COVID-19: come il virus ridisegnerà gli equilibri economici globali

Scritto il alle 08:58 da Danilo DT

Il FMI prevede un futuro NERO per Italia e non solo, confermato anche da dati reali attualmente visibili. Ma nella debolezza globale si vanno a confermare quelli che saranno i big del futuro.

L’incertezza sta lasciando progressivamente spazio alla realtà.
Nelle passate settimane abbiamo spesso discusso sull’impatto della pandemia Covid-19 in particolar modo sugli effetti della stessa sull’economia.

La paura per il futuro prima, il lockdown dopo, hanno scatenato la fantasia degli analista con previsioni spesso fantasiose ed infondate, proprio perché non era possibile capire a priori dove si andava a parare. Mai si era vista in passato una situazione così particolare, un cigno grigio (come mi piace definirlo) che è mantenuto tale (e non diventa nero) grazie all’impegno spropositato di banche centrali (che mettono sul piatto della bilancia risorse pari al 10% del PIL globale) e governi (l’impegno fiscale ad oggi è pari al 3% del PIL globale). Impegno che sarà fondamentale soprattutto in fase di ripartenza, senza mai dimenticare però che NON esistono pasti gratis, che ci sarà anche un rovescio della medaglia e che dopo, avremo una quantità di debito impressionante da gestire oltre che masse di liquidità da far rientrare.
Tutto questo non preoccupa il mercato, non è un problema attuale. La mente umana ora è troppo impegnata a guardare al massimo a fine 2020. Si vuole capire insomma gli effetti di breve e come evitare l’ecatombe.

Forse proprio l’ecatombe è stata evitata grazie appunto agli interventi del sistema. E la positività torna magicamente a fare capolino. Ripartono i mercati e ovviamente le grandi banche d’affari sono pronte a sostenere il trend. Guardate Goldman Sachs. Se prima era tutto nero, ora diciamo che si intravede un po’ di rosa.

(…) U.S. stocks are unlikely to make fresh lows thanks to the “do whatever it takes” approach of policy makers, according to Goldman Sachs Group Inc. (…) “The Fed and Congress have precluded the prospect of a complete economic collapse,” the strategists wrote. “These policy actions mean our previous near-term downside of 2,000 is no longer likely” for the S&P 500 Index. “Despite the likely steady stream of weak earnings reports, 1Q earnings season will not represent a major negative catalyst for equity market performance,” they wrote. “Our year-end S&P 500 target remains 3,000.” (…) [Source] 

Cavolo, stiamo parlando della peggiore recessione dal dopoguerra e la borsa praticamente torna a breve sui massimi. Magie della finanza creativa, anche se come sempre si fanno i conti senza l’oste.

Intanto però come detto, iniziamo a lavorare con numeri concreti. Escono le trimestrali USA, quasi ignorate dalla borsa, e ancora a livello previsionale leggiamo report sulle previsioni del PIL a fine 2020. Protagonista è stato il FMI che ha previsto per il 2020 una recessione globale “senza precedenti” che porterà il Pil a scendere del 3%, con un rimbalzo del 5,8% nel 2021. Tra i peggiori Paesi al mondo c’è l’Italia per la quale si stima un crollo del 9,1% quest’anno. Male anche Francia e Germania, con una previsione del -7%, mentre per gli Usa si parla di un -5,9%. Tra i pochi a salvarsi Cina e India che però cresceranno poco sopra l’1%. Poco, ma si parla di numeri positivi. Ennesima conferma che nelle fasi di crisi c’è sempre una redistribuzione dei valori. Era prevista, ma con il Coronavirus tutto sarà accelerato, e di molto.

(…) For the first time since the Great Depression both advanced economies and emerging market and developing economies are in recession. For this year, growth in advanced economies is projected at -6.1 percent. Emerging market and developing economies with normal growth levels well above advanced economies are also projected to have negative growth rates of -1.0 percent in 2020, and -2.2 percent if you exclude China. Income per capita is projected to shrink for over 170 countries. Both advanced economies and emerging market and developing economies are expected to partially recover in 2021.(…) [IMF] 

Guardate con attenzione la slide sopra esposta. Il movimento a V per molti sarà solo ipotetico. Prendiamo l’Italia, ennesimo disastro. Contro una perdita di PIL del -9.1% si prevede un rimbalzo del 4.8%. Insomma, in due anni persi 4,3% con una valanga di debiti in più. Un enorme successo, non c’è che dire, un volo verso l’abisso con un gap che si allarga ulteriormente con i “virtuosi” paesi nordici. E con paesi emergenti, Cina in primis, che conquistano spazi economici accelerando quello che doveva essere il futuro.

E la conferma della drammatica frenata italica la possiamo già notare nell’effettivo. Ma non analizzando previsioni, ma confrontando dati reali. Cosa meglio dei consumi elettrici possono essere una buona cartina tornasole?

Tra i tanti numeri in uscita nei prossimi giorni, a conferma di quanto scritto sopra, tenete d’occhio i numeri in arrivo dalla Cina. Potrebbero segnare la via per il futuro della ripartenza economica, segnando la strada di chi già oggi è protagonista e potrebbe diventarlo ancora di più.

STAY TUNED!

Danilo DT

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8 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 15 Aprile 2020 at 09:40

https://www.milanofinanza.it/news/lord-sumption-se-continua-cosi-la-cura-sara-la-minaccia-piu-pericolosa-per-l-umanita-202004062049205118

ritengo anche questo articolo interessante

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ben
Scritto il 15 Aprile 2020 at 10:17

l’attuale isteria per Covid-19, i cui sintomi sono più lievi e la cui mortalità in caso di malattia è inferiore a qualsiasi di questi.
Basta leggere queste poche righe per capire l’ignoranza di queste persone. Certo si può lasciare libera la circolazione del virus con una mortalità del 10 forse 15% per implosione di tutti i ssn. I numeri sarebbero uguali a quelli del 1919. Quando l’ignoranza rasenta la follia e l’imbecillità

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pdf79
Scritto il 15 Aprile 2020 at 10:53

ben,
Vorrei porti una domanda tu che sei addentro alle questioni sanitarie e ti ringrazio se vorrai rispondermi.
In questi giorni ho notato nelle televisioni e nei giornali, non solo nazionali, una narrativa che porta il Covid19 a essere rappresentato come un problema ormai conosciuto e gestibile con una buona organizzazione anche dai paesi occidentali.
Cosa ne pensi?
Segnalo articolo interessante:
https://ilmanifesto.it/lepidemiologo-snowden-la-pandemia-specchio-di-una-globalizzazione-letale-serve-lassistenza-sanitaria-universale/
Saluti a tutti.

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john_ludd
Scritto il 15 Aprile 2020 at 13:29

ben,

Credo sia assodato, in occidente la finanza ha preso il sopravvento su tutto dunque anche la scienza in quanto quest’ultima afferma che la crescita esponenziale prevista dai banchieri non è possibile in un pianeta finito mentre quella parte di economista che provano a fare scienza descrivono l’effetto della finanziarizzazione dai tempi di Triffin. In fondo un finanziere ha una visione a 3 mesi che rinnova al termine di altri 3 mesi purché il futuro previsto sia identico a quello appena trascorso. Così non fosse arriva la FED e accredita sui conti dei finanzieri quanto è venuto a mancare rispetto le previsioni dei 3 mesi precedenti. Quel denaro non può uscire dalla sfera finanziaria, può solo essere scambiato con un altro asset finanziario. Per comprare un miniera in Cile o una foresta da distruggere per far spazio a una miniera di rame in Congo serve cash che gli americani non hanno, lo hanno i cinesi ricevuto dagli americani in cambio di beni reali. Il dollaro in Cina lo adorano, è la loro moneta.

I link che pubblico al termine, tratti dal South China Morning Post (un giornale di Hong Kong molto migliore dei nostri, anche Straits e Caixin sono letture aprono una porta su quella parte di mondo, già ora più forte) evidenzia che non solo non siamo alla fine dell’epidemia ma che il prosieguo, se non gestito alla perfezione, ha tutte le possibilità per rendere il recente passato una passeggiata. Un virus che si è già diviso in 3 ceppi con caratteristiche differenti a seconda della popolazione, con una caratteristica simile a quella dell’HIV, cioè di attaccare il sistema immunitario e altre che sembrano emergere man mano che il virus si diffonde nei paesi più poveri senza opposizione. Qualunque biologo lo sa, un virus RNA è instabile e più vasta la popolazione che infetta maggiori le probabilità di mutazioni, minore la possibilità di avere un vaccino unico e stabile. Gli anti virali dedicati, che peraltro non ci sono (il Remdesivir è in fase di test) sono comunque medicinali tossici o estremamente tossici che vanno assunti sotto stretto controllo medico insieme ad altri medicinali che servono a ridurre gli effetti collaterali in un rincorsa senza fine. Inoltre e soprattutto non eliminano tutti i virus, come gli antibiotici sono una palestra per selezionare all’interno della popolazione di virus quelli più resistenti. Se i batteri impiegano anni o decenni per acquisire resistenza, i virus impiegano molto meno in quanto si replicano a velocità maggiori.

A oggi l’unica reale metodologia che limita la diffusione è quella super tecnologica e super invasiva dei diritti della privacy in atto in Cina, Corea e Singapore tutti paesi che comunque hanno episodi di infezioni di ritorno o generate da asintomatici presenti nella popolazione autoctona. In Cina e Singapore ogni spostamento è tracciato da una app sul cellulare, i dati vengono elaborati in tempo reale, l’individuo viene allertato della presenza di infetti nella zona da lui frequentata. A Singapore con nome e indirizzo della persona infetta. Chi spegne il cellulare o lo lascia a casa viene individuato e gli viene applicato un braccialetto elettronico inamovibile. Non essendo comunque nè ora nè mai possibile fare esami sierologici al 100% della popolazione ripetendoli periodicamente, dispongono di software per il tracciamento dei più probabili cammini di diffusione dei focolai epidemici costruiti su una tecnologia che noi non abbiamo, punto. Il personale sanitario, para sanitario e tecnico dedicato alla gestione di un sistema così vasto e complesso è numericamente pari a un esercito, qui non c’è, punto. Se il fondamento di questi sistemi non è stato sviluppato negli anni o decenni precedenti la possibilità di farlo ora in pochi mesi è semplicemente zero. Al massimo si può chiedere (pagandolo) di poterne disporre a qualche multi nazionale cinese o coreana, tanto i nomi li sapete.

Il sistema produttivo cinese è vicino alla massima operatività, ad esclusione di settori che mai rivedranno i fasti del passato e che i tecnocrati orientali sostituiranno con altri a maggiore valore tecnologico ampliando a dismisura la differenza tra noi (inteso in senso ampio come occidente) e loro. A titolo di esempio recentemente la società di semi conduttori Yangtze Memory ha annunciato la prima versione di memorie NAND a 128 strati, collocandosi solo 1 generazione dietro il top della tecnologia che comunque sta in Corea (Samsung) e verrà colmata nei prossimi 12-18 mesi. Alcuni vedono in tutto questo la fine della globalizzazione. Non vedo come, noi non produciamo quasi tutto ciò che è indispensabile a una società moderna, dai micro processori alle memorie, agli apparati bio medicali più sofisticati come RMN o PET. Nel biotech in Europa c’è poco, americani, giapponesi e cinesi hanno un vantaggio incolmabile. Abbiamo scelto di uscire dal nucleare, sarebbe stata una buona idea in un mondo popolato solo da noi, ma cinesi e russi continuano a produrne e migliorare la tecnologia. Altro settore dove l’occidente semplicemente non esiste più. Rimane il dollaro, ma è la moneta di fatturazione … dei cinesi che vedranno la loro bilancia commerciale migliorare grazie al fatto di essere i soli produttori di ampie categorie di beni indispensabili e al basso costo dell’energia e delle materie prime i cui bassi prezzi non saranno per sempre, ma da qualche anno c’è un mercato dei futures a Shangai che copre tutte le esigenze della Cina, i prezzi saranno bloccati secondo la curva attuale per molti anni e prezzati in yuan. Alla fine, i giornali occidentali continueranno a scrivere che i cinesi ci compreranno, che vanno fermati bla bla bla. Esatta la prima ma non la seconda. Nel contesto poi di EU e NATO che finiscono nella tomba della storia, non vedo come uno sano di mente oggi possa pensare che stampando soldi a fronte di incapacità prima che impossibilità di produrre beni indispensabili si gode di un vantaggio rispetto chi quei beni li produce, te li vende e con il ricavato si compra il tuo paese e la tua gente per le prossime generazioni.

Ma come scrive il lettore Ben che i reparti di terapia intensiva li vive, il Covid-19 è una gran brutta bestia e più ne leggo, più mi rendo conto che una soluzione definitiva in tempi brevi è illusione. Pubblico solo il titolo, inseritelo su Google e viene fuori il link all’articolo del South China Morning Post (scmp):

Deadly coronavirus comes in three variants, researchers find

Coronavirus could attack immune system like HIV by targeting protective cells, warn scientists

Coronavirus: low antibody levels raise questions about reinfection risk

Coronavirus mutation could threaten the race to develop vaccine

Relativamente alle cure dei miracoli, come la clorocochina, sono quel che sono e già si sapeva, l’ho assunto negli anni 80 per un viaggio in Africa quando ancora il P. falciparum non era diventato clorocochina resistente (eh già, i patogeni si difendono) e smisi di assumerlo perché avevo vertigini, nausea, non riuscivo a dormire; è un medicinale tossico con effetti collaterali importanti, potenzialmente mortali per chi è affetto da cardiopatie.

https://thehill.com/homenews/administration/492649-internal-cia-document-warns-against-using-hydroxychloroquine-for

https://www.nytimes.com/2020/04/12/health/chloroquine-coronavirus-trump.html

Poi soprattutto serve una straordinaria prova di coesione, adesione alle regole di distanziamento, senso civico insomma, da parte di tutta la popolazione. E’ questo in realtà l’aspetto che personalmente mi preoccupa di più.

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draziz
Scritto il 15 Aprile 2020 at 14:29

Caro DT,

se stamattina si è svegliata dal letargo anche Bankitalia è perchè…la situazione è “spessa” e sanno già che l’incremento delle imposte visto nel primo trimestre del 2020 se lo sogneranno per taaaaanto tempo.
Il nostro è un Paese costruito per campare sul turismo e sui consumi (e già si era capito con la azione scellerata di quello…si quello che se lo nomini ti viene da vomitare…quello con il cagnolino), soprattutto quelli che provengono dall’estero e che amano l’elevata qualità del Made in Italy.

Però non mi tornano i conti…
Non mi pare vero che nel 2021 andremo a recuperare circa il 50% di quello che perdiamo nel 2020.
Real GDP significa PIL reale, a valore costante? Cioè un valore prestabilito?
Esemplifico: se oggi ho un PIL (ipotesi) che è pari a 10 e ne perdo 9.1%, rimango con 9.09%
Se nel 2021 la reazione è del +4.8% e riparto da 9.09 allora dovrei arrivare ad avere un PIL = 9.52%

Potresti fare luce nella mai debole mente?
Grazie

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john_ludd
Scritto il 15 Aprile 2020 at 14:42

draziz@finanza,

Guarda che TUTTI questi numeri sono ad cazzum. Già le previsioni economiche sono fatte per essere smentite in una situazione ordinaria dove in apparenza, l’anno successivo è simile al precedente. Raramente si incontrano delle discontinuità data la brevità della vita umana e l’eccezionale periodo relativamente stabile in cui hanno vissuto le popolazioni occidentali dopo il 1945. Non esiste teoria fisica, matematica e quindi tanto meno economica in grado di “prevedere” la traiettoria di un sistema caotico nel momento in cui cambia stato. Tra le tanti assunzioni “ad cazzum” c’è la risoluzione definitiva dell’emergenza corona virus entro l’autunno 2020, altrimenti da che parte rimbalzi nel 2021 ? Ma se c’è una certezza è che non avremo una risoluzione definitiva prima dell’estate 2021 e che la probabilità che non l’avremo comunque non è per nulla zero. A oggi mi sembra assai probabile che la perdita di attività economica sia permanente non di breve o medio o lungo periodo e vale per tutti i paesi.

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draziz
Scritto il 15 Aprile 2020 at 15:22

john_ludd@finanza,

Grazie John
avevo qualche “leggerissimo” dubbio al riguardo, ma ci si attacca sempre a qualcosa.

Piuttosto, secondo Te, quello che ha inventato e che continua a diffondere la frase “Andrà tutto bene”, ha assunto e tuttora abusa di:
1) lexotan
2) xanax
Può essere uno che è stato dimesso senza TSO?
Così…giusto per farsi ‘na risata…

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john_ludd
Scritto il 15 Aprile 2020 at 15:58

draziz@finanza,

alla fine non è possibile essere pessimisti sempre, è biologicamente perdente. Se si è pessimisti per sempre, si entra in depressione. La depressione genera angoscia e inazione. Se non agisci, resti fermo, se lo fanno in tanti, nessuno ti può aiutare, non puoi mangiare e muori. Dunque a un certo punto uno esce dal suo guscio, crede che sì è possibile, il domani sarà migliore e lo sarà, ma diversamente a prima. Quelli che “andrà tutto bene” sono ancora nella fase “tutto tornerà come prima” essendo “bene” equivalente a “prima”. Ma la nostra storia millenaria è piena di prima e di dopo, dunque non sarà una pandemia di serie B rispetto quelle del passato ad evitare che ci sarà un dopo che potrà essere meglio o peggio ma è irrilevante, se il prima non c’è più. Ad accentuare l’effetto di una pandemia di serie B portandola agli effetti di una di serie A ci sono gli squilibri di decenni che si è fatto finta dii non vedere oppure per chi li aveva visti di credere che comunque lui l’avrebbe in qualche modo scampata o attutita, il che non avviene mai. Crisi è un evento raro per il quale nessuno ha una risposta immediatamente efficace, se ne esce per gradi, il sistema trova un nuovo stato di equilibrio temporaneo, ci può impiegare pochi anni o decenni. C’è di tutto nella nostra storia compreso il primo e unico insegnamento, che nessuno impara mai dalla storia, perché siamo evolutivamente cablati per dimenticare. Dunque se uno si limita a credere in ciò che lo fa sentire meglio, altro non fa che seguire il suo istinto primordiale, una difesa che può essere efficace nel breve per mantenere un minimo di equilibrio e che dovrà abbandonare poi quando dovrà uscire dal suo guscio.

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