COVID-19: rischio pandemia sempre in corso

Scritto il alle 10:49 da Danilo DT

Da mesi è l’argomento più trattato ed oggi, con l’annuncio della positività di Trump e signora, l’argomento sarà ancora più caldo e dibattuto. Ieri ho pubblicato una slide di Deutsche Bank dove risultava netta la differenza, a livello dimensionale, dell’impatto del Covid-19, generalmente ed erroneamente chiamato Coronavirus, sulla popolazione globale. Senza prendere posizione visto che non possiamo ancora dire fine a questa problematica, ho illustrato il fatto che, parlando di numeri, il Covid-19 non è certo il peggio che sia mai successo in passato. Quantomeno finora.

Questo rapido post ha però generato alcuni commenti che ho ricevuto via email. Primo fra tutti, quello dell’amico John Ludd che torna a trovarci, dopo uno dei suoi viaggi (questa volta sulle mie montagne). Siccome il suo punto di vista lo ritengo sempre molto interessante, in quanto è una persona estremamente meticolosa, curiosa, intelligente e realistica, dietro sua autorizzazione, ho deciso di pubblicare la sua email.

Pandemic Risk is…NOW: la voce di John Ludd

Il contenuto del tuo post sulla pandemia (CLICCATE QUI per vederlo)  è errato. Innanzitutto la pandemia è in corso, anzi appena agli albori, quelle storiche sono terminate.
Secondo, i dati sono parziali e del tutto inaffidabili relativamente alle nazioni povere ma non solo. Poichè non vengono fatti tamponi ai morti, stime sulla reale portata dei decessi possono essere calcolate solamente considerando lo scostamento tra il numero dei morti effettivamente avvenuto nel periodo T e quello che si sarebbe dovuto avere nello stesso periodo considerando i dati storici. Se T è abbastanza ampio (qualche mese, dunque non poche settimane) è un dato statistico molto robusto, le fluttuazioni (a loro volta una variabile statistica calcolabile con ottima precisione) molto modeste. Considera questo frammento dell’articolo tratto dal Boston Globe.

The real number of dead from the crisis could be significantly higher: As many as 215,000 more people than usual died in the U.S. from all causes during the first seven months of 2020, according to CDC figures. The death toll from COVID-19 during the same period was put at about 150,000 by Johns Hopkins.

La fonte è eccellente (…). Questo è nulla rispetto quanto avviene in paesi come Brasile, Argentina, Bolivia, India etc… Questo studio stima il numero dei casi reali in Brasile sette volte quelli ufficiali. Il numero dei decessi sarà certamente non pari a sette volte ma almeno 2-3 volte tanto.

Fonte: IDEAS

A Luglio ero in Svizzera dove ho incontrato una coppia di medici di Bellinzona. Mi raccontavano che il numero di casi e morti in Svizzera nel periodo caldo è stato molto superiore in quanto non venivano fatti test ai morti.

Starei molto attento a non pubblicare dati fuorvianti. I conti si faranno alla fine, quindi non prima del 2024. Poi c’è l’aspetto economico/politico/sociale e il fallimento di ogni paese civile o meno nel prossimo futuro che deriva dall’impossibilità di mantenere neppure parzialmente fede ai trilioni di pagherò che sono stati emessi (in buona parte già da prima).

Ho sempre ritenuto che una persona che vive quanto oggi atteso (80 anni circa) non può evitare di incontrare nel corso della propria vita almeno un episodio estremo, di rottura, epocale, per sua natura distruttivo. Questo lo è, in parte per la sua natura, in parte in quanto le società tutte sono indebolite e invecchiate.

Clicca QUI per vedere l’elenco dei post della saga #TheBigCrisis

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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5 commenti Commenta
pistarr
Scritto il 2 ottobre 2020 at 15:45

Ciao Danilo.
è possibile specificare, da parte tua o di John Ludd cosa si intende per:

” Poi c’è l’aspetto economico/politico/sociale e il fallimento di ogni paese civile o meno nel prossimo futuro che deriva dall’impossibilità di mantenere neppure parzialmente fede ai trilioni di pagherò che sono stati emessi (in buona parte già da prima)…” ???

Sembra una domanda oziosa ma non lo è affatto

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pistarr
Scritto il 2 ottobre 2020 at 17:38

Vorrei qui rispondere a John Ludd….

Ciao John, non metto affatto becco nelle questioni scientifico-sanitarie… non è il mio campo e rischierei di parlare a vanvera….. se proprio mi devo sforzare trovo che la tua affermazione temporale : ” I conti si faranno alla fine, quindi non prima del 2024.” mi sembra un po azzardata e meno documentabile d tutto quanto hai affermato… ma ripeto, non essendo del campo prendo per buono pure questo….

Quella che trovo inspiegabile e che rovina un po’ l’autorevolezza del tuo intervento è la sensazionalistica affermazione : ” Poi c’è l’aspetto economico/politico/sociale e il fallimento di ogni paese civile o meno nel prossimo futuro che deriva dall’impossibilità di mantenere neppure parzialmente fede ai trilioni di pagherò che sono stati emessi (in buona parte già da prima)…”

Come sappiamo le Banche Centrali non sono come le Banche Ordinarie che se mettono a Bilancio Asset li devono valorizzare e quindi non possono esimersi dall’evitare perdite che intaccherebbero il capitale se essi si deprezzano…..
Loro STAMPANO MONETA, creano base monetaria con un tratto di penna e visto che la principale contro-indicazione di questa pratica… si crea inflazione …. è totalmente assente , perchè ora come ora sarebbe solo benvenuta essi hanno ancora ampi margini di manovra e nessuno ormai dubita piu di questo..(quasi nessuno diciamo)

Se cosi non fosse, facciamo l’esempio citato da Danilo qualche post fa…..
Titolava : ITALIA, troppa grazia! Dove è finito il premio al rischio?
Ecco si stupiva chiedendosi se la nostra disastrata Italia meritasse di pagare interessi cosi irrisori sui titoli di Stato… ma era una domanda retorica perché lui sa benissimo da dove proviene tutta questa benevolenza dei mercati
Se fosse vero quanto affermi, non ci sarebbe bisogno di aspettare il 2024 anche per le questioni economiche-finanziarie……e il fallimento di ogni paese civile ect, come lo chiami tu sarebbe già nei prezzi…. con conseguente chiusura di baracca e burattini

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john_ludd
Scritto il 2 ottobre 2020 at 18:30

pistarr@finanza,

I paesi che hanno permesso al virus di diventare endemico oggi puntano tutto sul vaccino. Cosa sai di come vengono prodotti, delle differenze tra le diverse tecnologie, sui protocolli in base ai quali si definisce se un vaccino è valido oppure no ? L’asticella è stata posta molto in basso, il 50% di efficacia e almeno 1 anno di copertura, il che non vuole dire nulla. Se per una categoria di persone è efficace al 90% e a un’altra al 10% la media è 50%. Quali sono le categorie che maggiormente sono esposte al rischi che il vaccino non sia abbastanza efficace ? Anziani e persone con altre patologie, obesi cioè quelli che ne avrebbero maggior necessità. Non è una questione di tecnologia ma il sistema immunitario se è già impegnato nel tentativo di controllare altre infezioni o compromesso dall’età (che comporta sempre patologie croniche) non funziona al meglio. Chi decide quali protocolli ? Le stesse case farmaceutiche le quali hanno protocolli molto diversi tra loro. Quando tempo sarebbe necessario per assicurare che la copertura è 1 anno ? Beh, indovina un pò, 1 anno, altrimenti sono stime, pretese basate su statistiche che potrebbero non avere fondamento, tipo a un certa percentuale di linfociti T nel caso dei babbuini e per patogeni simili la copertura è ampia X. Non è mai accaduto prima che si tentasse di accelerare un processo così delicato in assenza di un generale accordo scientifico di base. Ma supponiamo pure che entro 6 mesi si approvi uno o più vaccini. Bisogna produrne tra 6 e 12 miliardi di dosi a seconda che basti un’iniezione o serva un richiamo (dopo quando ? anche qui serve tempo per definirlo). Non esiste neppur vagamente la capacità produttiva e la tecnologia dipende dal tipo di vaccino. il più grande produttore al mondo è la Serum, società indiana che produce per conto delle grandi società farmaceutiche che solo talvolta hanno linee proprie, in un intervista recente a FT l’amministratore delegato della società ha dichiarato che non sarà possibile disporre di linee sufficienti a coprire le esigenze per una vaccinazione di massa per i soli paesi più ricchi prima del 2022 e per il resto del mondo nel 2024. Ma se non vaccini tutto il mondo, non c’è termine alla pandemia, dunque ecco la ragione della data che resta comunque ottimista in quanto pretende che si trovi a breve uno o più vaccini di reale efficacia. Un vaccino che protegge poco e dura poco potrebbe essere meglio di nulla oppure peggio a seconda di come verrà proposto e accettato. Se un medicinale copre al 50% non è sano comportarsi come se lo fosse al 90%, il rischio è di ridurre i malati gravi da un lato aumentando la diffusione dall’altro per il venir meno di comportamenti limitativi. Poi c’è il problema intrinseco della tecnologia. I due vaccini in fase 3 negli USA utilizzano una tecnologia mai usata prima il cui vantaggio sta nel non richiedere la cultura di virus attenuati su cellule vive (per l’influenza si usano uova). Tuttavia una volta prodotti sono estremamente delicati e devono essere conservati al freddo, molto al di sotto dei normali frigoriferi dunque non possono essere distribuiti attraverso i normali canali ma solo alcuni ospedali avrebbero le attrezzature. Potrei continuare ma questo è in fondo quanto sarebbe necessario che le persone comprendessero: si tratta di un problema di complessità estrema dove solamente tecnici super partes dovrebbero essere autorizzati a parlare. Ma questo non è possibile, la scienza medica è stata fortemente politicizzata, le pressioni sono fortissime e se mi permetti, chi è informato ti assicuro che non è tranquillo. Se tu vuoi esserlo, buon per te. Il resto è irrilevante, immaginare che montagne di denaro elettronico possano uscire dal sistema finanziario, qualsiasi sia la sua forma (conti bancari, azioni, obbligazioni societarie e governative, etc…) per entrare nel mondo reale dove l’economia e tutto il resto è in contrazione, mantenendo meno di una frazione del potere di acquisto che il detentore crede di avere è il tipico atteggiamento dell’uomo che precipita dal grattacielo del capolavoro di Matthieu Kassovitz:

https://www.youtube.com/watch?v=m4TBwi973GM&ab_channel=LabBusterKeaton-ScienzedellaComunicazione

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john_ludd
Scritto il 2 ottobre 2020 at 19:05

pistarr@finanza,

Non voglio suonare come un pessimista a oltranza, non lo sono mai stato, ma l’ottimismo stupido è per l’appunto tale e alla fine autolesionista. Non ci sono alternative alla buona informazione ma serve tempo per procurarsela. Poiché se non si risolve il problema della pandemia non si risolve nient’altro è evidente che ogni altro tema è ad esso subordinato e c’è una graduatoria, se non la si segue si sbaglia. Il vaccino non è l’unica possibile soluzione, anzi proporla come tale è pericoloso. Il virus HIV responsabile dell’AIDS un’infezione con un tasso di mortalità del 100% non è sparito ma è stato limitato dal lato comportamentale da un lato e da medicinali in grado di assicurare al paziente una vita pressoché normale. Molti sono convinti che medicinali come gli anticorpi monoclonali, oggetto di studio, possano curare efficacemente i pazienti gravi, così come la diagnostica rapida migliorerà moltissimo, serve tempo, non è possibile trovare una soluzione dalla sera alla mattina perché lo chiede la finanza, l’economia o la politica. Il successo o il fallimento lo decideranno le decine di migliaia di scienziati al lavoro, gente seria che collabora indipendentemente dal passaporto ma la stupidità intrinseca dell’uomo di potere è problema millenario, così come la capacità della plebe di credere a tutto o a nessuno, un meccanismo di selezione avversa affligge la nostra specie e continuando lungo questa strada essa sarà alquanto breve. La persona comune dovrebbe collaborare, comportandosi in modo razionale, operazione impossibile in quanto siamo esserei emotivi e le decisioni le prendiamo non in base alle informazioni che neppure ricerchiamo ma in base a sensazioni, all’apparenza, all’emotività in senso ampio. Dunque queste parole sono inutili, da subito riprenderai a leggere di borsa, compro questo e vendo quello, voto X invece che Y, seguendo alla lettera il copione che i prestigiatori/sacerdoti in cima alla torre hanno meravigliosamente assemblato unendo olio di serpente, polvere di scorpione e sangue di vergine.

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danaeb
Scritto il 4 ottobre 2020 at 19:15

Analizzando i dati sulla mortalità in europa su Euromomo http://www.euromomo.eu su graph and maps ci sono tutti i dati aggiornati sulla mortalità in europa divisi per fasce di età e anche per nazione. Non la mortalità legata al covid ma quella totale ed è evidente che, a parte il picco di marzo, è sempre stata ed è tuttora in media o sotto la media. In Francia dove l’epidemia sembra dilagare è decisamente ai minimi da 5 anni, in Italia è sotto la media degli ultimi 5 anni. In tutta europa e più o meno così a parte in Spagna e Belgio dove siamo sopra la media.
E’ vero che la mortalità è un fattore che registra la situazione in ritardo, ma dovrebbe comunque dare delle avvisaglie visti i contagi in aumento da più di un mese.
Per me il vero problema e se la malattia la sappiamo trattare ora oppure no.
Dai dati sembrerebbe di si, sottotraccia si trovano tante indicazioni che indicano che si può trattare con una certa facilità, ma non sempre lo si vuol fare e qui si rischia di finire nel complottismo

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