BTP e CDS: regna la speculazione sul debito italiano

Scritto il alle 09:55 da Danilo DT

In questo rapido flash sui credit default swap vi illustro come mai il mercato è ancora in preda alla confusione e all’incoerenza.
O se preferite, non siamo di certo arrivati alla normalizzazione post elezioni politiche. Ci sono dei disequilibri che non sono ancora stati assorbiti. Questi disequilibri portano a delle stranezze che rientreranno e che illustrano lo stato caotico del momento.

Come ben sapete, i CDS o credit default swap sono dei derivati che vengono utilizzati come copertura del debito. Comprando un CDS su un emittente, si compra un’assicurazione sul default dello stesso e quindi ci si tutela sullo stato di insolvenza dello stesso.
Quindi è normale avere un CDS più caro quando l’emittente è meno sicuro (si paga un premio maggiore).
Qual è la stranezza del momento? E’ che oggi il mercato sta prezzando questo rischio ancora in modo relativo. Infatti, come si evince da questo grafico, oggi il CDS sull’Italia addirittura ha un prezzo maggiore di quello delle due banche più grosse, ovvero Unicredit e Intesa San Paolo.
Leggermente sopra si trova MPS.

Fonte: IlSole24Ore

Ma questo mi pare possibile? In realtà si, in quanto si paga la componente speculativa. Se si “scommette” su un peggioramento del rating o di un aumento del rischio emittente, la strada più breve e remunerativa presente sul mercato è “shortare” il sottostante oppure comprare un CDS.
In questo caso è chiaro che i forti afflussi di denaro su questo derivato ne hanno fatto lievitare il prezzo oltre il suo “fair value”. Ulteriore conferma che la speculazione la sta facendo da padrone.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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2 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 5 giugno 2018 at 14:19

ho appena finito di ascoltare il discorso del premier Conte sul programma di governo e ha dipinto un paese da applauso, sempreché sia possibile realizzare tutto quello che hanno dichiarato. Poi mi sono “svegliato” e mi sono reso conto che c’era troppa carne al fuoco e per fare un buon barbecue occorre essere consapevoli ed esperti altrimenti rischio di bruciare tutto……. Il mercato è più consapevole ed esperto dei nostri governanti ed ha una visione a 360° non limitata a quelli che possono essere i nostri velleitari “wishiful thinking” e lo spread e i rendimenti del 10 Y seguono una strada diversa da quella che tutti, ovviamente, vorremmo vedere…..

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perplessa
Scritto il 5 giugno 2018 at 23:28

non ho ancora finito di ascoltare ma mi ha fatto sorridere la citazione relativa a evitare la fuga nei paradisi fiscali: se la loro riforma fiscale , come promessa, andasse in porto, sarà quella la strategia, siccome la tassazione italiana avrebbe scaglioni assai più favorevoli a quelli per esempio di Panama, e del Costarica, leggendo le scheda paese del quotidiano dell’agenzia entrate Fiscooggi. sempre secondo il periodico gli evasori potranno rifugiarsi giusto a Saint Kitts, dove l’imposta sul reddito delle persone fisiche non esiste

pao­lo41: sem­pre­ché sia pos­si­bi­le rea­liz­za­re tutto quel­lo che hanno di­chia­ra­to.

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