AGIRE! E Subito! (senza guardare a Merkel, Bruxelles ed Eurozona)

Scritto il alle 14:30 da Danilo DT

Germania: trionfa la Merkel, non arriva al 5% l’AfD, ma NESSUNO ci farà MAI sconti. Dobbiamo finalmente puntare su NOI stessi. Prima che sia troppo tardi.

Chi più, chi meno, si è dilettato come il sottoscritto a giocare un po’ nelle ultime ore, illudendosi di diventare un esperto di politica teutonica.
Le elezioni tedesche ovviamente avevano un’importanza siderale per meglio capire cosa potrebbe succedere all’Eurozona nei prossimi mesi.
Noi siamo attenti sopratutto ai NOSTRI interessi, cioè capire se a noi conveniva questa rielezione oppure no.
Non posso negarvi che io, fino a qualche settimana fa, ero decisamente positivo nel caso di rielezione della arcinota Frau Merkel. E mi preoccupava non poco l’eventuale raggiungimento, da parte del partito AfD, del livello soglia 5% che gli permetteva di entrare nel Bundestag, con tutto quello che derivava in ambito di ostruzionismo da parte di un partito così radicalmente anti-europeista.
Quindi, alla fine della fiera, dovrei essere soddisfatto!

* Merkel rieletta.
* AfD fuori dai giochi essendosi fermato al 4.7%.

Ma non è così.

Nelle ultime settimane, leggendo i vari siti e giornali non solo italiani, mi sono reso conto che Angela ha cercato di fare fondamentalmente due cose. Innanzitutto cercare di accaparrarsi tutti coloro che facevano parte di un partito che, sempre più, domina nelle fasi pre-elettorali, ovvero il “partito degli indecisi”.
E in secondo luogo, la Merkel ha cercato di accattivarsi tutti quelli che facevano un pensierno, nel subconscio, a dare il voto ad Afd, diventando molto più nazionalista e meno Euro permissiva.
Lei sapeva benissimo che con AfD nel Bundestag qualsiasi votazioni in ambito “Eurozona” sarebbe stata bocciata sonoramente e rimandata in Corte Costituzionale.
Brava Angelina, sei riuscita in tutti I tuoi intenti!
Il prezzo da pagare, però, è stato un violento inasprimento delle sue posizioni europeiste.
Se fino a ieri si aveva la speranza di una Merkel Filo UE, con cui discutere di Unione Bancaria, e poi a tendere Unione Fiscale, oggi tutto questo può venire archiviato.

“Non concederemo mai gli Eurobond ” (detto nel suo ultimo comizio elettorale).

Ecco, appunto…
Ora la situazione sembra schiarirsi.
Rischiamo di trovarci…tutto come prima se non peggio. Germania che vuol continuare a correre PIU’ degli altri e il resto d’Europa che annaspa alla disperata, in un sistema che purtroppo non dà via di scampo a quei paesi che, come l’Italia, non possono sopravvivere se non arriva un ammorbidimento dell’austerity e della rigidità di Bruxelles (e chi comanda è la Germania ovviamente)
Per farla breve, dice bene Guido Gentili in un suo brillante articolo:

Il sistema-euro, come si è edificato nel tempo, è lo specchio del permanente successo tedesco, scaturito delle coraggiose riforme della prima metà del decennio scorso ma consolidatosi poi sotto lo stesso mantello protettivo dell’euro. L’export, fondato su un’industria di qualità altissima a capace di competere con successo su tutti i mercati del mondo, gira oggi al massimo e la disoccupazione è inferiore al 5,5%. Non sarà tutto oro quello che riluce, milioni sono i “minijob” (gli impieghi minimi pagati al massimo 450 euro al mese senza tasse e contributi previdenziali limitati), ma la Germania è in gran forma.

“Fate come noi, siate competitivi”, ha appena detto rivolto all’Italia che produce, lavora e governa, il presidente degli industriali tedeschi Ulrich Grillo. Parole, in un’Europa degli Stati dove comanda quello più forte, che suonano diverse da quelle diplomatiche del ministro delle Finanze Wolfgang Schauble: «Non chiediamo agli altri di essere come noi, non vogliamo un’Europa tedesca». Già, ma anche a volerlo, alle condizioni date dell’euro-costruzione, che possibilità hanno i paesi in crisi di avvicinarsi al modello, e al successo, tedesco? E come si spiega il passo doppio della Cancelliera Angela Merkel che da un lato esclude gli eurobond e dall’altro dice che «quello che va bene all’Europa va bene per la Germania?». (Source)

Ma se la Germania continua con la sua politica tedesca di nome e di fatto, che ne sarà di noi? Come possiamo pretendere di tornare a crescere se non ci vengono fatte delle concessioni per poter fare proprio quello che LORO chiedono?
E’ un problema di competitività, di crescita, di investimenti, di taglio del cuneo fiscale, di disequilibri comunitari (paesi del Nord in surplus e del Sud in deficit).
E mi sembra abbastanza ridicolo che la Merkel se ne esca dicendo “alla lunga la Germania può andare bene solo se va bene l’Europa”.
Alla lunga però saremmo tutti morti. E questo non me lo deva ricordare Angelina…

ATTENZIONE: ma noi facciamo la nostra parte?

Certo, noi dobbiamo metterci del “nostro”, agendo sulla spesa pubblica andando a tagliare tutte le voci inefficienti. Ma perdonatemi…oramai questi sono LUOGHI COMUNI che ci diciamo da anni.
Tante cose sono state promesse ma MAI si è agito. E non è un caso che molti tentativi di spending review negli ultimi anni siano poi stati archiviati con un “Nulla di fatto”.
E siccome oggi mi sento molto “critico”, vorrei però pregare tutti ad evitare di continuare a piangersi addosso.

Sono finiti quei tempi in cui “Berta filava”. Ora occorre AGIRE! Dare la colpa del nostro cronico e grave stato di cris SOLO alla Germania o all’Euro , sarebbe una vera e propria mancanza di realismo.
La verità è che noi ci siamo illusi che, entrando nell’Euro, ci fosse la matematica soluzione a tutti i nostri problemi di debito e di bilancio.
“Ci penserà Mamma Eurozona!”
Abbiamo avuto per anni la possibilità di “metterci in riga”, proprio quando, entrando nell’Euro, ci siamo ritrovati con tassi a livelli mai visti prima. Ed invece ora…debito PIL al 130%. Complimenti.

Dobbiamo suicidarci?

E allora che facciamo? Game over?
NO! Non deve essere così. Se allora dovevamo fare delle riforme, le stesse riforme si possono e si DEVONO FARE ORA!!!
Abbiamo perso più di 10 anni, vero. Ma possiamo ancora (con più sacrifici) fare qualcosa di buono.
E lo possiamo fare non perché ce lo dice Bruxelles o la Merkel. Dobbiamo farlo per noi, per i nostri figli e il nostro futuro.
Certe manovre saranno anche impopolari. E chi mi segue da più tempo, sa a cosa mi riferisco. Pagheremo, come detto, il tempo perso, ma DOBBIAMO AGIRE.

E se continuiamo a piangerci addosso, a fare ridicoli teatrini di politica, a rimandare tutto, sarà SEMPRE peggio. L’esempio ce l’abbiamo davanti agli occhi, che è anche il nostro futuro assicurato se continuiamo con una politica NON interventista. Si chiama GRECIA.

Sta a noi, popolo italiano, decidere.

STAY TUNED!

DT

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48 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 24 settembre 2013 at 15:33

ok e ora dopo 50 righe di bla bla bla, sport numero 1 al mondo, cosa vorresti fare ? come ? con chi ?

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Scritto il 24 settembre 2013 at 15:48

Avere il coraggio di cambiare registro e mentalità per cominciare.
Fare vere riforme.
Sganciarsi dalle lobby.
Defiscalizzare il lavoro.
e poi tante altre cose
e valutare seriamente…haircut

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Gigi
Scritto il 24 settembre 2013 at 16:02

john_ludd@finanza: Magari richiamiamo Monti, che fa un altro decreto (ri)Salva Italia, il debito/PIL va al 150%, il PIL a -8%, la disoccupazione al 25%, la Fornero ci manda in pensione a 99 anni, ci appioppano un’altra IMU e con quei soldi sfamiamo i lestofanti in Parlamento per altri 10 anni.

Danilo DT: Avere il coraggio di cambiare registro e mentalità per cominciare.Fare vere riforme.Sganciarsi dalle lobby.Defiscalizzare il lavoro.e poi tante altre cosee valutare seriamente…haircut

Semplice! Che ci cuole? Infatti lo ha fatto Monti e lo sta facendo Letta….!!!
Se aboliamo l’IMU si parla di conti che non tengono più, adesso defiscalizziamo il lavoro e tutto tiene?
Da quale lobby potremmo sganciarci: da quella del petrolio? Da quella che controlla l’informazione? Da quella che controlla le banche? O da quella che controlla la politica?

L’haircut lo faremo per forza, ma solo dopo aver raddrizzato i conti: altrimenti in pochi anni saremmo punto e …accapo.

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john_ludd
Scritto il 24 settembre 2013 at 16:34

Danilo DT,

a chi vuoi tagliare i capelli ? il debito è prevalentemente una creatura PRIVATA, il debito pubblico SE la nazione è sovrana è sempre solvibile anche se a costo di maggiore inflazione (e nel caso dei nostri paesi oberati di debito privato, solo dopo un robusto schock deflattivo). Una nazione sovrana può imporre i tassi che vuole su tutta la curva a costo di ricomprarsi il 100% del debito… poi avrà inflazione o iper inflazione se avrà lavorato male o peggio. Tu lavori per una banca, non importa quale sia, sei dentro questo sistema che ami condannare, non fuori. Sei uno di quelli che al 70% perderà il lavoro dei prossimi anni perché è il sistema finanziario che andrà sotto terra prima, il pubblico dopo anche se sarà pesante sopportare un governo autoritario per una generazione.

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luigiza
Scritto il 24 settembre 2013 at 16:58

john_ludd@finanza,

…perché è il sistema finanziario che andrà sotto terra prima, il pubblico dopo anche se sarà pesante sopportare un governo autoritario per una generazione.

Accidenti John_ludd in una frase hai sintetizzato il ‘radioso’ futuro che ci attende.

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ilcuculo
Scritto il 24 settembre 2013 at 17:03

john_ludd@finanza,

Per scrivere frasi di questo genere dovresti , per onestà intellettuale, essere molto più sicuro di quello che dici di quanto , in ogni caso, puoi essere.

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john_ludd
Scritto il 24 settembre 2013 at 17:44

ilcuculo@finanza,

Cuculo lo sai bene che è così. Il sistema finanziario, come incidenza rispetto il PIL, è cresciuto in maniera smisurata in tutto l’occidente (e lo stesso sta accadendo anche in oriente). In Italia non siamo ai livelli di USA e UK ma prova a uscire di casa e a contare il numero delle filiali, negozi finanziari etc… A cosa serve questo eccesso ? A chi ? E’ un ricavo o un costo ? Può un servizio diventare più imponente del “servito” ? E’ mai possibile che per 30 anni il credito/debito sia cresciuto a tasso triplo dell’economia reale senza che questo sia qualcosa di più che una tendenza che rientrerà senza un macello ? E’ mai possibile che il consumo possa essere finanziato a debito per 30 anni senza immaginare che qualcuno lo dovrà pagare ? Sei tu o tuo figlio quello che pagherà ?

Ecco qua un grafico che parla da solo:

Francamente me ne sbatto se sembro sgarbato e sono antipatico ma ne ho anche piene le tasche di ragionamenti fatti a metà.

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john_ludd
Scritto il 24 settembre 2013 at 17:52

ilcuculo@finanza,

puoi creare denaro/credito all’infinito, far salire i valori degli asset quanto e come vuoi finchè quel denaro resta nel mondi finanziario non accadrà nulla, un semplice trasferimento di valore contabile virtuale da una categoria a un’altra. Ma quando quel valore virtuale dovrà essere convertito in un bene reale consumabile ecco che la realtà busserà alla porta con una mazza da baseball. Come sempre un grafico vale mille parole…

questo è il totale della ricchezza virtuale che incombe sulla nostra testa:

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john_ludd
Scritto il 24 settembre 2013 at 17:53

con q

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john_ludd
Scritto il 24 settembre 2013 at 17:58

… denaro/debito/credito in espansione esponenziale con il quale dovresti comprare una quantità pro/capite di energia che calerà brutalmente:

ma siccome questi rend secolari, avviati decenni or sono, si sviluppano lentamente, ecco che un esercito di lemmings preferisce guardare le quotazioni di borsa, le inconcludenti elezioni di un qualche paese che si suppone importante etc…

in natura ogni sistema che cresce esponenzialmente COLLASSA SEMPRE. E’ una legge universale.

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aglio
Scritto il 24 settembre 2013 at 18:15

“Abbiamo avuto per anni la possibilità di “metterci in riga”, proprio quando, entrando nell’Euro, ci siamo ritrovati con tassi a livelli mai visti prima. Ed invece ora…debito PIL al 130%. Complimenti.”

Al 130% ci siamo arrivati con la cura di Monti, gentilmente suggerita dall’Europa.
Prima era ancora al 120%. Sempre tantissimo, ma meno drammatico.
Tanto più che durante la crisi (dal 2008 e fino al 2011) TUTTI i paesi UE hanno visto crescere il loro debito pubblico, e in proporzioni ben più elevate dell’Italia.
Ricordo poi che la cura Monti fu imposta dopo che col disinteressato aiuto di Deutsche Bank, che con una mano affossava i nostri BTP e con l’altra vendeva CDS a copertura del rischio Italia, i nostri titoli pubblici sono finiti sotto pressione e hanno cominciato a martellarci ogni santo giorno con LO SPREAD!

E comunque è palese che la cura proposta NON FUNZIONA. (Vedasi Grecia, Portogallo, Spagna….). Chiedere ai disoccupati per ulteriori conferme.

A meno che… INVECE FUNZIONI BENISSIMO per gli interessi (tedeschi, ma non solo!) dei colonialisti del terzo millennio.
Perchè ci credo sempre meno che siamo in mano ad ignoranti incompetenti, ma mi convinco anzi che sanno benissimo quel che fanno.
“là dove c’è il cadavere, là si radunano gli avvoltoi…”: che c’è di meglio per gli avvoltoi che creare qualche cadavere in più?

Poi è altrettanto evidente che la nostra classe politica fa pietà, a cominciare da Napisan.
Dov’è finita la nuova legge elettorale?
Il taglio dei parlamentari? Delle province?
Del finanziamento pubblico ai partiti?
Dobbiamo spremere nuove risorse, ma intanto continuano a scorrere via quelle esistenti, dalle solite vecchie falle.

Stanno a distrarci con il teatrino IVA-IMU, ma intanto l’unica cosa che hanno fatto ha riguardato i diritti dei gay, che avranno anche le loro buone ragioni, ma forse non è esattamente la priorità nr.1.

Ci vorrebbe uno scatto, una reazione forte, qualcosa come un nuovo “sessantotto” (coi dovuti distinguo). Anche solo aspettarli all’uscita del Palazzo per tirargli uova marce…!!!!

“Ma non vedo più nessuno che si incazza, tra tutti gli esponenti della nuova razza….
“Io se fossi Dio inventerei di nuovo una morale, se fossi Dio rimpiangerei il furore antico, dove si amava, e poi si odiava, e si ammazzava il nemico… (grande Gaber, sigh!)

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pinco14
Scritto il 24 settembre 2013 at 18:18

john_ludd@finanza,

Quando scrivi questi post (considerando anche che ho dei figli piccoli) riesci sempre a deprimermi relativamente al futuro che ci attende (soprattutto delle prossime generazioni)
Il problema è che le argomentazioni che porti mi sembrano francamente condivisibili (purtroppo)

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john_ludd
Scritto il 24 settembre 2013 at 18:47

pinco14@finanza,

deprimersi non serve a un tubo. Avere una buona comprensione della realtà e dei problemi reali di medio/lungo periodo è l’unico modo per prendere decisioni corrette, specie se la realtà differisce così tanto da quello che uno vorrebbe e da quanto viene raccontato. Mettere i propri denari in azioni o BOT è una scelta di breve periodo ma poco rilevante nel lungo. L’importanza del fattore tempo è stato cancellato tra le altre cose da questa deteriore cultura decadente dell’ “ora e subito” del culto delle trimestrali e dell’inseguimento della stasi pretesa dai mercati. La natura se ne sbatte dei mercati e così dovremmo fare noi. Che posso consigliarti senza sembrare dannatamente arrogante ? Fai il possibile per interessare tuo figlio/i alla matematica e alle scienze, senza forzarlo ma con costanza. Inizia ad acquisire informazioni su come essere energeticamente indipendente, è inutile aspettare che qualcuno trovi una soluzione per te, non accadrà. Ma ognuno può fare molto in un piccolo intorno. Non vedo mega strutture, governi globali o altre fesserie a ultra intensità di consumo energetico nel futuro. Al contrario, vedo il ritorno del ruolo della famiglia, 3 generazioni che vivono di nuovo vicino e si aiutano. Vedo il ritorno delle piccole comunità, oppure il nulla, il baratro. Ma non succederà, il percorso è di tipo evolutivo ma essendo l’attuale tipo di cammino intrapreso non sostenibile è esso che sparirà.

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Lukas
Scritto il 24 settembre 2013 at 19:03

Condivido appieno quanto affermato dall’amico John……quanto all’ammontare reale dei debiti privati….porto una testimonianza personale di stamattina.

In qualità di delegato, dal giudice delle esecuzioni immobiliari, alla vendita di 2 immobili pignorati….stamane mi sono recato dallo stesso per chiedere delucidazioni in merito alla gestione futura delle suddette 2 procedure esecutive…..Vi assicuro che ho dovuto attendere per oltre 3 ore…..perchè prima c’erano altre decine di udienze analoghe….riguardanti tutte pignoramenti immobiliari ….relative a seconde case per vacanze acquistate negli anni 80 e 90 con mutui bancari mai onorati…che oggi… a distanza di decenni….. le banche cercano disperatamente di recuperare.

Come dice John il conto prima o poi arriva….. la verità è figlia del tempo !!!

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zanella51
Scritto il 24 settembre 2013 at 19:09

scusate tutti
dopo lunghi ed inutili bla bla c’è una sola soluzione.
in italia non riusciremo MAI E POI MAI a fare qualsiasi riforma.
l’unica soluzione è una resa dei conti finali che faccia tabula rasa una volta per tutte di migliaia e ligliaia di politici e politicanti.
AVETE CAPITO COSA INTENDO
tutto il resto è fuffa

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ottofranz
Scritto il 24 settembre 2013 at 19:16

john_ludd@finanza:
[email protected],

. Al contrario, vedo il ritorno del ruolo della famiglia, 3 generazioni che vivono di nuovo vicino e si aiutano. Vedo il ritorno delle piccole comunità, oppure il nulla,

BINGO ! potranno non piacere i modi, ma l’enfasi a volte è necessaria per puntualizzare.

Hai centrato perfettamente il nocciolo. Manca una fase , un buon arsenale a difesa.

E manca soprattutto un altro punto focale.

QUANDO ? Perchè è fuori discussione che prima o poi qualcuno presenterà il conto. La cosa importante è il fattore tempo. Qualcuno è già pronto , altri potrebbero esserlo a costo di crederci, altri che ci credono , ma non fino in fondo, non ce la faranno.

Sono decisioni che con lo slinding doors sembrano evidenti, ma non tutti gli ebrei che potevano scappare in Svizzera o negli USa hanno preso la decisione in tempo.

La Storia bisognerebbe ricordarla di più.

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Scritto il 24 settembre 2013 at 19:34

john_ludd@finanza,

Allora john ,siamo obiettivi, se io fossi così negativo, che senso avrebbe tutto? Il blog, il futuro…tutto… tanto vale fare come molti imprenditori e farla finita….

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dfumagalli
Scritto il 24 settembre 2013 at 19:52

Danilo DT:
[email protected],

Allora john ,siamo obiettivi, se io fossi così negativo, che senso avrebbe tutto? Il blog, il futuro…tutto… tanto vale fare come molti imprenditori e farla finita….

Lui vuole almeno vederci chiaro mentre affonda. Almeno capire il perché. Sono pochi a non seguire la politica dello struzzo, ma ci sono.

john_ludd@finanza:
ok e ora dopo 50 righe di bla bla bla, sport numero 1 al mondo, cosa vorresti fare ? come ? con chi ?

Questi articoli sono la prova che non basta aggregare tanti autori in un blog a tema per creare un qualche movimento d’opinione.

Lo sappiamo tutti che bisognerebbe “fare vere riforme”, “sganciarsi dalle lobby” e tante altre panzane.

Lo sappiamo tutti, invece, che non capiterà NIENTE e dopo tutto il Gattopardo non è un romanzo straniero.

Io dal canto mio ho una mentalità operativa per cui sono emigrato ed ora mi trovo benissimo.

Come ieri sera diceva D’Agostino non c’é niente da fare, gli italiani veri se ne stanno andando via tutti per cui in Italia aumenta costantemente la proporzione di quelli che non sono degni d’essere chiamati Italiani.
Dovrebbero essere cacciati via LORO.

Non ci sono solo i politici. C’é l’impiegato assolutamente blindato perché figlio di, amico di.
C’é il sindacalizzato che non ha mai fatto nulla nella vita se non rompere le scatole.
C’é il chiunque anche gente normale che giustifica i falsi invalidi (tipo ieri) con la scusa che “non hanno altro modo per vivere”.
C’é quello che fa lezioni morali sugli imprenditori ma poi chiede al dentista quanto sconto gli fa senza ricevuta.
C’é quello che vuole sempre e solo “redistribuire” ma ovviamente non il suo.
C’é quello che manda in galera per 14 anni un poveraccio che ha rubato una cornetta telefonica ma poi bacia il deretano del politico compagno di partito super-corrotto.
C’é quello che spende la vita a denunciare la casta salvo poi – a successo ottenuto – diventare lui stesso più realista del re.

In pratica fanno tutti schifo, l’unica cosa da salvare dell’Italia sono territorio splendido (dove ancora non distrutto) e monumenti.
Monumenti ad un passato di cui non siamo lontanamente degni, TUTTI, non solo i politici.

Chi non è ancora marcio, supino, corrotto dalla mentalità mafiosa dominante cosa può fare?

– Alcuni provano a cambiare l’immutabile, entrano nel sistema (magari candidandosi a qualcosa) e ne diventano servitori marci.

– Gli altri hanno capito che si è MOLTO al di là del punto di non ritorno e se ne vanno.

Restano i martiri, gli incapaci e i ladri / mafiosi / corrotti.

Ammiro i primi, che hanno la forza che io non ho avuto e rifuggo dagli altri. Altri che non sono Italiani veri, sono caricature indegne e deformate che stanno occupando il nostro Paese ormai da molti decenni!

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john_ludd
Scritto il 24 settembre 2013 at 20:16

Danilo DT,

sai, tra noi due il più negativo sei tu. Parli di hair cut del debito pubblico, ovvero la madre delle follie, l’unica cosa che renderebbe assolutamente certo e prossimo il collasso che vorresti evitare. Vedi tu sei un bancario e non c’è niente da fare, ne ho conosciuti a bizzeffe nella mia passata esistenza all’interno del sistema (non che ora sia fuori, diciamo a fianco). Non potete uscire da quel modo di vedere le cose, altrimenti non fareste il mestiere che fate, non stareste lì ad aspettare una soluzione che dalla vostra parte non può venire perché siete il problema. La crescita esponenziale del debito nasce dalla natura del denaro/debito che nasce come prestito ad usura. L’ammontare del denaro/debito può solo aumentare, può calare solo attraverso la non restituzione e il default. Quando a partire dal 1985 circa, l’economia reale ha iniziato a crescere meno per ragioni demografiche, energetiche e di progressiva saturazione delle necessità di consumo di beni fondamentali, il mondo bancario che detiene il monopolio della creazione del denaro/debito ha iniziato ad allentare progressivamente i criteri per l’elargizione di debito ovvero la creazione di denaro. Il potere politico ad asso collegato ha incoraggiato la pratica come modo per mantenere il potere attraverso la creazione di benessere artificiale con il quale tenere sotto controllo i servitori/elettori/pecoroni. Ovviamente tanto più sei vicino alla fonte del denaro tanto maggiore il vantaggio e questo vantaggio corrompe e c’è chi si crede Dio, ma alla fine poi Piazzale Loreto arriva per tutti quelli “prevaricano” troppo e troppo a lungo.

Il debito pubblico non esisterebbe se uno stato non fosse costretto come un servo qualunque a prendere a prestito denaro dal settore privato, che pretende tuttavia di essere salvato con il denaro pubblico e lo ottiene in quanto il sistema politico attuale è collaterale. Uno stato semplicemente potrebbe emettere moneta creando al più un diverso tipo di problema, il probabile se non certo abuso del potere stesso da parete di governi anche se eletti attraverso il voto. Un sistema di democrazia rappresentativa, dove la distanza tra elettore ed eletto è siderale, è intrinsecamente versato verso un progressivo aumento della corruzione e la realizzazione di un sistema chiuso dove i vari partiti sono solo bande di diverso colore. Guarda caso in paesi piccoli dove vige una forma di democrazia diretta, per esempio la Svizzera che ha 23 cantoni con un elevatissimo grado di indipendenza (e il più grande ha meno abitanti di Genova) funziona molto meno peggio. Questioni molto complesse per essere affrontate nell’angusto spazio di un blog.

Comunque tu insisti, scrivi, io ti leggo volentieri quando sono in Italia, e conto di leggere commenti interessanti. Se capita però scriverò commenti che verranno definiti “deprimenti”, sto proprio leggendo qualcosa a proposito. Ma io sono tutt’altro che un depresso e non ho certo intenzione di “deprimere” ma solo di tentare di far vedere le cose da un diverso punto di vista. Peccato che lo spazio di un blog sia angusto.

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john_ludd
Scritto il 24 settembre 2013 at 20:37

ottofranz,

Nessuno conosce il quando. Io so che devo morire, ogni giorno che passa quel momento è più vicino ma questo non mi deprime, al contrario mi spinge a usare il tempo che resta per ciò che è utile (a me e a un ristretto cerchio ove posso forse incidere). E’ così per tutti, da sempre. Perché allora questa recente ossessione al futuro ? Non è che nella realtà si è talmente assuefatti, indeboliti da non accettare l’idea stessa che un cambiamento profondo è inevitabile ? Perché tutti ma proprio tutti dicono, scrivono, pensano che “le cose devono cambiare” ma poi invece si adoperano per evitarlo oppure peggio, negano quello che nel profondo pensano. Non si può evitare, si può solo tentare di rimandare, perdendo tempo e rendendo l’impatto maggiore. Ma una generazione di persone per le quali non è solo giusto ma ovvio e scontato che in inverno la temperatura nelle stanze deve essere 24 gradi e 18 in estate, che non può prendere in considerazione la libera scelta di non usare per uno spostamento di pochi km, un automezzo da 1 tonnellata che consuma l’equivalente energetico orario di 24 ore di lavoro manuale, è certamente dannata. La prossima sarà meglio, per necessità.

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dfumagalli
Scritto il 24 settembre 2013 at 21:01

john_ludd@finanza: Perché tutti ma proprio tutti dicono, scrivono, pensano che “le cose devono cambiare” ma poi invece si adoperano per evitarlo oppure peggio, negano quello che nel profondo pensano

Non proprio tutti. Io non lo ho negato né evitato e ho fatto il poco che è in mio potere: emigrare. Ora la mia vita è molto diversa e migliore, quindi le cose sono cambiate, anche se solo nel piccolo ambito che è alla mia portata.

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kry
Scritto il 24 settembre 2013 at 21:19

dfumagalli@finanza,

Salve FUGGOLO, perchè anche se è un fuori argomento con un taglia incolla posti anche qui la storia di FUGGOLO.

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idleproc
Scritto il 24 settembre 2013 at 22:25

“Quando a partire dal 1985 circa, l’economia reale ha iniziato a crescere meno per ragioni demografiche, energetiche e di progressiva saturazione delle necessità di consumo di beni fondamentali, il mondo bancario che detiene il monopolio della creazione del denaro/debito ha iniziato ad allentare progressivamente i criteri per l’elargizione di debito ovvero la creazione di denaro. Il potere politico ad asso collegato ha incoraggiato la pratica come modo per mantenere il potere attraverso la creazione di benessere artificiale con il quale tenere sotto controllo i servitori/elettori/pecoroni. Ovviamente tanto più sei vicino alla fonte del denaro tanto maggiore il vantaggio e questo vantaggio corrompe e c’è chi si crede Dio, ma alla fine poi Piazzale Loreto arriva per tutti quelli “prevaricano” troppo e troppo a lungo.
Il debito pubblico non esisterebbe se uno stato non fosse costretto come un servo qualunque a prendere a prestito denaro dal settore privato, che pretende tuttavia di essere salvato con il denaro pubblico e lo ottiene in quanto il sistema politico attuale è collaterale. Uno stato semplicemente potrebbe emettere moneta creando al più un diverso tipo di problema, il probabile se non certo abuso del potere stesso da parete di governi anche se eletti attraverso il voto. Un sistema di democrazia rappresentativa, dove la distanza tra elettore ed eletto è siderale, è intrinsecamente versato verso un progressivo aumento della corruzione e la realizzazione di un sistema chiuso dove i vari partiti sono solo bande di diverso colore. Guarda caso in paesi piccoli dove vige una forma di democrazia diretta, per esempio la Svizzera che ha 23 cantoni con un elevatissimo grado di indipendenza (e il più grande ha meno abitanti di Genova) funziona molto meno peggio. ”

Concordo con John.

Il mio modo di descrivere la cosa è diverso ma sostanzialmente lo stesso, nelle conclusioni.
L’economia reale è in sovrapproduzione a livello globale.
I vecchi motori trainanti lo sviluppo sono pressoché fermi.
La caduta tendenziale del saggio di profitto nell’economia reale e per la sua frenata ha accellerato la concentrazione del capitale nella finanza ove a mezzo credito e invenzione di strumenti finanziari si sono creati profitti e capitali dal nulla e del tutto virtuali.
Il tentativo in corso è solo quello di dar valore reale alla montagna di carta straccia prodotta a mezzo esproprio di tutto il corpo sociale onde mantere anche intatto il sistema di potere che si è concentrato nella finanza.
Fa parte sempre di questo tentativo la speranza che l’economia reale riparta con lo stesso modello di sviluppo in modo da poter permettere uno scarico graduale anche inflazionistico della “carta”.
La cosa non può reggere in tempi brevi in quanto la condizione al contorno è il limite delle risorse energetiche ed ambientali in rapporto alla popolazione che può reggere la Terra con questo modello di sviluppo che è per dinamica infinito.
Non paiono all’orizzonte salti scientifico tecnologici tali da farci acquisire nel breve nuove risorse e energia a basso costo.
L’espansione a livello planetario per trovarle è allo stato attuale del tutto ipotetica e senza garanzia di successo.

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lampo
Scritto il 24 settembre 2013 at 22:47

john_ludd@finanza,

La massa delle persone è sempre stata spaventata dai cambiamenti, forse perché, per ignoranza, non capiscono che a volte sono un’opportunità per cambiare la loro condizione sociale.
Per questo in pochi li accettano.
Per lo stesso motivo vengono usati gli shock per imporre alla massa nuove regole e leggi (vedi USA dopo 11 settembre) che riducono la loro sfera privata.

In Italia non c’è dubbio che avremo bisogno di un ridimensionamento, peraltro già iniziato e anche in gran fretta… senza che molti se ne accorgano, visto che viene sempre spostata in avanti la carota della ripresa (che nel frattempo viene anche morsicata!).

Basterebbe andarsi a fare un giro in molti Paesi nordici per capire come dev’essere un’economia più sostenibile, funzionale, ed inclusiva socialmente. In particolare consiglierei l’Islanda, dove non ci sono quasi caste sociali… ed è possibile trovarsi casualmente a fare colazione nello stesso bar con il presidente della repubblica (privo di scorta!). Peccato che le banche in tale Paese si siano comportate malissimo facendo perdere la tranquillità ad una nazione che ha imparato a sviluppare una propria economia rendendola sostenibile dal nulla…

Ma proprio questo è uno dei motivi per cui si sono ripresi.

Ogni nostro eletto in Parlamento, prima del suo insediamento, dovrebbe essere obbligato a trascorrere una settimana a Reykjavik a studiare la storia, l’economia e il modello sociale islandese. Poi di giorno dovrebbe essere obbligato ad andare nei locali, scuole, università, aziende, ecc. per capire quale sia il livello di integrazione e la qualità della vita (sopratutto in termini di stress). Una tappa d’obbligo nella costruzione delle case (sopratutto nei materiali adottati). Un giorno, obbligatorio, in peschereccio… a pulire il pesce con i pescatori.
Infine un giro nei vari ministeri. Il costo della settimana: scalato dai rimborsi elettorali.

Quando ritorna in Italia… sono sicuro che il Parlamento italiano non incontrerà più i problemi di “dialogo”, di “produttività” e soprattutto di “efficacia” della sua azione riscontrati in quest’ultimi decenni (spesso con maggioranze assolute!).

Forse l’Italia allora potrebbe cambiare rapidamente, assieme ai suoi cittadini.

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gioc
Scritto il 24 settembre 2013 at 23:06

Raramente scrivo un commento per attaccare un articolo . Ma questo è fortemente irritante. Oltre a non dire niente , dimostri di non aver capito assai poco della nostra attuale situazione. Quando sento parlare poi di riforme “strutturali”, tu hai usato il solo sostantivo, leggo solo deflazione salariale. Questo Paese è in fallimento grazie alle scelte della nostra lungimirante classe dirigente e il nostro futuro è l’emigrazione. Spero solo che qualcuno paghi per tutto questo.

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    Scritto il 24 settembre 2013 at 23:37

    Beh. HO cercato di lasciare un messaggio in poche righe.
    Per parlare di tutte le cose che non vanno…quanti GB dovevo impegnare?

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ilcuculo
Scritto il 24 settembre 2013 at 23:28

john_ludd@finanza,

John,

forse non ti rendi conto del senso di potenza che scaturisce nell’uomo, che dal millenni è stato relegato da un Dio egoista ad avere la piccola forza del proprio misero corpo a disposizione di un cervello dalle potenzialità enormi, ad avere a disposizione l’energia che gli deriva dalla capacità di riuscire a piegare ai suoi voleri le forze della natura.

L’uomo è parte di un tutto, una parte limitata nel tempo e nello spazio. Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza.

Se avessi un jumbo potrei utilizzarlo la domenica mattina per andare a prendere il caffè nella bar centrale della piazza del paese. Chi sa se trovo parcheggio.

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gainhunter
Scritto il 25 settembre 2013 at 00:41

“Abbiamo avuto per anni la possibilità di “metterci in riga”, proprio quando, entrando nell’Euro, ci siamo ritrovati con tassi a livelli mai visti prima. Ed invece ora…debito PIL al 130%. Complimenti.”

Danilo, te lo richiedo:

Posto che il taglio degli sprechi va fatto sempre, con tassi alti o tassi bassi, se un soggetto A ha debito 100 e B ha debito 40, se i tassi sono bassi ha più senso sfruttare il momento per aumentare l’indebitamento (a tasso fisso) in modo da risparmiare gli interessi futuri quando i tassi saliranno, quindi A potrà indebitarsi di meno (avendo già un debito alto) invece B potrà sì SFRUTTARE I TASSI BASSI perchè ha margini di indebitamento maggiori. E quindi i tassi bassi hanno giovato agli stati con alto indebitamento o con basso indebitamento?

In altri termini, chi è venuto prima dei tassi bassi ha fatto un danno doppio: primo l’aumento del debito e degli interessi, secondo ha privato chi è venuto dopo della possibilità di sfruttare i tassi bassi (esattamente l’opposto di quello che si dice).

E infatti, quando sono scesi i tassi, gli altri paesi hanno aumentato l’indebitamento (in rapporto al pil), noi invece lo abbiamo ridotto (fino al 2007, anno di inizio della crisi).

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dfumagalli
Scritto il 25 settembre 2013 at 00:52

kry@finanza:
[email protected],

Salve FUGGOLO, perchè anche se è un fuori argomento con un taglia incolla posti anche qui la storia di FUGGOLO.

Non è fuori argomento. Si parla di “DOBBIAMO AGIRE” e che sta a noi decidere. Ebbene sia in quella storia che nel mio post qua ho deciso & agito.

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john_ludd
Scritto il 25 settembre 2013 at 00:54

ilcuculo@finanza,

“relegato da un Dio egoista…”

MADDAI, ma quale Dio egoista… non mi scadere così in basso…

“…gli deriva dalla capacità di riuscire a piegare ai suoi voleri le forze della natura”

un singolo uomo può al massimo piegare una forchetta, un gruppo di uomini può coltivare un campo, molti uomini possono anche realizzare su ampia scala ma per la natura nel lungo periodo è irrilevante. Ci si preoccupa della possibile scomparsa dell’orso polare a causa delle azioni dell’uomo ? Ogni qualche decina di migliaia di anni un super vulcano esplode e una bella fetta di biosfera perisce nei mesi successivi. Ce ne sono una decina accertati, uno è sotto i Campi Flegrei. L’ultimo a esplodere fu il Toba in Indonesia che sparò 3000 km3 nell’aria, seppellì mezza Asia sotto metri di cenere e causò mutamenti climatici durati secoli. E’ sempre il Dio egoista ? Non personalizziamo un processo dalla vastità incomprensibile, innanzitutto nella sua durata. La vita è qui da 1 miliardo di anni e continuerà a esserci anche se fai detonare 1000 bombe atomiche o se cade un asteroide. La vittima delle azioni dell’uomo non è la natura, è l’uomo. Perché il bipede dal fantastico cervello non riesce a staccarsi dal breve termine e pensare al lungo termine ? Perché si è evoluto in questo modo, è perfettamente adatto a vivere nell’ambiente scomparso qualche secolo fa, quando il lungo termine era il giorno dopo, e dove ha vissuto per un paio di milioni di anni; poi è accaduto qualcosa, una delle singolarità che creano e distruggono, ma il cervello mio e tuo è circa lo stesso degli uomini di 30 mila anni fa. Jared Diamond ha passato la vita a studiare come e perché si sono evolute le civiltà, una lettura entusiasmante. Che come specie si sopravviva alla singolarità che si avvicina e che noi stessi stiamo gonfiando è pressoché certo, che sopravviva la civiltà attuale è altrettanto improbabile. Contano le leggi della termodinamica non quelle dell’economia e per la natura un successo è una specie che dura decine di milioni di anni come i coccodrilli o gli scarafaggi, noi siamo qui da poco e il nostro super cervello all’interno del quale avvengono processi al 99% del tutto inconsci non può comprendere quello che ha attorno perché non è super.

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ottofranz
Scritto il 25 settembre 2013 at 01:17

mattuguardaunpo’che bella discussione.

allora… @ Dfumagalli.


Restano i martiri, gli incapaci e i ladri / mafiosi / corrotti….

spiacente…io resto, e non mi riconosco in alcuna delle categorie da te citate.

Detto questo, continuo il ragionamento di John spingendomi un po’ più in là. L’evoluzione ha premiato chi si è meglio adattato alle circostanze.

Credo che si apriranno nuove sfide.Nuove nel’epilogo, ma che attingono al passato .Si apriranno nuove opportunità e con molta probabilità le migliori chances verranno dall’unica cosa a cui davvero l’uomo non può rinunciare.

Al cibo.

Prima ancora dell’autonomia energetica e delle sue varie forme , occorrerà riuscire ad avere la certezza di poter essere autonomi sotto il profilo alimentare e quindi chi riuscirà ,e soprattutto avrà attrezzature e mestiere, potrà essere avvantaggiato nella nuova corsa all’oro.

Stiamo parlando per iperbole, sia ben chiaro, ma credo che alla fine della pista ci sia un qualcosa del genere.

E’ evidente che in un blog di economia il filo conduttore sia il denaro, ma credo che a forza di parlarne e di vederlo come una “merce” ci si sia dimenticati che esso fu creato per fornire un parametro allo scambio delle cose.

Ultimamente invece lo si tratta alla stregua di un volano impazzito che alimenta se stesso creando una dimensione parallela tutta sua ,diventata ormai estranea al mondo reale

Il Dottor Stranamore del denaro ha avuto la meglio, ed oggi il giochino dell’allargamento dei cordoni della borsa a cui far seguire il suo restringimento ,ahimè non sembra più funzionare.

E pensare di esserne fuori solo perchè si è fatto il salto a piedi giunti al di là di un confine mi sembra un tantino superficiale.

Si , certo, vedendo il tutto con un orizzonte temporale limitato può anche essere pagante, ma sarebbe più corretto fare un’analisi di più lungo periodo.

Se collassa il sistema , nessuno potrà essere al sicuro.

Chissà quanti chili d’oro ci vorranno per un uovo …

Si prospettano tempi interessanti,

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dfumagalli
Scritto il 25 settembre 2013 at 02:39

ottofranz,

Il topic del blog non è di fare piani a lunga distanza ma di agire e subito.

Una persona comune non ha nemmeno il potere per fare piani che coinvolgano una platea di persone e chissà tra quanti anni. E sinceramente, sono impegnato a vivere la mia vita, ci sono altri molto ben pagati e laureati per gestire i progetti a lungo termine e le politiche comunitarie.
Quelli che mi convincono (al momento, nessuno) li voto, altrimenti no.

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luigiza
Scritto il 25 settembre 2013 at 07:20

@John_ludd

john_ludd@finanza,

….Ma una generazione di persone per le quali non è solo giusto ma ovvio e scontato che in inverno la temperatura nelle stanze deve essere…

John_ludd sei impreciso, dovevi scrivere:
..una generazione di persone per le quali non è solo giusto ma E’ UN DIRITTO ACQUISITO PER NASCITA…

Perché é cosi che pensano ancora oggi gli idioti-morituri.
Morituri perchè quando nel futuro tu vedi il ritorno delle piccole comunità forse dimentichi che l’occidente non é un enclave chiusa, una mobade a se stante purtroppo.
Fuori di essa c’è qualcuno che ha qualche conto da regolare con noi e gli stanno prudendo le mani da tempo.

Hai ben sintetizzato la genesi ed indicato gli attori del disastro ma tu come altri dimenticate la ccausa prima che ne sta a fondamento e se non sarà fatta emergere l’Occidente é spacciato.

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ottofranz
Scritto il 25 settembre 2013 at 07:26

dfumagalli@finanza,

credo che tu non abbia letto attentamente quello che ha scritto John rispondendo a me .

.Dalla tua risposta si capisce che stai cercando nel posto sbagliato e non hai ancora capito cosa cercare.

Per tornare alle categorie, e continuando con le metafore ,fra quelli che restano ci sono anche coloro che si sono costruiti una bella tavola da surf, pronti a cavalcare l’onda dello tsunami che potrebbe arrivare

L’aspettano con timore reverenziale e con eccitazione, e magari non arriverà, o forse arriverà quando loro non ci saranno più.
Nel caso la tavola sarà lì in garage a disposizione di chi ci si vorrà cimentare.

Nel frattempo non ci si deve dimentiicare di vivere, e di farlo serenamente.

Questo Blog in primis, e qualche raro altro, hanno avuto ed hanno il pregio di farci fermare a riflettere.
Ognuno poi prenderà le sue misure in base ad una scala di priorità che riterrà più opportuna .

I tempi sono quelli di ognuno di noi , e naturalmente anche i modi. Ma continuare a pensare allo stesso modo, con piccole variabili di aggiustamenti personali ad hoc, va in direzione contraria alla bellissima analisi di John che io condivido in pieno.

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ottofranz
Scritto il 25 settembre 2013 at 07:32

@ Dfumagalli

…i tempi e i modi di ciascuno…

ecco , vedi? Luigiza ha appena sellato Aquilante :D :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

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Scritto il 25 settembre 2013 at 07:35

Esatto, questo è il blog. Un posto dove riflettere. Un tavolo di discussione dove a volte, ed è giusto così, non tutti si è d’accordo. Anche perchè SE così fosse, non avrebbe senso parlarne…
Come sempre complimenti a tutti per gli eccellenti commenti ed i confronti che ne sono derivati. NElla speranza che, in queste occasioni, tutti possiamo “tirare fuori qualcosa di buono”. :D

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dfumagalli
Scritto il 25 settembre 2013 at 08:33

@Sopra Io vedo solo tante parole, le stesse che vedo da 40 anni.

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ilcuculo
Scritto il 25 settembre 2013 at 09:00

john_ludd@finanza,

Forse l’uomo Sapiens Sapiens è solo un esperimento estremamente interessante ma non ben riuscito del laboratorio della natura.

Che viviamo su una palla di magma appena appena raffreddata in superficie mi è ben chiaro ma non puoi disconoscere che l’uomo dopo aver subito per decine di migliaia di anni l’ambiente naturale ostile è riuscito in larga misura ad adattare, spesso in modo forzoso e surrettizio, gli ambienti naturali alle sue esigenze, l’antropizzazione del pianeta è un fatto evidente, i risultati in molti casi sono eccezionali dal punto di vista del comfort ottenuto, se poi questo sia sostenibile e per quanto dipende molto dall’idea che si ha del lungo termine. Ed anche dell’idea che ciascuno può avere dello scopo dell’esistenza dell’uomo … secondo me non c’è nessuno scopo trascendente l’uomo stesso. A molti esseri umani piace pensare che l’esistenza dell’uomo nell’universo abbia uno fine. Chi si domanda qual’è lo scopo dell’esistenza del coccodrillo o dello scarafaggio, certamente non il coccodrillo e neppure lo scarafaggio.
Io sono ateo il ” Dio egoista” è ovviamente ironico, certo c’è una curiosa sproporzione tra le possibilità immaginifiche del cervello umano e le reali possibilità dell’uomo di concretizzare i suoi desideri, è come se “il dio Egoista” avesse montato il motore su una carrozzeria sbagliata…

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Gigi
Scritto il 25 settembre 2013 at 10:19

Caspita ragazzi!
Siamo partiti da qualche riflessione di poco momento per finire a parlare del futuro, di Dio, della forza della natura e della sorte dell’umanità.
Ho letto riflessioni profondissime (peraltro scritte benissimo) ed intuizioni quasi geniali.
Provo a tirare una conclusione: ma allora per risolvere i nostri problemi quotidiani dobbiamo affidarci alle forze della natura, attendere l’infinito o sperare nella prossima umanità che verrà (forse) dopo questa?
Devo quindi dedurre che dobbiamo arrenderci perché la soluzione non é alla nostra portata?

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luigiza
Scritto il 25 settembre 2013 at 11:06

Gigi,

No Gigi NON dobbiamo arrenderci perchè la recita continuerà comunque con o senza di noi.
Dobbiamo solo cercare di pararci il popò per quanto ci é possibile in base a quello che intuiamo e crediamo di aver capito.

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ihavenodream
Scritto il 25 settembre 2013 at 12:01

Mi sa ke state andando diciamo cosi’…leggermente fuori tema…non so se l’uomo è un esperimento riuscito e no…tra l’altro questa impostazione esclude la presenza di Dio, quindi è un punto di vista come un altro…la religione (anzi le religioni) offrono svariate risposte ai molti interrogativi che vi state ponendo, percio’ vi consiglio di cercarle lì…non la trovo interessante, anzi abbastanza noiosa e inconcludente, di bassa qualità anche dal punto di vista filosofico o epistemologico o teologico… l’argomento di cui dovremmo confrontarci qui non attiene alla metafisica invece ma alla macroeconomia e alla politica…insomma attiene a “Cesare” e alle sue monete e non certo a “Dio”.
Da questo punto di vista l’articolista ha ragione e torto allo stesso tempo, ha ragione quando dice che dobbiamo pensare in primis a fare la nostra parte, ha torto quando dice (così mi sembra di capire) che è indifferente chi vince in Germania…non è la stessa cosa se la Merkel governa coi “liberali” o con i socialisti…non lo è per la Germania e non lo e’ per l’Europa e noi, fino a prova contraria, siamo ancora in Europa…è vero che molte politiche intraprese dai governi europei sono state controproducenti, quindi sbagliate, ma è anke vero ke agli errori si puo’ sempre tentare di rimediare, se si ha buona volontà…così come è vero ke l’Europa ha fatto molte cose cattive dall’inizio di questa crisi, ma ne ha fatte anke alcune buone, ad esempio l’OMT è una cosa buona…e se le politike di austerità introdotte da Berlusconi (non da Monti, Monti ha solo garantito all’Europa la loro attuazione reale) e concordate con l’Europa, non hanno consentito la crescita, ma perlomeno hanno consentito a Draghi spazio di manovra e fornito motivazioni per poter introdurre l’OMT…è anche vero che la distanza del singolo cittadino dai centri del potere politico è grossa ma questo non deve convincere nessuno della propria inutilità, tutti gli europei hanno diritto a votare, quindi tutti contano, l’opinione di ciascuno è importante…i politici che ci governano bene o male che lo facciano li mandiamo noi…e la distanza tra il singolo cittadino e il governo non è detto che sia un male…certo rende piu’ difficile il controllo, ma rende anche piu’ difficile gli “accordi” privati e gli scambi elettorali…il ritorno a comunità piu’ piccole non mi sembra una buona idea…in Italia vediamo tutti che gli enti locali sono amministrati mediamente molto peggio dello Stato Centrale ed è li’ , nelle comunita’ di 1000 persone che si annida piu’ corruzione, piu’ spreco ecc ecc…tra l’altro mi sembra che l’evoluzione della società vada in tutta altra direzione…quando c’erano le città stato in Grecia o i principati in Italia la conflittualità era molto maggiore e i problemi, anche quelli economici, parecchio piu’ gravi e frequenti…dicevo quindi che ognuno di noi, anche il piu’ irrilevante dal punto di vista economico, ha diritto al voto…vediamo quindi di usarlo bene, non mi sembra che riempire di preferenze 2 “pifferai magici” contaballe, come hanno fatto gli elettori Italiani all’ultimo giro, sia un buon modo di esercitare le proprie prerogative…votare è una cosa importante, non credete a quelli ke vi dicono: andate comunque a votare, è sempre meglio ke astenersi…è una balla…se non sapete chi votare è meglio rimanere a casa…

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ilcuculo
Scritto il 25 settembre 2013 at 12:59

Gigi,

Caro Gigi,

da quando nasciamo a quando diventiamo concime per le piante passano due o tre decine di migliaia di giorni. La differenza è nella qualità della vita che in questi pochi giorni possiamo permetterci. E’ una visione di lungo periodo ? Direi di no.
Chi ha figli mette un’opzione call sul futuro ed allunga un poco l’orizzonte temporale delle proprie aspettative , ma non di molto.
Secondo me è impensabile che gli esseri umani si curino veramente delle conseguenze a lungo termine delle proprie azioni, non è nel nostro stile ovvero nel nostro DNA.
Fino ad un paio di secoli fa le azioni dell’uomo non avevano significative conseguenze a lungo termine perchè l’uomo non era in grado di spostare energia sufficiente. Adesso invece ci riesce, ma ugualmente non è programmato per occuparsene.

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chad
Scritto il 25 settembre 2013 at 16:58

E’ un po’ di tempo che seguo questo blog, ma è la prima volta che scrivo un commento. Ho meno di trent’anni e non voglio ne essere ne pensare in negativo. Troppe volte, leggo commenti di un futuro grigio e nebuloso. Sicuramente, nei prossimi anni, il nostro stile di vita cambierà radicalmente, si è prodotto e consumato troppo; punto primo, perchè come mi insegnate la crescita non è infinita e che sia Italia, Europa o USA chi prima e chi poi, dovrà affrontare l’amara realtà e poi perchè, ce l’ho chiede la nostra amata terra. In molte persone ormai, si sente solo più la parola ‘Emigrare’, come fosse la soluzione a tutti i nostri problemi. La nostra cara Italia, non è un paese di santi e poeti con una corruzione, criminalità, clientelismo, una classe polita totalmente inefficiente (e potrei dilungarmi per intere pagine) da paese del terzo mondo; ma nemmeno tanto diverso dal mondo occidentale. Quello che non deve mancare in noi è la ‘speranza’ e la voglia di ‘fare’; Speranza per noi e per le future generazioni. In futuro forse saremo più poveri e forse più felici, ma chissà che scopriremo i ‘veri’ valori della vita.

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ilcuculo
Scritto il 26 settembre 2013 at 09:56

john_ludd@finanza,

Allora il ragionamento facciamolo tutto .

E’ vero che apparentemente si è creato un gap incolmabile tra i redditi reali ed i consumi, ma se questo dura per 30 anni vuole dire che o il bilancio di cassa o quello di competenza dell’intero sistema è sballato.

E quello che è sballato è quello di competenza, infatti i beni ed i servizi , acquistati a credito, sono stati prodotti ed acquistati.

Il credito ha generato inflazione, le stesse banche che hanno finanziato il consumo hanno finanziato anche le aziende che hanno prodotto i beni.

E’ lo stesso principio di una bolla borsistica, hai una capitalizzazione di 1000 , inietti liquidità e la capitalizzazione arriva a 2000, gli shareholders possono credere di aver raddoppiato il capitale ma al momento di incassare il totale effettivamente capiatalizzato ritorna a 1000. pufff.

Il gap è rappresentato in gran parte da denaro virtuale. Quei soldi non ci sono e non ci sono mai stati , sono stati creati dal sistema bancario. L’inflazione , quella , l’abbiamo già avuta.

Più grave , come mi insegni, è l’aver finanziato un livello di consumi che non è sostenibile sotto tre aspetti:

– energetico
– disponibilità di materie prime
– capacità di smaltimento

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chad
Scritto il 26 settembre 2013 at 13:01

Danilo DT,

Grazie

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paolo41
Scritto il 26 settembre 2013 at 13:50

c’è stata stamane una bellissima intervista su CNBC Class a Sante Versace; senza peli sulla lingua ha fatto un calzante quadro della situazione, forte anche della sua recente esperienza in parlamento. Non so se Danilo o qualche “esperto” riesce a recuperarla; ne vale la pena.

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dfumagalli
Scritto il 29 settembre 2013 at 12:58

chad@finanza:
E’ un po’ di tempo che seguo questo blog, ma è la prima volta che scrivo un commento. Ho meno di trent’anni e non voglio ne essere ne pensare in negativo. Troppe volte, leggo commenti di un futuro grigio e nebuloso. Sicuramente, nei prossimi anni, il nostro stile di vita cambierà radicalmente, si è prodotto e consumato troppo; punto primo, perchè come mi insegnate la crescita non è infinita e che sia Italia, Europa o USA chi prima e chi poi, dovrà affrontare l’amara realtàe poi perchè, ce l’ho chiede la nostra amata terra. In molte persone ormai, si sente solo più la parola ‘Emigrare’, come fosse la soluzione a tutti i nostri problemi.

Senti la parola “Emigrare” perché è l’ultima linea di difesa rimasta per coloro che sono stati bruciati da una crisi che è stata dapprima ignorata e poi non gestita per niente.

Non si mette a posto un Paese semplicemente “togliendo ai ricchi e dando ai poveri” (tutte frottole e i ricchi i soldi certo non li tengono in Italia” o “trovando 320M per la cassa integrazione”.

PRIMA E SUBITO si stabilisce una politica di rinascita culturale, industriale e del turismo. In contemporanea si cerca di tamponare, aiutare i cassaintegrati ecc. ma il punto fondamentale è che è ora di dire BASTA al vivere alla giornata come stupide cicale “scurdamoce o’ passato”.

Dato che non c’é nessuno a parte FARE (che però sono sotto l’1%) che ha una minima idea o piano per l’Italia, quelli che ORA sono alla fame DEVONO emigrare o andare a rubare. O andare alla Caritas. O morire.

Dato che io non rubo, non mi va di pesare sulla Caritas né di morire allora sono emigrato. Come me intere generazioni d’Italiani, perché l’Italia è marcia dall’800 (se non prima), mica solo da 10 anni.

E purtroppo, io che ci sono andato e stato e abito all’estero, non dico come te che la nostra realtà non sia “nemmeno tanto diverso dal mondo occidentale” perché invece lo è.

L’Italia è retrocessa a livello di Rodi (sono stato anche lì), dove 5 anni fa erano a livello dei nostri anni 80-85 ma ora sono quasi alla pari. E non per merito loro, siamo noi che siamo andati indietro.
Non sono stato in Germania ma la trasmissione “Presa Diretta” (Rai 3) di 2 settimane fa ha mostrato molto bene come gli Italiani arrivino lì… e invece di finire in una prigio… ehm centro di “accoglienza” trovano loro lavoro (in 2-3 *settimane*, non ANNI).
In Francia non sono come in Germania ma sono *marziani* in confronto a noi.
In Spagna (dove ora vivo e giro), ossia uno dei paesi PIIGS, a Barcellona la tangenziale ha 7 corsie e gratis (come praticamente l’intera Spagna, lì i caselli sono rarissimi) non 2 corsie come a Milano. Potrei spendere ore a raccontare le cose che qui vanno meglio in Italia e siamo pur sempre in un Paese malconcio!
La ripresa che al TIGGI’ predicano ma non si vede, invece qui in Spagna è debole ma si vede. Qui stanno riaprendo i cantieri, qui le aziende se le sono tenute BEN strette.
Qui persino gli stuzzicadenti sono fatti in Patria. Qui trovi il rasoio spagnolo, l’aspirapolvere spagnolo, le auto spagnole, per trovare porcheria made in China devi davvero cercare.
Qui non provare a parlare in Inglese, come i Francesi qui si è orgogliosi e si parla Spagnolo e si traduce in Spagnolo.

Mi sento molto a mio agio, a me piace vedere le pattuglie di Polizia 2-3 volte al giorno (non all’anno), non ci sono extracomunitari a vendere chincaglierie, non ci sono prostitute in strada, la mia azienda paga il 4% (quattro) di tasse. Quattro. Nell’entro terra pagano il 25%, quanto pagano in Italia? L’IVA è al 7%.
C’é l’IMU ma tantissimi vivono in affitto e l’IMU la pagano le grandi e ricche agenzie immmobiliari proprietarie degli edifici. Quindi è più giusta, pagano i ricchi qui, non i poveracci.
Con 350 euro d’affitto al mese tutto compreso (anche le bollette) si trova un bilocale in centro. 250 euro al mese per 80 metri quadri e garage se vai in periferia.

Posso portare tutti i numeri che servono per dimostrare che qui si sta meglio che in Italia (e i dati di spread ed efficienza industriale ora sono migliori) e si vive ben diversamente anche come servizi e cittadini.

Ora, se invece stavi confrontando l’Italia con qualche Paese dell’Est, allora siamo più d’accordo.

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