Crolla il Rendistato ai minimi storici assoluti (cose mai viste)

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Chi è più esperto (inteso con più anzianità di servizio) ricorderà sicuramente l’importanza che aveva un indice, il famigerato “Rendistato”.
Anche se oggi il Rendistato è quasi caduto in disuso, resta comunque sempre interessante prenderlo in considerazione.

Ma innanzitutto cosa è il Rendistato?

Prendendo le definizioni direttamente dal sito di Bankitalia,  possiamo dire che il Rendistato è un indice che rappresenta il rendimento medio ponderato di un paniere di titoli pubblici.
Il paniere su cui si calcola il Rendistato è composto da tutti i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) quotati sul MOT e aventi vita residua superiore ad un anno. Sono esclusi i BTP indicizzati all’inflazione dell’area euro. L’elaborazione del “Rendistato” si basa sul calcolo, effettuato per ogni giorno di contrattazione del MOT, del rendimento effettivo a scadenza dei
singoli titoli componenti il paniere.
Questo tipo di parametro è ancora utilizzato per finanziamenti, calcoli di tassi per crediti agevolati, oppure ancora come tasso massimo pagabile su un mutuo a tasso variabile.
Quindi l’indice non è più stilizzatissimo ma ha una sua valenza.

Recentemente ho letto un articolo che me lo ha fatto tornare in mente:

Valori nuovamente al minimo storico, a giugno, per il tasso di riferimento per il credito agevolato ad industria, commercio, artigianato, editoria, industria tessile e zone sinistrate del Vajont (settore industriale), la cui misura in vigore dal primo del mese si porta sul valore di 3,23% con un nuovo decremento dello 0,20% rispetto al 3,43% in vigore lo scorso mese di maggio. (…) Prosegue la tendenza alla diminuzione nell’evoluzione dei valori dei rendimenti effettivi lordi dei titoli pubblici avviatasi ormai da alcuni mesi. Il dato per aprile 2014 del Rendistato si fissa, infatti, al 2,285% con una notevole variazione in diminuzione pari allo 0,181%, rispetto al valore di 2,466% fatto segnare a marzo.
Rammentiamo che all’andamento del Rendistato è direttamente legato il valore del tasso di riferimento di cui rappresenta la componente variabile, unitamente al valore della commissione onnicomprensiva a favore degli istituti di credito che, al contrario, resta fissa per tutto l’anno. (IS24O)

Ma quanto vale oggi il Rendistato? Ed essendo una media ponderata, è valida come analisi?
In linea di massima posso solo dirvi che l’analisi grafica dello stesso diventa molto interessante.

Grafico Rendistato dal 1990-2014


Ho trasformato in grafico tutte le rilevazioni ed ecco cosa ne viene partorito. Un grafico dove il rendimento medio, dal 1990 al 2014, è pari al 4.872%. Ma oggi lo stesso indice si trova a 1.992%, ai minimi storici assoluti. Un livello mai visto, distande dalla media storica di ben 2.88%. Questo tasso inferiore al 2% è legato proprio ad un abbassamento di TUTTI i rendimenti della curva dei tassi, il che comporta una media ponderata decisamente molto poco generosa.
Che siamo all’alba di uno scenario deflattivo, questo è chiaro. Ma vedere questo grafico mi fa ulteriormente aumentare il dubbio sulla sostenibilità del trend dei titoli di Stato italiani.

STAY TUNED!

Danilo DT

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Commenti (n° 1)Commenta

  1. jesselivermore scrive:

    Vorrei fare un’osservazione molto semplice.

    Ci si chiede in continuazione in questo periodo come mai i rendimenti sono così bassi, se sarà o non sarà una bolla sui titoli di stato, si afferma c’è troppa liquidità che va sui titoli di stato oppure si afferma ..no sono le banche centrali che spingono i rendimenti ai minimi! Insomma ci si pongono mille domande, mille dubbi, mille ipotesi di complotto di speculazione , di bolle ecc.

    MA Perché INVECE non si pensa a quella che è la risposta più semplice , davanti agli occhi di tutti.

    QUANDO IL MERCATO DI SOLITO ALL’ORIZZONTE VEDE UN ECONOMIA CHE SI SURRISCALDA CON UN INFLAZIONE IN SALITA CHE FA? Lo prezza nei rendimenti facendoli salire su tutte le scadenze.

    QUINDI IN QUESTO CASO, ANCHE COME è SCRITTO SOPRA DA DT, perché si pensa a dei complotti a delle bolle speculative a delle banche centrali che con tutte le forze tangono bassi i rendimenti e che prima o poi i titoli di stato crolleranno e non si pensa alla cosa più semplice OVVERO CHE IL MERCATO DEI TASSI DI INTERESSE STA SEMPLICEMENNTE SCONTANDO UN PERIODO DI DEFLAZIONE IN STILE ANNI 30 E CHE QUINDI RICHIEDE TASSI DI INTERESSE BASSISSIMI?

    Perché NON SI PENSA SEMPLICEMENTE AL FATTO CHE I TASSI SONO BASSI SU TUTTE LE SCADENZE PERCHE SIAMO E PROSEGUIREMO IN UN PERIODO DI DEFLAZIONE?

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