MACROECONOMIA e ORO: la grande trappola

Scritto il alle 09:00 da Roy Reale

GUEST POST: la trappola della FED e la volatilità dell’oro. Il solito barometro settimanale dell’oro e gli avvenimenti più importanti della settimana e il ruolo dell’oro nei portafogli di investimento e degli investitori istituzionali.

Questa settimana i prezzi del lingotto sono stati soggetti a un’estrema volatilita’, sia al rialzo che al ribasso.

Mercoledi 11, l’oro ha registrato un violento rialzo al Comex di New York, quando in pochi secondi, una forte ondata speculativa (questa volta di marca rialzista), ha fatto volare il metallo giallo di $15 in pochi secondi.

L’oro ha cosi toccato un massimo settimanale di $1.267,90 (anche l’argento ha violato al rialzo la barriera dei $20,00).

Il giorno successivo, in Asia, all’apertura delle contrattazione, l’oro si e’ di nuovo indebolito, deprezzandosi sotto la barriera psicologica dei $1.260,00.

Nel pomeriggio di giovedi’, al Comex di New York, la speculazione ribassista si e’ rifatta viva, spingendo al ribasso, nel giro di pochi secondi, il lingotto, il quale ha testato nuovamente quota $1.225,00 – $1.230,00.

Il dollaro americano ha toccato, venerdi mattina, un altro “picco” contro lo yen giapponese, il massimo da 5 anni a questa parte, mentre rimane debole contro l’Euro.

Gli investitori sono in attesa delle decisioni della FED, nella prossima riunione che si terra’ il 17 – 18 dicembre.

Se la Fed, dovesse varare l’inizio del “tapering” (ovvero, una riduzione delle proprie manovre espansionistiche, sui 10 miliardi di dollari al mese – contro gli attuali 85 miliardi), l’oro potrebbe testare temporaneamente quota $1.180,00.

 

BREVE SCENARIO MACROECONOMICO PER IL 2014 (ovvero la Fed e’ in trappola)  

Per quale motivo, la FED, potrebbe iniziare una limitata manovra (come dicevamo, 10 miliardi di dollari mensili) di riduzione della sua politica espansionistica?

La risposta dei Media Mainstream e’ la piu’ scontata: l’economia americana e’ in “ripresa” e pertanto abbisogna di minor liquidita’ rispetto ai mesi precedenti.

In realta’, l’economia americana non e’ affatto in ripresa. Molti sono i dati economici che attestano quanto affermiamo.

Per esempio, oltre 47 milioni di americani sopravvivono grazie ai buoni pasto elargiti dal governo.

Il numero degli americani senza lavoro e’ aumentato di 27 milioni di unita’ dal 2000 a oggi.

Il 40% dei lavoratori americani guadagna meno di $20.000 dollari annui.

E allora per quale motivo reale la Fed premerebbe per il “tapering”?

La ragione sta nel fatto che la Fed e’ “in trappola”. 

In che senso?

Il resto del mondo (ma soprattutto la Cina, maggior creditore degli USA, la quale possiede 1,3 trilioni di titoli di stato a stelle e strisce e riserve valutarie per 3 trilioni e 660 miliardi di dollari), guarda con grande disappunto le politiche espansionistiche americane.

La “prosperita’” americana dipende dall’utilizzo del biglietto a livello di scambi economici internazionali.

La valuta di riserva mondiale e’ il dollaro; tutte le materie prime sono quotate e prezzate in dollari, pertanto tutto il pianeta fa riferimento costante al dollaro americano.

Ma il resto del mondo, ormai e’ consapevole che il dollaro americano ha iniziato la sua fase di declino storico, e non e’ piu’ propenso a detenere a lungo riserve valutarie e titoli di stato a stelle e strisce.

La Cina, recentemente, ha comunicato di non voler piu’ ammassare riserve valutarie in dollari; la Cina, inoltre, ha deciso di non acquistare piu’ titoli del debito pubblico americano.

E’ un chiaro segnale di sfiducia nei confronti del dollaro come valuta di riserva globale.

Ecco spiegata la trappola in cui si e’ cacciata la FED.

Dal 2008 aoggi, la FED, per affrontare la crisi ha varato 3 “quantitative easing” ovvero manovre espansionistiche (oltre all’Operazione Twist).

Quando ha deciso di terminare i primi due quantitative easing i mercati azionari hanno subito sostanziali e forti correzioni ribassiste.

Ora, la FED, si e’ resa conto che l’intero pianeta non e’ piu’ propenso a sostenere le quotazioni del dollaro nel lungo termine.

Pertanto, decide di ridimensionare la portata espansionistica delle proprie politiche, riducendo l’ammontare di assets da acquistare in cambio di credito e valuta.

Ma e’ poco probabile che, con un ridimensionamento delle manovre espansionistiche, il dollaro ricominci ad apprezzarsi sui mercati mondiali.

Innanzitutto, la “ripresa” economica, in USA, e’ cosa assolutamente ridicola.

In secondo luogo, i mercati azionari a stelle e strisce, si sono ormai assuefatti alle continue iniezioni di eroina “finanziaria” e un ridimensionamento della liquidita’, farebbe scoppiare la piu’ grande bolla azionaria su Dow Jones, Nasdaq e S & P 500.

Lo scoppio della bolla, avrebbe ripercussioni assai negative su un’economia reale gia’ stremata.

Il tasso di disoccupazione comincerebbe a risalire, i tassi d’interesse sui mutui e sul credito al consumo si rialzerebbero, causando aumenti vertiginosi delle insolvenze tra privati e aziende.

Il comparto edile ricadrebbe in feroce recessione e il governo dovrebbe alzare drasticamente la pressione fiscale per fare fronte al servizio del debito piu’ elevato.

Inoltre, il rialzo dei tassi, potrebbe fare scoppiare la pericolosa bolla sui derivati finanziari (un quadrilione di dollari) legati ai tassi d’interesse.

In sostanza: se la FED inizia a varare il “tapering” l’economia USA e il suo sistema finanziario, potrebbero cadere in una pericolosa depressione deflazionistica dagli esiti catastrofici.

Se la FED, procrastina all’infinito il “tapering”, continuando a “stampare” selvaggiamente valuta, prima o poi, il resto del mondo, comincera’ a disfarsi del dollaro americano (le Banche Centrali potrebbero cominciare a vendere dollari sui mercati, per ridurre la svalutazione delle proprie riserve detenute in biglietti verdi).

Esiste un detto cinese che descrive perfettamente lo stato attuale del mondo.

Esso recita: “che tu possa vivere in tempi interessanti”. 

Alcuni lo ritengono foriero di avvenimenti negativi, altri credono che i tempi interessanti portino grandi novita’.

Lasciamo a voi giudicare; in ogni caso, il 2014, sara’ un “tempo interessante”.

Riccardo G. – Deshgold

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4 commenti Commenta
ilcuculo
Scritto il 17 dicembre 2013 at 10:31

Si dice anche:

“se fai sempre le stesse cose ottieni sempre gli stessi risultati”

forse è ora di pensare a strategie differenti invecie di continuare a procrastinare all’infinito le vecchie soluzioni.

In ogni caso una exit strategy sarà lenta e lunga come al virata di una superpetroliera a pieno carico.

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kry
Scritto il 17 dicembre 2013 at 11:35

Io invece sapevo che è da stupidi fare sempre le stesse cose e aspettarsi risultati diversi. Mi piacerebbe vedere scritte queste strategie , ma si sa è meglio guardare petroliere che virano a pieno carico infatti se ne vedono tutti i giorni.

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pinco14
Scritto il 17 dicembre 2013 at 13:46

Ottimo post
Condivido totalmente il concetto di Fed in trappola, stretta fra la paura di far ricadere l’economia in crisi ed il rischio di far perdere totalmente al dollaro il ruolo di valuta di riferimento mondiale.
Da che parte ne usciranno? Vista la situazione secondo me, nè dall’una nè dall’altra. Nel senso che inizieranno il tapering a breve, ma pronti a riprendere gli acquisti a pieno ritmo ai primi segnali negativi sul fronte economico.
Probabile secondo me nel 2014 vedere le montagne russe sui mercati

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rick70
Scritto il 18 dicembre 2013 at 11:42

Ciao Pinco,
ti ringrazio per i complimenti al mio articolo. Secondo la mia opinione, non cominceranno il tapering, comunque oggi vedremo.

Ciao

Riccardo Gaiolini
Analyst & Research
http://www.deshgold.com

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