WALL STREET: al momento il CoronaVirus non fa paura

Scritto il alle 15:48 da Lukas


Malgrado un’escalation della situazione legata al CoronaVirus, la borsa USA sembra al momento tenere i nervi saldi. Massima confidenza nel potere delle banche centrali? Al momento il COT REPORT non cambia la sua fisionomia, come se il mercato vedesse solo transitorio il pericolo CoronaVirus. (Guest post)

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali, hanno registrato delle prese di profitto, indotte dalle paure per le conseguenze economiche del coronavirus cinese. Il virus peraltro è arrivato, con forza, anche in Italia, come testimoniano i numerosi casi di persone infette individuate nel lombardo veneto. Devo dire che fa una certa impressione vedere città letteralmente blindate e vuote. Per fortuna il virus è poco aggressivo dal punto di vista biologico, ed i decessi sono fortunatamente molto limitati. Non essendo noi dei medici non possiamo dire altro sulla natura e sull’evoluzione del virus. Dobbiamo invece necessariamente occuparci delle conseguenze economiche dello stesso. A tal proposito i mercati sinora non hanno reagito in modo particolarmente negativo, anzi sembrano nutrire molta fiducia circa la risoluzione e la transitorietà del problema. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, in quest’inizio d’anno, ha, infatti, proseguito nella sua corsa al rialzo, e risulta in crescita del 3,3 %. Lo stesso Shanghai Composite Index, dopo un iniziale e drammatico sell off, ha recuperato in pochi giorni quasi tutto. I mercati sottovalutano l’impatto del coronavirus sull’economia ? Può darsi. Evidenzio, tuttavia, che i mercati, per loro natura, non guardano ai dati economici del passato, bensì cercano di immaginare i dati economici del futuro, ossia dei prossimi 6 – 12 mesi. Il fatto che oggi essi esprimono fiducia, e proseguono nella loro corsa al rialzo, dovrebbe pertanto voler dire, significare, che essi credono che il problema coronavirus sarà presto risolto, e che lo stesso non avrà rilevanti effetti sull’economia reale. Spero che essi abbiano, anche questa volta, ragione. Ciò, infatti, vorrebbe voler dire anche molto meno sofferenze umane, che è un aspetto molto più importante dell’andamento dei nostri indici di borsa.

Ciò detto, andiamo ad esaminare cosa ci indica al momento, lo scenario intermarket. Il dollar index, anche in quest’ultima ottava ha confermato la sua forza ( + 0,14 % ), raggiungendo quota 99,26. Un elemento di stabilità dell’intero sistema finanziario, che in molti sottovalutano. Le commodities, lievitano anch’esse di un ulteriore 1,3 % in termini reali, e ciò supporta la nostra idea circa la natura transitoria e non drammatica del coronavirus cinese. Il settore obbligazionario, appare invece molto meno ottimista. I rendimenti del bond decennale americano, cedono infatti 12 bps, e retrocedono a quota 1,47 %. Il bond Usa a 2 anni, cede, anch’esso 8 bps, ed arretra a quota 1,35 %. L’inclinazione della yield curve americana si riduce pertanto a soli 12 bps, ma ancor oggi non inverte. Molto probabile, pertanto, che anche in quest’anno, di elezioni presidenziali, gli Usa non sconteranno una recessione della loro economia. Dei mercati azionari, abbiamo già accennato. L’S&P 500 questa settimana ha ceduto l’1,25 %, ma resta tuttora in prossimità dei suoi massimi storici.

Tanto premesso, passo ad esaminare gli ultimi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 26.614

Large Traders :  + 23.044

Small Traders : + 3.570

Si riconferma, pertanto, l’assetto in auge, già da alcuni mesi, nel mercato dei derivati azionari Usa. Rispetto alla scorsa ottava, le variazioni, nelle posizioni dei diversi operatori sono state davvero molto esigue e limitate, ossia pari a soli 1.176 contratti. In particolare, i Large Traders, acquistano 766 contratti long, e consolidano la loro attuale posizione, Net Long. Gli Small Traders, acquistano anch’essi 410 contratti long, e puntellano la loro debole e non esuberante posizione Net Long. I potenti Commercial Traders, invece, cedono l’intero lotto dei 1.176 contratti long, e rafforzano la loro abituale posizione di copertura, Net Short. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, davvero molto limitate, non mutano il quadro e le considerazioni da noi espresse nelle scorse settimane. Gii operatori del mercato dei derivati non sembrano infatti temere particolarmente gli effetti economici del coronavirus cinese. Evidentemente lo ritengono un fenomeno transitorio che non avrà un impatto significativo sugli equilibri economici globali. Altrimenti i Commercial Traders si coprirebbero in misura molto più consistente. Oggi invece hanno un livello di copertura, addirittura inferiore alla loro media storica. Oltre a ciò segnalo che gli Small Traders non mostrano alcuna pericola esuberanza, anzi a malapena reggono al di sopra della parità. Ciò ci dice che non siamo affatto in presenza di una bolla sul mercato dell’equity. Se così fosse, gli Small Traders avrebbero, infatti, un’esposizione long ben più elevata di quella attuale. In pratica non ci sono ancora le vittime designate di uno storno significativo dei prezzi del mercato azionario. Insomma, nonostante il coronavirus, nonostante il rombo sempre più assordante dei ribassisti, io non vedo allo stato particolari pericoli per il mercato dell’equity. Riconfermo pertanto la mia moderata view rialzista ed il mio personale target di 3.500 punti per l’S&P 500 a fine anno.

Moderata view rialzista, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sull’analisi del Cot Report, nonchè sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei due professori Usa, Jegadeesh e Titman, ed illustrato nel mio sito https://longtermmomentum.wordpress.com/. In questo inizio, alquanto tormentato, dell’anno 2020, il mio portafoglio, denominato “ AZIONI ITALIA – LTM “, registra un guadagno del 2,94 %. Nel contempo, il nostro benchmark di riferimento, il Ftse All Share, ha conseguito un rialzo del 5,02 %. Conseguita pertanto, sinora, una sotto-performance del 2,08 %. Rammento che nei precedenti 7 anni il mio trading system ha conseguito una sovra-performance media annua dell’8,7 %, e presenta un’equity line in progresso del 150 %. In coerenza con quanto sopra espresso, questa settimana  non muto l’assetto del mio portafoglio, riconfermo cioè l’ 85 % delle mie posizioni long, ed il 15 % delle mie posizioni short, ossia una posizione rialzista pari al 70 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ AZIONI ITALIA – LTM “ può, se vuole, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di intermarketandmore buon trading.

LUKAS

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1 commento Commenta
ben
Scritto il 28 febbraio 2020 at 10:47

meno male che il virus non faceva paura. e siamo solo all’inizio.

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