BREXIT: realpolitik ed umorismo inglese

Scritto il alle 10:33 da Danilo DT

brexit-noeuro

Gran Bretagna fuori dall’Unione Europea? SI! Evviva la Brexit!
Poi però la classe politica fa i conti con la realtà. In passato abbiamo più volte discusso sugli effetti a lungo termine della Brexit (ricordiamo che praticamente, nel concreto, non è ancora successo nulla). E ora il governo se ne esce con una dichiarazione che sa di realpolitik e che mi ha fatto sorridere, in quanto va a certificare quello che definirei, calcisticamente parlando, un AUTOGOL in rovesciata.

Il governo inglese è pronto a valutare la possibilità di pagare all’Ue contributi, anche dopo la Brexit, per mantenere l’accesso al mercato unico in favore di settori del business britannico. Lo ha detto oggi in parlamento il ministro per la Brexit, David Davis. Secondo Davis, l’obiettivo del governo May resta quello di “ottenere il miglior accesso possibile di beni e servizi al mercato europeo” anche quando il divorzio da Bruxelles sarà formalizzato. (Ansa)

Beh, credo non sia necessario nessun tipo di commento. Io prima esco e poi pago per rimanere dentro? Complimenti. Forse gli inglesi dovrebbero farsi qualche domanda e magari, il punto di vista dell’autore di questo blog non era poi così errato.

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4 commenti Commenta
draziz
Scritto il 2 dicembre 2016 at 11:10

Caro DT,
lode a tutto il lavoro che fai e che posti qui sul blog.
Però, dopo la lettura di quest’ultimo intervento, una domanda mi sorge spontanea:
quale altro metodo avevano i “figli di Albione” per manifestare il loro dissenso verso un’Europa così squinternata e manipolata a favore di pochi?
Un certo paragone con vicende nostrane attuali e prossimi avvenimenti si forma nel mio bacato cervellino di suddito…
Perchè conformarsi a tutti i costi se le cose non vanno?
Prima si modificano le regole del gioco, così che il banco dia meno carte truccate, poi si partecipa tutti quanti, non il contrario…

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Scritto il 2 dicembre 2016 at 12:12

Hai ragione, infatti io non entro nel merito. La mia era solo un ragionamento sulla convenienza. In altri termini, la Brexit era o non era un affare per gli inglesi? Questo post spero abbia fatto capire che non lo era.
Poi sul dissenso posso solo essere d’accordo. Anche perchè ultimamente mi stanno girando particolarmente gli zebedei. Questa Europa NON può continuare in questi termini. PUNTO:

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paolo41
Scritto il 2 dicembre 2016 at 12:25

concordo pienamente con Draziz per quanto stai facendo sul blog. Aggiungerei che meriti un complimento in più che riguarda l’atteggiamento imparziale e autonomo con cui ci informi dei vari eventi, siano essi finanziari o indirettamente legati alla finanza, come i fatti politici che stanno interessando i vari paesi e il nostro in particolare con la “battaglia” del referendum, lasciando a noi la facoltà di esprimere liberamente i propri personali punti di vista.
Dico questo perché ho letto recentemente prese di posizioni molto parziali di pura pertinenza politica che hanno assunto e trasmesso alcuni blogger a mo’ di pifferaio magico, quasi che i propri lettori non siano in grado di analizzare i fatti ed esprimere un libero giudizio.
Ancora grazie.

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gainhunter
Scritto il 2 dicembre 2016 at 21:44

E’ solo una questione di interpretazione: per me brexit non vuol dire “usciamo e non ci facciamo più vedere”, vuol dire “a casa nostra comandiamo noi ma se c’è interesse reciproco ci accordiamo per continuare a commerciare insieme”, e l’interesse reciproco c’è da entrambe le parti: non c’è bisogno di sposarsi per andare d’accordo.
Tu dici che questa UE non ti piace. I Britannici hanno fatto di più, e se l’UE dovesse davvero cambiare in meglio (ma non credo proprio) una parte del merito credo che andrebbe proprio alla brexit.
Per quanto riguarda gli effetti della brexit, è ovvio che chi per brexit intende divorzio totale senza mai più vederci gli effetti saranno negativi, ma per chi ha sempre dato per scontato che in forma diversa l’UK avrebbe continuato a commerciare con gli altri paesi europei come prima nell’interesse reciproco, che nel business sta sopra a qualsiasi cosa, gli effetti non saranno così scontati.

P.S.: Ma qualcuno ha mai spiegato agli europei in cosa consiste IN PRATICA avere accesso al mercato unico? No, perchè se è così fondamentale e vantaggioso forse chi è a favore della sopravvivenza dell’UE farebbe bene a spiegarlo agli elettori, dal momento che scommetto che se venisse chiesto alla gente comune forse l’1% saprebbe rispondere.

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