Time is ending: ore chiave per Euro, Grecia e mercati

Scritto il alle 10:27 da Danilo DT

Crisi Grecia: i mercati aspettano news da un week end che potrebbe entrare nella storia

Questo week end potrebbe entrare nella storia. Per il G8 in corso a Camp David? Non è detto che sia solo per questo. In realtà è il contesto a farmi pensare ad un week end veramente decisivo per l’Euro, per la Grecia, per l’Europa.
Rapida spiegazione: la settimana scorsa abbiamo visto quanto le banche greche, oggi anche senza il sostegno BCE, siano in profonda difficoltà. I soldi vengono prelevati dai cittadini a valanga, molto denaaro se n’è già andato oltre frontiera e per il sistema bancario si sta aprendo un pericolosissimo rischio che possiamo definire crisi di liquidità. Infatti sa una banca raccoglie 100 e poi presta 95 (è un’ipotesi, of course!) le resta 5. E se questo 5 viene prelevato dai clienti e resta senza liquido, allorao trova denaro sull’itnerbancario altrimenti fallisce.
Bene, in Grecia molte banche si trovano in questa situazione. E per queste banche NON basta più fare quello di cui l’Unione Europea è ormai maestra, ovvero COMPRARE TEMPO. Occorrono soluzioni rapide ed immediate.
La soluzione di cui molti parlano oggi sarebbe l’uscita dalla Grecia dall’Eurozona.
E su questa tematica si susseguono anche voci e semtite che avolte rasentano il ridicolo.

Pareva una mattinata di passaggio, coi i big europei in America, e la capitale a dodici stelle chiusa per il ponte dell’ascensione.
Poi è spuntato Karel De Gucht, responsabile Ue per il commercio, fiammingo e liberista. Col lanciafiamme mediatico. «La Bce e la Commissione stanno preparando un piano di emergenza per il caso in cui la Grecia dovesse abbandonare dall’Eurozona», ha detto al quotidiano belga De Standaard, con l’effetto di turbare i mercati (aperti) e gli spiriti europei nella giorno del G8 di Camp David.

Inevitabili, immediate e secche, le smentite, «ufficiali e ferme», prima dei portavoce, poi dei commissari Rehn (Economia) e Tajani (Industria): «Non stiamo lavorando all’uscita di Atene. Anzi faremo il possibile perché la Grecia resti nell’Eurozona».

Non è un giallo. Semmai è un errore. Che negli uffici della Commissione ragionino sul cosa fare qualora si verifichi lo scenario peggiore è normale, vale come la Nato che ha in tasca i piani per reagire a un attacco russo. (Stampa)

Ormai tutti sono autorizzati a dire la loro, a parlare, anche solo per fare notizia, quasi con mania di protagonismo. Creando anche sconcerto e panicio. Certo, al momento ben in pochi hanno le idee chiare su cosa accadrà e su cosa fare. Ma il momento è delicatissimo e di questo tutti devono esserne consapevoli: se fallisce la Grecia ed esce dall’Euro, fallisce l’Europa. E non solo quella.
Ed ecco la grande occasione.
Un momento d’incontro tra i grandi del mondo per poter decidere qualcosa di importante. G8 a Camp David. Un meeting che per una volta non deve essere solo di facciata e propaganda elettorale, ma deve essere costruttivo.
La Merkel deve accettare maggiore flessibilità: ok all’austerity ma non così stringente. Bisogna dare una speranza a chi già adesso è in forte difficoltà, dando input per la crescita economica.
Si, dare una speranza, perché è di questo che il mercato ha urgentemente bisogno.
Un segnale di FIDUCIA chiaro ed inequivocabiel, che vada ad invertire le tendenze ribassiste di qeusti giorni e crei nuova tranquillità, altrimenti si continua in questa tendenza che si autoavvita verso il disastro totale.
Bzzzz bzzzzz… sto intercettando il pensiero di un amico lettore… Bzzzzz “ma che cavolo di fiducia! Qui ci vogliono soldi e fatti”. Vero. Però in un mercato dove ormai il denaro e l’economia hanno assunto valori che sono solo virtuali ed irreali, dove i derivati rappresentano circa 10 volte il PIL mondiale, dove il valore intrinseco delle banconote è dato solo da un accordo fra le parti senza un reale sottostante esigibile, NON dimentichiamo mai che il punto di partenza deve sempre essere un FIDUCIA verso il futuro.
Ma senza questo segnale di fiducia, non si va da nessuna parte. Anzi, bugia. Si va da qualche parte. All’inferno molto probabilmente.

Buon weekend a tutti.

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DT

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8 commenti Commenta
vale77
Scritto il 19 maggio 2012 at 11:24

ciao DT, avevi scritto oltre una sett fa , un bel post sul CBOE Put Call Ratio,
gli aggiornamenti odierni nn ci danno ancora nessuna speranza?

avevamo tp 1290 su wally, 1,2623 sul cambio, tutti presi, divergenze in corso, vedo solo il cambio e l’oro ed argento, anticipatori di un mini rally?
la situazione è iper-critica, quindi forse x la prima volta (in questi inutili meeting alle ns spalle) diranno qualcosa nel week-end.

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Scritto il 19 maggio 2012 at 12:13

…intanto beccatevi questo articolo…
100 dicasi 100 miliardi…

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-05-18/morgan-spuntano-miliardi-titoli-223658.shtml?uuid=Ab52DleF

Ma scusate, avevate dubbi che il cancro del mercato si limitasse a 2 miliardi di $?

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gremlin
Scritto il 19 maggio 2012 at 12:37

Dream Theater,

allora il QE3 diventa necessario per risanare il più grande portatore di cancro finanziario

intanto segnalo questo
http://www.leap2020.eu/GEAB-N-65-is-available-Global-systemic-crisis-Second-half-of-2012-Convergence-of-four-explosive-factors-Banks-Stock_a10517.html

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moneys
Scritto il 19 maggio 2012 at 19:34

Il geab lo ritengo attendibile. comunque loro dicono che l’euro alla fine si salva anche se molto deve cambiare, mentre chi affonda secondo loro sono usa e gb, quindi occhio alle loro monete anche se ora sono sulla cresta dell’onda, che dite della chiusura del chf 1,196

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lampo
Scritto il 19 maggio 2012 at 20:07

gremlin,
moneys@finanzaonline,

Permettetemi che il Geab, pur condividendo lo spirito con cui pubblicano i loro rapporti e previsioni, sia molto di parte, in particolare filoeuropeista e soprattutto filofrancese.

In merito alle previsioni fatte, visto che è da un po’ che lo leggo, ci ha azzeccato abbastanza poco. Un esempio: sono più di un anno (forse due a memoria) che dicono che il dollaro si doveva fortemente svalutare soprattutto nei confronti dell’euro. E invece…
Per il momento vedo una svalutazione del dollaro solo nei confronti delle monete di molti paesi emergenti… ma questo i mass-media finanziari ancora non lo fanno notare… (d’altronde ‘sti americani dovranno pur sistemare la loro bilancia commerciale… quindi bastoniamo l’euro… così svalutiamo di conseguenza e al contempo freghiamo anche i cinesi che non vogliono svalutare!).

Però sono contento che ci sia il GEAB: così fa un po’ di contrasto alla faziosità dei mass-media finanziari angloamericani. :wink:

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moneys
Scritto il 19 maggio 2012 at 20:37

monete dei paesi emergenti penso quindi ai BRICS geab da lo yuan come moneta forte in futuro almeno in asia dicono che sostituira AUD e YEN danno per deboli d’ora in poi AUD e NZD, sostengono che l’oro si rivaluterà di molto che ci sara il QE3 e che sara deleterio per gli usa non mi pare che non ci prendano molto che siano molto filoeuropei questo si su hollande ci hanno preso, certo la morte del dollaro la danno per imminente da anni e ancora non si è verificata

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idleproc
Scritto il 19 maggio 2012 at 22:00

moneys@finanzaonline,

Tra le altre è anche una delle mie letture.
Dimenticano che è ancora oggi la potenza militare e geopolitica dominante a livello globale.
Vi ricordate la vecchia definizione di “tigre di carta”? Ma dove?
I problemi che hanno sono sulla levatura della loro classe politica diventata ormai solo mediazioni tra lobbies multinazionali e finanziare e che ha determinato le scelte erronee ed aberranti sia sul piano della politica economica interna che estera. Loro hanno diretto la follia nei tempi e nei modi del processo di globalizzazione finanziaria e dei mercati con tutte le implicazioni neocoloniali fallimentari che hanno perseguito.
Hanno fallito con la Russia dimenticandosi che è una nazione, con la Cina per le stesse ragioni e stanno fallendo con gli europei.
Sono riusciti solo a destabilizzare il Nord-Africa e parte del medio oriente creandosi un mare di nemici nelle popolazioni locali, se li sono creati anche in europa trasformando amici in nemici.
Ovviamente non hanno fatto gli interessi del popolo US, anzi. In US esiste un problema, grave, di rappresentanza democratica. La cosa risulta evidente dalla levatura-manichino delle ultime presidenze US e dal fatto che la Presidenza sia diventata la gara commerciale per la vendita di un nuovo detersivo dai costi proibitivi e finanziata dalle lobbies.
Il futuro del mondo è in mano, oltre che nostre, dei cittadini US. Queste, a mio giudizio, le responsabilità che abbiamo verso il futuro.

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perplessa
Scritto il 19 maggio 2012 at 22:15

lampo: faziosità dei mass-media finanziari angloamericani

unitamente alla speculazione hanno dimostrato che l’Europa come soggetto politico non esiste, ed è un dato di fatto inconfutabile, per ora. bisogna vedere se l’obiettivo è anche esercitare pressioni per smantellare l’unione monetaria, se serve a qualcuno, oppure è sufficiente la dimostrazione che l’europa è insieme di stati in conflitto fra loro, che hanno in comune solamente la decisione di una moneta unica per il libero scambio fra di loro.sarebbe importante saperlo, ma non credo che ce lo raccontino, anche perchè grazie ai dubbi, i registi stanno facendo un sacco di soldi.

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