Caos Neve a Roma: inefficenza oppure malagesione del denaro pubblico?

Scritto il alle 08:18 da Danilo DT

Parlare dei vari disagi per la neve che è caduta in questi giorni potrebbe essere considerato banale. I TG sono pieni di notizie del genere, e non vi racconterei nulla di nuovo. E allora perché un post proprio su Roma e sui disagi delle nevicate?
Sappiamo tutti benissimo cosa sta accadendo…

Nella Capitale scuole, uffici pubblici comunali, musei e aree monumentali sono chiusi per disposizione del Campidoglio fino a lunedì compreso. Quanto alle consolari e al Grande Raccordo Anulare la situazione va migliorando, dopo il drammatico venerdì notte, con migliaia di automobilisti rimasti bloccati nella tormenta o finiti fuoristrada a causa del ghiaccio: 12 delle 31 uscite del raccordo sono chiuse al traffico, si circola con difficoltà senza catene montate. Ancora ritardi e cancellazioni nell’aeroporto di Fiumicino (ieri annullati 50 voli), mentre continuano ad essere paralizzati i mezzi pubblici: le strade non sono ancora sicure e il 75% degli autobus non è dotato di catene. Continua la polemica tra il sindaco Alemanno e il capo della Protezione civile Gabrielli. Il primo ha accusato il secondo di non aver fornito indicazioni precise e tempestive sulle condizioni meteo. Alemanno però è smentito dalle telefonate registrate: fu regolarmente informato e fu lui a sottovalutare il pericolo dicendo alla Protezione civile: “Il piano antineve c’è, non mi servite”. Ecco il commento amaro di Franco Gabrielli a Repubblica: “Sono un uomo delle istituzioni e provo un’amarezza infinita. Pur di proteggere se stesso e dissimulare le proprie responsabilità, c’è un sindaco pronto a distruggere il lavoro e la credibilità di un intero sistema di Protezione civile. È incredibile“. (Source)

Già , Alemanno nell’occhio del ciclone. Ma cosa sta accadendo realmente? E soprattutto come mai Roma è finita nel caos per la neve, malgrado che i mezzi antineve fossero presenti e disponibili?
Ieri pomeriggio ho ricevuto un’email di un amico lettore, un’email di denuncia che vuole dare voce a coloro che troppo spesso voce non ne hanno. Un’email di una persona “informata dei fatti” che mi ha chiesto il massimo riserbo ma, nello stesso tempo, mi ha chiesto di pubblicare questi fatti. Non commento oltre. Lasciamo parlare Mario.

Buongiorno Dream, sono un tuo lettore romano che di solito non interviene, perchè non ho fondamentali economici che possano dare un contributo.
Ho visto però che a volte toccate anche argomenti che non sono solo economici. A proposito di “fumo negli occhi” mi permetto di scriverti per chiedere tramite il tuo blog, che immagino molto letto, perchè non ci sia qualcuno che provi a farsi le domande giuste circa i fatti successi a Roma.
Una nevicata che al Nord avrebbe fatto solamente felici i bambini e causato poco o nessun disagio,qui da noi si è trasformata in tragedia.
Le domande che vorrei porre tramite te, sono le seguenti:

-Come mai il Comune di Roma non ha mezzi sgombraneve?
-E se li ha , quanti ne ha?
-E come mai non si sono visti per le strade della Città?

Possibile che dobbiamo assistere anche questa volta al teatrino del rimpallo delle responsabilità , dove gli attori indicati sono tutti , ma non quelli giusti?
Possibile che non ci sia un Giornalista INDIPENDENTE (Esistono?) che voglia provare a scavare un po’?
Possibile che un Comune che investe fior di soldi in attrezzature al momento giusto neanche si ricordi di averle ?
Il costo dell’intervento dell’esercito non dovrebbe essere addebitato ad un eventuale colpevole che certamente ci sarà ed avrà un nome e cognome, e che dovrebbe essere rimosso dall’incarico?
Non so se Monti sia l’uomo che ci tirerà fuori dal pantano. Vedo però che quantomeno prova a rompere lo status quo. e questa è già una novità. C’è un tentativo di cambiare la mentalità corrente
Perchè non cominciare dai Comuni a ragionare in termini di responsabilità ed efficienza?
Anche questa credo sia Economia.
Risparmiare denari, potrebbe portare con se la possibilità di elargirli sotto forma di esenzioni fiscali o addirittura finanziamenti speciali a giovani imprese che potrebbero creare occupazione
Grazie per l’ospitalità

Mario Mancini (pseudonimo)

MI farebbe piacere sentire la voce di qualche romano che possa testimoniare su cosa stia realmente accadendo a Roma. Facendo un giretto in rete, ho scoperto che Roma ha moltissimi mezzi sgombraneve. Solo che probabilmente il “rischio neve” è sempre stato sottovalutato e questi mezzi, abbandonati a loro stessi, molto probabilmente non hanno più avuto la manutenzione di cui necessitavano. Probabilmente i fondi destinati a questo fine sono stati dirottati su altro… Altrimenti come giustificare questa assurda situazione? A Roma ci sono i mezzi e i mezzi non sono stati utilizzati? Abbastanza anomalo, non pensate?

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DT

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7 commenti Commenta
giogiopic
Scritto il 6 febbraio 2012 at 09:10

Avendo la macchina 4×4 e dovendo uscire da casa per impegni presi, ho girato gran parte del quadrante Roma Ovest/Centro e ho trovato diversi mezzi sgombraneve all’opera sulle strade principali già dalla mattinata di sabato (ore 9 circa)
diciamo che le strade principali sono state rese immediatamente agibili

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ddb
Scritto il 6 febbraio 2012 at 10:55

Roma NE neve venerdì pomeriggio e notte
Roma SO poggia venerdì pomeriggio e neve venerdì notte dalle 23.00 alle 05.00
Io abito a roma sud-ovest, nessun problema sulle strade principali (poca neve).
Sinceramente non capisco la polemica.
Qui nevica per 1-2 giorni ogni 26 anni (dati statistici), pertanto è inutile (costi benefici) attivare un sistema veramente efficiente di spalatura.
In questi casi bisogna avere buon senso ed essere pronti a cavarsela da soli.
Anche perché i dipendenti comunali (tipo ama) non spiccano per la loro efficienza e interessamento al lavoro e i loro dirigenti per competenza e capacità organizzative

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Scritto il 6 febbraio 2012 at 11:20

BEh… mi sto accorgendo che la polemica che io ho sollevato con qeusto post, in altri siti è molto più che semplice polemica… Boh, essendo a Torino e quindi molto abituato alla neve, ho una concezione un po’ distorta dellal problematica… Ed è per questo che ho lasciato spazio ampio ai vs commenti…

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ddb
Scritto il 6 febbraio 2012 at 12:04

DT
quando ho parlato di polemica non intendevo la discussione aperta in questo blog,
ma la polemica al di fuori di esso come quella ad esempio tra il nostro sindaco spalatore (ma dove ha trovato una pala da neve nuova per il suo servizio fotografico?) e la protezione civile.
Quando qualcosa funziona male è sempre colpa degli altri (in questo caso la protezione civile).

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Gigi
Scritto il 6 febbraio 2012 at 12:49

Beh, a giudicare dal comunicato stampa emesso dalla Protezione Civile il 2 febbraio (si trova su: http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_com.wp?prevPage=comunicati_stampa&contentId=COM30597) non mi sembra di vedere un’allerta meteo di proporzioni ……serie.
Se poi leggiamo questo articolo apparso su La Stampa (http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/441314/) allora pare che sia lo stesso Gabrielli a parlare male della Protezione Civile.
Cerchiamo di ragionare: a Roma é successo quello che é successo, in Emilia Romagna e in Abruzzo ci sono interi paesi e/o frazioni isolate da giorni, in Toscana andata via la luce, in Molise il gas, ovunque situazioni al limite dell’emergenza assoluta. Sono stati tutti incompetenti? Non é che magari erano semplicemente sbagliate le previsioni meteo?

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lampo
Scritto il 6 febbraio 2012 at 15:19

Secondo me il problema non è tanto sulle previsioni meteo.
Sono già difficili da fare, essendo un sistema dinamico caotico in cui influiscono un’enormità di variabili.
Ancora più difficili quando si deve decidere se, con una temperatura in prossimità dello zero, le precipitazioni saranno nevose o meno…

Il problema è che in italia tutto (o quasi) si ferma per un po’ di neve, aeroporti compresi.

Ma nei Paesi nordici, cosa fanno tutto l’inverno (e anche parte della primavera e autunno). Non si muovono, non lavorano, non partono gli aerei?
Mi è capitato di partire in aereo da Stoccolma verso Venezia (poco meno di tre ore di volo).
In partenza c’era una intensa bufera di neve… con pista ghiacciata mista a neve fresca che si depositava in continuazione, rendendo difficile la partenza.
In più lo stesso avveniva sulle ali dell’aereo, con immediata formazione di ghiaccio.
Ebbene mentre l’aereo si preparava ugualmente in posizione per andare sulla pista per il decollo, c’era un apposito automezzo (tipo camion pompieri) che, con i passeggeri già a bordo, spruzzava antigelo sulle ali e sul carrello… per permettere la partenza appena finita l’operazione.
La partenza quindi è comunque avvenuta con circa 50 minuti di ritardo… recuperati in viaggio quasi interamente visto che a Venezia è arrivato con solo pochi minuti (meno di 10) di ritardo.
Per personale curiosità, ho chiesto alla hostess se succedeva spesso di partire con quelle condizioni meteo… la risposta è stata una scontata affermazione alla mia domanda (come se la domanda fosse del tutto inusuale!).

Siamo sicuri che il problema di questi giorni sia la neve o “l’efficienza” tutta nostrana?

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ottofranz
Scritto il 6 febbraio 2012 at 15:59

Beh, o qui siamo in presenza di un complotto pluto-giudaico-massonico, con tanto di filmati di code finte tirati fuori da chissà quali archivi, oppure Giggi, Giogiopic e Ddb, sono parenti di Alemanno :D

Se bastasse applicare la statistica per mettere a bilancio rischie e spese andrebbe anche benissimo, tutti soldi risparmiati.

Bisognerebbe però avvisare i romani di avere pazienza una settimana ogni vent’anni.

E media e politica resterebbero a bocca asciutta.

Mi risulta che in Europa siano comunque siano molti i Paesi che OBBLIGHINO i cittadini a spalarsi la neve dai proprio marciapiedi. Con multe salatissime, ad esempio in Germania, al punto che fra vicini ci si avverte in caso di nevicate.

Qui vedo gente lamentarsi per alberi che hanno danneggiato le auto. Dimenticandosi che nessuna assicurazione pagherà mai danni prodotti da eventi naturali.

Neppure il CC mi pare preveda responsabilità, se l’albero non può essere dimostrato che costituisse pericolo che sia stato ignorato.

Sembra proprio che sia molto lungo il cammino che gli italiani dovranno percorrere per diventare Cittadini.

Questi sono bei banche di prova per comprendere cosa accadrà se la situazione dovesse precipitare. Quando l’Italia dovesse diventare una enorme grande Concordia, ci sarà da mettersi in sala con un bel pacchetto di pop -corn per assistere allo spettacolo.

Possibilmente al di la di un vetro bello spesso.

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