BANCA POPOLARE di BARI: arriva il Decreto del Governo. Ma la crisi delle banche italiane torna di attualità

Scritto il alle 00:04 da Danilo DT

E’ indiscutibile, la situazione per le banche italiane è sicuramente migliorata, ma è sbagliato pensare che tutto sia risolto perché qualche mela marcia è ancora presente. E lo avete visto tutti coi vostri occhi. Il caso del giorno è ovviamente la Banca Popolare di Bari, delle cui vicende sono pieni i giornali.
Quindi non andrò a riprendere quanto troverete in ogni dove, ma guardiamo “oltre”. Ovvero ad oggi, quindi ai clienti che oggi si presenteranno agli sportelli con un po’ di giustificata preoccupazione.

(…) Quello che emerge dal quartier generale della Pop Bari è una «forte rassicurazione» sui conti correnti dei clienti. Non c’è rischio, sostengono, di alcun genere sui soldi conservati in banca. Tanto più che viene escluso il ricorso al “bail-in”, la risoluzione dell’istituto con perdite a carico di azionisti e obbligazionisti subordinati (e sono tanti nel caso della Pop Bari). La gestione commissariale, sotto il controllo di Bankitalia e sotto l’egida del ministero dell’Economia e finanze, sarebbe «la migliore garanzia», secondo le fonti di Banca popolare di Bari, che la situazione è «del tutto sotto controllo». (…) [Source

Già, lo spauracchio era il “bail-in” ovvero quella famosa procedura che ha fatto saltare con tappi di prosecco (vista l’area geografica) molte banche anche venete.

(…) Il bail-in (salvataggio interno, da contrappore al bail-out, cioè il salvataggio esterno) è uno strumento che consente alle autorità di risoluzione di disporre, al ricorrere delle condizioni di risoluzione, la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti o la loro conversione in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca. (…) Il bail-in segue una precisa gerarchia: chi investe in strumenti finanziari più rischiosi si accolla le perdite prima degli altri. L’ordine è questo: prima pagano gli azionisti della banca in crisi; poi i detentori di obbligazioni subordinate; poi i creditori chirografari (quelli privi di garanzie, come i detentori di obbligazioni senior); poi le persone fisiche e le piccole e medie imprese titolari di conti correnti in quella banca per un importo superiore a 100.000 euro; infine il Fondo interbancario di garanzia dei depositi, che contribuisce al bail-in al posto dei depositanti al di sotto dei 100mila euro, protetti dallo stesso Fondo. Gli investitori insomma devono fare estrema attenzione ai rischi di alcune tipologie di investimento. È questo il caso soprattutto dei detentori di obbligazioni subordinate, così chiamate proprio perché sono la categoria di bond che viene rimborsata per ultima in caso di default dell’emittente. (…) [Source] 

Ma la parte introduttiva di questo post è stata chiara. Gli stessi commissari della Popolare di Bari hanno escluso il ricorso al bail in. E di conseguenza non ci sono problemi alcuna persona. I correntisti possono stare tranquilli, gli obbligazionisti possono stare tranquilli, gli azionisti forse un po’ meno.
Il vero obiettivo (comprensibilissimo) è evitare il BANK RUN. Ovvero la coda allo sportello ed il fuggi fuggi dei clienti, altrimenti la crisi (che oggi si esclude ma non si può certificare) arriva di certo, gli indici patrimoniali collassano e a quel punto il bail in diventa necessario. Ed è giusto ricordare che il bail in NON permette l’utilizzo di denaro pubblico.

(…) Il Bail in é finanziato in gran parte dalle banche “sane”. Il prestito garantito dal fondo di risoluzione dovrebbe essere rimborsato una volta che la parte buona “good bank” e cattiva “bad bank” dei quattro istituti salvati sarà ceduta sul mercato. Non ci sono soldi pubblici messi in campo ma un rischio per i contribuenti c’è ed è dettato dal fatto che la Cassa depositi e prestiti ha messo la garanzia sulla cessione degli asset (malati e non) degli istituti di credito salvati. (…)

Quindi al momento non ci sono vere criticità all’apparenza. Anche perché arriva il piano del Governo.

(…) Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto contenente le misure a sostegno della Banca Popolare di Bari. Via libera, tra i vari punti, alla “creazione della banca pubblica di investimenti”. Il provvedimento riguarda misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una Banca di Investimento, consentendo anche il rilancio della Popolare di Bari. Per raggiungere quest’ultimo obiettivo, i termini del piano industriale per il rilancio verranno definiti nei prossimi giorni dai commissari della banca, Mediocredito e il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. (…) [Source

Una Banca di Investimento? Opperbacco, mi sembra una cosa ben poco credibile, ma chi sono io per giudicare le capacità di terze parti nella gestione della crisi bancaria della Popolare Bari?
Insomma, si tratta dell’ultimo stadio prima del bail-in, un piano di emergenza che nasce proprio in modo propedeutico per evitare il peggio.
Ma occhio che la strada è ancora lunga e l’intervento pubblico in caso di collasso definitivo non è permesso. Anche se poi succedono cose strane in Europa. Mi riferisco alla vicenda NordLB. Siamo sicuri che il denaro pubblico non venga usato per salvare le banche in difficoltà? Per NordLB sembra che le cose siano andate diversamente (CLICCA QUI) anche se poi SEMBRA che i soldi siano stati messi da privati e non dal settore pubblico.

Intanto però, visto che ormai la mala informazione regna sovrana in ogni dove, che tutto si strumentalizza per convenienza, vediamo come si giustificherà il “quasi fallimento” della Popolare di Bari. Di certo la colpa non è del MES, e tantomeno dell’Euro. Forse ci sono responsabilità oggettive che sono state trascurate. E quanto dichiarato, ovvero che si punterà forse su una “banca pubblica di investimenti” marca malissimo. Per carità, è un parere personale sia ben chiaro, e quindi preferisco non commentare oltre, anche se di cose da dire ce ne sarebbero tante, forse troppe. Vediamo cosa succede e come il mirabolante piano governativo riuscirà a salvare la Popolare di Bari dalla crisi. Con tutti gli auguri dell’autore di questo blog.

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
kociss01
Scritto il 16 dicembre 2019 at 16:07

Ma DEbustis non era l’amichetto di D’Alema a copo della Banca del salento nel 2002 (della data non sono sicuro) quando si tratto’ di fonderla (a peso d’oro) con l’allora MPS del MITICO Mussari (anche lui pugliese se non erro)….compagno di merende dei 2 citati sopra???? DAnilo illuminaci tu che ne sai sicuramente di piu’ GRazie !!!

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pdf79
Scritto il 16 dicembre 2019 at 22:38

Caro Danilo ma se chi doveva controllare è sempre al suo posto, perchè è un “istituzione indipendente” se l’europa ci “aiuta” con il bail-in ecc, se lo stato ogni anno effettua una patrimoniale con imposta di bollo e IVAFE, alle persone viene quell’irrefrenabile voglia di qualcosa di diverso che so, il materasso.
Naturalmente la limitazione/abolizione del contante è per la lotta all’evasione mica per evitare la fuga dei peones.
Saluti a tutti

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