FUGA da LONDRA! [Atto I]

Scritto il alle 11:00 da Danilo DT

La BREXIT torna subito protagonista sui mercati. E i primi a risentirne sono Sterlina GBP e immobiliare. Come previsto. Ma la cosa preoccupante sono le analogie con la crisi subprime e i fatti di Lehman Brothers.

Quanto sta accadendo non mi sorprende per nulla. Sia perché proprio ieri sera ho scritto (nel post poi uscito stamattina) che il problema BREXIT era sottovalutato dai mercati, al momento, ma che stava per tornare protagonista alla grande. Sia perché abbiamo più volte ribadito che la Brexit rappresentava uno di quei “rischi sistemici” che non sarebbero dovuto avvenire (in quanto inattesi) e che poi…sono arrivati.
Detto fatto.
Torna a crollare la Sterlina Inglese…

Ancora in pesante ribasso la sterlina. Il cambio GBP/USD cede l’1,64% e si riporta a 1,305. Si tratta di un livello che non si vedeva dal settembre del 1985 e che rende bene il peso del Brexit sulle prospettive del Regno Unito.
Il Financial Policy Committee (FPC) della Banca d’Inghilterra nel report pubblicato oggi sulla stabilità finanziaria d’altronde dipinge uno scenario decisamente preoccupante ed elenca i canali attraverso i quali potrebbero aumentare i rischi per la stabilità finanziaria del Regno Unito.
Si comincia dal finanziamento dell’ampio deficit di conto corrente della Gran Bretagna, attualmente basato sugli afflussi di portafoglio e di investimenti stranieri diretti (ora a rischio). Nel primo trimestre la cifra in valore assoluto è stata pari a un deficit di 32,59 miliardi di sterline. (Source)

crollo-sterlina-inglese-gbp-dopo-brexit
E come ampiamente anticipato, crollo del mercato immobiliare. Ma ovviamente questo crollo lo si poteva vedere solo da prodotti quotati, come ad esempio questo ETF settoriale sull’UK Property, che è arrivato a perdere anche il 25% dal giorno pre-Brexit.

ishares-uk-property
Ma non solo è fuga dall’ETF.

Lo stop ai rimborsi dei fondi immobiliari britannici si diffonde in un effetto domino che promette di essere inarrestabile. Dopo Standard Life è stata la volta di Aviva e poi, nel tardo pomeriggio di una giornata da dimenticare sui listini per i titoli esposti nel real estate, di M&G che fa capo al gruppo Prudential. La minaccia pende ora su tutti i giganti della City che investono nel mattone. Quello commerciale, per il momento almeno.
«Straordinarie condizioni di mercato – ha spiegato in un cominucato Aviva – hanno prodotto scaristà di immediata liquidità nell’Investors property trust del gruppo. La sospensione dei rimborsi ci garantirà i mezzi per gestire con ordine la vendita degli asset e soddisfare i nostri investitori». Il tono è analogo a quello di Standard Life la taglia del fondo, tuttavia, inferiore ai 2,9 miliardi di sterline: quello di Aviva vale 1,8 miliardi. Molto più consistente, invece, la mano che gioca M&G, espressione del fund management di Prudential. Il gruppo ha sospeso i rimborsi del fondo da 4,4 miliardi di sterline esposto in proprietà commerciali. (…)

STOP. Fermatevi un attimo e fate un salto indietro con la memoria… non vi ricorda qualcosa? Non è un deja vu? Lo so che mi definirete un catastrofista. Ma chissenegrega, occorre essere realisti. Un quadro molto simile si era visto nel 2007. E poi arrivò la crisi subprime e Lehman Brothers… La dinamica delle CORRELAZIONI INTERMARKET potrebbe non essere assolutamente diversa. E non fate l’errore di pensare che i settori viaggino in modo “indipendente” l’uno dall’altro.

(…) La dinamica dunque non cambia: i tre fondi hanno dimostrato di non riuscire a sostenere il passo delle liquidazioni chieste dagli investitori. Rimborsi a un ritmo così serrato da costringere al time out per cercare di vendere asset, fare cassa e ripagare chi chiede di uscire. Dinamica che se dovesse accelerare eccessivamente finirebbe per porre pressione violenta sui prezzi degli immbili destinati a una rapida vendita per poter garantire la liquidità richiesta. (…)

Beh, questo conferma quanto detto sopra. La crisi potrebbe ripartire proprio da qui.
IMMOBILIARE, una bolla (specialmente a Londra) più che nota e che potrebbe sgonfiarsi con estrema rapidità, trascinando nell’abisso anche il mondo bancario.
Ricordate per caso la vicenda Northern Rock? Ricordate cosa è il bank run? Occhio che il deja vu potrebbe ripresentarsi impietosamente. E il 2008, 8 anni dopo, tornerebbe a divenire realtà.
Ma leggiamo che dice Morgan Stanley.

(Bloomberg) — Morgan Stanley analysts see potential for
further stress with GBP25b-40b of AUM in property funds, or 2-5%
of total U.K. mutual fund assets, according to note.

* Outflows are always high when REIT discounts are wide,
whilst Henderson, Aberdeen and Schroders have some exposure
among asset managers
* Number of redemption requests normally correlated with
discount to NAV for listed property stocks, currently close
to historical wides
* Fund suspensions designed as circuit-breakers, but sentiment
generated can still drive negative feedback loop similar to
that seen during last financial crisis
* Liquidity mismatch the main concern:
* Liquidity of investment funds is a significant concern
for global regulators, particularly where illiquid
underlying investments are being sold in daily dealing
fund structures to retail investors

Beh, il fatto che una banca d’affari dica queste cose non è certo una buona notizia. Forte stress del mondo immobiliare con grande rischio liquidità, che viene ribadito come rischio principale.
Aprite gli ombrelli signori. Forti temporali. Di mattoni e sterline, tanto per cominciare.

Riproduzione riservata

STAY TUNED!

Danilo DT

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4 commenti Commenta
元サーファー
Scritto il 6 luglio 2016 at 14:21

O_d_e °l° SS_a

^_ Feeling low, and scared that he’ll say
Do you know how over time you drove her away _^

°l° Caribou (Daniel Victor Snaith), [Track nr. 1, January 2010, (in)] “Swim” – City Slang, Merge Records: April 2010

https://www.youtube.com/watch?v=Q9Gv988wIZA

サーファー © Surfer [Il patrimonio dei fondi immobiliari Europei ^l° Aggiornamento: 15 Giugno, 2016]

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元サーファー
Scritto il 6 luglio 2016 at 17:18

Blindfolded … E_R_A!

Mentre in passato la maggior parte dei Fondi era retail (vendita al dettaglio, minuta), negli ultimi anni i veicoli riservati agli Investitori qualificati hanno segnato un progresso più rapido, in considerazione delle maggiori difficoltà dei Fondi retail nella fase recessiva e della crescente domanda di esternalizzazione della Gestione immobiliare da parte degli Investitori Istituzionali.

Attualmente due terzi (2/3) del Nav -[*Net asset value*]- complessivo in Europa è gestito da Fondi riservati -[**]- e la percentuale sale all’ottanta per cento (80%) con riferimento ai soli Fondi non quotati.

Tra gli Investitori qualificati è in costante aumento il peso dei Fondi pensione, che concentrano quasi la metà dell’attivo dei Fondi riservati, seguiti dalle Compagnie di Assicurazione e dai Fondi Sovrani.

Fatta eccezione per la Svizzera, dove la normativa impone la quotazione dei Fondi immobiliari, è in costante aumento la percentuale di veicoli non quotati, poiché quelli quotati hanno subito pesantemente l’impatto del crollo dei Mercati finanziari e risentono della concorrenza dei Reit (Real Estate Investment Trust), che offrono maggiori vantaggi fiscali.

Meno del dieci per cento (10%) dei Fondi immobiliari Europei è quotato ed è concentrato, oltre che in Svizzera, in Olanda, Lussemburgo e Italia, visto che si tratta degli unici tre Paesi che prevedono entrambe le formule (a listino e non).

I Fondi non quotati hanno registrato una notevole evoluzione in seguito al recepimento della direttiva Europea sulla gestione dei fondi di investimento alternativi (Alternative Investment Fund Managers Directive: 2011/61/EU, AIFMD) che ha avuto un impatto significativo anche sulla governance delle Società di gestione, considerata un elemento competitivo fondamentale dalla maggior parte degli Investitori.

Si calcola che oltre un quarto (1/4) delle Società di gestione Europee stiano lavorando sulla governance con l’obiettivo di ridurre la volatilità, migliorare le performance, ridurre il rischio ed incrementare la raccolta.

L’aspetto negativo è l’aumento dei costi di gestione, che accentua il processo di consolidamento del Mercato.

l- – – – –

-[*]- Costituisce la differenza tra l’attivo e il passivo di bilancio di un Fondo immobiliare. La valutazione del patrimonio immobiliare è fatta semestralmente sulla base di stime di valore fornite da Esperti indipendenti (periti esterni) incaricati
dal Fondo medesimo.

La valutazione è fatta sugli immobili singoli e il valore finale è il risultato della sommatoria delle singole stime.

Le dimensioni medie del patrimonio dei Fondi immobiliari sono continuate ad aumentare, come conseguenza dei numerosi processi di fusione ed assorbimento avvenuti negli ultimi anni e della ripresa degli investimenti.

Fa eccezione la Svizzera, che ha visto una flessione del patrimonio unitario a causa del rallentamento dell’economia e del Mercato immobiliare e delle variazioni di cambio, a fronte comunque dell’ingresso sul Mercato di due nuovi veicoli.

Le strutture più grandi continuano ad essere i Fondi aperti Tedeschi, che raggiungono €2,7 miliardi, seguiti dai €2 miliardi dell’Olanda.

I Fondi aperti Tedeschi in liquidazione stanno dismettendo gradualmente il patrimonio, mentre quelli regolarmente operativi continuano ad essere tra i maggiori compratori sul Mercato.

A differenza dei Fondi aperti, i Fondi riservati Tedeschi detengono patrimoni medi intorno a €350 milioni, poco più della media Europea.

Negli altri Paesi, il Nav medio varia da €127 milioni del Lussemburgo a più di €1 miliardo in Gran Bretagna.

L’Italia continua ad avere le strutture più piccole, con un Nav medio di €117 milioni, nonostante l’ingresso di alcuni Fondi di grandi dimensioni.

-[**]- La normativa consente che le Sgr (Società di gestione del risparmio) possano istituire Fondi aperti o chiusi, la cui partecipazione, è riservata ad Investitori qualificati.

Nel regolamento del Fondo deve essere specificato a quali categorie di Investitori il Fondo è riservato.

– – – – -l

サーファー © Surfer °l° https://www.youtube.com/watch?v=LdWv1ZXnP5Q

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x_maurizio
Scritto il 6 luglio 2016 at 19:27

Ricordatevi la differenza Buffettiana tra VALORE e PREZZO.
Quello che cala è il prezzo.

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元サーファー
Scritto il 6 luglio 2016 at 20:54

Maurizio

NO!

Il peggioramento PROGRESSIVO dello scenario causa SEMPRE una maggiore difficoltà dei Fondi – per il forte AUMENTO di richiesta della/NELLA restituzione delle/NELLE quote (in specie, per i Fondi aperti – POI).

La conseguente necessità di mantenere (“almeno”) un buon livello di liquidità INDUCE (o meglio scrivere, DEVE INDURRE!), col peggioramento, a virare su strategie di DISINVESTIMENTO.

AHORA MISMO …

https://www.youtube.com/watch?v=y_D21caGlGw

サーファー © Surfer [… SOLO – che Tu sia un minuto, un asset manager od un TOP! … SOLO SU/IL CASH FLOW: l’esigenza/e O strategie, più che il trend ribassista del/NEL Mercato, deve guidare-VIRARE su di Esso -lS_O_L_Ol- IL CHECK o bien THE HUNT!]

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