COVID-19 e le grandi pandemie del passato

Scritto il alle 19:25 da Danilo DT

Se ascoltiamo la televisione, se leggiamo i giornali, ci sembra di vivere nell’incubo del Covid-19, un disastro pandemico mai visto.


Occorre però essere realistici. E’ vero che numericamente l’aver superato 1 milione di morti e circa 24 milioni di contagiati fa impressione ma se proviamo a guardarci indietro, facendo le dovute proporzioni (visto che oggi siamo in 6 miliardi sul pianeta Terra), quanto è devastante questo Covid-19 percentualmente?

STAY TUNED!

Danilo DT

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6 commenti Commenta
ben
Scritto il 2 ottobre 2020 at 09:38

Ecco purtroppo ancora la solita ignoranza.
Cerco di spiegarmi e spero di essere capito.
Questo è un virus estremamente contagioso, on un r0 di oltre 5 ossia il contagio aumenta sempre di 5 ,25,125 ecc
Il 10 % è sintomatico 0,5 va in rianimazione.
Lascio a voi esperti di matematica fare i conti di cosa succederebbe se in poco tempo fosse infettato il 60% della popolazione italiana ed è questo che succederebbe senza le misure di contenimento.
Tutto il resto anche i paragoni con le epidemie passate sono chiacchiere da bar

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iolef
Scritto il 2 ottobre 2020 at 11:13

ben,

gli esperti di matematica delle epidemie sono gli epidemiologi e la massima autorevolezza (purtroppo non autorità) in patria è Cartabellotta del GIMBE

mesi fa quando la faccenda cominciò a diventare preoccupante anche negli USA i cosiddetti esperti, usando il giochino semplicistico della crescita esponenziale a tavolino, avevano pronosticato 200 mila contagiati entro fine aprile, praticamente una cassandrata smentita dai fatti

i parametri assolutamente inutili per valutare l’evoluzione dell’epidemia in loco non sono i contagi o i morti o il coefficiente di contagiosità R0 perchè sono tutti approssimativi, talvolta errati e manipolati e sempre incompleti

per i Paesi discretamente organizzati e affidabili con le rilevazioni dei dati sanitari occorre valutare solo il TREND deiricoveri in degenza normale e terapie intensive per capirci di più, tutto il resto è fumo e non a caso i media pongono in evidenza solo i contagi e i deceduti in numero assoluto e mai in rapporto ai tamponi o alla popolazione

del resto in un Paese dove media e salotti televisivi danno spazio alle baggianate di un anestesista universitario milanese che non ha titolo per esprimersi sulle epidemie non ci si può aspettare un’informazione corretta

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ben
Scritto il 2 ottobre 2020 at 13:19

iolef@finanza,

i tamponi dovrebbero essere decuplicati per scoprire i positivi asintomatici e porli in isolamento ma constato con rammarico che ci si ostina a non capire la gravità della situazione.
la cresita è esponenziale se non si fa nulla penso non sia difficile da comprendere quindi chi sostiene ciò non è una cassandra.
le terapie intensive si stanno riempiendo nuovamente e lo posso dire con cognizione di causa perchè ci lavoro, su ciò non posso essere smentito

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iolef
Scritto il 2 ottobre 2020 at 15:07

ben,

che i tamponi debbano essere estesi e ripetuti periodicamente a tutti i soggetti a rischio (es. operatori sanitari, care givers estranei alle famiglie come le badanti e tante altre persone che hanno contatti giornalieri con comunità di persone a vario titolo) è una cosa saggia e persino ovvia senonchè di applicazione pratica difficile e lacunosa visto poi che ogni regione fa da sè

i tamponi rientrano fra le pratiche della sorveglianza delle infezioni di popolazione e l’Italia nel complesso non brilla assolutamente tant’è che la nostra percentuale di infezioni ospedaliere è fra le più alte fra i Paesi industrializzati

comunque col tampone risolvi poco anche se è una misura necessaria,
sono i comportamenti individuali in primis che fanno la differenza e se ciascuno tenesse le distanze con l’uso di mascherina al chiuso o all’aperto in situazioni di assembramento si farebbe prevenzione seria

purtroppo esistono gli stupidi, gli ignoranti e i bulli (anche della politica) che di comportamenti sociali anti-covid non ne vogliono sapere o nemmeno ne capiscono l’importanza

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pdf79
Scritto il 2 ottobre 2020 at 20:01

Secondo me il più grosso problema è la spettacolarizzazione della pandemia da parte dell’informazione che purtroppo ha coinvolto anche gli “esperti” che invece di dire poche cose chiare e ammettere che molte cose non si sanno, seguono i giornalisti sul fatto del momento commentando 24 ore su 24, provocando sconcerto nella popolazione e giocandosi la loro “reputazione”.
La cosa che temo di più non è questa pandemia ma la prossima, se continuiamo così rischiamo di “sputtanare” quel poco di credibilità che ha la scienza e la prossima volta sarà molto peggio.
Saluti a tutti.

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ben
Scritto il 3 ottobre 2020 at 11:40

concordo pienamente

iolef@finanza:
ben,

che i tamponi debbano essere estesi e ripetuti periodicamente a tutti i soggetti a rischio (es. operatori sanitari, care givers estranei alle famiglie come le badanti e tante altre persone che hanno contatti giornalieri con comunità di persone a vario titolo) è una cosa saggia e persino ovvia senonchè di applicazione pratica difficile e lacunosa visto poi che ogni regione fa da sè

i tamponi rientrano fra le pratiche della sorveglianza delle infezioni di popolazione e l’Italia nel complesso non brilla assolutamente tant’è che la nostra percentuale di infezioni ospedaliere è fra le più alte fra i Paesi industrializzati

comunque col tampone risolvi poco anche se è una misura necessaria,
sono i comportamenti individuali in primis che fanno la differenza e se ciascuno tenesse le distanze con l’uso di mascherina al chiuso o all’aperto in situazioni di assembramento si farebbe prevenzione seria

purtroppo esistono gli stupidi, gli ignoranti e i bulli (anche della politica) che di comportamenti sociali anti-covid non ne vogliono sapere o nemmeno ne capiscono l’importanza

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