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gaolin
Scritto il 21 maggio 2012 at 22:44

ob1KnoB@finanzaonline,

La forza della finanza di riuscire a trovare un modo per guadagnare tempo e mantenere/consolidare il suo potere è incredibile. Sono riusciti a portarci fino alla situazione attuale, che non molto tempo fa era inimmaginabile senza quasi che ce ne accorgessimo.
Però ogni corda alla fine cede, dopo essere stata tirata troppo. Oggi pare proprio che il detto MUOIA SANSONE CON TUTTI I FILISTEI attragga consapevolmente o meno tutti gli attori della finanza speculativa.
Però il tempo farà il suo corso e quello che è oggi inimmaginabile accadrà.
Quello che accadrà dipenderà da noi tutti, dalla nostra onestà, dalla nostra determinazione, dalle nostre idee e soprattutto dalla nostra laboriosità rivolta al bene comune.
Io confido che, come sempre, l’uomo nelle tragedie sappia trovare il meglio di sè.

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gaolin
Scritto il 21 maggio 2012 at 22:45

7voice@finanza,

Fra le tante e temibili nefandezze, mascherate da quasi opera pia, che stanno architettando per soggiogare tutto e tutti c’è anche quella che citi.
Non si può però pensare che questo sarà supinamente accettato.

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gaolin
Scritto il 21 maggio 2012 at 22:48

andrea.mensa@finanza,

Sono d’accordo su quanto esprimi nel tuo commento. Anche sul fatto che l’Euro di per sé poteva essere un’opportunità, qualora fosse stato gestito con capacità e lungimiranza.
Purtroppo così non è stato in molti paesi della UE e oggi comincia ad apparire per quello che veramente è stato: un vero DISASTRO, in primis per l’Italia.
Oggi ha poca utilità disquisire su colpe, su come e perché si è arrivati a questa situazione. La miglior cosa, per cominciare a trovare soluzioni, è ammettere perlomeno che è stato una vera e propria calamità per l’economia reale del nostro paese.
Partendo da questo assunto si potrà sperare di trovare una strada per rimediare il malfatto.

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palpao
Scritto il 21 maggio 2012 at 23:12

andrea.mensa@finanza,

Nell’euro ci siamo entrati per ll’incapacità di controllare il pubblico e la spesa pubblica dei governanti sinistrorsi che, illudendosi di risolvere il problema di pagare interessi ed assunzioni che non riuscivano più a controllare, sono entrati accettando l’inaccettabile. Non avevano capito qual’era la forza dell’Italia e non si spiegavano il nostro boom che li ha aiutati ad entrare, salvo accettare di buon grado impegni insostenibili per il nostro sistema e, il giorno dopo, raddoppiare per primi i costi delle tariffe :nessuno si ricorda del refrain “in Italia l’acqua ha il costo più basso di tutta Europa”?, nessuno si ricorda quanto hanno inciso i regolamenti europei sulle nostre piccole aziende? potrei scrivere un libro sulle mille cose che ci ha imposto !
ma ormai il danno è fatto ed io credo che i rimedi possano venire dall’euro stesso che , con un allentamento delle regole interne ed una effettivo controllo delle differenze tra europei e no se ne possa venir fuori con molta svalutazione ed un po’ di opposizione alla finanza mondiale mettendo quasi fuori legge i derivati.
Certo un rimpianto ce l’ho: come saremmo stati bene se fossimo una 30ina di milioni, con le nostre ricchezze culturali, le nostre leggi, il nostro sapersi fare le cose da mangiare, da bere e consumare, magari vendendo le eccellenze del nostro ingegno anche all’estero con pochi e capaci politici in grado di amministrarci bene: ma sto chiedendo davvero troppo !.

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andrea.mensa
Scritto il 22 maggio 2012 at 05:02

gaolin@finanza,

anche su questo sono d’accordo solo parzialmente.
quando da un processo ( ed il concetto lo ricavo dalla fisica, ma è estendibile ad ogni campo) non si ottiene il risultato previsto, è indispensabile comprendere a fondo cosa non ha funzionato secondo le previsioni, per non continuare a ripetere gli stessi errori. era einstein che affermava “idiota è colui che spera di ottenere risultati diversi, dagli stessi presupposti e processi”, ma io aggiungo anche che non è cambiando tutto che ci saranno migliori possibilità di successo …… l’ottimo è cambiare solo cosa non ha funzionato, non ripartire sempre da zero. questo è il “progresso”, quel processo per cui si tiene per buono la parte dell’innovazione positiva e si cerca e modifica, la parte negativa.

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andrea.mensa
Scritto il 22 maggio 2012 at 05:11

gaolin@finanza,

nel caso in questione, ovvero dell’euro, il dramma è stato dare un “mezzo” unico a guidatori che avevano esperienze diverse, su strade completamente diverse. Forse pensavano che ci si sarebbe resi conto in tempo e quindi quanto occorre ad una moneta, avrebbe seguito a ruota.
la moneta, è l’espressione dell’economia del paese, e quindi della sua normativa fiscale e criteri di spesa. Questi, invece di venir modificati in senso convergente, hanno continuato a sussistere come “caratteristiche nazionali”, intangibili e immodificabili. Fino al collasso. E questa è la miglior dimostrazione di quanto sia sbagliato il “sistema” e quanto siano inadatti i governanti…… almeno per i fini dichiarati !

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Scritto il 22 maggio 2012 at 08:27

Gigi: Beh, devo dire che tra le tante opinioni emerge oggi – in più di un commento – la frase “…media allineati (…) Già più volte abbiamo chiesto su queste pagine un bell’articolo sui fondi pubblici destinati ai media, ma stranamente ancora non esce. Allora DT, dobbiamo aspettare ancora molto?

Come già detto in passato, il tema è molto delicato e necessita di dati e di fatti concreti ben documentati. Non me la sento di scrivere su temi che non conosco almeno in modo buono. Il blog è a disposizione di chi volesse scrivere su questo tema. Sarebbe molto interessante avere numeri e fatti certi. in tal modo si apirebbe lo strapotere dei media e la loro influenza a livello psicologico sulle masse.

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idleproc
Scritto il 23 maggio 2012 at 00:19

andrea.mensa@finanza,

La penso nella sostanza come Gaolin anche se sarei dell’idea di rifare l’europa partendo dall’interesse comunitario dei popoli e non da quello dei pochi che ne ha determinato questo tipo di costruzione e il conseguente fallimento. E’ un’utopia allo stato attuale.
Purtroppo esiste una differenza fondamentale tra la fisica e ciò di cui si discute, in fisica esistono tensori e forze, in geopolitica ed economia esistono rapporti di forza tra interessi socioeconomici spesso totalmente divergenti. L’europa attuale non credo sia aggiustabile, potrebbe reggere solo con l’introduzione di nuove forme di autoritarismi funzionali a chi la ha messa in piedi come è ora. E’ un problema di tutto il mondo occidentale.

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