Alert inflazione: Continuous Commodity Index

Scritto il alle 11:00 da Danilo DT

La bestia grama inizia a fare la voce grossa. Sto parlando dell’inflazione. Premetto però che l’inflazione non deve per forza essere catalogata come la “peste bubbonica”. Un tasso adeguato di inflazione è assolutamente necessario in un percorso di sana ripresa economica. I problemi saltano fuori però quando l’inflazione diventa eccessiva (quindi non è più inflazione “buona”) e soprattutto se all’inflazione viene appaiata una crescita economica asfittica. Se poi la crescita economica è artificiosa….come lo è oggi negli USA…peggio ancora.
Ieri abbiamo registrato un forte rafforzamento della sterline inglese nei confronti del dollaro USA e non solo. I motivi? Inflazione in forte crescita e rischio aumento tassi. Scatta quindi tutto il ragionamento intermarket, con il differenziale di tasso UK-USA che va a favore della Regina e quindi valuta in rafforzamento.
Lasciamo in disparte al momento le conseguenze di un possibile rialzo dei tassi in Gran Bretagna, anche se bisognerebbe spendere delle ore a parlare di questo fatto che oggi, in ogni dove, genererebbe sconquassi devastanti (basta pensare all’incidenza sui mutui…).

Occorre capire dove sta il problema. E il problema oggi è sicuramente visibile nell’andamento delle commodity.
Si, le materie prime, ormai vittime della speculazione e delle banche che con derivati e alchimie varie ne stanno artificiosamente comandando la direzione con effetti deleteri sull’economia. Questa è la forza dei derivati. Non sto nemmeno più a parlare della necessità che vado espletando da ANNI di regolamentare in modo DEFINITO e DEFINITIVO l’operatività sui derivati, tanto so che le mie sono solo teorie di un sognatore che ormai è stufo di sognare.
Lasciamo da parte inoltre i più classici indici delle materie prime, come il CRB oppure gli indici settoriali. Andiamo a vedere invece il Continuous Commodity Index, il CCI che non è da confondere con l’indicatore di Analisi Tecnica.

The Thomson Reuters Equal Weight Continuous Commodity Index is recognized as a major barometer of commodity prices. The index comprises 17 commodity futures that are continuously rebalanced: Cocoa, Coffee ‘C’, Copper, Corn, Cotton, Crude Oil, Gold, Heating Oil, Live Cattle, Live Hogs, Natural Gas, Orange Juice, Platinum, Silver, Soybeans, Sugar No. 11, and Wheat. The index trades on the ICE Futures Exchange. (Source)

Consideriamolo l’indice “definitivo” per le commodity e fondamentale per fare delle reali valutazioni sull’impatto delle materie prime sull’economia. E’ un indice costantemente ribilanciato e quindi “dinamico”.
Il CCI Index ha addirittura rotto i massimi storici del 2008. Mai così in alto, mai così forte. E quindi commodity mai cosi “pesanti” per il consumatore che già oggi è con l’acqua alla gola, sta rischiando il lavoro (sempre se non l’ha già perso) e si ritrova con tutto più caro.

CLICCATE QUI  per poter comprendere meglio il funzionamento del CCI Index.

Grafico CCI Continuous Commodity Index

Il grafico del Continuous Commodity Index CCI come vedete buca i massimi del 2008. Un rally quasi irresistibile. Le divergenze iniziano ad essere presenti ma al momento la tendenza non è messa in discussione.
Forse è il caso che il mondo della finanza inizi a farsi delle domande serie e dell’implicazioni che questa situazione potrebbe generare.
Non dimentichiamolo mai, la coperta è corta, e non si può continuare a pretendere e a credere che con questa manovra di recovery si possa riportare tutto allo stato “ante subprime”. Questa crisi non è comune e soprattutto non possiamo parlare di un ciclo economico “ordinario” con tanto di ripresa “ordinaria” e nuova fase di reale benessere economico.
Distinguiamo la realtà dalla fantafinanza pura. Per lo meno…secondo il mio punto di vista.

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DT

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19 commenti Commenta
bergasim
Scritto il 19 gennaio 2011 at 11:29

Il bello sono i commenti dei media e dei vari gestori i quali vedono solo rialzi per le materie prime, forse sarebbe il caso di chiedersi ci fanno o ci sono tonti? per alcuni la risposta sarebbe sicuramente si per altri il dubbio permane.
Neanche la più fervida immaginazione avrebbe potuto proiettare un rally di borsa e delle materie così forte dal marzo del 2009, ma oggi quelli che ieri erano con l’acqua alla gola e gridavano aiuto aiuto, oggi fanno la voce grossa prendendo per il sedere chi aveva visto giusto nel 2007, sostenendo che i prezzi sono bassi, le aziende fanno utili, i pe sono abordabili e tanti altri bla bla, ignorando oggi come ieri tutto il resto, ma si sa nella finanza la storia non è maestra di vita, oppure gli alunni sono tutti asini ( vedasi bernake). :wink:

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Scritto il 19 gennaio 2011 at 11:32

Proprio a puntino, ieri sera le mente eccellenti economiche stavano discutendo della pericolosita inflattiva e adducendo cio’ concludevano che la BoE dovrebbe alzare itassi per contrastarla… Miiinchia che castroneria, quello che la maggior parte delle persone non capiscono e’ che l’inflazione non e’ sempre uguale… infatti una inflazione per riscaldamento dell’economia dovuta ad acquisti andrebbe “punita” con l’innalzamento dei tassi ma, in questo caso, una inflazione generata da aumenti dei costi delle materie prime, da un aumento delle tasse e dei servizi, senza una adeguata domanda (cosi’ come e’ ora) abbinata ad aumento dei tassi condurrebbe alla catastrofe completa, infatti genererebbe un tour de force nella vendita di immobili con le conseguenze immaginabili.. e li pagano centinaia di miglia di sterline… meno libri e piu’ vanga!

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bergasim
Scritto il 19 gennaio 2011 at 11:37

ecco lo strumento per risolvere i problemi ogni banchiere nel suo ufficio deve averla.

sono convinto che starebbero più attenti sul lavoro.

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Scritto il 19 gennaio 2011 at 11:44

Sei troppo gentile io proporrei per i congressi dei banchieri questo comodo sedile portatile…

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Scritto il 19 gennaio 2011 at 11:49

:mrgreen:

Ricordo ai lettori, se ritengono valido questo post, di votalro su Wikio. Il mondo deve SAPERE come stanno realmente le cose. :wink:

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l.b.chase
Scritto il 19 gennaio 2011 at 11:51

Ma in tutto questo la cosa eccezionale è che l’euro va a 1.35 mentre i governanti europei dimostrano che non hanno per niente sotto controllo la baracca, al contrario non sanno da che parte tirare la coperta. Ora ditemi voi chi kakkio si sta comprando a mani basse questa schifezza di valuta perchè io non riesco più a capirlo…

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bergasim
Scritto il 19 gennaio 2011 at 11:54

http://globaleconomicanalysis.blogspot.com/2011/01/shanghai-prepares-for-property-tax-to.html

cina news

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amensa
Scritto il 19 gennaio 2011 at 11:58

io ho definito l’inflazione un processo.
un processo deve essere innescato, e le materie prime lo POSSONO essere, ma non è detto che il processo si autoalimenti se le altre componenti che partecipano a formare i prezzi finali, assorbono tali aumenti.
la mia opinione è che siamo in una fase di “test” del mercato che le varie componenti tentano per capire se esso è in grado oppure no, di accettare aumenti dei prezzi senza diminuire troppo ii consumi. il ricavo di tali varie componenti della formazione del prezzo finale, non scordiamoci che sono anch’esse partecipanti del mercato.
sempre mia opinione è che, dopo questa fase di test, i prezzi non saliranno più oltre un 2-4% per la diminuzione dei consumi.
senza edilizia e senza occupazione non ci sono risorse per trasferire la percentuale degli aumenti delle materie prime sui prodotti finali, per cui verranno assorbiti, appunto dalla trasformazione e dal commercio.
interessante invece vedere come i paesi in via di sviluppo, i quali già subiscono inflazioni ben più elevate, stiano trasmettendo tali inflazioni al vecchio mondo avanzato……
questa direi che è la novità in quanto sino ad ora il processo era avvenuto in senso inverso, ovvero dai paesi avanzati a quelli in via di sviluppo.

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bergasim
Scritto il 19 gennaio 2011 at 12:02

http://www.kitco.com/ind/Cook/printerfriendly/nov112009.html

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amensa
Scritto il 19 gennaio 2011 at 12:03

scusate la frase poco chiara:
“il ricavo di tali varie componenti della formazione del prezzo finale, non scordiamoci che sono anch’esse partecipanti del mercato.”
volevo dire:”non scordiamoci che le varie componenti alla formazione del prezzo finale, essendo anc’esse parte del mercato, possono alimentare il processo inflattivo con la loro accresciuta disponibilità di risorse”

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bergasim
Scritto il 19 gennaio 2011 at 12:05

http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=a1B_ZBQfii8Q

muble muble

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bergasim
Scritto il 19 gennaio 2011 at 12:07

http://globaleconomicanalysis.blogspot.com/2011/01/chinese-bank-lending-spree-continues-75.html

Cina la nuova eldorado, ma con i cari e vecchi problemi delle economie mature, solo che a leva.

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daino
Scritto il 19 gennaio 2011 at 12:15

Se alzano i tassi per far scendere le materie prime sono propio cattivi. Data l’alta correlazione con l’azionario basta che facciano scendere questo ed è fatta, senza farla pagare a chi ha un mutuo.
La cosa buffa è che poi penso: certo che se cala l’azionario la sfiducia prende fuoco in quattro e quattrotto e non sai mai come va a finire, soprattutto con i titoli di stato. Ma dico: possibile che dopo rialzi del 100% ci sia ancora tutta questa insicurezza dal non potersi permettere nemmeno un ripiegamento del 20?
Eppure è così: bernanke ci ha fatto salire sull’ascensore da dove non si può più scendere perchè non ci sono piani intermedi :oops:

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vichingo
Scritto il 19 gennaio 2011 at 12:32

Guarda un po’, l’esperto su wallstreetitalia dice che ENI è un titolo molto interessante. Mi fà piacere che lo dica un esperto, io sono anni che lo dico, comunque non sarei così ottimista a comprarlo a questi prezzi, aspetterei il salutare storno che prima o poi ci sarà. Dai Saras, un altro piccolo colpo di reni!!!!!!!!!!

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Lukas
Scritto il 19 gennaio 2011 at 14:49

la Cina per evitare che l’inflazione gli bruci gran parte dei suoi crediti ( bond )……..continuerà ad aumentare i suoi di tassi…….determinando un rallentamento della propria economia…….con conseguente crollo delle quotazioni delle materie prime………che innescherà anche uno storno consistente sull’equity………..ormai bisogna convincersi che sono loro i nuovi sceriffi del mercato !!!!

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gilgamesh
Scritto il 19 gennaio 2011 at 17:52

Già passata di moda la deflazione e la Giapponesizzazione? :D:D

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Scritto il 19 gennaio 2011 at 19:38

daino: Se alzano i tassi per far scendere le materie prime sono propio cattivi. Data l’alta correlazione con l’azionario basta che facciano scendere questo ed è fatta, senza farla pagare a chi ha un mutuo.
La cosa buffaè che poi penso: certo che se cala l’azionario la sfiducia prende fuoco in quattro e quattrotto e non sai mai come va a finire, soprattutto con i titoli di stato. Ma dico: possibile che dopo rialzi del 100% ci sia ancora tutta questa insicurezza dal non potersi permettere nemmeno un ripiegamento del 20?
Eppure è così: bernanke ci ha fatto salire sull’ascensore da dove non si può più scendere perchè non ci sono piani intermedi   

Noooo.. non saranno così kattivoni!!!! :mrgreen:

vichingo: Guarda un po’, l’esperto su wallstreetitalia dice che ENI è un titolo molto interessante. Mi fà piacere che lo dica un esperto, io sono anni che lo dico, comunque non sarei così ottimista a comprarlo a questi prezzi, aspetterei il salutare storno che prima o poi ci sarà. Dai Saras, un altro piccolo colpo di reni!!!!!!!!!!  

ENI resta secondo me uno dei migliori titoli azionari in Italia. Punto. :wink:

Lukas: la Cina per evitare che l’inflazione gli bruci gran parte dei suoi crediti ( bond )……..continuerà ad aumentare i suoi di tassi…….determinando un rallentamento della propria economia…….con conseguente crollo delle quotazioni delle materie prime………che innescherà anche uno storno consistente sull’equity………..ormai bisogna convincersi che sono loro i nuovi sceriffi del mercato !!!!  

Apperò.. mi hai fatto l’outlook 2011! :wink:

gilgamesh@finanza: Già passata di moda la deflazione e la Giapponesizzazione?   

Devo essere sincero? Credevo e speravo nella Giapponesizzazione. Oggi, ti garantisco, sarebbe il male minore. Il problema è che qui si vada direttamente in stagflazione… Ma non subito… Il quadro inizia ad essere chiaro, ormai i dubbi stanno svanendo… Avremo modo di parlarne in futuro…ahimè, il quadro quadra…

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amensa
Scritto il 19 gennaio 2011 at 20:45

daino,

ricorda che non c’è solo la Cina, a creare tensione sulle materie prime, a perte il fatto che il famoso aumento del numero di navi, a me sembra più una bufala che altro.
ma dove le avrebbero tenute tutte ste navi, per tirarle fuori tutte in un momento e far crollare il baltic ? qui non si parla di una o due navi in più per provocare contemporaneamente un rallentamento nel viaggiare e un calo dei noli, qui avrebbero dovuto immettere almeno qualche centinaio di navi, per ottenere questo effetto.
non meniamo balle !!

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gilgamesh
Scritto il 20 gennaio 2011 at 14:09

Dream Theater:
Noooo.. non saranno così kattivoni!!!! ENI resta secondo me uno dei migliori titoli azionari in Italia. Punto. Apperò.. mi hai fatto l’outlook 2011!Devo essere sincero? Credevo e speravo nella Giapponesizzazione. Oggi, ti garantisco, sarebbe il male minore. Il problema è che qui si vada direttamente in stagflazione… Ma non subito… Il quadro inizia ad essere chiaro, ormai i dubbi stanno svanendo… Avremo modo di parlarne in futuro…ahimè, il quadro quadra…  

Insomma… in un sistema di fiat money come quello attuale, finire in deflazione sarebbe un gran bel disastro.

In ogni caso la mia era una battuta sul fatto che tanto si fosse gridato al pericolo deflazione, con improbabili paragoni con il Giappone, quando in realtà non ci siamo mai nemmeno finiti vicino. :wink:

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