Aspettando la FED, i mercati vanno in stand by

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

rialzo-tassi-fed-standbyQuasi un silenzio irreale. Dopo i crolli e successivi rimbalzi, dopo un aumento notevole della volatilità che ha cambiato i connotati dei mercati, dopo tante parole e tante reazioni a volte nevrotiche, arriva un momento di quiete e di staticità. Quasi come se si fermasse il tempo in attesa della fatidica data. 17 settembre. Un giorno come tanti altri, dove però la FED si pronuncerà sui tassi di interesse. Una mossa che cambierà praticamente NULLA nell’effettivo, ma che psicologicamente potrebbe dire molto.
Lascerà la FED i tassi invariati oppure no?

previsioni-aumento-tassi-fedPossibilità diintervento a settembre pari al 28%. E come sarà importante la decisione, altrettanto importante sarà il commento alla decisione presa, con una sorta di “forward guidance” che dovrà “segnara la via del futuro”, magari dicendo in modo più o meno esplicito cosa si farà in futuro, come e quando.
Gli appelli di WB e FMI potrebbero risultare alla lunga decisivi, malgrado l’indipendenza teorica della FED. Intanto però i mercati non credono nella stretta monetaria. Non ci credevano un mese fa e continuano a non crederci malgrado i dati potenzialmente validi per giustificare il primo aumento dei tassi.
Anzi, per vedere una possibilità di un movimento della politica FED superiore al 50%, bisogna andare (in linea con le logiche disegnate dal sottoscritto, ricordate?) a dicembre 2015.
Giusto così, anche perché in questa fase delicata il mondo ha bisogno di tutto, tranne che di nuove fonti di volatilità.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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1 commento Commenta
ddb
Scritto il 11 Settembre 2015 at 14:52

DT,
mi pare di capire che “tutti” chiedono alla FED di non alzare i tassi d’interesse anche per non creare (altri) grossi problemi ai paesi emergenti che negli ultimi anni si sono indebitati in USD.
Però quello che non capisco è:
1) Chi si è indebitato in $ in questi anni, non si è reso conto che prima o poi i tassi sarebbero stati aumentati? Perché non ha pianificato una protezione?
2) E’ un anno che la FED manifesta esplicitamente la sua intenzione di aumentare i tassi. Nessuno ha attuato una strategia di uscita dalla valuta?
3) Tenuto conto delle domande 1 e 2, cosa serve dare altri 3 mesi di tempo?
4) Anche se la FED rimandasse di altri 2-3 anni (ripeto: anni) l’aumento, i paesi “emergenti” diminuirebbero l’esposizione o la aumenterebbero perché hanno capito che basta paventare “terremoti” finanziari che tutto verrà nuovamente rimandato?
Allora così ragionando la FED mai potrà aumentare i tassi.
Ed infatti l’EUR/USD, negli ultimi mesi, ha cambiato verso.

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