Il fantastico mondo fatato di Matteo Renzi

Scritto il alle 15:34 da Danilo DT

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Il governo Renzi canta vittoria troppo presto. il Jobs Act di certo non ha ancora portato effetti veramente benefici, ma troppo spesso si stanno sparando cantonate che non hanno ragione di esistere, senza poi conoscere cosa è il fiscal drag.

Quando accendi la televisione, i politici ti raccontano sempre la stessa storia: “ma quanto siamo belli, ma quanto siamo bravi…” E chi è all’opposizione, ovviamente, dice esattamente l’opposto: “Noi siamo quelli belli e bravi, gli altri sono brutti e cattivi”.
Ovviamente ho enfatizzato un po’ quanto accade ma sapete tutti benissimo che il teatrino della politica si compone di queste scenette che, a volte, diventano proprio disgustose.
Come ben sapete, io non ho nulla contro Renzi ed il Suo Governo, ma se proprio in questi giorni il Matteo Nazionale approfitta di congressi ed incontri per illustrare in modo a tratti trionfale, una serie di riforme e cambiamenti che l’opposizione fatica a vedere, c’è qualcun altro che invece non è propriamente di parte ma la vede un po’ diversamente.

La ripresa, intanto è diventata solo più “ripresina”, gli entusiasmi sono scemati un pochetto, ed è chiaro che tanti miglioramenti sono di tipo congiunturale e non derivanti da vere rivoluzioni economico fiscali italiane.

A dire il vero anche Confindustria ha le idee chiare: la ripresa, in realtà, non c’è.

“L’economia italiana sta rallentando, il mancato decollo della ripartenza resta un vero rebus”. E’ questo lo scenario economico che emerge dall’analisi del Centro studi di Confindustria, secondo cui “la ripartenza dell’economia italiana non ha avuto nei mesi estivi lo slancio atteso”. (Source

Voglio ricordarvelo, non sono qui per accusare nessuno, anche perchè, secondo il mio modesto punto di vista, è facile criminalizzare quanto sta facendo Matteo Renzi. Il problema è di tipo strutturale, la coperta è cortissima ed è (secondo me) quasi impossibile poter conciliare le problematiche di bilancio, con interventi pubblici a sostegno dell’economia, senza poi dimenticare i vincoli europei. Intanto però, Confindustria a parte, c’è qualcuno che invece è addirittura più critico. Parlo della BCE.

(…) “Questi rischi sono potenzialmente in grado di influire sulla crescita mondiale e sulla domanda esterna di esportazioni dell’area oltre sulla fiducia più in generale”, conclude la Bce. La stangata della Bce è importante, sottolinea nuovamente che l’occupazione cresce poco in Italia. Se la ripresa dell’Eurozona ha portato a una crescita generalizzata degli occupati, in particolare in Germania e in Spagna, in Italia l’occupazione complessiva rimane pressoché invariata, in controtendenza rispetto all’insieme dell’area euro e alle economie più piccole. Il confronto appare sfavorevole rispetto a tutte le economie dell’Eurozona colpite dalla crisi del debito: non solo Spagna ma anche Portogallo, Irlanda e persino Grecia, dove si è verificato invece un aumento dell’occupazione “marcato”. (Source)

Io capisco perfettamente che il Jobs Act sia un progetto a medio lungo termine, ma i dati ISTAT sul lavoro, mi spiace, non sono assolutamente soddisfacenti soprattutto se paragonati ai dati in uscita da economie anche peggio messe della nostra.

«Il recupero dell’occupazione al netto della stagionalità sembra subire una battuta d’arresto nei mesi più recenti; la lieve crescita registrata nel periodo agosto-ottobre (+0,1%, +32 mila unità), è infatti sintesi dell’elevato incremento registrato nel mese di agosto e dei cali successivi – di analoga intensità – manifestatisi a settembre e ottobre (-0,2%)» (ISTAT)

Non sto a tediarvi in modo soporifero, vi dico solo che a CONTI FATTI,  in un anno, i dipendenti permanenti a tempo pieno, quello che dovrebbe essere il benchmark a cui tendere per riformare il mercato del lavoro sono addirittura diminuiti di 20mila unità. Ed infatti l’incidenza di tali soggetti sul totale delle forze di lavoro diminuisce in un anno dal 53,5% al 52,9%. E poi vogliamo parlare della qualità della “nuova occupazione”? Come ci ricorda la stessa ISTAT,  la crescita tendenziale del lavoro a tempo indeterminato (+59 mila) è dovuta soltanto agli uomini e agli ultra 50enni. E allora, basta autocelebrarsi, cerchiamo di essere più concreti. E cerchiamo di sparare meno nozioni “ad minchiam”.
La cosa che mi ha fatto scattare la molla di scrivere questo post, è stata un’affermazione di Renzi in questi giorni. Io la prendo da Facebook.

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Lasciamo stare il fatto che si fanno pagare le tasse sulla casa a chi non le pagava, ma la cosa che ho trovato imbarazzante dal punto di vista economico è la seconda parte del discorso.

… E ci sarà tempo anche per vedere i risultati del gettito fiscale di quest’anno (che cresce in misura superiore alla crescita del Pil): segno evidente che aumenta il gettito perché si riduce l’evasione…

Caro Matteo, quando ho fatto Economia a Torino, ho studiato una cosa che si chiama “fiscal drag” ( cliccate sul link e scoprirete che non e il fiscal drug, che forse doperebbe il mercato, e nemmeno il Fiscal Draga, un’iniziativa fantomatica magari creata per le infrastrutture). Inoltre affermare che è valida l’equazione “meno evasione, più imposte” è come dire: ingrasso perché ho iniziato ad indossare il cappotto invernale. No, ingrassi se mangi troppi dolci. Ma i dolci sono il PIL e difficilmente se io mangio 1 kg di dolci, prenderò 1 kg o forse anche di più, non vi pare?

In parole povere, non possiamo pensare che il gettito fiscale abbia un aumento più che proporzionale rispetto al PIL grazie alla lotta all’evasione, è semplicemente un non senso. Invece no, con Matteo tutto questo può accadere (o almeno ce la vogliono dare a bere)

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Danilo DT

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4 commenti Commenta
lampo
Scritto il 18 dicembre 2015 at 19:07

Visto quanto ti sei esposto DT con questo articolo… ti meriti giustamente una risposta.
Il problema è che il ns. Pres. del Consiglio riflette la media della conoscenza economica italiana… altrimenti come ben sai non accadrebbero cose come le recenti cronache hanno affrontato in tema di 4 banche.
Poi quando su un sito ministeriale (di non poca importanza) mi trovo un articolo del genere… permettimi di inorridire ancora di più:
http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0178.html
La soluzione… la sappiamo già: maggiore cultura finanziaria… ma non solo teoria, anche pratica… partendo dalla scuola.
Ma non preoccuparti che hanno già trovato la soluzione… per aumentare la conoscenza finanziaria degli italiani in maniera che non accada più quanto è accaduto (e aggiungerei io anche quanto accadrà)… ti lascio immaginare soltanto chi se ne occuperà.
No… non sono il gatto e la volpe… però non so se siano meglio!

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Scritto il 18 dicembre 2015 at 20:36

lampo,

Ciao lampo, che piacere ritrovarti!
Si, mi sono esposto ma sempre con equilibrio. Anche se avrei il dente MOOOOOOLTO avvelenato proprio per la vicenda che hai segnalato nel tuo link che…. lasciamo perdere va…. Cmq ottima segnalazione

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pdf79
Scritto il 19 dicembre 2015 at 14:29

Be la cosa più triste e che questi mirabolanti risultati di crescita, si sono ottenuti con:
1)protezione bce
2)petrolio in saldo
3)svalutazione dell’euro
Credo che la demografia (aumento vecchi e crollo nascite) alla fine conti molto di più di qualsiasi jobs act o botta di culo esterna.
Bilancio demografico nazionale: http://www.istat.it/it/archivio/162251
BUON NATALE E BUON 2016 (con crescita doppia rispetto al 2015 a 1,6 % RENZI DIXIT)

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Scritto il 19 dicembre 2015 at 15:06

pdf79@​finanza,

Bravo. Da aggiungere la demografia. Lì non c’è jobs Act che possa fare qualcosa…

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