La Grecia ci prova e confeziona una nuova bufala politico economia

Scritto il alle 23:20 da Danilo DT

Default Grecia più vicino, ma la politica greca tenta il tutto per tutto e tenta la carta della “melina”

Credo che ci sia nelle cose un livello di decenza che non deve essere superato. Anche nella finanza.
Lasciamo perdere la questione “temporale”, ovvero che ormai è tardi. Poi però vai a fondo e scopri…che gli sforzi fatti per salvare la Grecia da parte del sistema politico e finanziario internazionale, sono assolutamente inutili, ma non per la cattiva volontà degli stessi, ma perché è proprio la Grecia che non vuol essere salvata perchè se le va a cercare!

Questa mattina, ore 5.30 circa, la politica di Atene decide di appoggiare le richieste della troika. Si vociferava che la Grecia accettava solo alcune condizioni, nmagari inerenti ai tagli sulle pensioni. Sarebbe poi stato l’Eurogruppo a valutare le “controproposte” della Grecia che erano previste non così distante.
Morale: l’Eurogruppo è in perenne riunione e non si trovano soluzioni. Perché? Perché a quanto sembra le controproposte greche sonouna vera e propria presa in giro.
Per carità, capisco perfettamente il punto di vista greco. Si chiedono dei sacrifici enormi, abnormi e disumani. A a questo punto, perché non accettare la sconfitta ed ammettere l’impossibilità di soddisfare le richieste della troika? E invece, imperterriti, confezionano l’ennesima bufala.

Ma per condire ancor meglio la super bufala, cosa hanno fatto i politici greci? Hanno fatto l’operazione “Effetto confusione”. Un documento che funge da controproposta composto da una parte in inglese e una parte in greco. Un vero rebus per un documento che doveva essere il più possibile sbrigativo ed efficace.
Eccovi il Documento, brillantemente scovato da F. Goria de Linkiesta, che mette a nudo questo assurdo della bufalotragicomica vicenda greca. A questo punto occorre chiedersi per quanto tempo vogliamo ancora farci prendere in giro dalla Grecia.
Secondo me i tempi sono ormai maturi per scelte drastiche. Provare per una volta ad ammettere l’evidenza?

PS: leggetevi la storiella al quinto commento….

ALERT!!! H 23.30

A breve Live l’Eurogruppo!!

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DT

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21 commenti Commenta
Scritto il 9 febbraio 2012 at 23:55

Una cosa non capisco di questo sito, ma ci tentete così tanto che i paesi europei falliscano? Certo, quet’economia si basa solo sulla speculazione, ma non capisco che logiche ci siano a continuare a parlare di “default” questa parola che sembra ormai una presa in giro, come del resto la parola “spread”. Soprattutto quando da che mondo e mondo in un mondo basato solo sulla borsa e senza regole (è da secoli che è così non cominciamo a fare adesso i moralisti solo per interessi personali), le cose in qualche maniera si fanno funzionare….giusto o sbagliato è così che funziona tutto da sempre….

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Scritto il 10 febbraio 2012 at 00:00

Buonasera Giuse,
credo tu sia nuovo.
Se ci avessi seguito in passato, capiresti che non ci limitiamo a questi aspetti qui su I&M…

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puma1974
Scritto il 10 febbraio 2012 at 00:46

<a href="mailto:giuse1928@borse.it">giuse1928@borse.it</a>,

scusa se mi permetto ma il tuo commento sa molto di retorica…io seguo questo blog dal 2007 e grazie a questo blog la mia visione ipernarcotizzata dal pensiero comune della massa, come mi sembra la tua, per fortuna si e’ distaccata e grazie a questo blog ho una visione diversa e per fortuna grazie a chi scrive articoli e a chi li commenta tutto mi e’ sembrato piu’ comprensibile….
trovo la tua critica assolutamente fuori luogo per un blog indipendente e libero come questo….

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nervifrank
Scritto il 10 febbraio 2012 at 08:15

Forse Giuse si è fermato al 1928, non sa cosa è successo dopo!
Scherzi a parte, è proprio per evitare errori del tipo di quelli che ci hanno consegnato la Grande Depressione che si tenta di capire cosa sta succedendo e impostare una critica alle mosse della politica internazionale.
E poi qua si leggono anche articoli di analisi tecnica.

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Scritto il 10 febbraio 2012 at 08:27

Bruxelles, 10 feb. – (Adnkronos) – La Grecia non convince l’Eurogruppo, che rinvia la decisione finale sugli aiuti a mercoledi’ prossimo, giorno entro il quale, secondo il ministro delle Finanze di Atene, Evangelos Venizelos, il Paese dovra’ fare “la sua scelta strategica finale”. “Nonostante tutti gli importanti progressi fatti negli ultimi giorni, non abbiamo ancora tutti gli elementi sul tavolo per prendere una decisione oggi”, ha spiegato in una conferenza stampa nella notte il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, annunciando una nuova riunione dei ministri delle Finanze dei 17 per mercoledi’ prossimo, per verificare se nel frattempo sono state rispettate le condizioni per ottenere il secondo pacchetto di aiuti Ue-Fmi da 130 miliardi.

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paolo41
Scritto il 10 febbraio 2012 at 08:45

… sono due anni che friggono l’aria sempre con lo stesso olio….ora sa di stantio!!!!

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    Scritto il 10 febbraio 2012 at 08:53

    Una storiella già letta ma molto carina che Anonimocds mi ha girato via email e che vi fa capire…alcune cosucce…

    E’ una giornata uggiosa in una piccola cittadina greca, piove e le strade sono deserte.
    I tempi sono grami, tutti hanno debiti e vivono spartanamente.
    Un giorno arriva un turista tedesco e si ferma in un piccolo alberghetto.
    Dice al proprietario che vorrebbe vedere le camere e che forse si ferma per il pernottamento e mette sul bancone della ricezione una banconota da 100 euro come cauzione.
    Il proprietario gli consegna alcune chiavi per la visione delle camere.

    1. Quando il turista sale le scale, l’albergatore prende la banconota, corre dal suo vicino, il macellaio, e salda i suoi debiti.
    2. Il macellaio prende i 100 euro e corre dal contadino per pagare il suo debito.
    3. Il contadino prende i 100 euro e corre a pagare la fattura presso la Cooperativa agricola.
    4. Qui il responsabile prende i 100 euro e corre alla bettola e paga la fattura delle sue consumazioni.
    5. L’oste consegna la banconota ad una prostituta seduta al bancone del bar e salda così il suo debito per le prestazioni ricevute a credito.
    6. La prostituta corre con i 100 euro all’albergo e salda il conto per l’affitto della camera per lavorare.
    7. L’albergatore rimette i 100 euro sul bancone della ricezione.

    In quel momento il turista scende le scale, riprende i suoi soldi e se ne va dicendo che non gli piacciono le camere e lascia la città.

    – Nessuno ha prodotto qualcosa
    – Nessuno ha guadagnato qualcosa
    – Tutti hanno liquidato i propri debiti e guardano al futuro con maggiore ottimismo

    Ecco, ora sapete con chiarezza come funziona il pacchetto di salvataggio UE !

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Scritto il 10 febbraio 2012 at 09:06

Dream Theater,

Che bella! Quasi quasi te la frego! anyway, c’e’ un piccolo problema perche’ funzioni… Infatti il prestito Europeo funziona come spiegato solo che 100 Euro non li presta ai privati come la storiella ma li presta alle banche… che se li trattengono per i propri di debiti creati dalle speculazioni….
Secondo voi cosa fara’ il turista Tedesco quando scendera’ nella hall?

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andrea.mensa
Scritto il 10 febbraio 2012 at 09:08

caro DT, tu hai, con la storiella, messo in evidenza solo un fatto : il denaro è un mezzo per scambiarsi beni reali, non un bene esso stesso.
il paradosso del denaro fiat è che viene imprestato, ma per essere imprestato deve esserci qualcuno che se ne fa carico di renderlo dopo averlo usato.
ma se accade che i prestiti nessuno li chiede, anzi si rendono quelli in corso, il denaro sparisce, MA NON I DEBITI.
quanto la storiella è diversa dalla realtà greca, è che nella storiella i debiti sono “circolari” ovvero contratti in modo da interessare tra loro una cerchia ristretta di persone, mentre nel caso greco, i debiti sono contratti con l’estero ed i greci non hanno più nulla da dare….
tutto qui.
poi, la bufala greca consiste soprattutto che si vuole trattare con persone, il governo greco, che ha perso ogni rappresentatività con la popolazione.
quando si vuole imporre qaulcosa alla massa, la rappresentatività è essenziale, altrimenti ogni accordo è vano, scritto sull’acqua.
solo un ritorno ad un minimo di rappresentatività potrà permettere alle varie troiche di avere un interlocutore credibile, capace cioè di far rispettare gli accordi.
qui, hanno distrutto il legame tra popolazione e classe politica.

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andrea.mensa
Scritto il 10 febbraio 2012 at 09:13

ps. ma forse , il caso greco, voleva proprio misurare fino a che punto si può imporre sacrifici, prima che la popolazione si organizzi AL DI FUORI DELLA POLITICA RICONOSCIUTA e inizi a reclamare i propri diritti alla vita.
in parole povere…. dopo l’anestesia consumistica, qual è il limite per provocare una rivoluzione, visto che candidati a superare tale limite vi sono diversi paesi…..

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a_rnasi
Scritto il 10 febbraio 2012 at 09:19

Dream Theater,

non c’è la volontà di proseguire come ti scrivevo l’altra sera

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Lukas
Scritto il 10 febbraio 2012 at 09:23

A me la notizia piu’ importante della mattinata sembra essere questa :

Importazioni Cina : – 22 % ( mese su mese )

Esportazioni Cina : -14 % ( mese su mese )

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a_rnasi
Scritto il 10 febbraio 2012 at 09:27

Lukas,

bravo, campanellone d’allarme. le formichine cinesi non consumano come ci si attendeva (ma non era il nuovo Eldorado ?) Comunque i dati sono influenzati anche dalla festa del New Year. Le conferme le avremo già nei prossimi due mesi se è un trend (quello dell’import intendo) destinato a continuare la sua discesa o meno. Sull’export il trend è ormai inziato da qualche mese quindi nulla di nuovo.

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bergasim
Scritto il 10 febbraio 2012 at 09:47

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ddb
Scritto il 10 febbraio 2012 at 10:45

sulla cina,

ilsole oggi pubblica:

“Corretti per gli effetti di calendario, tuttavia, i dati mostrano un balzo dell’export del 10,3% annuo mentre le importazioni crescono solo del’1,5%.
Rispetto ai 16,52 miliardi di dollari di dicembre 2011, il surplus ha toccato a gennaio i 27,28 miliardi, con una conferma dell’Unione Europea come primo partner commmerciale anche se con un interscambio in calo del 7,1% a 42,69 miliardi. Giù anche il commercio con gli Usa (-3,9% a 35,46 miliardi di dollari) mentre fra le economie emergenti spicca la crescita con il Brasile (+26,8%) e con la Russia (+5,7%).”

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ddb
Scritto il 10 febbraio 2012 at 13:01

sulla storiella

nota fin dall’università (ma non era contestualizzata geograficamente) veniva raccontata per introdurre la circolazione della moneta.

il questa versione c’è un evidente errore “contabile” per una omissione: all’inizio si dice “I tempi sono grami, tutti hanno debiti e vivono spartanamente”, ma bisognerebbe dire “I tempi sono grami, tutti hanno debiti e crediti che non riescono a esigire…”
Pertanto il paese del racconto non è messo male: produce e consuma in equilibrio (ma c’è qualche problema nella circolazione della moneta)… la Grecia, purtroppo, consuma più di quello che produce.

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ciromot
Scritto il 10 febbraio 2012 at 14:23

Questo avra’ contribuito alla discesa di oggi…… http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/foreignNews/idITL5E8DA3C720120210

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lampo
Scritto il 10 febbraio 2012 at 16:18


[email protected]

Qui hai modo di approfondire gli altri articoli del blog sull’argomento:
http://intermarketandmore.finanza.com/?s=grecia

In particolare, provo a rispondere alla tua affermazione sul fallimento dei paesi europei in questo modo, spero semplice

Sicuramente sarai d’accordo che il sistema finanziario si basa essenzialmente sulla parola “fiducia”. intesa come (a titolo esemplificativo) fiducia nel:
– vedersi restituire il valore di un titolo di stato alla scadenza comprese, durante la sua vita, le cedole;
– riscattare mediante una rendita pensionistica i versamenti di una vita lavorativa;
– permettersi con il proprio lavoro di avere uno stipendio che consenta di svolgere una vita dignitosa e permettere di programmare la propria vita (a livello familiare e non solo);
– sapere che il tasso di inflazione non è suscettibile di rapide e ingenti variazioni che vanno a vanificare i risparmi di una vita (se non ben investiti) o ad aumentare il valore dei beni di prima necessità di cui abbiamo bisogno ogni giorno;
– avere una buona probabilità nel vedersi restituito un credito fatto ad un’altra persona o allo stato (in un momento di difficoltà delle finanze pubbliche… ricordiamoci ad es. la tassa sull’europa), in maniera da permettere il salvataggio di un privato/azienda/stato in momentanei momenti di difficoltà economica, privilegiando il tal modo gli aspetti virtuosi di un sistema economico efficiente;
– valore della propria valuta, cioè che permetta di poter andare all’estero, con un grado di potere di acquisto simile al nostro o non molto contrario, in maniera da allargare i nostri orizzonti di conoscenza di altre pololazioni/stati e sistemi economici (con eventuali occasioni lavorative);
– istituzioni del proprio paese e chi le rappresenta (politicamente): nel senso che facciano prevalentemente gli interessi del loro paese, anche se, qualche volta, tali interessi possono essere contrari ai miei;
– dover svolgere dei sacrifici momentanei, in termini di diritti e potere d’acquisto, per ristabilire le finanze del proprio paese (o pagare i creditori esteri), con la garanzia che tali sacrifici non siano inutili sul lungo termine e non aggravino ulteriormente la nostra condizione sociale, specie se anziani o facenti parte di classi sociali più deboli finanziariamente ed in termini potere di rappresentanza,
– ecc.

Se tutto ciò non c’è più, o la maggioranza (a volte basta anche la minoranza) dei cittadini di un paese che aveva un sistema economico basato sulla democrazia e sul capitalismo (fondato essenzialmente sulle risorse provenienti dal lavoro e dai consumi) si accorge di non avere più fiducia e quindi di non essere disposta a fare ulteriori sacrifici… lascio a te le conclusioni.

E’ un po’ se come chi fosse abituato ad andare a fare la spesa ogni giorno al supermercato ad un certo punto nutrisse il timore di non poter fare più la spesa perché vede gli scaffali sempre più vuoti perché i fornitori non consegnano più la merce.
Da un giorno all’altro si lascerebbe prendere dal panico e farebbe incetta di quello che può… lasciando ovviamente altri senza niente.

E’ quello che sta avvenendo in Grecia, sia con gli investitori esteri… che non vogliono perdere il capitale investito a suo tempo (spesso per speculazione) in Grecia (anche per l’errore di non aver capito che il loro credito non era senior come quello della BCE o dell’FMI).
Ma lo stesso sta avvenendo con la popolazione locale, come spiegava bene Andrea.Mensa nel suo commento.

A nulla vale in questi casi un nuovo rappresentante esterno (sempre se si vuole mantenere un sistema democratico).

Non solo ma il continuo protrarsi della decisione finale (quella di svalutare la valuta greca e non l’intero paese a livello sociale!), crea un meccanismo di perdita di fiducia nell’intero sistema europeo che sta trattando la questione… minando anche questo.

Non per niente hanno dovuto ricorrere a finanziare in urgenza le varie banche con i vari LTRO precedenti e seguenti (sigh!)… giusto per prendere un po di tempo e al contempo tentare di ripristinare il livello di FIDUCIA.

Quindi la soluzione migliore è una soluzione, qualunque sia, purché decisa in tempi brevi, oltre a diventare esecutiva in modo unanime dalla comunità finanziaria internazionale.

Abbiamo già atteso troppo… e minato la credibilità di altri paesi… oltre alla fiducia di altre popolazioni europee (greci compresi), oltre, aspetto più grave, a quella istituzionale… in un momento delicato in cui le istituzioni dovrebbero svolgere un ruolo di superpartes, per evitare conflitti sociali… che possano sfociare in future repressioni (speriamo mai!)

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paolo41
Scritto il 10 febbraio 2012 at 17:25

lampo,

..aggiungerei che la ricerca di una soluzione è condizionata dallo scatto o meno dei CDS; credo che il braccio di ferro non sia solo fra Grecia e Troika, ma dietro le scene ci siano anche le grosse banche americane che hanno emesso i CDS sul debito greco, che spingono per un bail-out concordato…..

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lampo
Scritto il 10 febbraio 2012 at 18:06

paolo41,

Sui CDS, secondo la mia personale opinione… la partita è già stata giocata… e chi ci doveva perdere… non ci perde. Gli altri, che non sanno quello che fanno, sicuramente sì.

Quando ho un po’ di tempo cercherò di spiegare la faccenda in un post… anche se qualcosa lo avevo già accennato in passato.
Poi se guardi i grafici di Trends di DT intravedi già qualcosa: metti come data di partenza metà novembre anno scorso… momento in cui si sono succeduti tanti fatti, dall’ISDA, all’UE e via dicendo.

Non per niente sono corsi ai ripari… in maniera “birichina” :mrgreen:

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