WALL STREET: la grande divergenza

Scritto il alle 15:41 da Lukas


COT Report e mercato sembrano essersi disconnessi. Da una parte i derivati che ci raccontano di uno scenario in indebolimento. Dall’altra invece abbiamo le borse che continuano la loro fase toro. Guardate cosa ci dice il COT Report della CFTC (Commodity Futures Trading Commission). [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali, hanno continuato imperterriti la loro corsa al rialzo ed il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, ha stabilito il suo ennesimo record storico a quota 4.697,53. Devo dire che quest’ultima forte fase di rialzo, + 7,8 % nelle ultime 5 settimane, mi ha sorpreso alquanto. I mercati, infatti, sembrano avere ancora piena fiducia sulle prospettive di crescita dell’economia, e dimostrano di non temere affatto un’inflazione che considerano del tutto transitoria, e per nulla strutturale.

E gli ultimi dati del mercato del lavoro Usa, + 531.000 occupati nell’ultimo mese, sembrano supportare questa loro fiducia. Da qualche settimana, inoltre, sembra arrestarsi anche la pericolosa e spasmodica corsa al rialzo dei prezzi delle commodities. Insomma dati economici buoni che giustificano il sentiment di ottimismo oggi in voga, alimentato altresì dall’atteggiamento sempre accomodante delle Banche Centrali. La Fed, infatti, ha annunciato il tanto temuto inizio del tapering, ma per soli 15 miliardi di dollari al mese, un’inezia nel mare di liquidità oggi presente nel sistema.

Che dire, i mercati hanno sempre ragione, e probabilmente in questo anno 2021 sono stato io ad aver sopravvalutato i rischi di mercato, e sottostimato le potenzialità di crescita dell’economia post-covid. Aldilà di questa mia pubblica ammenda, credo comunque che non sia affatto facile decifrare compiutamente questo particolare, e del tutto straordinario, frangente economico e sociale. Il covid ha, infatti, cambiato molte cose. Ha, dapprima, imposto un traumatico blocco delle attività produttive, determinando una vera e propria situazione d’emergenza economica e sociale.

Per far fronte a ciò, tutti i Governi sono stati costretti ad intervenire, varando politiche fiscali ultra espansive, mai adottate in passato, allo scopo di alleviare le enormi difficoltà di famiglie ed imprese. E le Banche Centrali hanno fornito tutta la liquidità necessaria a finanziare gli interventi di sostegno elargiti dai singoli Stati.

Misure obbligate e del tutto necessarie, che hanno permesso di contenere una situazione di drammatica emergenza. Ciò ricordato, nessuno può ragionevolmente pensare che l’enorme liquidità creata dal nulla ed immessa d’urgenza nel sistema, si rivelerà un “pasto gratis”, e che non saremo, prima o poi, chiamati a pagarne il doveroso e logico prezzo. Già in epoca ante-covid, l’ammontare di debito pubblico e privato era enorme.

Ora lo è ancor di più, e di molto. E dove c’è un debito, c’è, dall’atra parte, un corrispondente credito. La domanda da porsi è come, chi, e quando si onorerà questo ammontare spropositato di debiti ? Credo che nessuno lo sappia. In questa prima fase, tutti, ed in primis i mercati, fingono d’ignorare il problema, ma il problema esiste ed è enorme. All’ombra di un dilagante ottimismo, si sta provando, per il momento, a fregare i creditori, a cui sono imposti tassi d’interesse reali estremamente negativi, e conseguenti perdite in conto capitale.

Ma fino a quando costoro saranno disposti a sopportare tale incresciosa, antieconomica, e palesemente perdente situazione ? Fino a quando, cioè, continueranno a comprare e detenere titoli di debito, con rendimento nominale dell’1,5 %, ed un concomitante tasso d’inflazione al 5,5 ? O forse c’è qualcuno che pensa davvero che le Banche  Centrali continueranno all’infinito a comprare tutto il debito pubblico in circolazione, e magari anche tutto  quello privato ? Solo qualche delirante sovranista nostrano può davvero pensarlo……

Dopo le sopra esposte considerazioni, di carattere generale, andiamo ad esaminare, cosa ci dice, al momento, lo scenario intermarket. Il dollar index, anche nell’ultima ottava, registra un nuovo rimbalzo (+ 0,21 % ) e quota oggi 94,21. Le commodities, invece, come accennato, stornano un po’, – 0,39 % in termini reali, ed attenuano le preoccupazioni di imprese ed investitori. Stornano pesantemente anche i rendimenti del mercato obbligazionario. Il rendimento del bond decennale Usa, arretra infatti di 11 bps, e retrocede quota 1,45 %.

Il rendimento del bond a 2 anni, invece, storna di 10 bps, ed arretra a quota 0,40 %. L’inclinazione della yield curve Usa, pertanto, è pari a 105 punti, e ciò lascia, per il momento, credere che la crescita dell’economia proseguirà. I mercati azionari, invece, appaiono ancora una volta i più fiduciosi ed ottimisti, e come già detto, aggiornano nuovamente i loro massimi storici.   .

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 35.959

Large Traders :  + 29.197

Small Traders : + 6.762

Si riconferma, pertanto, e si consolida, l’incerta e volatile configurazione del Cot Report sui derivati azionari Usa. Nella scorsa settimana le variazioni, nelle posizioni dei vari operatori, sono state pari a 9.791 contratti. In particolare, i Commercial Traders, ovvero le MANI FORTI di questo mercato, sembrano condividere il mio scetticismo e le mie preoccupazioni, cedono infatti l’intero lotto dei 9.791 contratti long, e consolidano l’entità della loro abituale posizione di copertura, Net Short.

I Large Traders, invece, acquistano 9.738 contratti long, e rafforzano la loro esposizione, Net Long. Gli Small Traders, infine, acquistano i residui 53 contratti long, e restano nella la loro cauta, e non esuberante, posizione Net Long. Le movimentazioni di quest’ultima ottava, confermano le divergenze con il mercato primario, e rafforzano l’incerto quadro di mercato in voga negli ultimi 5 mesi. Una divergenza, a mio avviso, molto sospetta.

Credo che le MANI FORTI, conoscono bene le contraddizioni oggi esistenti, sui mercati. Sanno che esse non possono durare ancora a lungo, e che presto o tardi bisognerà scioglierle. Ed è in questa ottica che, credo, già da diverse settimane, incrementano costantemente l’ammontare della loro copertura. Gli altri operatori ed in particolare i Large Traders sembrano avere invece idee diverse. Come più volte detto, io ho sempre preferito affidarmi, al sentiment dei Commercial Traders.

Ed anche questo volta non mi smentirò, a costo di pagarne, come accaduto in questo anno, il doveroso prezzo. Del tutto coerentemente, riconfermo, pertanto, la mia cauta e morigerata esposizione sull’equity, e resto in attesa di ulteriori e più significative indicazioni provenienti dall’economia e dai mercati.

Mercato, dunque, in attesa di nuove certezze, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sull’analisi del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/. Nel corso dell’anno 2021, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, ha conseguito un guadagno del 7,6 %. Nel contempo, il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha registrato un guadagno del 25,96 %.

Conseguita pertanto, sinora, una sotto-performance del 18,36 %, causata, come accennato, dalla nostra forse eccesiva prudenza, nonché da un evidente deficit di momentum, sul nostro listino, nei primi mesi dell’anno. Nei precedenti 8 anni, invece, il mio trading system ha  conseguito una sovra-performance media annua del 9,9 %, e presenta un’equity line in progresso del 175 %.

Questa settimana non muto l’assetto del mio portafoglio, riconfermo cioè il 65 % delle mie posizioni long, ed il 35 % delle mie posizioni short, ossia una posizione Net Long, pari al solo 30 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “ può, se vuole, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

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