AUSTERITY significa per forza RECESSIONE?

Scritto il alle 11:25 da Danilo DT

Austerity-USA

Dagli USA il grafico che non ti aspetti. La spesa pubblica pro capite negli ultimi anni è SCESA e solo recentemente è tornata a salire.

Il mondo della finanza non è certamente facile e spesso ci si ritrova con delle analisi o dei grafici che mettono in risalto certe sfaccettature che diversamente erano sfuggite oppure erano “prese per buone”.
Sul blog di MotherJones  , ho trovato un grafico (che poi mi sono riprodotto per vedere se era corretto) postato da Kevin Jones dove si parla di austerity e ci si è posti la domanda: ma austerity significa per forza recessione? Diventa quindi normale aspettarsi un PIL in frenata se l’aiuto statale scende?
E’ stato preso in esame a questo proposito il mercato americano, dove la spesa pubblica ultimamente è tornata a crescere dopo un periodo di diversi anni (dal 2011 praticamente) dove si era stabilizzata. Il grafico della FRED (Fed St. Louis)  lo testimonia.

Totale spesa pubblica USA

fredgraph-total-government-expenditure

E già qui la cosa mi ha sorpreso perché mi sarei aspettato da parte del governo USA un maggiore assistenzialismo pubblico, soprattutto in questi ultimi anni di politica monetaria espansiva.
Ma la cosa più sorprendente è un’altra, ovvero questo altro grafico sempre ottenuto dalla Fed St Louis, il cui database è realmente immenso ed affidabile, dove è stata presa la spesa pro-capite del governo USA.

total_govt_expenditures_per_capita_inflation

Che possiamo dire se non che, sorprendentemente, la spesa pubblica pro capite negli ultimi anni è addirittura scesa e non di poco, per poi risalire solo ultimamente, in pieno regime di crescita economica come testimoniato dai dati economici USA.
Se guardiamo questo grafico, quindi possiamo dire che:

A) a conti fatti, gli USA sono stati veramente bravi a tirarsi fuori dalla crisi, addirittura con un regime di austerity a livello di spesa pubblica pro capite

B) l’austerity non significa per forza “frenata economica”, tutto dipende dalle condizioni in cui viene imposta ed attuata. Forse quella USA è stata un po’ più produttiva di quella imposta in altri paesi (anche se ovviamente il tessuto economico tra USA e Grecia, per fare un esempio, è enormemente differente)

C) la spesa pubblica NON è condizione necessaria per una ripresa economica. Aiuta ma non è tutto.

D) Ora che gli USA tornano a spendere, sosterranno artificialmente ancora per un po’ il PIL USA?

Credo che questo post possa stimolare un po’ tutti, visto che i grafici sono abbastanza sorprendenti e, quasi, inattesi.

STAY TUNED!

Danilo DT

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10 commenti Commenta
antonlop
Scritto il 12 gennaio 2015 at 13:24

Buona giornata Danilo, concordo tranne che per il primo punto. Tu dici: “a conti fatti, gli USA sono stati veramente bravi a tirarsi fuori dalla crisi, addirittura con un regime di austerity a livello di spesa pubblica pro capite”, dal grafico si evince come la forte crescita della spesa procapite coincide con l’inizio delle crisi sub-prime (credo anche a causa dei soldi pubblici spesi per salvare banche e settore auto) con un picco nel 2010/2011 e da li si inizia a scenderema solo dopo l’inizio della crescita dell’ecomia.

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Scritto il 12 gennaio 2015 at 14:47

antonlop@finanzaonline,

Ammetto di aver un po’enfatizzato anceh se è stata una cosa voluta per stimolare un po’ i commenti, in quanto io stesso non sono poi così convinto che le cose siano poi così semplici.
Però i numeri sono numeri e questo è quanto…

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perplessa
Scritto il 12 gennaio 2015 at 15:50

a mio parere per fare valutazioni precise, occorrerebbero i dati della spesa pubbca suddivisi. per esempio come in questa complessa ricerca della ns. Ragioneria. dove è indicata la spesa pubblica dei vari paesi europei LEGATA ALLA PRODUZIONE DI BENI E SERVIZI. dall’unità d’Italia al 2009. son più di 60 pagine sarebbe interessante leggerlo bene, ma ora non ho tempo.
la spesa per produzione di beni e servizi è aumentata ovviamente dall’unità d’Italia. Il risulato delle statistiche dipende dalle domande che ci poniamo. è aumentato il grado di benessere dall’unità d’Italia? la mortalità relativa alla diminuizione delle infermità? la qualità della ns. vita ecc? occorre trovare i dati italiani dal 2009 in poi. c’è sempre la Grecia come esempio.
http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Pubblicazioni/Studi-e-do/La-spesa-dello-stato/La_spesa_dello_Stato_dall_unit_d_Italia.pdf

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ob1KnoB
Scritto il 12 gennaio 2015 at 16:58

a me sinceramente fa un altro effetto se guardo anche questi due:
http://research.stlouisfed.org/fred2/series/GFDEBTN
http://research.stlouisfed.org/fred2/series/CNP16OV
tradotto: 25000$ di debito pubblico in più a testa in 5 anni su una popolazione aumentata di 12Mil.
mi verrebbe da dire…per fortuna che non spende.

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paolo41
Scritto il 12 gennaio 2015 at 20:56

ci sono due aspetti da non sottovalutare: come giustamente fa notare Ob1KnoB il deficit è in continuo aumento (ricordiamoci i duri scontri fra repubblicani e democratici per mettere un tetto al debito), la popolazione è in aumento a un tasso superiore all’aumento del deficit a cui occorre aggiungere l’effetto dell’Obama care e nell’ultimo anno il forte incremento delle spese militari per la guerra all’ISIS (che hanno condizionato anche gli ultimi GDP). In secondo luogo è diminuito il reddito medio per addetto lavoratore ed è diminuito il tasso di partecipazione (vedi ultimi dati sul lavoro).
Quello che manca in questa analisi è il valore aggiunto per addetto lavoratore e sono arcisicuro che è aumentato, come è lapalissiano che è diminuita la produzione di ricchezza rapportata al numero dei cittadini in età di lavoro….Questo fa parte del new normal !!!!!

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Scritto il 12 gennaio 2015 at 22:50

Dite cose giustissime. E sul debito non c’è nulla da aggiungere, lo sappiamo benissimo come sta andando. Ma ho trovato “sorprendente” che la spesa pubblica procapite negli ultimi anni sia scesa. Me la sarei invece aspettata in aumento. Vabbè…

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kry
Scritto il 12 gennaio 2015 at 22:59

Danilo DT: Ma ho trovato “sorprendente” che la spesa pubblica procapite negli ultimi anni sia scesa.

Risultato dalla combinazione , come molti hanno ricordato , dell’aumento della popolazione e della diminuzione dei STAMPS-FOOD che se non ricordo male ora sono 2 milioni in meno del massimo raggiunto.

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idleproc
Scritto il 13 gennaio 2015 at 12:46

ob1KnoB@finanzaonline,

Vanno via lisci fino a quando almeno per area geopolitica riecono a mantenere il $ come moneta di riserva. Fino a quando sei costretto a comprare dollari… il gioco lo gestiscono loro.
Possono fare quello che vogliono.

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ob1KnoB
Scritto il 13 gennaio 2015 at 14:27

idleproc@finanza,

qe per riportare l’inflazione al target…..come uk?
manifesto:
http://www.bankofengland.co.uk/education/Documents/resources/postcards/qecomp.pdf
effetto:
http://www.tradingeconomics.com/united-kingdom/inflation-cpi
e pensare che questi hanno la possibilità di rivalutare svalutare salvare banche secondo le loro regole e dettare ovviamente il knowhow agli altri.
per una panoramica
http://www.tradingeconomics.com/united-kingdom/indicators.

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idleproc
Scritto il 13 gennaio 2015 at 19:03

Grazie anche per i link.

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