NON E’ LA BOLLA DOT.COM 2.0, MA LA FED DEVE TAGLIARE!

Scritto il alle 14:00 da Danilo DT

Per carità, i mercati sono in trend e l’azionario continua a macinare record. E per chi non lo sapesse, proprio in questi giorni scatta l’anniversario di quella bolla che ha accompagnato chi è un po’ più datato come il sottoscritto. La bolla della cosiddetta DotCom, quella di SeatPG, Finmatica e Tiscali tanto per intenderci.

Non facciamo inutili parallelismi, era un mondo diverso, tempi diversi, mercati diversi e anche condizioni differenti. Quella si, era una vera bolla speculativa perchè le società che vi ho citato ne sono l’esempio. Aziende tecnologiche con business plan irrealistici, basati su trend spesso fragili; società indebitate e che non generavano utili. O addirittura titoli che volavano in borsa solo per un nome che poteva portare in inganno. Ricordate la Poligrafica San Faustino oppure Basic.Net?

Le aziende tech oggi poggiano su solidi trend secolari, ricche di cash, business plan solidi ed elevati tassi di crescita degli utili. Numeri sicuramente molto più realistici di quelli visti nel 2000. Inoltre è facile pensare ai consumatori statunitensi come a una forza forte e resiliente: dopo tutto, hanno continuato a spendere e a trainare l’economia anche se l’inflazione e i rialzi dei tassi di interesse hanno reso quasi tutto più costoso.

Però certe cose vanno oltre a quanto sta avvenendo nel mondo della finanza bancaria. Le insolvenze delle carte di credito potrebbero essere il nuovo preoccupante colpo di scena. Per carità, restiamo ad un modesto 3%.

Ma guardate la brusca svolta verso l’alto. E ancora più preoccupante, ed è un rischio a cui non molti stanno prestando attenzione, è che le insolvenze presso le banche più piccole (blu) si sono catapultate a quasi l’8%, raggiungendo livelli mai visti prima. E di questo già ho parlato in passato ma la situazione non ha fatto che peggiorare.

Attenzione, nessuna catastrofe è in corso ma quanto sta accadendo è la naturale conseguenza del rimbalzo violento dei tassi di interesse che abbiamo visto negli ultimi anni. E di certo sono i più deboli che salteranno, ovvero quelli che si affidano alla plastica non avendo più soldi. E queste persone oggi si ritrovano con i tassi di interesse delle carte di credito (rosa, lato destro) chesono balzati a nuove vette drammatiche, salendo a quasi il 22%.

In parole povere, i consumatori americani – che alimentano oltre il 70% dell’economia statunitense – sembrano essere più fragili di quanto appaiano mentre l’economia raggiunge un momento topico. Immaginate infatti che cosa potrebbe comportare un aumento della disoccupazione oppure un inflazione che torna a salire oltre le attese.
Speriamo che la FED possa tagliare in fretta i tassi, calmierando questo rischio.

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
pistarr
Scritto il 20 Marzo 2024 at 19:29

Danilo scrive ” “Speriamo che la FED possa tagliare in fretta i tassi, calmierando questo rischio.”

sappi che due o tre tagli, nel breve non risolvono i problemi dei signori indebitatati con le Carte di Credito o debiti vari………….ma i tagli che auspichi sarebbero un grosso regalo della Fed ai mercati, già su massimi, che in senso stretto non avrebbero proprio bisogno di questo propellente, con la Fed che si riserverebbe cartucce da sparare in seguito e con il mercato che si riequilibrerebbe un pò…
perciò come detto ieri e l’altro ieri, avanti Savoia , nuovi record ci aspettano

Un investitore fortemente LONG scriverebbe proprio cosi

pistarr
Scritto il 20 Marzo 2024 at 22:47

Bene, anche la conferenza del FOMC di Powell conferma.. la tendenza dovish, gli indici post 19,30 … ritornano subitaneamente sui massimi assoluti,,, saranno contenti i detentori di Carte di credito super indebitati e i detentori di azioni di attività rischiose
Questo modo di fare … disinnesca la ” la minaccia per gli investitori che detengono asset sensibili al rischio e che sperano in una rapida svolta da parte della Fed. (come scrivevi ieri)
e rende quanta più vera la tua speranza ” Speriamo che la FED possa tagliare in fretta i tassi, calmierando questo rischio ” (come ai scritto oggi)

FED perciò disposta a fare regali al mercato

Non so se sia più curioso che un Governatore Fed (repubblicano) faccia regali a cuor leggero ad una amministrazione (democratica) visto l’anno elettorale (forse sono fobie mie)

oppure che qualcuno si uniformi a detestabili analisti e strategist , sai quelli che se il presente e recente passato va bene predicono tutto bene “comprate comprate” …. e viceversa

ci si gioca credibilità e onestà intellettuale, ma vuoi mettere? è molto più comodo e se si perde una voce autorevole, CHISSENEFREGA, che gli altri si arrangino… che delusione

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