THE BIG CRISIS #1: la resa dei conti

Scritto il alle 08:38 da Danilo DT

Cari amici, questa è la resa dei conti. Nei mesi passati abbiamo avuto modo di approfondire la fragilità del sistema, di quanto fosse tutto in precario equilibrio e di come poteva complicarsi la situazione nel caso in cui qualche granellino di sabbia si fosse andato ad infilare nei contorti meccanismi del sistema.
Politica monetaria grande protagonista, con tutti gli effetti collaterali che questo ha comportato sul sistema. Il livello del debito è lievitato alla grande, le stesse banche centrali ormai hanno poche armi con effetti limitati.
Ovviamente vi sto sintetizzando la questione anche se (CHI SEGUE IL BLOG NE è TESTIMONE) ci sarebbe molto da aggiungere. Ma volutamente mi fermo qui. Gli avvertimenti sono stati chiari e netti. Adesso il mio ruolo si trasforma. Commenterò quanto sta accadendo, cercando di limitarmi a fare cronaca senza dare pareri operativi (cosa che tra l’altro anche in passato era evitata, sopratutto in modo esplicito). Il momento è straordinariamente delicato e quindi oggi più che mai, è il momento della RESA dei CONTI.
Ma attenzione, la resa dei conti significa NON la performance dei mercati, oppure un calcolo a livello di proiezioni di quanto le borse potranno ancora scendere o salire. La resa dei conti è a livello strategico per ognuno di noi. E’ la resa dei conti della strategia, dell’asset allocation, ma anche dell’incoerenza che probabilmente colpirà chi ha continuato ad osare pensando che “tanto poi quando inizia a scendere vendo tutto”, e ad oggi ha ancora tutto investito come prima.
Quindi, non è possibile a prescindere dire: è giusto comprare, è giusto vendere, bisogna mantenere. TUTTO dipende da OGNUNO di noi.
E’ il momento dell’esame di coscienza, la resa dei conti è innanzitutto con noi stessi.
Spero che la saga #TheBigCrisis possa essere gradito. Questo è il PRIMO post, ne seguiranno altri. Un VS feedback sarebbe ovviamente gradito. Un abbraccio a tutti.

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STAY TUNED!

Danilo DT

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10 commenti Commenta
pdf79
Scritto il 10 marzo 2020 at 09:39

Caro Danilo, sono in isolamento volontario per problemi di salute, in questi giorni per evitare stress le persone che ho delegato ad occuparsi dei miei affari hanno evitato di chiamarmi.
Ieri sera mi hanno chiamato per prendere decisioni e lo stress l’ ho ricevuto al cubo.
Dipendenti da mettere in ferie o chiedere di andare in malattia perché in situazioni a rischio, fornitori che non sanno se consegnano e quando, clienti che posticipano ordini o annullano, insomma un bollettino di guerra.
Roba da mettersi a piangere e non ho dormito tutta notte.
Per sostenere l’ecomia servirebbero una cifra mostruosa non compatibile con la permanenza nell’ Unione europea attuale.
Quindi ho la Bce fa come bpoc oppure sarà italexit.
Senza sostegno Bce o italexit prima moriremo per il coronavirus e dopo di fame.
Penso che l’ultima ipotesi sia quella giusta, dato che ho notato una classe dirigente che non ha la minima idea della cifra mostruosa che serve e di cosa ciò comporta.
Buona giornata ( si fa per dire).

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Scritto il 10 marzo 2020 at 10:07

CIAO, infatti ne parlo nel prox post.
In bocca al lupo per tutto

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draziz
Scritto il 10 marzo 2020 at 11:47

pdf79@finanza,

pdf79 Ti comprendo molto bene, ho anch’io (come moltissimi altri, in questo Paese dal carattere di imprenditorialità diffusa) lo stesso problema, che forse verrà aggravato dalla chiusura obbligatoria dell’esercizio di vendita che ho per “motivi di sicurezza”.
Mi sono organizzato da tempo per produrre e vendere all’estero, ma la domanda è: chi compra?
Un gruppo di koglioni ha volutamente distrutto la nostra domanda interna, ma sperava che quella di altri Paesi restasse sostenuta.
Palese dimostrazione del loro limite mentale, salvo non considerare un deliberato progetto di annichilimento di un economia tra le prime al mondo per secondi scopi di controllo su persone, attività e cose.
Non se ne parla, ma non siamo i soli e per quanto questo mal comune possa servire a poco (del mezzo gaudio in questo periodo mi ci sciacquo…le mani) sapremo rinascere e riproporci sul mercato, magari in un’altro modo, ma ritorneremo.
Sanno molto bene che tutti aspettiamo un segnale, un comportamento evidente che chiarisca una volta per tutte se questa Europa sia veramente una diseguale fogna a cielo aperto oppure un progetto che, con le opportune correzioni, potrà continuare.
Ad maiora.

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pdf79
Scritto il 10 marzo 2020 at 15:34

Previsioni contrazione 10- 15 % pil!!
Gualtieri, Conte che fate?
https://in.mobile.reuters.com/article/amp/idINL8N2B34P9?__twitter_impression=true

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Scritto il 10 marzo 2020 at 15:51

#tuttobene

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john_ludd
Scritto il 10 marzo 2020 at 17:28

pdf79@finanza,

spiega con parole tue cosa pensi di fare. Un mega piano di infrastrutture ? Con chi ? Gli operai sono a casa. Per chi ? La gente è a casa. Incentivi ai consumi. Quali ? La roba da mangiare c’è, il resto è tutto chiuso. Il secondo trimestre farà -10% ? Possibile, probabile. In Cina la vendita di auto è -92%, come si traduca in dati del PIL la si può immaginare. Gli altri seguiranno. Hai letto la tabella che ho pubblicato ? Il caso medio che si aspettano in USA sono 90 milioni di infezioni e 500.000 morti ma è una possibilità ormai remota dato il ritardo estremo nella profilassi. Moltiplica i decessi x 2 nei prossimi 12 mesi con un paese grande come un continente immobile. Quanto fa il PIL ? E la borsa ? Perché dalla marea di pattume che mi arriva via mail da parte di mentecatti (ci sono più analisti finanziari che medici in USA) il problema è buy the deep now or wait ? Che massa di poveri coglioni. Mica hanno capito.

https://it.wikipedia.org/wiki/Elisabeth_K%C3%BCbler_Ross

Mi è capitato persino di leggere un articolo scritto da un povero cretino di nome Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano che seduto in poltrona con il notebook in mano si chiede se vale la pena chiudere tutto e collassare l’economia per un pò di morti. Di peggio del corona virus c’è solo l’imbecillità di alcune persone. Fallo correre e il 4-5% della popolazione muore entro 12 – 18 mesi più tutti gli indiretti, raddoppia il numero a far bene. A quel punto non hai un economia, è -tutto. Non mi aspetto tutti ci arrivino. Poi mica è detto che con tutte le precauzioni possibili ce la caviamo però allo stato attuale è molto probabile di sì, altrimenti è no, zero possibilità.

Nel frattempo un pò di fantasia su, l’economia come la conosciamo è entrata in un limbo, chissà se mai ne uscirà, intanto sospendi i pagamenti di ogni natura, crea denaro ex nihilo e usalo per potenziare le strutture sanitarie e pagare da mangiare a chi non ce la fa. Non puoi fare molto altro che sia veramente utile e indispensabile. Si deve entrare in una sorta di stasi dove la normale contabilità non vale, non può durare per sempre, qualche mese, un anno, poi si imboccherà una delle due porte che avremo davanti.

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pdf79
Scritto il 10 marzo 2020 at 18:25

john_ludd@finanza,
John lo so che adesso non serve a niente immetere denaro, però vorrei avere un governo che non va in europa ad elemosinare due spiccioli, vorrei un governo che comunicasse all’europa noi facciamo così se per voi va bene ok se no lo facciamo lo stesso, vuoi allestire nuovi ospedali fallo non devono esser certamente i soldi il problema ma al massimo i problemi tecnici e umani.
E poi ci desse una bussola, qualcosa per orientarci, oggi ho finito con i buoni propositi di evitare lo stress (moriro d’infarto che è meglio dell’insufficienza respiratoria) e mi sono messo a telefonare a tutto spiano, ho telefonato ad un fornitore e la prima cosa che mi ha detto, prima di dire buongiorno è stato non disdire anche tu se no chiudiamo, ci lavorano una cinquantina di persone.
Quindi capisci che è come essere su una macchina che si sta schiantando contro un muro, ti fai male però magari una cinturina, un airbag, un santino di padre pio e meglio di niente penso.
Grazie per lo sfogo, ciao.

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fdonni
Scritto il 10 marzo 2020 at 19:38

john_ludd@finanza,

Seguo il blog da tempo, anche se ho commentato rarissimamente. In questi giorni lo faccio un po’ di più, approfittando anche del fatto che sto (fortunatamente) lavorando da casa. Ho sempre letto i tuoi commenti, non sempre li ho capiti, spesso ho pensato che eri troppo catastrofista. Non stavolta, forse perchè sono giunto autonomamente alle stesse tue conclusioni. Ma non ho la tua visione eccezionalmente ampia, tanti collegamenti mi sfuggono.
Ho investito parte dei miei risparmi usando il metodo del Permanent Portfolio e… è merito tuo. Non lo conoscevo, l’hai citato una volta in tuo commento, mi sono incuriosito, l’ho studiato, ho letto tutto quello che potevo leggere (anche opinioni contrarie) e alla fine ci ho investito.
Un paio di settimane fa, all’inizio di tutto questo delirio, ne ho tradito i principi. Convinto dell’eccezionalità della situazione, sono completamente uscito dalla parte azionaria, ho tenuto solo bond e oro. Per adesso tutto bene, ma un tarlo ha cominciato a girarmi in testa. Il sistema reggerà? Le banche reggeranno? E se le borse venissero chiuse per lunghi periodi?
Non fraintendetemi, sono preoccupato più per la pelle che per i soldi, ma se come mi auguro ci sarà un dopo… devo tenerne conto.
Mi dici cosa ne pensi? Hai suggerimenti? Ti prego non dirmi una casetta, un po’ di terra e due caprette perché… hai capito insomma.
In ogni caso grazie davvero, anche ovviamente al tenutario del blog, che cerco di leggere tutti i giorni.

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john_ludd
Scritto il 10 marzo 2020 at 20:06

fdonni@finanza,

Francamente non credo sia il momento di occuparsi di quel che accade al proprio portafoglio, specie nel tuo caso dato che avrà fatto faville e non vedo nel breve alcuna ragione perché la situazione si modifichi. Chi ha un portafoglio molto esposto sull’azionario sarà sotto stress ma se è più sotto stress per via del portafoglio che per le potenziali conseguenze sulla salute sua e delle persone che conosce, allora è un mentecatto e per me non merita alcuna comprensione. Preoccuparsi se le banche reggeranno etc… anche questa è una preoccupazione per il dopo. Se non mettono sotto controllo l’epidemia il resto non conta. Per questo serve tempo, pazienza, cooperazione, decisioni rapide, chiare e massima operatività. I bei piani non servono a una mazza, l’implementazione è ciò che conta. Non penso avremo un vaccino prima di 18 mesi, troppo tardi per contarci, al contrario ho fiducia nella possibilità di disporre di terapie mirate tali da ridurre considerevolmente il numero delle cure intensive, abbattere il tasso di mortalità 10 volte e ricondurre la situazione a una semi normalità gestibile. Non sono una specialista e non saprei dirti quando, neppure loro lo sanno, per l’autunno credo sia ragionevole.

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fdonni
Scritto il 10 marzo 2020 at 20:15

john_ludd@finanza,

Speriamo, davvero. Ho letto di un farmaco per l’artrite (mi pare) che hanno provato i cinesi ed è stato testato anche a Napoli su un paio di pazienti, che sembra promettente.

Grazie e ciao.

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