Svendita di case nuove

Scritto il alle 16:15 da mattacchiuz

Il Census oggi informa che nel mese di agosto sono state vendute 288000 nuove abitazioni monofamiliari, dato destagionalizzato e annualizzato. Invariato il dato rispetto a luglio, stranamente non come al solito rivisto a ribasso, ma a rialzo di 12000 unità. Questa si che è una novità!

In ogni caso, visto che io sono particolarmente affezionato ai dati non destagionalizzati, e visto che reputo ciascuno di voi in grado di adattare i filtri che migliori alle serie non destagionalizzate, come al solito posterò il grafico con i dati mensili non rielaborati.

È facile vedere come questo sia il peggior agosto da quando è stata scoperta l’acqua calda ( esagero ovviamente ). In seguito alla revisione a rialzo di 2000 unità avvenuta per il mese di luglio, il mese di agosto viene archiviato con 25000 nuove case vendute. Nella storia moderna solo il mese di dicembre 2009 e gennaio 2010 erano stati peggiori, registrando 24000 nuove case vendute.

Temo che questa tendenza perdurerà ancora a lungo ( le ultime parole famose… ). Non vedo infatti motivi particolari, escluse ben precise esigenze dei compratori, per non accontentarsi di una delle milioni di abitazioni attualmente offerte sotto prezzo dal mercato delle case esistenti. Del medesimo avviso devono essere anche i costruttori, poiché dai dati usciti i giorni scorsi non emerge l’intenzione di incrementare la quantità di case nuove da mettere sul mercato. Escludendo infatti il dato di giugno sul completamento di case nuove ( sarà forse la solita anomalia statistica ), la tendenza deducibile dai nuovi permessi, dall’avvio di nuovi cantieri e dal completamento di nuove strutture, sembra indicare una probabile ulteriore contrazione del mercato residenziale del nuovo. Tutti i dati che troverete nel grafico seguente sono riferiti a strutture monofamiliari e sono non destagionalizzati.

Ma non vorrei avervi fatto pensar male quando ho utilizzato la locuzione “accontentarsi di una delle milioni di case”. Che ne dite, voi vivreste per 148000 euro in una casa così? 140 metri quadrati più giardino?  Se si, manca un giorno alla chiusura dell’asta… quindi affrettatevi!

O che ne so… in questa per 44000 euri? Si c’è da sistemare l’asse sopra al garage, ma direi che per 240 metri quadrati quadrati, ne vale la pena…!

Se invece ne volete una un po’ più anonima, e avete 23000 euro, potreste comunque farvi bastare sti 125 metri quadrati, per qualche anno

Se invece siete stilosissimi, e avete 540000 euri questo potreste comprarvi:

Quasi 400 metri quadrati di villa indipendente, con 1.2 acri di giardino dotato di piscina, bar, gazebo e vialetto con palme. Se il bar non vi piacesse, lo si ricostruisce nuovo! Non sono sicuro se sia compreso anche il bigliardo… ma temo, per il precedente proprietario, che debba svendere tutto… .

A Milano con una cifra simile ti compri a malapena 100 metri di casetta al primo piano!

Ma ora chiudo questa parentesi immobiliare, sperando di aver aiutato chiunque non si fosse fatto una chiara idea di quello che significa “crisi immobiliare” a rendersi conto di cosa possa significare lo sgonfiamento di una bolla simile.

Accennerò ora velocemente al dato uscito alle 14:30 in merito agli ordini di beni durevoli. Ovviamente, il nanosecondo in cui sono stati pubblicati i dati è stato preso come arbitrario punto di partenza per l’ennesimo rally senza se senza ma senza senso. Dal Census: i nuovi ordini di beni durevoli decrescono ad agosto dell’1.3%, a 191.2 miliardi di dollari. Escludendo i trasporti, i nuovi ordini sono invece cresciuti del 2%, escludendo la difesa, essi sono calati dell’1.2%. Questo significa che il settore trasporti ha contribuito in maniera decisiva alla contrazione di nuovi ordini. Infatti, sia la componente “civile” che quella militare mostrano pesanti segni meno:

  Seasonally Adjusted 
Monthly Percent Change
   
Aug Jul Jun Jul – Jun – May –
2010 2 2010 r 2010 Aug 2 Jul r Jun
   
    Transportation equipment:    
               Shipments 49,519 52,615 49,270 -5.9 6.8 4.1
               New Orders 46,558 51,888 46,510 -10.3 11.6 -1.1
         Motor vehicles and parts:    
               Shipments 30,973 32,620 31,200 -5.0 4.6 4.8
               New Orders 30,880 32,310 30,899 -4.4 4.6 3.9
         Nondefense aircraft and parts:    
               Shipments 7,455 8,616 6,644 -13.5 29.7 7.3
               New Orders 5,354 8,949 5,292 -40.2 69.1 -25.3
         Defense aircraft and parts:    
               Shipments 4,987 5,010 5,217 -0.5 -4.0 3.6
               New Orders 4,665 4,795 5,295 -2.7 -9.4 5.7

Inoltre, la debolezza nel settore della difesa ha amplificato il dato d’insieme, già negativo dell’1.2%. Complessivamente, il mercato non deve averla presa tanto bene, visto l’ennesimo impulso ribassista sul dollaro, a cui fa ormai puntualmente eco un altrettanto importante impulso rialzista su tutto il resto, bond escluso. Bene comunque i computer e i prodotti elettronici, in rialzo del 3.8%, i metalli primari, che segnano un +2.4% guidati dagli aumenti di prezzo, rimbalzano i macchinari che dopo il -9.6% del mese scorso recuperano al 3.9% mentre maluccio i beni capitali ( la categoria più importante ) che decrescono per il secondo mese consecutivo.

Con questo è tutto, spero abbiate apprezzato la parentesi real estate! J

Mattacchiuz

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27 commenti Commenta
Scritto il 24 settembre 2010 at 16:21

Fantastico matta! :D

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bergasim
Scritto il 24 settembre 2010 at 16:22

Come volevasi dimostrare 1 case in più venduta e vai i coca boys galoppano sulle praterie del nulla, grazie matta, ma ora è meglio stare zitti, tanto non ha senso blaterare, oggi ol mercato è questo, prendere ( io non prendo e mi tengo i miei cari bond) o lasciare.

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    Scritto il 24 settembre 2010 at 16:27

    Vero, prendere o lasciare, ma è giusto che la gente sappia come stanno le cose, ma non con l’occhio del TIFOSO ma con quello di chi vuole guardare l’economia in modo oggettivo.
    E’ la nostra piccola mission.
    Se poi il mercato va in una direzione opposta, malgrado che la realtà sia un’altra, vorrà dire che la mela si ingrossa sempre di più, che poi marcisce per benino e poi quando crollerà…farà un botto ancora più forte. Nel frattempo però, seguendo le tendenze, chi vuole partecipare alla festa del mercato, è libero di farlo…

    Almeno secondo me…
    :-)

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mattacchiuz
Scritto il 24 settembre 2010 at 16:28

no, in realtà ne hanno vendute 2000 in meno. solo la destagionalizzazione ha slavato la cosa…

ma in realtà mi sa che il movimento è partito dal brutto dato degli ordini, che ha fatto muovere il dollaro in ribasso. sti figli di mignotta sono convinti, a ragione, che bernanke continuerà a tampare finchè non finisce l’inchiostro o gli alberi

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m75035
Scritto il 24 settembre 2010 at 16:47

E’ normale che quest’anno ad Agosto nessuno ha comprato nulla, erano tutti in vacanza in Luisiana!!!

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mattacchiuz
Scritto il 24 settembre 2010 at 16:48

può essere, a passeggiare stancamente per le amene stradine tra i canneti…

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bergasim
Scritto il 24 settembre 2010 at 16:55

Si erano tutti qui, a farsi delle canne non tra le cabbe ahhaaaaaaaaaaaaaaaaaa

http://www.youtube.com/watch?v=UPGPYW-qi_k

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50 cent
Scritto il 24 settembre 2010 at 20:59

Belli gli annunci delle case a prezzi stracciati, verrebbe veramente voglia.
Ma dove sono?
Io da qualche anno guardo, soprattutto quando avevamo un dollaro a 1,50, a NYC e Miami ma ci vuole comunque una botta di soldi inauditi.
Ho visto dal vivo case del genere ma erano a 500 km da ogni forma di vita, per lo meno come la intendiamo noi.
Molti di voi conoscono gli States e sanno che fuori dalle città c’è il nulla; non è come da noi che fuori Milano c’è la brianza.
Inoltre la maggior parte delle case sono in legno o prefabbricate pronte a prendere il volo al primo frequente uragano.
Scrivo ciò non per deridere gli a nnunci: è che mi piacerebbe avere casa in USA, ma la casa come la intendiamo noi è ancora fuori portata a meno che diventare cow boys.
Matta: prima o poi vengo a Milano e ti porto fuori a cena.

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mattacchiuz
Scritto il 24 settembre 2010 at 21:15

gli indirizzi ci sono nelle foto :-) eccetto l’ultima visto che ho fatto un collage. cmq è in florida, e onestamente, 400 mq di villa con 5000 metri di giardino… secondo me, quel prezzo è un buon prezzo. cmq sono abbastanza d’accordo con te che la qualità delle case li non è eccezionale, ma ciò non toglie che fino a qualche anno fa quelle case costassero il doppio o più. prendi anche la terza di casa…. alla fine costa meno di una macchina

per la cena, quando vuoi! :-)

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housecrash
Scritto il 24 settembre 2010 at 23:56

Hanno ancora parecchio deleveraging da fare in US: se prima non riparte l’economia ed il mercato del lavoro, gli toccherà trascinarsi a 4 zampe per un pezzo.

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lamponuovo
Scritto il 25 settembre 2010 at 07:42

Intanto in Italia si spiega il dato pubblicato da Nomisma (+4,2%) ed Istat (+2,7%) relative sull’aumento delle transazioni immobiliari (anche se di pochi punti percentuali) del primo trimestre 2010 rispetto a quello del 2009: è dovuto ai 10 miliardi di euro provenienti dallo scudo fiscale finiti nell’immobiliare.
http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=773349&lang=it
Inoltre ricordiamoci che il dato del primo trimestre del 2009 era uno dei peggiori cali riscontrati.
Quindi, c’è poco di cui rallegrarsi… ed è lecito aspettarsi che il dato relativo al secondo trimestre non sarà così brillante.
D’altronde il nostro è uno dei pochi Paesi in cui il prezzo degli immobili non si è sgonfiato paragonandolo al reddito medio degli italiani.

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redbull
Scritto il 25 settembre 2010 at 13:10

50 cent: Belli gli annunci delle case a prezzi stracciati, verrebbe veramente voglia.Ma dove sono?Io da qualche anno guardo, soprattutto quando avevamo un dollaro a 1,50, a NYC e Miami ma ci vuole comunque una botta di soldi inauditi.Ho visto dal vivo case del genere ma erano a 500 km da ogni forma di vita, per lo meno come la intendiamo noi.Molti di voi conoscono gli States e sanno che fuori dalle città c’è il nulla; non è come da noi che fuori Milano c’è la brianza.Inoltre la maggior parte delle case sono in legno o prefabbricate pronte a prendere il volo al primo frequente uragano.Scrivo ciò non per deridere gli a nnunci: è che mi piacerebbe avere casa in USA, ma la casa come la intendiamo noi è ancora fuori portata a meno che diventare cow boys.Matta: prima o poi vengo a Milano e ti porto fuori a cena.  

Ciao ragazzi! Sono tornato; in questi giorni ho letto tutit post e i commenti ma non avveo spunti interessanti da scrivere :?:
Io sono completamente d’accordo con 50 Cent.
Gli esempi di case pubblicati qui sopra sono quel classico modo di fare informazione, a mio avviso, senza offendere nessuno, volti ad avvalorare una tesi e ignorando quello che poi ha detto appunto 50 Cent… Se voi quelle case, in quegli stessi INFELICI posti, lontani da tutto, soggetti ad uragani devastanti, fatte di legno o cartongesso le volevate comprare 3 o 4 anni fa pensate costassero quanto???? IL 50% in meno per caso??? No Matta, dillo per favore, quelle case costavano SI, il 20 – 30% in meno, ma non facciamo credere a chi legge che quei mega villoni una volta costavano 1 o 2 milioni di dollari perchè non è così.
Provate a guardare i prezzi in zone più comode e centrali e vedrete che, come dice 50 Cent, i prezzi sono scesi, ma non tracollati come spesso sento. Anche in Italia se andate a comprare una casa in culo ai lupi la pagate niente perchè lì nessuno la vuole, che senso ha postare queste case USA volendo sottolineare un tracollo dei prezzi non specificando quanto distano dalla “civiltà”, che incidezna hanno lì gli uragani, come sono fatte, di che materiale, etc, etc…?
La mia non vuole essere una critica sulla correttezza dell’articolo, solo una precisazione che, per fortuna, vedo è stata fatta anche da altri.

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mattacchiuz
Scritto il 25 settembre 2010 at 16:15

redbull,

il post è dedicato alle case nuove. in centro alle città, è difficile che vengano costruite case nuove. le case che ho riportato nell’articolo sono in normali zone residenziali fuori dalle città. nel mio post ho scritto chiaramente, cito testualmente: “Non vedo infatti motivi particolari, escluse ben precise esigenze dei compratori, per non accontentarsi di una delle milioni di abitazioni attualmente offerte sotto prezzo dal mercato delle case esistenti.” . l’idea è chiara, mi pare: se uno ha necessità di acquistare una casa in centro a NY, la paga e basta, ma se uno non ha questa necessità, e invece vuole comprarsi una villetta più o meno carina, in zone residenziali a 10 chilometri dalle città, allora invece che costruirsene una nuova, può sempre comprarne una spendendo un sacco di meno.

ad esempio, la prima si trova in una zona residenziale a una 20 di kilometri da birmingham in alabama. Birmingham http://www.birminghamal.gov/about-birmingham.aspx ha circa 250000 abitanti, e un considerando le zone limitrofe si arriva a più di un milione. quindi non è proprio nella foresta nera… MA basterebbe che inseriate l’indirizzo su google Earth e avreste subito chiaro tutto. vedreste i grattacieli, gli stadi e le autostrade. poi se vi fa piacere pensare che vi abbia postato, si le prime che ho trovato, le case sperdute sulle montagne rocciose, beh, mi dispiace non è così.
la terza ( la seconda non ho trovato l’indirizzo… ma se volete prego ) si trova a una quarantina kilometri da atlanta. anzi siccome questa mi piace proprio come zona residenziale, vi posto anche le foto satellitari di che razza di buco del culo del mondo sia il posto dove è piazzata:

così vedete esattamente dove si trova rispetto al centro di atlanta

come zona non è proprio in una discarica…
la quarta la trovate qui, se volete http://cgi.ebay.com/One-KIND-Home-MUST-SEE-/220669330380?pt=Residential&hash=item3360eac3cc. dista una decina di chilometri dal mar dei caraibi, in un posto che si chiama Cape Coral ( deve essere un vero inferno, a giudicare dal nome), in una zone residenziale immersa nella vegetazione caraibica. cliccate sul link e dateci un’occhiata seguendo il “display map” di cui la pagina di ebay è provvista. in ogni caso, se cliccate sul link, nella descrizione vi verrà detto che è pure dotata di equipaggamento anti uragano… ma non si sa mai… purtroppo il prezzo precedente di questa casa non lo conosco… ma se faccio due conti secondo me ora è più basso di almento il 50%, considerando i 4500 metri quadrati di giardino con piscina bagni bar palmeto e irrigazione :-)

tornando alla prima casa, a 6 ore dalla chiusura dell’asta il prezzo è salito a 260000 dollari, pari a circa 200000 euro. http://www.auction.com/Alabama/residential-auction-asset/1204377-880-6131-Eagle-Point-Cir-BIRMINGHAM-AL-35242.html. il prezzo originario era 419600 dollari, quindi per ora siamo a circa il 40% in meno.

Per la seconda http://www.auction.com/Alabama/residential-auction-asset/1204400-880-1811-Britton-Dr-PHENIX-CITY-AL-36870.html costava 161500 dollari, ora la vendono a 68500 = -58%

La terza http://www.auction.com/Georgia/residential-auction-asset/1208129-880-3241-Summer-Wood-Cir-SNELLVILLE-GA-30039.html costava 116000 dollari, ora 33000 = -71%

Sono abbastanza convinto che siano in condizioni piuttosto malconce ma ciò non toglie che rendono chiara l’idea di quanto si sia bruciato in termini di valore.

Infine, è capitato ancora che mi sia sbagliato, e ancora capiterà. Ma non pensate che stia qui a postare cose per il gusto di passarvi notizie false. Potete controllare voi stessi sul sito http://www.auction.com quante e quali siano le case in svendita. Se poi volete la villa direttamente sull’oceano o con vista su Central Park, allora la pagherete!

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paolo41
Scritto il 25 settembre 2010 at 18:18

mattacchiuz,

ho vissuto diversi anni negli USA (dove per inciso è nata anche mia figlia) e mi trovi perfettamente d’accordo con il tuo commento. La mia sede di lavoro era in Park Avenue a New York, ma abitavo in un bellissimo ranchhouse, tutto in pietra (brichouse) in una verdeggiante zona residenziale del New Jersey e, quando non ero in giro per lavoro per le varie città americane, facevo circa un’ora di commuty per raggiungere la city.
Così facevano e tuttora fanno la maggior parte degli americani, da New York a Boston a Chicago a San Francisco per non parlare di Los Angeles dove per andare da un punto all’altro della città dovevi fare più di 10 miglia. Sono altre dimensioni e certo per chi è abituato a vivere in Brianza o addirittura a Milano occorrerebbe un po’ di tempo per abituarsi al modo di vivere americano. Personalmente credo di aver passato negli USA uno dei periodi più felici della mia vita….
Venendo invece ai prezzi delle case ho conferma, da quanto mi dicono i miei amici americani, che è un vero disastro; d’altra parte, non credo che Shiller pubblichi l’andamento dei prezzi senza attivare prima il cervello….
Il mercato più critico è quello delle seconde case nelle zone di vacanza ed è ovvio perchè, se c’è da tirare la cinghia, anche chi aveva la fortuna di avere una seconda casa è spesso costretto a venderla. Ma è cosi anche in Italia: io vivo in Versilia e vi posso assicurare che ci sono moltissime seconde case in vendita e anche qui i costruttori edili hanno molto rallentato la costruzione di nuove abitazioni e quelle poche vendite che sono state realizzate riguardano piccoli appartamenti. La vendita di villette è pressochè ferma con l’eccezione di qualche villa di lusso dove si stanno concentrando i paperoni russi…
Tornando agli USA, alcuni miei amici, pensionati come il sottoscritto, che vivono a Port Washington nel Long Island, mi confermano che la congiuntura è veramente critica e sono tante le belle case di quella zona con il cartello “for sale” e i prezzi sembrano molto allettanti. Ma il mercato è condizionato anche dal fatto che chi potrebbe comprare ha paura di un nuovo calo dei prezzi, come viene riportato da diverse fonti.
Credo che non sia il caso di fare sarcasmo di fronte alla critica situazione di molte famiglie che si trovano senza lavoro e con la casa pignorata.

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mattacchiuz
Scritto il 25 settembre 2010 at 18:36

tra l’alto è da qualche giorno che il mio monitor mostra sta stramaledetta riga gialla proprio nel mezzo… la vedete nelle pictures che ho postato :-) chissa cosa sarà! :-) se qualcuno ha un’idea…

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50 cent
Scritto il 25 settembre 2010 at 19:24

paolo41,

paolo41,

Nessun sarcasmo da parte mia. Ho pieno rispetto ancor più per chi versa in difficoltà.
Parlando d’altro: ma la barchetta dei pescilini fritti alla darsena di Viareggio non c’è più?

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housecrash
Scritto il 26 settembre 2010 at 01:18

[email protected]: Intanto in Italia si spiega il dato pubblicato da Nomisma (+4,2%) ed Istat (+2,7%) relative sull’aumento delle transazioni immobiliari (anche se di pochi punti percentuali) del primo trimestre 2010 rispetto a quello del 2009: è dovuto ai 10 miliardi di euro provenienti dallo scudo fiscale finiti nell’immobiliare.
http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=773349&lang=it
Inoltre ricordiamoci che il dato del primo trimestre del 2009 era uno dei peggiori cali riscontrati.
Quindi, c’è poco di cui rallegrarsi… ed è lecito aspettarsi che il dato relativo al secondo trimestre non sarà così brillante.
D’altronde il nostro è uno dei pochi Paesi in cui il prezzo degli immobili non si è sgonfiato paragonandolo al reddito medio degli italiani.  

Direi che non ci sono solo questi di dati riportati negli ultimi giorni. Ci sarebbero anche quelli di Ubh ( transazioni su del 5%/10% a fronte di ribassi medi del 9% con punte del 20% ).

O perchè non citare che nell’annuario 2009 ( http://www.cresme.it/ftp/rapporti/ANNUARIO_2009.pdf ) che certifica come il nostro mercato residenziale è in crisi profonda e ci resterà

“Sul mercato immobiliare, e sull’industria delle costruzioni gravano tre spade di Damocle: la crisi del credito, l’invenduto e la discesa dei prezzi. E se la crisi delle nuove costruzioni residenziali, era attesa, … ”

E di questi report ne esce ormai uno al giorno. Quindi di che parliamo? Si hanno cifre positive sulle transazioni, ma solo perchè l’anno scorso è stato l’anno peggiore degli ultimi 10 anni e perchè i prezzi sono stati abbassati abbondantemente.

E’ solo questione di tempo ed avremo pure qui i nostri bei fuochi d’artificio.

Tornando agli US, svariate sono le testimonianze che raccolgo sia tramite conoscenze che in giro per il web di cali corposi. Che poi non si abbiano drammi nelle zone più glamour o gettonate dal jet-set, quello è un altro discorso.

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lampo
Scritto il 26 settembre 2010 at 21:07

[email protected]:
Direi che non ci sono solo questi di dati riportati negli ultimi giorni.

Infatti: i ringrazio per averne aggiunto altri.
Avevo postato il commento perché leggendo qua e là la stampa italiana… sembra che il mercato immobiliare italiano sia in ripartenza…. e che la crisi sia finita.
La realtà, come sappiamo benissimo, è molto differente… e non si vende molto neanche alle aste… dove molti immobili anche di buona qualità arrivano tranquillamente in terza battuta senza nessuna offerta. E non sto parlando di zone periferiche… ma di appartamenti ristrutturati di buona metratura in prima periferia cittadina… zone che fino a due-tre anni fa erano in preda a urbanizzazioni sfrenate a causa della grande richiesta di immobili e a prezzi anche molto superiori alla città stessa. Per correttezza aggiungo che questo comportamento delle aste è anche causato dalle perizie che risalgono a qualche anno fa in cui i prezzi erano in piena bolla.

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mattacchiuz
Scritto il 27 settembre 2010 at 12:48

redbull: Gli esempi di case pubblicati qui sopra sono quel classico modo di fare informazione, a mio avviso, senza offendere nessuno, volti ad avvalorare una tesi e ignorando quello che poi ha detto appunto 50 Cent… Se voi quelle case, in quegli stessi INFELICI posti, lontani da tutto, soggetti ad uragani devastanti, fatte di legno o cartongesso le volevate comprare 3 o 4 anni fa pensate costassero quanto???? IL 50% in meno per caso??? No Matta, dillo per favore, quelle case costavano SI, il 20 – 30% in meno, ma non facciamo credere a chi legge che quei mega villoni una volta costavano 1 o 2 milioni di dollari perchè non è così.

mi piacerebbe avere una risposta alla luce anche del mio commento sopra, quello del 25 settembre alle 16:15

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Scritto il 27 settembre 2010 at 12:53

Che spettacolo di articolo e commenti… :!: :!:

Un plauso all’autore ed ai commentatori!

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50 cent
Scritto il 27 settembre 2010 at 13:07

mattacchiuz,

Ti rispondo io in quanto citato da redbull.
Il mio discorso aveva intenzioni diverse e in effetti non centrava molto con le tue segnalazioni.
Era un discorso a latere che rappresentava i miei interessi e quindi in effetti era OT.
Mi rendo conto, visto il fraintendimento, che avrei fatto meglio a non postarlo in quanto non era un’analisi o un commento, ma esclusivamente l’esposizione di un mio desiderio/interesse che alle condizioni esposte non trova il modo di realizzarsi.
I sintesi: 23.000 li ho, ma se dovessi cercare casa negli states la cercherei a Miami o Manhattan, pur non essendo io glamor o nel Jet set.
Mi piace lì, nulla di più.
Spero di aver chiarito il mio pensiero che era giustamente fuori posto in questo post.
Ciao.
50

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mattacchiuz
Scritto il 27 settembre 2010 at 13:23

50 cent,

ma si tranquillo, mica sono offeso. Il tuo discorso è chiaro. non mi è piciuta invece la presa di posizione arbitraria di redbull, quando nonostante avessi postato anche gli indirizzi ( la prossima volta sarò più chiaro e posterò direttamente i link e le mappe e il costo iniziale ) ha semplicemente fatto intendere che volessi solo difendere una posizione personale e non sostenibile, senza nemmeno cercare la posizione delle abitazioni, che come vedete non sono disperse nel nulla, ma a pochi chilometri da città anche piuttosto grandi, in zone residenziale che erano pure di un certo livello, e cmq non baraccopoli. adesso che gli ho postato le mappe e i prezzi, spero cambi idea sul mio atteggiamento. Anche se non siamo in accordo con l’interpretazione dei dati, essi rimangono oggettivi.

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housecrash
Scritto il 27 settembre 2010 at 14:21

lampo:
Infatti: i ringrazio per averne aggiunto altri.
Avevo postato il commento perché leggendo qua e là la stampa italiana… sembra che il mercato immobiliare italiano sia in ripartenza…. e che la crisi sia finita.
La realtà, come sappiamo benissimo, è molto differente… e non si vende molto neanche alle aste… dove molti immobili anche di buona qualità arrivano tranquillamente in terza battuta senza nessuna offerta. E non sto parlando di zone periferiche… ma di appartamenti ristrutturati di buona metratura in prima periferia cittadina… zone che fino a due-tre anni fa erano in preda a urbanizzazioni sfrenate a causa della grande richiesta di immobili e a prezzi anche molto superiori alla città stessa. Per correttezza aggiungo che questo comportamento delle aste è anche causato dalle perizie che risalgono a qualche anno fa in cui i prezzi erano in piena bolla.  

Guarda di dati ce ne sono un’infinità. Poi le notizie dei vari enti (Cresme, Ance, ….) relativi al mondo dell’edilizia, parlano sempre e solo di investimenti, imprese e dipendenti in calo, se non tracollo vero e proprio.

Passando alle aste: ho proprio fatto una verifica un paio di giorni fa su qualche immobile a Roma (dove io vivo). Premesso che i CTU si avvalgono degli operatori locali (agenti immobiliari) e dei report dell’Agenzia del Territorio/Borsino Immobiliare (che vengono compilati sempre avvalendosi degli Agenti Immobiliari come fonte preferenziale), riporto ciò che ho notato sulle perizie:
– 2008: il prezzo/mq viene determinato effettuando valutazioni ottimistiche sul mercato e valorizzando il più possibile le singole caratteristiche dell’immobile (location, fattura, taglio, …) e potenzialità di rivalutazione;
– 2010: il prezzo/mq viene determinato con un atteggiamento ribassista, portando come motivazione principale la segnalazione da parte degli operatori locali di mercato in forte contrazione sia in termini di transazioni che di quotazioni. A questo si aggiunge una tendenza a sminuire caratteristiche spesso utilizzate per giustificare quotazioni di perizia sopra le medie di mercato.

Detto in parole più semplici: il vento sul mercato immobiliare italiano è cambiato e credo che presto a mattacchiuz (a proposito: complimenti per l’ottimo lavoro, ti ho già citato un paio di volte) potrebbe toccare fare sull’Italia analisi simili a quelle fatte per gli US.

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lampo
Scritto il 27 settembre 2010 at 22:00

housecrash@finanzaonline:
Detto in parole più semplici: il vento sul mercato immobiliare italiano è cambiato e credo che presto a mattacchiuz (a proposito: complimenti per l’ottimo lavoro, ti ho già citato un paio di volte) potrebbe toccare fare sull’Italia analisi simili a quelle fatte per gli US.  

Concordo pienamente la visione sulle perizie: è quello che ho riscontrato leggendomi una 40 di perizie nella zona in cui cerco… per comprare all’asta. Aggiungo che molti tribunali, tra cui quello che seguo, hanno dato in gestione la custodia, tutta la gestione delle pratiche e la liberazione dell’immobile (comprese le notifiche, l’uso eventuale della forza pubblica, ecc) a società private esterne: in pratica ti consegnano l’immobile libero con le chiavi (ovviamente a meno che ci sia un contratto regolare d’affitto precedente il pignoramento o un regolare usufrutto). Il tribunale praticamente solo apre le buste e comunica il tutto alla società! Ho avuto anche modo di visionare vari immobili con il custode e con i pignorati dentro durante la visita (anche se è previsto dalla recente riforma)! Non vi dico l’imbarazzo…ma alla fine è giusto che sia così.
Mi hanno anche confermato che tutte le spese per la cancellazione ipoteche, liberazione immobile, notifiche varie, ecc sono a carico della procedura (e quindi non dell’aggiudicatario… anche se comunque le inglobano nel prezzo di partenza dell’asta). Rimangono a carico dell’aggiudicatario solo le spese classiche di IVA, imposta catastale e di registro + notaio per eventuale mutuo per partecipare (oltre agli arretrati delle spese condominiali: solo anno di esercizio in corso e anno precedente come stabilito da una sentenza del tribunale di Trento … se ricordo bene).
Frequentando vari forum sull’argomento ho notato che sono pochi i tribunali che si sono attrezzati in questa maniera e molti ancora pongono a carico dell’aggiudicatario molte spese oltre alla liberazione dell’immobile dopo il decreto di trasferimento (siamo in Italia… e le leggi entrano in vigore a poco a poco e diversamente a seconda del territorio: in pratica questo è il vero federalismo già in essere da vari decenni!).

Per quanto riguarda le future analisi di Mattacchiuz sul mercato immobiliare italiano…anche se non è un bene che ciò avvenga… è meglio che la bolla scoppi adesso che non fra qualche anno quando è ancora più grossa (anche se ormai le dimensioni sono notevoli). Anche se debbo dire che le solite lobbies hanno tenuto duro molto e per più di due anni cercando di puntellare da tutte le parti… Oramai anche in Italia la crepa del mercato immobiliare è diventata grossa… e fra poco (credo che oramai sia una questione di mesi… visto la chiusura di agenzie a vista d’occhio e il moltiplicarsi delle aste, senza poi contare la vendita da parte di società immobiliari dei terreni che avevano, diciamo, “acquistato” per urbanizzarli…) verrà giù tutto. Pensavano con lo scudo che i soldi rientrati andavano lì, come durante il durante i precedenti condoni fiscali. Ma stavolta solo una minima parte è andata… e neanche quella è riuscita a ribaltare di tanto le statistiche.
Voglio proprio vedere nei prossimi mesi cosa avrà il coraggio di pubblicare l’OMI come quotazioni… e se avranno ancora il coraggio di parlare di sconti… sì però del 30 o 50% praticamente SALDI! :P

Debbo dire che mi dispiace sinceramente per chi ha comprato casa in questi ultimi anni facendo mutui tombali a tasso variabile. Praticamente solo in Italia le banche ancora consigliano mutui a tasso variabile…chi vuole capire sa bene cosa intendo e cosa si prepara per il futuro :o

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redbull
Scritto il 29 settembre 2010 at 11:23

mattacchiuz: mi piacerebbe avere una risposta alla luce anche del mio commento sopra, quello del 25 settembre alle 16:15  

Ciao Matta… Scusami per il ritardo, ma in questi giorni non ho avuto molto tempo per starvi dietro e purtroppo non ho potuto replicare ai commenti.
No, la mia non era un’accusa nei tuoi confronti, era una considerazione del fatto che questi prezzi mi sembrano davvero troppo bassi per non nascondere qualche sorpresa; e sinceramente la penso ancora così, anche dopo il tuo bellissimo e utilissimo lavoro sulla locazione di tali case. Secondo me se si apre la porta di quelle case e la si sbatte troppo forte viene giù tutto :lol:
Però devo ammettere che, visti anche i commenti di chi è più vicino agli States anche in termini di contatti personali con chi abita lì, non posso sempre e solo fare il bastian contrario e ignorare il fatto che SICURAMENTE le cose non vanno BENE. Io discuto sull’entità del non andare bene; mi sembra sempre ci sia un eccesso di enfasi nelle notizie e nei dati brutti e invece un minimizzare sempre dati e notizie buone.
Però può darsi che io mi sbagli e la situazione sia davvero così drammatica e tra uno o due anni ci sarà il fallimento di mezzo mondo; io sono di diversa idea e questo mi deve per forza far prendere in considerazione anche le notizie e le cose buone che ci sono.
Nei tuoi post “sconti” sempre il PROBABILE fallimento di mezzo mondo e a me, francamente, sembra un po’ eccessivo. Però ti stimo davvero per la precisione con cui argomenti le tue tesi!

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mattacchiuz
Scritto il 29 settembre 2010 at 11:54

redbull,

niente problema per il ritardo.
in merito all’enfasi che tu dici noi ( o io in paritcolare ) poniamo sulle notizie brutte rispetto a quelle buone, 2 considerazione:
1) le notizie non le facciamo noi: se i dati macroeconomici più importanti sono inchiodati ai minimi da tre o quattro o cinque anni, questo non è conseguenza del nostro modo di interpretare la realtà. è quasi un anno e mezzo che si sente parlare di ripresa nell’occupazione, e non c’è stata; di ripresa del settore immobiliare, invece siamo ai minimi da praticamente 70 anni; di ripresa di produzione e altro, invece gli ultimi dati (ISM e altro) sembrerebbero indicare nuova contrazione in arrivo…
2) ti prego, se trovi qualche bella notizia, ma che sia attendibile, in merito a settore immobiliare, occupazione, credito, o altro di cui io mi occupo, pubblicala tu. non perchè io non lo voglia fare, solo perchè davvero vorrei capire quali sono queste belle notizie che tu leggi e che invece io non trovo, salvo, forse, qualche rimbalzino ogni tanto.

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