ORO e TASSI REALI: ma cosa sta succedendo?

Scritto il alle 11:06 da Danilo DT

Che il mercato sia strano e di difficile lettura credo sia noto a tutti. Anche in ambito intermarket succedono spesso delle stranezze che poi devono essere giustificate dal momento particolarmente anomalo, visto che ci troviamo a che fare con protezionismo, dazi, svalutazioni competitive, guerre commerciali e diplomatiche.

Quindi ormai non mi sorprendo (quasi) più di nulla. Le logiche spesso saltano, il mercato si trova senza una chiara rotta, cerca di mantenere un trend a livello cinetico ma ormai è chiarissimo che manca la convinzione e il sentiment che ha contraddistinto il rally degli ultimi anni.

Molti stanno tornando anche su certi bene rifugio. Bondo governativi ad alto rating (vedasi il nuovo rally del Bund ad esempio) e anche sull’oro. Complice l’incertezza del momento.
Ma a livello di logiche, è giusto investire sull’oro?

Il metallo giallo resta una delle asset class più complesse e difficilmente prevedibili in quanto è influenzata da tantissime variabili.
Per molti la variabile più importante è quella del suo ruolo “safe haven”, tornato fortemente in auge anche a causa della difficoltà del Dollaro USA post politiche di Trump.
Ma è giusto limitarci a questa valutazione? Lasciamo da parte la componente “speculativa” che ovviamente è poco prevedibile.
Per il sottoscritto, il valore dell’oro è sempre stato fortemente legato ad un altro fattore, ovvero quello dei tassi reali.
Cosa sono i tassi reali? Molto semplicemente è la differenza tra il tasso nominale del bond e l’inflazione.
Il grafico qui sotto testimonia in modo molto evidente questa forte correlazione.

Chart by topdownchart

Cosa notate? Una stranezza. Proprio negli ultimi mesi, la correlazione tra oro e tassi reali (USA a 5 anni) è stata violata, il grafico si è “spaccato” e malgrado tassi reali in salita, l’oro ha tenuto bene la quotazione.
Complice forse la grande incertezza del momento, ovvio, ma il grafico lancia un alert. L’oro può anche salire all’infinito, ma nelle logiche tradizionali intermarket, con questi tassi reali c’è persino il rischio di una forte correzione verso l’area 1000 $/oz.
Nulla di certificabile, ma di certo incuriosisce questa anomala struttura grafica che vi ho appena descritto.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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7 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 4 aprile 2018 at 11:29

l’idea che in un contesto di stagnazione secolare e di debito pubblico e privato in crescita esponenziale si possano mantenere tassi reali positivi per più di qualche mese la può portare avanti solo un folle. Siamo davanti a decenni di repressione finanziaria e tassi reali negativi per la sola ragione che non esistono alternative politicamente affrontabili. L’altra opzione, default privati, bancari e governativi porterebbe al governo una fila di Hitler e Stalin. Per ora la FED mantiene la politica dei tassi (molto debolmente) crescenti perché non ha più buone scelte, i tassi li hanno fatti salire prima in Cina per ragioni interne (ma con spazio fiscale che i governi in occidente non hanno più) e per ragioni di geopolitica la FED che è un organo del governo si deve adeguare. Per le elite occidentali mantenere alto il valore delle loro valute è imperativo (come sempre per qualunque nazione dominante) ma per questo devono imporre sotto occupazione in quantità e qualità. La realtà è che decenni di delocalizzazione hanno portato le supply chains di ogni cosa in Asia (non solo Cina dunque) e le valute asiatiche (e il rublo) sono sotto valutate in modo estremo. Ma se poi i cinesi per ragioni di geo politica decidessero che è bene avere una valuta forte ecco che qui da noi dopo avere importato deflazione inizieremmo a importare inflazione e non ci potremmo fare niente perchè le supply chains sono là e vi restano, qui non ci sono più le competenze, servirebbero come minimo 20-30 anni. Ma nel durante l’oro fisico è volato in Asia grazie al processo di finanziarizzazione che consente di schiacciare il prezzo del fisico inondando il mercato di prodotti sintetici. Ma da 15 anni là richiedono la consegna e i forzieri riempiti con la forza delle armi nel corso di 500 anni si svuotano. Non siamo alla fine di un ciclo economico, siamo alla fine di un macro ciclo storico iniziato nel 1492. In occidente si è lasciato il governo ai banchieri (gente che per la natura del loro business opera a breve termine) e il risultato è questo: è troppo tardi per ogni possibile esito positivo. Possiamo opinare su russi e cinesi, ma non sono banchieri, sono militari e operano a lungo o lunghissimo termine.

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mtg2
Scritto il 4 aprile 2018 at 11:36

Perche’ non potrebbe essere che saranno i tassi reali a salire , invece che l’oro scendere ?

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john_ludd
Scritto il 4 aprile 2018 at 11:37

Questo fondamentale paper dovrebbe essere imparato a memoria da chiunque pretenda di volere fare l’asset manager prima di ritrovarsi a dormire sotto un portico in una scatola di cartone:

The Liquidation of Government Debt
Carmen M. Reinhart and M. Belen Sbrancia
NBER Working Paper No. 16893
March 2011

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Scritto il 4 aprile 2018 at 12:51

john_­ludd@fi­nan­za,

Ciao John, welcome back.
Siamo alla fine di un ciclo che è stato allungato artificiosamente e premuto come un limone. E progressivamente verranno fuori tutte le magagne e gli effetti collaterali che finora il mercato sta sottovalutando

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john_ludd
Scritto il 4 aprile 2018 at 14:06

Da­ni­lo DT,

La gente dovrebbe porsi le domande giuste se vuole delle risposte. Per esempio un cittadino del paese X che non si accontenta di vivere del sogno di qualcun altro ed è psicologicamente in grado di affrontare le cinque fasi dell’elaborazione del lutto (*) potrebbe iniziare da queste:

A1) Dati i valori attuali del tasso di natalità e mortalità, quale sarà la popolazione autoctona (cioè quella depurata dall’effetto dei generalmente assi più prolifici emigrati) tra 25, 50, 75 anni?
A2) Poiché i modelli demografici sono estremamente solidi se i dati demografici storici sono affidabili (come nei paesi OCSE) e le dinamiche estremamente lente nel mutare, la risposta alla domanda precedente è compatibile con crescita economica, pensioni, servizi e quanto altro viene considerato come assodato o al più solo soggetto a decisioni politiche interne?
B1) Poiché l’economia è una trasformazione di energia in beni e servizi l’analisi dei flussi energetici è fondamentale. Quanta dell’energia consumata viene prodotta nel paese e quanta viene importata?
B2) I flussi saranno stabili nei prossimi decenni o ci sono rischi che possano venire compromessi per ragioni di scarsità o per un acuto evento esogeno?
B3) Quale parte dei flussi importati può essere sostituita da produzione interna, in che modo, in quali tempi, con quali costi?
C1) Il paese X è autosufficiente da un punto di vista agricolo? L’autosufficienza piena pretende che anche le fonti energetiche per la produzione siano auto prodotte.
C2) Qual’è la superficie arabile pro/capite e la quantità di cereali per ettaro prodotti? E’ infatti intuitivo che per mantenere un certo numero di abitanti con cibo auto prodotto servono sia una quantità di terra adeguata che una eccellente efficienza.
C3) Da dove viene l’energia per il funzionamento del settore agro/alimentare, è sicura, è stabile?
C4) Il paese X è autosufficiente in modo sostenibile per ciò che riguarda le risorse idriche? Ovvero le risorse consumate ogni anno vengono ricostituite dalle precipitazioni oppure no? Ci sono differenze marcate tra le varie regioni del territorio del paese X?

Il concetto di capacità di carico di un territorio è fondamentale per comprendere dove siamo diretti con probabilità 100%

https://en.wikipedia.org/wiki/Carrying_capacity

(*) Il modello elaborato dalla psichiatra Elisabeth Kübler Ross sono stati poi estesi a tutti i casi dove si verifica il crollo di un investimento emotivo portante come la fine di un matrimonio, la morte di un coniuge/figlio, il fallimento della propria attività, il crollo della società cui si appartiene.

https://it.wikipedia.org/wiki/Elisabeth_K%C3%BCbler_Ross

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andrea4891
Scritto il 5 aprile 2018 at 06:14

Quoto: “”” … malgrado tassi reali in forte discesa, l’oro ha tenuto bene la quotazione … “””
Dunque visto che l’oro non dà frutto mentre il denaro sì … se i tassi reali vanno a zero significa che il denaro non rende nulla al pari dell’oro.
Ma se mi dite che i tassi reali sono sempre negativi (inflazione > tasso di remunerazione del cash) allora se si avvicinano allo zero l’oro potrebbe soffrirne in quanto non sarebbe più una difesa contro l’inflazione.
Scusate se ho fatto un po’ di confusione, ho cercato solo di adeguarmi alla chiarezza dell’articolo.

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Scritto il 5 aprile 2018 at 10:34

an­drea4891@fi­nan­zaon­li­ne,

Correct

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