Crisi Euro: ora tocca all’Irlanda

Scritto il alle 09:57 da Danilo DT

Credit default swap, deficit PIL e debito. Con l’affaire Anglo Irish Bank l’Irlanda rischia veramente grosso. Ma le società di rating non se ne accorgono.

Se prendessimo un qualsiasi economista vissuto qualche anno fa e gli facessimo la domanda

“Ma lei cosa ne pensa di uno stato che ha un rapporto deficit/PIL pari al 25% ?”

penso che potrebbe solo mettersi le mani nei capelli e poi dire

“beh, credo che ci saranno sicuramente dei problemi”.

Anche se questa mia elucubrazione è puramente di fantasia, non è certo di fantasia il fatto che un paese nell’area Euro sta per beccarsi per il 2010 un ratio deficit PIL veramente del 25%. E quel paese ha tuttora un rating pari a AA-, ed è un paese come detto dell’area Euro. Si chiama Irlanda.

Qualche giorno fa propri l’Irlanda si è vista protagonista di un’asta dove abbiamo notato una “tranquillizzante” presenza di compratori (speculatori) che hanno fatto incetta di titoli però costringendo il paese irlandese a pagare tassi molto generosi, oltre il 6%.
E poi notizia di ieri; il PIL irlandese, anziché riprendersi, è nuovamente sceso, a -1.2%. Mollano i consumi, anche a causa del piano di austerity messo in piedi dal governo per salvare la baracca.
Peccato che poi c’è la grana della banca Anglo Irish Bank. Occorre l’interveto statale e questo intervento porterà, appunto, il rapporto deficit Pil al 25%.

Le società di rating, come sempre accade, sonnecchiano per motivi fondamentalmente politici e psicologici (mai creare panico sui mercati! Meglio lasciare aperte illusioni!). Ma il resto degli operatori inizia a temere il peggio.

Credit Default Swap Anglo Irish Bank

Ci stiamo avvicinando a quota 1000… Non male direi…

Credit default swap PIIGS

Clicca per ingrandire



Lievita il CDS dell’Irlanda anche se non in modo coerente con i crescenti rischi (quindi aspettiamoci ulteriori peggioramenti) come anche il CDS Protoghese, che è visibilmente in rialzo.

Intanto il governo sta ipotizzando anche strade alternative…

Sept. 23 (Bloomberg) — Ireland’s government is considering options for Anglo Irish Bank Corp., including allowing the company to buy back subordinated debt, a person with knowledge
of the situation said. Anglo Irish, the Dublin-based lender taken over by the government last year, said as recently as Sept. 8 that it sought approval from authorities to repurchase more subordinated debt. The company generated more than 1.5 billion euros ($2 billion) of profit from previous buybacks, said the person who declined to be identified as no final decision has been made. The cost to insure Ireland’s debt climbed to a record today on concern Anglo Irish may default on some securities.

..compreso l’acquisto dei debiti… Manca la benedizione dell’UE. Ma in questo caso più che la benedizione di Bruxelles, occorrerebbe una benedizione divina. Come temevamo, anche in Europa lo scenario macro e la crisi bancaria sono in evoluzione in negativo.
Il tutto teoricamente dovrebbe andare a scapito dell’Euro. Ma questa è un’altra storia che svilupperò più avanti.

STAY TUNED!

DT

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6 commenti Commenta
daino
Scritto il 24 settembre 2010 at 10:40

A proposito di CDS mi son sempre scordato di chiedere una cosa: ma il Venezuela?Ma sono veramente messi così male o è un regalo per Chavez?

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    Scritto il 24 settembre 2010 at 10:50

    Venezuela = affidabilità ZERO del management (per intenderci..)

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paolo41
Scritto il 24 settembre 2010 at 12:59

Come ho postato in altre occasioni, specialmente per la Grecia ma vale anche per l’Irlanda e gli altri paesi con forte indebitamento, è assolutamente necessario consuntivare nei prossimi anni e il più velocemente possibile un avanzo primario positivo…. Un paese è simile ad un’azienda: se non c’è un cash-flow che sia in grado di coprire investimenti e capitale circolante l’azienda continuerà a indebitarsi.
In una situazione di austerity posso ridurre costi/spese e investimenti (a scapito dei servizi a cui devo necessariamente richiedere un aumento di produttività) e per migliorare le entrate posso aumentare le tasse e naturalmente combattere l’evasione; ma questo significa sacrifici e conseguentemente contrazione dello sviluppo economico nel breve-medio termine.
Se non ci sono alternative per incrementare l’esportazione di beni e/o investimenti da altri paesi per produzioni locali (che incrementino il valore aggiunto) è una guerra già persa in partenza, specialmente se il legame all’euro blocca qualsiasi tentativo di svalutazione.
Nella situazione attuale i burocrati europei stanno solo rimandando il problema ma, prima o dopo, la bolla è destinata a …scoppiare….

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Scritto il 24 settembre 2010 at 13:18

paolo41,

Ciao Paolo, purtropop dici bene.. I problemi sono tanti, e non solo in Grecia ed Irlanda…
La settimana prox approfondirò… :?

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redbull
Scritto il 25 settembre 2010 at 13:15

Queste sono cose, però, che i mercati sanno bene e io so che quello che fa più paura ai mercati è il non sapere

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paolo41
Scritto il 25 settembre 2010 at 14:48

redbull,

sapere e non agire è la situazione peggiore!!!!
guarda cos’è successo nel 2007…. tutti sapevano, ma hanno lasciato andare la situazione alla deriva. E se si ripetesse la stessa storia???? Errare humanum est, ma perseverare è diabolico!!!

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