Quantitative Easing e rendimenti negativi. La Germania non ha solo benefici

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

Merkel-qeMa che bello il quantitative easing Europeo. Permette a tutti di ritrovarsi con BTP valorizzati a peso d’oro, da uno sprint ai mercati finanziari e magari anche all’economia.
Peccato però che negli ultimi giorni il nostro amico “spread BTP Bund” sia peggiorato e sia tornato in area 105.
Ma cosa sarà mai successo! Colpa dei BTP che hanno perso valore? No. Lo spread è dato dalla differenza tra il rendimento del BTP a 10 anni ed il paritetico titolo tedesco, il Bund.
Quindi per muovere lo spread NON è necessario che entrambi i rendimenti si muovano. Anzi, un contemporaneo movimento al rialzo o al ribasso di entrambi potrebbe, per assurdo, neutralizzare qualsiasi risultato, lasciando quindi lo spread invariato.
I movimenti risultano più chiari quando solo uno tra BTP e Bund reagisce.
In questo caso l’allargamento dello spread potrebbe essere dovuto a due fattori.
O il BTP perde valore ed aumenta il suo rendimento, con un Bund Stabile.
Oppure… il BTP rimane fermo e il Bund diminuise ulteriormente i suoi rendimenti.
Ed è esattamente quello che è capitato.

Spread BTP Bund

spread-btp-bund-10yr-2015-reload

Nei giorni passati ho già parlato di quello che è l’effetto “rarità” sul mercato. Detto banalmente manca carta e mancano venditori. La BCE ordina alle banche centrali di comprare bond come da programma ma le stesse poi faticano non poco ad effettuare gli acquisti.
Guardate la Bundesbank.

acquisti-bce-qe
Deve comprare oggi dei Bund che a 10 anni hanno visto il loro rendimento scendere ulteriormente. Oggi è pari allo 0.18% circa. Quasi un terzzo di quanto rendeva 15 giorni fa.
Il mercato sa che il QE durerà tanti mesi, almeno 18 e in questi 18 mesi ci saranno acquisti costanti e programmati. E allora perché cedere ora i titoli, quando c’è un “buyer” COSTRETTO a comprare alte quantità a rendimenti ridicoli?
Ovviamente in tutto questo scenario la speculazione di va a nozze.
It’s “squeeze time”. Appunto i rendimenti vengono “strizzati” verso il basso a livelli, permettetemi, indecenti.

Immagino già cosa diranno i lettori: La Germania è per l’ennesima volta la beneficiaria maggiore di questa politica.
Vero, per carità. La Germania può emettere bond anche a tasso negativo, quindi guadagnandoci. Il che è veramente assurdo.
MA c’è anche il rovescio della medaglia?
Ebbene si.

La Germania gode: ma c’è anche il rovescio della medaglia

I problemi rstano secondo me due, come anche ricordato da Morya Longo sul Sole di qualche giorno fa.

Il primo è legato agli acquisti. Come detto la Bundesbank non potrebbe più tenere il passo. Mancando carta, e tenendo conto che molti titoli sono a rendimento sotto l’area di acquisto, sotto lo 0.20%, la Bundesbank si ritrova obbligata a comprare scadenze sempre più lunghe. E poi che fa quando anche quelle scadenze saranno sature? Benvenuti nella bolla obbligazionaria più pazza della storia.

Problema numero due: a dire il vero non è solo tedesco ma deve essere anche meditato e ragionato sullo scenario italiano.
Sarò breve. Il crollo dei rendimenti obbligazionari potrebbe mandare in tilt il sistema assicurativo tedesco (e non solo quello) in quanto molte compagnie non avrebbero più la possiblità di onorare certi tipi di rendimenti e pagare certi premi assicurativi, ancora legati ai mercati “vecchio stampo”, quando cioè avevano ancora senso. Ma non lo dico io, lo dice la Bundesbank:

(…) E la stessa Bundesbank a scrivere, in uno studio recente, che se i tassi bassi dovessero durare per un prolungato periodo, fino a 32 assicurazioni tedesche si troverebbero ad affrontare rischi di insolvenza. Tutto questo rischia di rendere la Bundesbank ancora più ostile al «quantitative easing» di quanto non lo sia già. (…)

Come vedete non tutte le ciambelle riescono col buco e anche in questo caso, al privilegiata Germania potrebbe ritrovarso con un effetto Boomerang che non è certo da sottovalutare.
Lo ripeto, credo che siamo solo al’inizio di una bella, movimentata e controversa avventura.

STAY TUNED!

Danilo DT

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9 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 20 marzo 2015 at 12:02

“Sarò breve. Il crollo dei rendimenti obbligazionari potrebbe mandare in tilt il sistema assicurativo tedesco (e non solo quello)…”

TUTTI i sistemi assicurativi, non solo quello germanico (e i sistemi pensionistici ovviamente) !!! Il QE americano aveva tra i vari scopi la generazione di flussi di dollari in uscita con conseguente riduzione del valore del dollaro e aumento della redditività sia degli investimenti speculativi all’estero (misurati in dollari) che delle multi nazionali. Ora flussi in euro dovrebbero uscire dall’Europa per la stessa ragione. Ma sarà davvero così ? La situazione economica è oggi assai peggiore che 3 anni fa e le economie EM (potenziali soggetti dell’invasione di denaro caldo) sono già piene di debiti (in dollari iper valutati) e non sono in grado di caricarsi di altro debito. Inoltre le banche europee sono in pessimo stato, sono in grado di emettere credito in euro verso paesi in evidente crisi, dalla Turchia al Brasile …. Le sanzioni alla Russia hanno poi del tutto bloccato lo sbocco verso est, assai più promettente, e messo in pericolo i 500 miliardi di crediti che le banche dell’eurozona vantano verso le compagnie russe. Ci sono mille ragione per cui il QE di Mario fallirà, questa è una delle tante. Il sistema sta collassando con probabilità 1, solo l’evoluzione è incerta ma mi appare probabile un big bang se solo i dati economici amerciani su cui TUTTI contano, saranno negativi. Non sarà possibile a questo sistema finanziario sopravvivere a una recessione americana.

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Scritto il 20 marzo 2015 at 12:21

Eccerto caro John.
Non voglio fare il menagramo ma gli effetto collaterali nessuno li sta considerando. Vorrà dire che un bel giorno qualcuno forse penserà… ma da qualche parte lo avevo già letto…

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john_ludd
Scritto il 20 marzo 2015 at 12:25

Danilo DT,

finisce l’era dei bail-out e inizia quella dei bail-in …

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Scritto il 20 marzo 2015 at 12:27

john_ludd@finanza,

Finirà l’era della balle e inizierà quella del belin….

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kry
Scritto il 20 marzo 2015 at 17:25

Danilo DT,

[ Adesso cerco di non fare il pirlotto. ] ( Secondo me c’è anche il ) Problema numero tre. Come saranno verso ottobre/novembre i dati della terza trimestrale 2015 delle banche quando verranno a mancare le rivalutazioni dei titoli in portafoglio fatte nei precedenti due trimestri 2015 ?

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PORTELLO
Scritto il 21 marzo 2015 at 06:58

Quindi le polizze che in teoria dovrebbero proteggere l investitore sono a rischio di grosse perdite come obbligazioni azioni e valute probabilmente…a parte cosa?

Mi spiace ridomandarlo ma vorrei capire se qualcoaa si salvera’ o se comunque sara’ inutile…

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vito_t
Scritto il 21 marzo 2015 at 09:23

il Giappone ha i bond in bolla da venti anni …. ma non è ancora saltato, come dire che potrebbe non essere così vicino lo scoppio della bolla se scoppio sarà ….. , Per quanto riguarda l’assicurativo , non so come funziona all’estero, ma in Italia tanti di quei prodotti a cui fai riferimento sono salvaguardati da gestioni separate che non hanno i risultati in base al mark to market e quindi il loro rischio è spostato nel tempo molto in là, almeno per le vecchie polizze, … per le nuove forse informati meglio ma i rendimenti garantiti sono pari a “zero” e quindi anche qui …… poi è ovvio che scoppia il caos obbligazionario …. Però una considerazione occcorre farla, io non so se tanti blogger sono più portatori di consapevolezza oppure di … negatività … quando uno legge un post come questo cosa dve fare ? suicidarsi ?
Il senso unico non va bene nè in un senso nè nell’altro … sono anni che per tanti l’Italia doveva fare default perchè i tassi erano alti adesso che sono bassi deve fare default lo stesso …. e tanti blogger e commentatori vanno a senso unico …… Purtroppo di sicuro per tutti c’è una cosa sola e non è piacevole …

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lukeof
Scritto il 23 marzo 2015 at 10:22

Io ho la netta impressione che tutte le manovre delle banche centrali e del “sistema” in senso lato, siano dirette verso una sola direzione, ovvero quelle di incorporare e semplicemente rallentare il famoso “scoppio della bolla” in maniera da renderlo praticamente non percettibile.
Il caso Grecia in tal senso è emblematico. La Grecia è già fallita da un pezzo, ma praticamente nessuno gli dà importanza. Il Giappone è in condizioni pietose ma il “mercato” non fa scontare la situazione.
In questo senso mi aspetto che appunto il famoso scoppio della bolla sia “diluito”, mascherato o compensato. E anche tutti i famosi default di riferimento, che magari ci saranno, ma che saranno in qualche maniera ridisegnati, annacquati e resi “indisponibili” ad una valutazione di mercato.
Quindi non credo che sia in discussione che il sistema di per sè stesso sia “fallito”, ma si stanno semplicemente ridisegnando le “modalità”.
Niente “panico”, eventi traumatici o quant’altro, ma un demolizione controllata e lenta di tutto il sistema economico “reale” mascherata da “situazioni contingenti” e controllata dall’alto.

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pecunia
Scritto il 23 marzo 2015 at 14:35

lukeof@finanza,

E come darti torto!….. Ahimè.

Nel frattempo , complice il QE di Mr Draghi, in Europa si compra e si guadagna. Grexit or not Grexit.

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