CRIPTOVALUTE: dove e come comprare Bitcoin – Terza Puntata

Scritto il alle 11:33 da Marco Dal Prà

Dove si posso comprare i bitcoin ? Come si cambiano gli Euro in criptovalute ? E poi, una volta cambiati si può fare l’operazione inversa ? Sono domande alle quali sto cercando di rispondere con alcuni articoli; questa è la terza puntata.

Nella prima puntata abbiamo visto i wallet, i software che tengono archiviate le vostre criptovalute o meglio, le chiavi di accesso (LINK QUI). Nella seconda puntata invece abbiamo visto i primi e più semplici strumenti per l’acquisto o lo scambio di criptovalute (LINK QUI).

In questa terza puntata iniziamo ad esaminare le piattaforme che consentono ufficialmente la compravendita di Bitcoin e criptovalute in generale, piattaforme generalmente create per i professionisti che si occupano di trading, ma spesso dotate degli strumenti anche per chi vuole avvicinarsi alle crypto per conservarle a lungo termine, oppure per fare acquisti in rete, anche sulle piattaforme come Amazon, come già accennato nelle puntate precedenti.

 

Latte e sicurezza

Nelle puntate precedenti ho fatto il paragone dell’acquisto di un litro di latte fresco, cosa che potete fare solamente se a casa avete un frigorifero, cioè un luogo per conservarlo. Con le criptovalute, è praticamente la stessa cosa: se volete acquistarne e “portarvele a casa”, dovete procurarvi un idoneo strumento, chiamato wallet.

Questo è importante soprattutto se volete mantenere le criptovalute a lungo termine e non volete che la loro custodia dipenda da nessun altro. Naturalmente, come il trasporto  del litro di latte dal negozio al vostro frigorifero richiede dei tempi e dei costi di trasporto, anche per le criptovalute ci sono le stesse problematiche: è necessario un certo tempo per spostarle e ci sono delle commissioni da pagare, seppur piccole, per garantire che il trasferimento avvenga in sicurezza.

Fin qui nulla di strano, ma questi costi e soprattutto tempi, possono essere un grave impedimento per coloro che invece sono professionisti del trading. Inoltre, come immagino, queste persone non avranno nessuna intenzione di portarsi la “merce” in casa, e preferiranno lasciarla nel magazzino del venditore pronta per essere scambiata con qualcos’altro.

Per contro, scegliendo questa strada, i crypto-asset non sono sotto il nostro controllo e potrebbero venir rubati in modo analogo a quanto fanno i ladri che svuotano le cassette di sicurezza di una banca.

Ecco perchè i magazzini dei venditori, cioè le piattaforme di compravendita di criptovalute, nel gergo Exchanges, devono essere scelte con cura: perché devono essere gestite da chi lo fa professionalmente, osservando regolamentazioni e norme di sicurezza.

Comunque, dato che la sicurezza assoluta non esiste (a parte la morte e le tasse, come diceva Brad Pitt nel film Vi presento Joe Black), se siete un trader, non lasciate mai per lungo tempo tutte le vostre cripto parcheggiate negli exchange, i quali, non hanno l’onere di farvi da banca.

Ricordatevi quindi di usare il vostro wallet.

The Rock Trading

Nelle puntate precedenti ho parlato di Conio, una App italiana dedicata esclusivamente alla compravendita di bitcoin; non si tratta quindi di un exchange, ma di una applicazione molto semplice, alla portata del grande pubblico.

Venendo invece agli exchange italiani, non posso che iniziare con la recensione di The Rock Trading, l’unica piattaforma in Italia con una storia consolidata e accessibile al pubblico. Altre piattaforme infatti sono sul nascere oppure sono accessibili solo ai clienti registrati, per cui non posso recensirle.

Sembra incredibile ma The Rock Trading è una tra le più vecchie piattaforme al mondo per lo scambio di criptovalute, anche se inizialmente la sede era a Malta (oggi la sede legale è a Milano). Il sito – Link qui – può trarre in inganno perché all’apertura compare in inglese, ma in alto è possibile selezionare la lingua italiana.

Il sito è stato oggetto a restyling di recente ed è completo di tutto quello che può servire sia non è esperto e si limita ad acquistare (o vendere) criptovalute, sia per chi si occupa di trading in modo professionale. Gestiscono una decina di criptovalute (Bitcoin, Ethereum, Ripple, Litecoin, ZCash ed altri token) e la stablecoin Gemini Dollar.

Ancora non gestiscono le carte di credito, pertanto i depositi e prelievi in Euro devono essere fatti tramite Bonifico Bancario, quindi , ma per conto hanno commissioni sulle operazioni bassissime, circa 0,2%.

E’ possibile acquistare le criptovalute in modo veloce con un menu denominato “fast-lane”, pratico per i non addetti ai lavori, mentre per i professionisti del trading c’è la sezione “Market”. Una volta che avete acquistato una crypto le potete spostare nel vostro wallet in pochi minuti.

Naturalmente è possibile anche l’operazione inversa: depositare crypto che avete nello smartphone, venderle e trasferire gli Euro nel vostro conto bancario. Potete anche cambiare Crypto con altre Crypto, sempre in entrambi i versi.

Di certo The Rock Trading non ha i volumi dei grandi exchange internazionali, ma per contro essendo la piattaforma del tutto italiana, conoscono bene gli sviluppi legali e normativi delle criptovalute mantenendosi a stretto conttatto con gli enti competenti per questo settore (Banca d’Italia, Consob, ecc), e questo può essere un lato apprezzato dalla clientela. Da evidenziare che nello staff dell’assistenza c’è direttamente uno dei soci fondatori.

Sul canale Le Fonti.tv è possibile vedere anche l’intervista al responsabile dell’azienda, Andrea Medri (Link qui).

 

Un po’ di pazienza

La piattaforma, dal punto di vista “legale”, è equiparabile ad una banca, pertanto l’apertura di un account non è istantanea: vi sarà richiesta tutta la documentazione per il riscontro della vostra identità ed i vostri dati.

Si tratta comunque di una procedura che trovate in tutti gli exchange che ci sono al mondo, quindi prima di essere operativi con queste piattaforme occorre avere la pazienza di completare la procedura di registrazione e fornire tutti i documenti.

 

Nella Prossima Puntata

Nella prossima puntata parleremo delle piattaforme internazionali, di quelle di cui fidarsi e di quelle dalle quali stare lontani.

 

 

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