Super liquidity trap

Scritto il alle 09:35 da Danilo DT

Ma questo è il NEW NORMAL oppure un rischio sistemico?

Il mondo dell’economia è in trappola. La colpa è della finanza scellerata che ormai ha generato un circolo vizioso da cui difficilmente ne usciremo fuori.
E proprio quella finanza che ha immesso nel mercato una valangata di liquidità e che un bel giorno dovrà ritirarla.
Ma oggi il problema non si pone ancora visto che l’economia non decolla e che l’inflazione non è un problema. Anzi, si teme la deflazione, anche a causa del rallentamento dei corsi delle materie prime.

Quindi con queste condizioni di mercato, perché partire con la exit strategy? Sarebbe controproducente! Il fatto che la base monetaria degli Stati Uniti è ora 4,5 volte maggiore di quanto non fosse cinque anni fa e che i mercati finanziari siano ormai totalmente dipendenti da questi stimoli artificiosi, non preoccupa più di tanto gli economisti d’oltre oceano. Per certi versi sanno che più il tempo passa e più amplificano la difficoltà di una futura exit strategy. E ovviamente più pericoloso ed invasivo sarà qualsiasi misura presa per rallentare l’afflusso di droga monetaria, o ancor peggio una sua enebtuale interruzione.

INFLAZIONE usa vs incremento BASE MONETARIA USA

Ma tutto questo lo si ignora.
Fateci caso. Ormai si vive il QE quasi come se fosse LA NORMALITA’. Ma dico io, allora perché non ci hanno pensato prima! Quanti problemi in meno ci sarebbero stati nella storia. E’ stata trovata al soluzione a tutti i problemi.

Il nostro buon senso ci ricorda che non è proprio così e che questa soluzione DOVEVA essere un modo per tamponare momentaneamente un problema.

Ma poi ci si è lasciati prendere la mano…oggi eccoci qui.
Panic? No panic… o per lo meno, fino a quando “tutto sarà sotto controllo” non prendiamo “strane iniziative. Seguiamo gli eventi MA soprattutto dobbiamo essere pronti.

Il QE infinito NON esiste. La droga per l’infinito NON esiste. E più si tarda l’uscita e più l’impatto sarà pesante.
Questo, signori, è la vera trappola della politica monetaria.
Ne sono certo, i nostri figli la studieranno a scuola…

PS: si consiglia di leggere anche il commenrto di JesseLivermore, dove ad un pessimismo evidente viene però associato un realismo assolutamente difendibile. Che ne pensate?

STAY TUNED!

Danilo DT

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23 commenti Commenta
jesselivermore
Scritto il 12 novembre 2013 at 10:23

Per rimanere in tema con il Q.E. oggi è apparso anche un articolo di Paul-Mortimer Lee di BNP Paribas, secondo il qualel’unica salvezza per l’Eurozona è che l’Eurotower scelga la strada della Federal Reserve e della Bank of Japan e inizi a iniettare sul mercato una liquidità di 50 miliardi di euro, attraverso un’operazione QE stile Fed.

QUESTA E’ LA MIA OPINIONE IN MERITO

Questi pseudo economisti come Paul-Mortimer Lee dovrebbero smetterla di parlare di economia, di pubblicare grafici e di sostenere dibattiti economici. Dovrebbero ragionare, studiare di più o proprio ristudiare tutto ex novo come in questo caso o semplicemente uscire dal modo di ragionare comune di tutti gli pseudoeconomisti che nel lungo termine ci porterà tutti ad un crack sistemico dove non ci saranno luogi dove nascondersi.Quello che sta facendo Bernanke con la Fed e che il signor Paul-Mortimer Lee vorrebbe fosse fatto anche dalla BCE, è quello di ” inondare di liquidità i mercati” ovvero acquistare quantità quasi illimitate di titoli di stato sul mercato al fine di schiacciare i rendimenti verso il basso su tutte le scadenze per poter così far surriscaldare l’economia inflazionando tutto il sistema. MA COSI’ FACENDO ha prima di tutto creato delle misallocazioni spaventose delle risorse finanziarie, ha sterilizzato completamente i premi al rischio, quindi tutte le varie attività finanziarie non vengono più prezzate dal mercato per il loro rischio effettivo (IL SIGNOR Paul-Mortimer Lee ha mai studiato cosa sono i premi al rischio e a cosa servono?)E questo crea inefficienze pericolosissime nell’economia, investimenti nell’economia reale che con premi al rischio effettivi non sarebbero stati effettuati, vengono ugualmente effettuati ( in parole povere se il denaro costa tanto e finanziarmi costa tanto, effettuerò solo quell’investimento vincente, produttivo e che darà un valore aggiunto a me e a tutta l’economia, mentre un investimento scarso, di dubbio valore non verrà effettuato).Infatti una delle FUNZIONI PRINCIPALI DEL MERCATO,è quella di depurare il sistema dalle imprese inefficienti, dagli investimenti sbagliati, da tutto ciò che non è produttivo e che non da valore aggiunto all’economia. Questa funzione di “smaltimento dell’inefficiente” è morta grazie al QUANTITATIVE EASING 1, 2, 3 ,4 di BERNANKE, e nel sistema stanno sopravvivendo aziende banche e compagnie assicurative morte, inefficienti, con un business plan sbagliato che in una situazione di premi al rischio effettivi sarebbero già state buttate fuori dal mercato. Tutto ciò ci condurrà al disastro, appena il mercato dei tassi di interesse con la sua forza inarrestabile si risveglierà e tornerà A PREZZARE TUTTE LE ATTIVITA’ FINANZIARIE per il loro rischio effettivo TUTTO QUESTO MONDO DI CARTA COLLASSERA’ travolgendo tutto e tutti, banche centrali comprese. Pertanto siamo ancora salvi fino a quando la BCE continuerà a fare il contrario di quello proposto dal signor Paul-Mortimer Lee lasciando “spurgare piano piano” il sistema da tutti gli investimenti inefficienti effettuati nel periodo del “CREDITO FACILE” perchè ricordo al signor Paul-Mortimer Lee che ci troviamo in questa situazione di crisi a causa DELLA BOLLA DEL CREDITO GONFIATA NEGLI ANNI DAL DENARO A BASSO COSTO FORNITO DALLE BANCHE CENTRALI e non si potrà risolvere di certo FORNENDO ALTRO CREDITO E POI ALTRO CREDITO ANCORA ILLIMITATAMENTE AL MERCATO.Certo se poi vediamo tutta la situazione dal punto di vista dei banchieri centrali ( e dei loro azionisti quindi….)lasciando perdere quello che è giusto per l’economia è logico che questi agiscano così: solo così, solo inflazionando tutto il sistema possono continuare ad effettuare quell’enorme trasferimento di ricchezza che sta avvenendo dal ceto sociale medio ai banchieri, senza creare tumulti e rivolte sociali, poichè ahimè sono in pochi purtroppo a poter capire queste dinamiche e quindi quello che sta accadendo.

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cabas
Scritto il 12 novembre 2013 at 10:54

Parole sante !

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pinco14
Scritto il 12 novembre 2013 at 10:54

jesselivermore@finanza,

clap clap clap :-)
Uno dei comeenti più sensati che mi sia capitato di leggere da mesi a questa parte

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Scritto il 12 novembre 2013 at 10:56

…non occorre aggiungere altro…

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Scritto il 12 novembre 2013 at 11:16

jesselivermore@finanza,

Ti ho citato anche nel post, intanto vi propongo anche la mia elucubrazione sui derivati appena pubblicata.
E per domani…un’altra splendida realtà illustrata.
Se poi sommerete questo post, quello sui derivati e quello di domani sulle banche…non mi resta che augurare a tutti…BUON NALATE ! E che Gesu Bambino ci porti delle soluzioni realistiche e non troppo traumatiche!

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andybarac
Scritto il 12 novembre 2013 at 12:08

E quando tutto sarà finito, con un crack mondiale di proporzioni gigantesche; quando debiti colossali non potranno più essere ripagati, avremo allora la quantizzazione del danno provocato all’economia e alla finanza di tutto il mondo, dal crollo delle Torri Gemelle (World Trade Center).
Non sono un economista, ma nessuno mi toglie dalla testa che quello che stiamo vivendo sia stato architettato per recuperare i danni ciclopici conseguenti ai fatti dell’11 settembre 2001. Coi mutui subprime (impacchettati in prodotti finanziari garantiti da banche con tripla A e distribuiti al resto del mondo) le banche americane (alcune poi fallite, forse ad arte?) hanno imprestato soldi anche a cani e porci che non avrebbero mai potuto restituirli. Con quei soldi sono state costruite case, palazzi e quant’altro possa avere accresciuto il patrimonio immobiliare degli USA nell’ultimo decennio.
Il conto è ovviamente adesso a carico del resto del mondo che prima o poi glielo dovrà pagare.

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ihavenodream
Scritto il 12 novembre 2013 at 16:25

Sorvoliamo sulle fesserie di jesse come si chiama e di altri amici dei banchieri e degli “austerici” e concentriamoci su un fatto importante: Paul Mortimer Lee è un dipendente di BNP Paribas e dice cose sacrosante…se l’aria euro non è collassata è perchè ha giovato delle politiche di allentamento monetario degli altri, ma ad ogni modo non ha risolto neanche un po’ il problema fondamentale del 2008, cioè il fatto che le banche sono quasi tutte virtualmente fallite! Ora se non si interviene ripulendo i bilanci delle banche (come han fatto gli Usa, a questo è servito il QE) e rimettendole in condizioni di funzionare le alternative possibili sono due: una crisi di portata supeiore a quella del 29, con molti istituti che falliscono, portandosi dietro anche i loro clienti e i bilanci pubblici di molti stati, oppure le banche rimangono sospese a meezaria per usare una metafora, tentando di ripulire i loro bilanci senza aiuti o con piccoli aiuti, tipo ltro…in questo secondo caso ci metteranno 20 anni se mai ci riusciranno e per tutto questo periodo l’attività economica andrà avanti sostanzialmente senza banche, cioè la macchina andrà a spinta perchè i cilindri del motore sono tutti ingolfati…la direzione che prenderà la bce sarà senzaltro quella che dice Paul Mortimer e sapete perchè: perchè Draghi ha innescato una bomba atomica ad orologeria che si chiama STRESS TEST, e stress test con parametri veri per di piu’ (core tier 1 all’8% )…il che significa che nessuna banca europea , in particolare tedesca o francese è oggi o sarò domani in condizioni di superare gli stress test senza aiuti…e si tratta di aiuti belli pesanti, io li ho stimati 4-5 trilioni di euro, cioè un QE europeo in piena regola…

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    Scritto il 12 novembre 2013 at 17:48

    Che siano fesserie o no sarà il tempo a deciderlo.
    Intanto ESIGO rispetto del pensiero altrui. E mi domando PERCHE’ non accetti questa banale regola del blog.
    Che tutti non la pensiamo allo stesso modo è normale, e meno male, almeno così ci si può confrontare.
    Però è profondamente scorretto comportarsi in questo modo, nei confronti di altri lettori.
    Regolati.

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jesselivermore
Scritto il 12 novembre 2013 at 18:10

Rispondo a quello che ha scritto ihavenodream

ihavenodream RITIENE fesserie quelle che ho scritto sopra perché probabilmente anche lui insieme a Paul-Mortimer Lee non conosce cosa sono i premi al rischio forse non li ha mai sentiti nominare o li sente nominare per la prima volta , forse per lui è normale che JUNK bonds e investment grade bonds abbiano ormai SPREADS ridotti al minimo , RIBADISCO QUANTO SCRITTO SOPRA appena IL MERCATO DEL CREDITO si surriscalderà e i tassi di interesse tornano a fare i loro lavoro e cioè a prezzare le attività finanziarie in base al loro reale rischio VIENE GIù TUTTO. Non è una questione di SE ma di Quando. Capisco anche che i tassi a zero per 5 anni hanno dato alla testa un po’ a tutti.

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kry
Scritto il 12 novembre 2013 at 18:51

jesselivermore@finanza,

Mi sono perso. Se stampiamo non va bene perchè inflazioniamo il sistema, trasferiamo la ricchezza e poi ci sarà un crollo e la ricchezza trasferita andrà in parte pure quella in fumo. Se non stampiamo andiamo in deflazione e facendo contenti i tedeschi facciamo patacrak. Secondo me non se ne esce soprattutto perchè si tende a dimenticare che il lavoro è cambiato la tecnologia ha diminuito i posti di lavoro e settori che prima erano trainanti per il pil ( edilizia e automobilistico ) ora segnano il passo.

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jesselivermore
Scritto il 12 novembre 2013 at 19:17

kry ti dimentichi che siamo in questa situazione perché hanno stampato troppo negli anni passati tanto è vero che si chiama la crisi del credito….

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ihavenodream
Scritto il 12 novembre 2013 at 22:01

Prima di tutto, io non insulto nessuno, metto solo in evidenza quando qualcuno non sa di cosa parla, e ce ne sono tanti su internet, stigmatizzo poi sopratutto chi, non capendo nulla come detto, si erge a cattedratico ed espone le sue idee come se fosse vangelo e non appunto opinioni…ce ne era un altro qui ke ne sparava a profusione mi sembra…ora salta fuori l’ ennesimo austriaco del piffero che dice le solite cose ke dicono tutti quelli che la pensano come lui, la realtà è diversa, fatevene una ragione, non è il mercato a decidere i destini degli uomini ma il contrario…e ki ha la maggioranza dei consensi che deve governare, non ki ha la maggioranza dei soldi! Questa crisi è stata generata proprio da quelli ke volevano mettere il mercato prima di tutto, un mercato libero e deregolamentato, con le banche libere di far tutto….oggi fortunatamente il vento sta cambiando, se è vero come è vero ke i repubblicani non prendono più consensi neanke a new york…ci sono ancora alcune sacche di resistenza in Europa centro settentrionale ma draghi e compagni si stanno impegnando per isolarli sempre di più…

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    Scritto il 13 novembre 2013 at 09:52

    Non mi sembra proprio che Jesse sia meno cattedratico di te. E quindi non hai diritto di volerti imporre in questo modo. Se credi di avere la verità assoluta in mano allora sappi che sei un illuso e forse meriteresti di farti un bagno di umiltà.
    Questa che, fino a prova contraria, è CASA MIA, deve essere un’area di confronto e non un ring. Ognuno espone le proprie idee e ci si confronta con gli altri lettori. E chi avrà ragione…lo dirà solo il tempo.
    Intanto però se ne parla in modo democratico tutti insieme. E a chi non piacciono queste regole, cerchi altri posti per scrivere.
    Se invece esponi le tue idee e accetti il confronto, e SOLO in quel caso, allora va bene.
    OK?

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kry
Scritto il 13 novembre 2013 at 00:08

jesselivermore@finanza,

“La nostra economia è ferma non per assenza di opportunità o pigrizia, ma per mancanza di denaro.” Questa frase l’ho trovata qui http://www.oltrelacoltre.com/?p=12227 sicuramente sono cose che conosci e penso che valga la pena leggerlo. E’ un invito che rivolgo a tutti.

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kry
Scritto il 13 novembre 2013 at 00:17

Danilo DT,

Un superarroganteprofessore non rispetterà mai una banale regola,per molto meno albertom è stato giustamente espulso. Mi domando ma in italiano ihavenodream che significa? INCUBO?

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paolo41
Scritto il 13 novembre 2013 at 07:21

kry@finanza,

mi associo alla proposta di Kry; ormai INCUBO ha dato numerose prove che cerca solo la polemica e, fra l’altro, a mio avviso, questo suo atteggiamento lo porta spesso a deformare la realtà a suo piacimento. Comunque l’arroganza, la presupponenza e l’offesa non sono accettabili……

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jesselivermore
Scritto il 13 novembre 2013 at 09:04

Kry allora sei d’accordo con me visto che nel link che ci hai indicato si dice ad un certo punto “………Infine abbiamo l’inflazione creditizia. Questa inflazione ha conosciuto la più ampia diffusione dal 1971, anno in cui Nixon, allora Presidente degli Stati Uniti, con il benestare del G10, decretò la fine della gold standard, ovvero della convertibilità del dollaro in oro (il valore del dollaro era legato alla consistenza delle riserve auree statunitensi), come deciso nel 1944, con gli accordi di Breton Woods.

Questa decisione ha aperto la porta del mondo alla moneta virtuale. Questa terza categoria di inflazione è generata dall’eccesso di operazioni di sconto e concessioni di credito da parte delle banche. Inoltre non dobbiamo dimenticare che le banche ricavano mostruosi guadagni grazie agli interessi che applicano. Per cui più credito concedono, più interessi incassano, tanto cosa gli importa, parliamo di una moneta che in pratica non esiste, è solo una convenzione. I guadagni delle banche crescono di pari passo con la deriva economica. E’ questa la causa che ha innescato la crisi del 2008…..”

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kry
Scritto il 13 novembre 2013 at 16:19

jesselivermore@finanza,

Sono sempre stato sostanzialmente d’accordo. Il link l’ho trovato per caso ieri sera e mi è sembrato che poteva andare bene per quello di cui si stava parlando e sono contento l’abbia letto. Sono pure d’accordo riguardo il ’71 solo che in pochissimi lo dicono ed io ci sono arrivato per intuizione. Secondo me la politica in quegli anni aveva capito quello che sarebbe successo e che la tecnologia avrebbe distrutto posti di lavoro e ha risposto con debito e assunzioni pubbliche. Ora siamo in una nuova era e tra 40 anni forse prima studieranno che dopo la seconda guerra mondiale e dopo la fine del comunismo la terza guerra mondiale ha visto come protagonista il MULTINAZIONALISMO che si nasconde dietro la parola globalizzazione.Grazie. Ciao.

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idleproc
Scritto il 14 novembre 2013 at 09:18

Concordo sia con Kry che con Jesse.

La corretta percezione del rischio è il fondamento di un “mercato” che funzioni.
Si è pensato di eliminarlo da un lato a mezzo strumenti finanziari e dall’altro lato, quando il bubbone si è presentato, di finanziare l’allocazione scorretta delle risorse che non sono solo il capitale ma per conseguenza diretta, il lavoro.
Inoltre, come da tradizione sistemica, la spinta è costante verso il “risparmio” del tempo di lavoro e all’aumento tecnologico costante della sua produttività con la conseguente espulsione dal mercato del lavoro di forza lavoro.
Anche sul mercato delle “competenze” professionali vi è una progressiva espulsione di forza lavoro in quanto la conoscenza tende a concentrarsi e sempre più competenze vengono sostituite dall’automazione. E’ falso pensare che aumentando il livello di competenze di massa sia una garanzia di posto di lavoro, lo è ma solo per pochi.
La prossima rivoluzione industriale se ci arriviamo, sarà fondata sull’automazione di massa, sull’intelligenza artificiale e gli sviluppi della genetica con ulteriore “risparmio” di forza lavoro.
Il problema è sistemico, il sistema è bloccato da livelli sempre più elevati di concentrazione di capitale le possibilità sovradimensionate del sistema produttivo e redditi insufficienti.
Il lato “capitale” (parlo di quello grande, non la piccola e media impresa che ne è soggetta) ha pensato di aver effettuato la quadratura del cerchio eliminando o comprando in blocco l’espressione politica di uno dei due lati della dinamica di sistema: il lato del lavoro e conseguentemente la spinta alla redistribuzione dei redditi e alla diminuzione razionale e suddivisa socialmente del tempo di lavoro.
La realtà oligopolistico-monopolista delle corporation sovracontinentali finanziarie o meno sta facendo il resto.

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    Scritto il 14 novembre 2013 at 10:00

    Non posso che concordate e lo sapete benissimo. Da sempre martello sulla gestione del rischio e sullapercezione dello stesso. Nella storia le grandi bolle sono scoppiate proprio quando la percezione dle rischio finanziario era ai minimi. La differenza rispetto al passato è che la sbornia qui non passerà rapidamente perchè c’è chi continua a dare da bere al mercato.
    Finchè che non arriverà una cirrosi sistemica…

    Vabbè dai, avete capito cosa intendo! ;)

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idleproc
Scritto il 14 novembre 2013 at 10:29

Danilo DT,

Già, è vero, lo hai sempre detto.
Purtroppo la razonalità viene sempre piegata all’immediato interesse di gruppi di potere.
Anche con l’europa che poteva essere ben altro si è andati nella stessa direzione.
Comunque c’è sempre S.Gennà, speriamo che non si sia stancato.
:?:

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ihavenodream
Scritto il 15 novembre 2013 at 13:00

I discorsi che fate sulla percezione del rischio sono in linea di principio giusti, ma nella contingenza attuale sbagliati, perchè rilevano una non comprensione della situazione attuale e degli eventi che l’hanno determinata…per me l’ostacolo che non vi permette di comprendere cosa sta succedendo è la vostra tendenza a guardare il mercato con gli strumenti del mercato e non per quello che in realtà è: l’insieme aggregato dei comportamenti umani, i quali dipendono da molteplici fattori, non solo economici, ma anche politici, storici, culturali ecc ecc…ora vi aiuto io: prima domanda che bisogna farsi: cosa ha determinato la crisi attuale? ok i mutui subprime, quindi la leggerezza con cui le banche concedevano mutui e utilizzavano strumenti speculativi a leve irragionevoli…si ma questa non è una vera risposta, è come dire: perchè il paziente è morto? perchè aveva il cancro, si ok ma noi ci chiediamo cosa ha causato il cancro? e la risposta è abbastanza precisa: la deregulation iniziata sotto Reagan e culminata con il Dodd-Franck act che ha archiviato il Glass- Steagall act introdotto da Roosvelt 50 anni prima…Roosvelt aveva intelligentemente introdotto una serie di norme per regolamentare l’attività bancaria, tra le quali la piu’ famosa era la divisione tra le banche retail e le banche d’affari…con il Dodd-Franck act, promulgato da Clinton ma in realtà proposto e approvato dal congresso in maggioranza repubblicano, come i suoi primi firmatari, queste regole vennero quasi del tutto archiviate e infatti quasi subito dopo si creo’ Citigroup dalla fusione di Citi corp e Travelers group, fusione irrealizzabile senza il Dodd-Franck act…Citigroup all’epoca era la banca piu’ grande del mondo per attivi…il punto è che Roosvelt aveva pensato di garantire le banche, ovvero i conti correntisti delle banche con soldi pubblici, ma in cambio pretendeva che le banche che volevano essere garantite non facessero poi attività corporate, cioè facessero sostanzialmente credito al consumo e basta…così si evito’ la periodica corsa agli sportelli che avveniva prima del Glass-Steagall act e che costringeva le banche ad operare con leve troppo basse (2-3) che le rendeva poco efficaci…il Glass-Steagall act era geniale: non inficiava la libertà d’iniziativa di nessuno, se un istituto voleva poteva fare la banca d’affari senza garanzie pubbliche e garantiva il sistema del credito con costi peraltro solo virtuali da parte dello stato. Abolirlo è stata una follia e alla fine ne abbiamo pagato tutti le conseguenze. Si è creato un enorme azzardo morale nel sistema, perchè le banche continuavano di norma o di fatto ad essere garantite dallo stato ma non erano piu’ obligate a sottostare a stringenti regole di gestione. Nel 2008 il sitema ha raggiunto il punto di rottura…si tratta di un evento epocale non di un classico picco del ciclo del mercato, cioè si tratta di archiviare un modello distruttivo ed aprirne un altro ed è esattamente quello, che ci crediate o no, che si sta facendo…si arriverà a ripristinare una nuova versione del Glass-Steagall act, ma prima (o contemporaneamente) è necessario riparare ai danni provocati dal modello sbagliato che c’era fino al 2008…e riparare ai danni significa sostanzialmente salvare il sistema bancario e poi innescare la domanda e i consumi privati che per forza di cose sono venute meno con la crisi…questi due punti (soprattutto il primo) non è opzionale…per attuarlo occorre utilizzare mezzi non convenzionali, questo utilizzo porterà a distruzioni future? ci credo poco, perchè è una sorta di patto che si fa a livello internazionale per resettare il sistema e poi riavviarlo… vi ricordate di quando si facevano le campagne per cancellare il debito dei paesi del terzo mondo, beh è la stessa cosa qui: occorre cancellare il debito delle banche, ora di sicuro questa attività che hanno iniziato gli Usa (anzi già quasi completata) e che presto faranno anche gli altri avrà impatti sul mercato, quali lo lascio immaginare a voi che siete piu’ esperti di me in questo campo, ma di sicuro non creerà bolle speculative perchè lo scopo non è speculare ma, come detto, resettare il sistema, perchè un moribondo o un convalescente non puo’ fare indigestione per definizione, quando si sarà rimesso del tutto allora potrà ritornare a mangiare come faceva prima e anche eventualmente a speculare…non so se è chiaro il concetto

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ihavenodream
Scritto il 15 novembre 2013 at 14:02

ihavenodream@finanza,

Refuso: si intende il graahm-leach act del 99 e non il frank-dodd act naturalmente…

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