Italia: tasso disoccupazione e CIG alle stelle. O forse no?

Scritto il alle 02:08 da Danilo DT

Eccovi il Bollettino di Bankitalia del 15 ottobre 2010.

L’economia italiana crescerà dell’1% nella media del 2010. Mentre continuano a ristagnare i consumi delle famiglie italiane e il tasso disoccupazione “reale” va oltre l’11%. Sono queste le stime contenute nel Bollettino Economico della Banca d’Italia che confermano una quadro di luci e ombre. Se la produzione industriale è segnalata ancora in ripresa, infatti, i consumi restano deboli, a causa della dinamica dei redditi e dei segnali incerti che arrivano dal mercato del lavoro. Il tutto a fronte di una crescita dell’economia mondiale che registra ritmi più contenuti rispetto a quelli fatti registrare nel primo semestre dell’anno. Nel complesso del 2010, l’aumento sarebbe pari al 4,8 per cento, per poi scendere verso il 4 nel prossimo anno. “L’incertezza sull’evoluzione futura resta tuttavia elevata – annota Via Nazionale – riflettendo nelle economie avanzate gli alti livelli di disoccupazione e l’ancora debole situazione patrimoniale delle famiglie”.

Disoccupazione. ‘Le prospettive sul mercato del lavoro rimangono incerte e a farne le spese sono soprattutto i giovani tra i 15 e i 24 anni il cui tasso di disoccupazione continua a essere più di tre volte maggiore della media” osserva la Banca d’Italia, sottolineando come il tasso di disoccupazione reale, che comprende lavoratori scoraggiati e ore di Cig, viaggi oltre l’11%. Per Bankitalia, “i segnali, pur deboli, di ripresa sono confermati dall’intensificata attività di ricerca di personale da parte delle imprese: nel secondo trimestre il numero di posti vacanti è salito allo 0,7% in rapporto agli occupati (0,2 punti percentuali in più rispetto a un anno prima)”. La crescita dell’occupazione, si legge nel Bollettino “ha riguardato esclusivamente le regioni del Centro (0,6%, al netto dei fattori stagionali tra il primo e il secondo trimestre dell’anno in corso), a fronte della sostanziale stabilità in quelle del Nord e dell’ulteriore riduzione registrata nel Mezzogiorno (-0,1%). A livello settoriale, la ripresa dell’occupazione ha interessato il terziario (0,1%), le costruzioni (0,5%) e, in misura più intensa, l’agricoltura (1,9%), mentre è proseguito il calo nell’industria in senso stretto (-0,4%).

Cassa integrazione Guadagni. Dopo il calo registrato nel secondo trimestre, riprendono a salire le ore di Cig autorizzate dall’Inps: 9,8% sul trimestre precedente, al netto dei fattori stagionali. Sempre nel terzo trimestre l’incidenza degli occupati equivalenti in Cig sulle unità di lavoro dipendenti a tempo pieno nell’industria in senso stretto, prosegue l’analisi di palazzo Koch, “è diminutia di 1,3 punti percentuali annullando l’aumento registrato nel secondo trimestre”.

Famiglie. I comportamenti di spesa delle famiglie restano cauti e i “segnali per i mesi estivi non ne delineano un recupero”. Secondo la Banca d’Italia “nel secondo trimestre del 2010 è proseguito il ristagno dei consumi delle famiglie, frenati dalla contrazione degli acquisti di beni durevoli (-6,8% sul periodo precedente)”.

Crescita. L’economia italiana crescerà dell’1% nella media del 2010. Si tratta, spiega l’istituto di Via Nazionale, di un dato “in linea con la previsione pubblicata nel Bollettino economico dello scorso luglio e con quelle diffuse di recente dalla Commissione europea e dal Fondo Monetario Internazionale”. Bankitalia segnala che “nel secondo trimestre del 2010 il Pil in Italia è aumentato a un ritmo lievemente superiore a quello di inizio d’anno (0,5% sul periodo precedente). A un’ulteriore, robusta espansione delle esportazioni “si è affiancato il deciso rialzo dell’accumulazione in macchinari e attrezzature, che ha beneficiato di agevolazioni fiscali in scadenza alla fine di giugno”.

Fisco. La Decisione di Finanza Pubblica, che contiene le ultime stime del governo sia sulla crescita che sugli andamenti dei conti pubblici, potrebbe avere sovrastimato sia le entrate che le spese per il 2010. E’ quanto si legge nel Bollettino di Bankitalia. “I dati disponibili – è scritto nel documento – segnalano che sia la crescita delle entrate sia quella delle spese potrebbero risultare inferiori a quanto indicato nella Dfp”.

Banche. Nel primo semestre del 2010, secondo le relazioni consolidate dei primi cinque gruppi bancari italiani, la redditività ha continuato a ridursi. Il rendimento del capitale e delle riserve è sceso al 4 per cento, circa un punto percentuale in meno rispetto a un anno prima. La flessione del margine di interesse è stata solo in parte compensata dall’aumento degli altri ricavi, determinando nel complesso una riduzione del margine d’intermediazione pari al 7 per cento.

Europa. I divari di crescita tra i maggiori paesi dell’area dell’euro tendono ad ampliarsi. In particolare rispetto alla Germania. Nel complesso dell’area il Pil è cresciuto dell’1 per cento nel secondo trimestre rispetto al primo (contro lo 0,2 del periodo precedente). In Germania l’incremento del Pil è stato molto più deciso (2,2 per cento nel secondo trimestre); dal punto di minimo ciclico l’economia tedesca è finora complessivamente cresciuta del 4,2 per cento, circa tre punti più della media degli altri paesi dell’area; in Francia e in Italia il recupero è stato solo dell’1,9 e dell’1,3 per cento, rispettivamente.



La risposta del governo

A questo Bollettino risponde il Governo con voce denigratoria e molto critica, dicendo che i toni usati dalla Banca d’Italia, per commentare i risultati delle entrate nei primi tre trimestri e soprattutto in merito a tasso disoccupazione e consumi interni sono «inutilmente ansiogeni».

Intanto però la CIG (Cassa Integrazioni Guadagni) nel periodo gennaio – settembre è aumentata dal 2009 di circa il 51%. Ma allora forse qualcosa che non va nella nostra povera Italia …c’è…

A settembre risultano essere oltre 640mila i lavoratori in cassa integrazione e questo, nei primi nove mesi dell’anno, ha comportato una riduzione del reddito di oltre 3,5 miliardi di euro, più di 5.500 euro per ogni singolo lavoratore. A tirare le somme è l’Osservatorio Cig della Cgil naziona le che nel rapporto di settembre mette in risalto come continui «ad essere ancora molto elevato il numero di lavoratori coinvolti nei processi di cassa integrazione e, di conseguenza, i riflessi in negativo di questo stato sui loro salari»…. Dall’analisi della Cgil il ricorso alle ore di Cassa integrazione a settembre segna un aumento del +34,8% rispetto al mese precedente, per un totale di ore pari a 103.228.193…. Nel periodo gennaio-settembre l’aumento delle ore di cig è comunque stato del 50,5% rispetto allo stesso periodo del 2009, a quota 925,6 milioni di ore autorizzate. La cassa integrazione in deroga, anche se segna un calo dell’ 8,9% rispetto al mese precedente, registra un incremento molto forte nei primi nove mesi dell’anno (+344%). In quasi tutti i settori produttivi la percentuale di aumento della cassa in deroga è oltre il 300%, con una punta del 1.532% nell’Edilizia. (Fonte: Corriere)



Il solito dubbio amletico

Il dubbio che vogliano farci vedere un modo migliore di quello che è nella realtà continua ad essere più che presente.
Per carità, comportamento degli economisti di Stato più che comprensibile. Infatti il Governo ha tutto l’interesse di infondere fiducia al mercato, magari “aggiustando” un pochino i dati per dare positività (operazione “ottimismo”) proprio per evitare ciò che successe nella grande crisi del 1929, dove il mercato si inchiodò completamente a causa del crollo dei consumi. La causa era una crisi di fiducia TOTALE che portò il mercato in una voragine di negativismo generalizzato.

Ed è proprio quella fiducia che a volte definisco fraudolenta, che è un po’ troppo assente da questo blog. Molto recentemente me l’ha fatto notare anche Mario da Teramo, il quale mi scrive:

“Bravo Dream, già il tuo nick è tutto un programma. Continua coi tuoi articoli negativistici, continua a dire che è tutto marcio, continua a dire che va tutto a rotoli. Ci vuole ottimismo, bisogna dire che le cose vanno bene altrimenti anche per colpa tua si blocca tutto”.

Bene caro Mario, capisci che la mia “mission” è dire quello che accade nella realtà e quello che ahimè i giornali non dicono. Se facessi l’estremo positivista, allora farei ciò che i media fanno quotidianamente. Forse avrei molti più lettori, ma a quel punto NON sarei più il blog INDIPENDENTE che invece con orgoglio posso dire di aver costruito.

Intanto mi giunge alle orecchie un’altra bella notizia. Sembra infatti che Il Fondo monetario internazionale abbia convocato per lunedì (oggi, ndr) a Shanghai un vertice internazionale a cui prenderanno parte i governatori delle banche centrali per discutere le misure per fronteggiare la crisi economica. L’Fmi ha riferito che al meeting prenderanno parte i banchieri centrali asiatici, africani, europei, statunitensi e dei Paesi del Sudamerica. Ad ospitare il vertice sara’ la Banca Centrale della Cina e il meeting sara’ co-diretto dal governatore della banca centrale di Pechino, Zhou Zhou Xiaochuan, e dal direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn. ”Il vertice – si legge in una nota dell’Fmi – fa parte delle continue analisi delle sfide politiche imposte dalla crisi finanziaria internazionale” e ”ha l’obiettivo di portare avanti la discussione sull’integrazione degli strumenti macro-prudenziali nella piu’ ampia architettura politica per contribuire a garantire la stabilita’ finanziaria”.

Ma si dai, vorranno trovarsi per pranzare insieme e festeggiare per la ripresa economica assolutamente ruggente…

Poveri in 9 milioni. La classe media affonda

Secondo un rapporto Caritas-Zancan, gli indigenti sono 8.370.000, più circa un milione in stato di grossa fragilità economica. Un italiano su sei non ce la fa a pagare il bollettame e le spese ordinarie, come il cibo, il mutuo, le spese condominiali. Le richieste di assistenza in Caritas volano ad oltre un milione. Ma la cosa che spaventa è che i “nuovi poveri” sono neo laureati, uomini divorziati, donne sole. Persone che non ce la fanno più con miseri stipendi o magari neanche quelli. La classe media, quella che ha spinto l’accelleratore sui consumi fino a qualche mese fa, sta affogando. In Italia come negli USA: Ammortizzatori sociali? Inefficaci, Social card? Inefficace. Come sempre il problema sta nella equa ed oculata distribuzione delle risorse. Ma questa è una storia vecchia…

E chiudo con questo grafico proposto da Lukas. Non lo commento perché secondo me è tutto tremendamente superfluo. Oppure qualcuno vuol dirci qualcosa? Prego, l’area commenti è a disposizione!

Morale: se volete le notizie filtrate “ad hoc”, mi spiace, cercatele altrove. Qui troverete solo onesti pareri di soggetti indipendenti che vogliono illustrare al prossimo come vanno le cose, nella realtà.

STAY TUNED!

DT

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18 commenti Commenta
zamika
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 07:25

Complimenti Dream !

La tua autorevolezza deriva dalla tua indipendenza e dalla tua capacità di pensare senza compiacere 😉

Lascia pure che chi vuole si faccia mettere gli occhiali che più gli aggrada, spero che quando saranno costretti a togliere non sia rimasto attorno tutto grigio…

Sta avvenendo una strisciante guerra valutaria, sostenuta da paesi iperaddebitati e dipendenti da paesi di cui non si sa neanche come sia messo il bilancio statale 😕 Se da valutaria si evidenziasse economica sarebbe molto negativa per tutti perchè si tornerebbe al protezionismo.

L’europa è spettatrice divisa e litigiosa…. per quanto riguarda l’Italia stiamo facendo tabula rasa anche della coscienza nazionale e siamo preda ad un analfabetismo culturale di ritorno.

L’immobilismo nelle scelte politiche dato da convenienze contingenti e dall’arroganza di interessi particolari e personali hanno portato il paese ad un imbarbarimento culturale ed una diffilcotò di reazione imprenditoriale e di prospettive economiche ormai quasi tacitamente accettato.

Cerchiamo almeno di riuscire a ragionare con le nostre teste…. 🙄

paolo41
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 08:59

Dream, se hai occasione di approfondire i dati import / export che ti ho inviato via e-mail circa 10 giorni fa (dati Istat elaborati dal Ministero dello Sviluppo Economico aggiornati ai primi cinque mesi), si può evidenziare che c’è realmente una ripresa dell’import/export ma purtroppo siamo ancora lontani dai valori 2008 dove l’interscambio complessivo aveva raggiunto euro 738084Mil purtroppo con un saldo negativo di 13035 Mil (l’ultimo saldo positivo è stato nel 2003 con 1618 Mil).
Dagli ultimi dati Istat del periodo Gen-Ago 2010 riportati anche sul sole-24ore di sabato scorso ( +14% le esportazioni +20,4 le importazioni rispetto all’analogo periodo del 2009) si nota che il saldo è negativo per ben -15765 Mil ( record del periodo) di cui il saldo con la Cina è negativo di -11633 Mil (altro record). Annualizzando tali dati si ottiene un export di 324348 Mil ed un import di 369016 Mil con un saldo negativo di -23647 Mil (é quasi un finanziaria!!).
Ma l’export è ancora lontano il 12% dai valori totali del 2008, mentre l’import solo dell’8,9%, con la Cina che continua a guadagnare posizioni come importatore (sta per superare al secondo posto la Francia,mentre la Germania rimane al primo posto).
Con la premessa che i dati della bilancia commerciale sono solo una parte del Pil, danno comunque un ‘idea di come il paese, nel suo complesso, stia perdendo competitività e, se non fosse per la “meccanica” che riesce ancora a tenere su le esportazioni, sarebbe un vero disastro.
Per inciso, a livello EU l’export verso la Cina nel 2009 è stato di $ 12 MLD, l’import di $300,5 MLD….. cifre su cui sarebbe opportuno meditare…..

tikalmat
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 09:16

seguo il blog proprio perchè è indipendente!!
continua così…..se ho bisogno di altro gurdo il telegiornale 😉

caposci
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 09:48

con i futures americani a -0.5 % la borsa italiana a 0, cioè non perde e non guadagna.Perchè ?

Scritto il 18 Ottobre 2010 at 09:58

paolo41,

Azz…Paolo, scusami ma ho sempre di casini con la posta senza senso… Mi sa che me lo sono perso… Me lo puoi re-inviare?
🙂

caposci@finanza,

ma che domadne sono…. non hai ancora capito come funzionano i mercati? Queste domande non stanno nè in cielo nè in terra…

m75035
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 10:05

la borsa italiana fa 0 perchè noi siamo meglio di loro economicamente parlando (come si evince dall’articolo qui sopra…)!

spybat
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 10:27

Complimenti DT!

lascia pure i “Mario” al loro destino… chi ama opinioni libere, intelligenti ed indipendenti il lunedì mattina (e non solo) passa da queste parti più che dall’edicola…

avanti cosi…. grazie

lampo
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 10:27

Concordo con Mario… DT dai troppe notizie negative… e infondi troppo negativismo :mrgreen: :mrgreen:
E’ ora che anche tu e Mattacchiuz falsificate qualche dato… così da far diventare tutto POSITIVO ed infondere OTTIMISMO. Tanto come diceva il nostro caro premio nobel Pirandello… “così è se vi pare”.

Ironia a parte, ritengo che chi frequenti questo blog abbia una cultura sufficiente per capire come stanno veramente le cose. Dopo ovviamente (come dice Pirandello) la realtà che vedo io può differire da quella vede un altra persona…. ma per fortuna è proprio questo che ci permette di discutere, proporre soluzioni e migliorare.
Se, per assurdo, tutto andasse bene e funzionerebbe egregiamente… non ci sarebbe più stimolo a far niente… per cui avremmo veramente la catastrofe nel giro di poco tempo! :mrgreen: :mrgreen:

hironibiki
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 10:42

Anche io sono con te DT!! Continua ad essere indipendent come lo sei ora. Di telegiornali ne abbiamo talmente tanti ogni giorno che danno la nausea. Tutti uguali, tutti sempre le stesse cose (a parte rete 4 con Emilio Fede, lui è penso il caso più eclatante di lecchinaggio).
Almeno qui si ha un punto di vista equilibrato delle cose e non “va tutto bene”.

Tra l’altro ditemi una cosa ma l’ENEL recentemente ha spedito (periodo agosto mi sembra) un bollettino in cui si richiedeva l’adeguamento prezzo con effetto retroattivo dal 2009.. In sostanza a me è capitata una botta di 180 euro, molti altri è andata peggio chi addiruttura 600 euro. A parte che mi sembra leggermente illegale modificare i prezzi e chiederne la retroattività, ma la cosa che mi ha lasciato basito è che nel peridodo estivo di solito il GAS non è utilizzato come d’inverno e guarda caso ha fatto cassa proprio PRIMA di mandare sul mercato le proprie azioni.. Mi vengono in mente molti esempi di aziende che si comportano o si sono comportate così (esempio Banca 121).

m75035
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 11:07

hironibiki@finanza,

a me hanno “sbagliato” a leggere il contatore per tipo 2 anni di fila e poi mi hanno presentato il conto alle tariffe attuali. una bolletta stratosferica di 4.000 verdoni, per poco a mio padre nn è preso un colpo. morale della favola? fanno quello ke vogliono percHè ki deve sorvegliare DORME

Scritto il 18 Ottobre 2010 at 13:05

Ho apportato u8n piccolo appunto che meritava un post ma che motivi di tempo non riesco a scrivere, e allora ne ho parlato qui..

I NUOVI POVERI d’ITALIA…. 😥

paolo41
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 14:00

In precedenza ho postato alcuni dati sulla bilancia commerciale dei primi 8 mesi del 2010.
Per chi ha voglia di leggere posto un’analisi, un po’ lunga…. sui dati dei primi 5 mesi che danno un’idea del nostro import-export; naturalmente… senza aggiungere commenti…

BILANCIA COMMERCIALE

IL SALDO
– negli ultimi dieci anni (a partire dal 2000) nel 2001 abbiamo avuto un saldo positivo di euro 9233 mil, dopodiché è stato un calo continuo, siamo andati negativi nel 2004, abbiamo toccato un record negativo nel 2006 ( -20452 mil) per poi risalire pur rimanendo ancora in territorio negativo. Dal 2000 al 2009 l’export è salito dell’11,7%, mentre l’import del 14,4% Abbiamo comunque mantenuto l’8° posto negli interscambi mondiali.
– L’interscambio complessivo ha raggiunto il massimo nel 2008 ( 751066 mil) per poi calare bruscamente nel 2009 ( 586656 mil pari al –21,9%).
– Nei primi 5 mesi del 2010 l’interscambio complessivo ha recuperato il 13,3% rispetto all’analogo periodo 2009 ma con un aumento delle importazioni del 16,1% e un aumento delle esportazioni del 10,5%. Annualizzando i primi 5 mesi, l’export è risalito del 8,3% rispetto al 2009, ma è ancora in calo rispetto al 2008 di circa il 14,6%. Per contro l’import è aumentato del 15,6% rispetto al 2009 ed è in calo di solo il 10,5% rispetto al 2008.
– In sintesi la bilancia dei pagamenti si sta ulteriormente deteriorando: infatti nei primi 5 mesi è passata da –3931 mil del 2009 a –11219 mil del 2010

QUOTE ITALIA
– nei primi anni del 2000 l’Italia aveva una quota del 3,9-4% dell’export mondiale e 3,7-3,8% dell’import. Nei primi mesi del 2010 siamo al 2,9% dell’export e 3,2% dell’import mondiale.

DOVE ESPORTIAMO
– Germania (13,3%) e Francia (12,1%) sono i paesi più importanti per le nostre esportazioni; i primi dieci paesi, fra i quali è entrata anche la Cina (2,5%) coprono il 57,7% delle esportazioni, i primi 15 coprono il 67,6%. Il quindicesimo è la Romania con l’1,4%, sotto sono naturalmente tutte percentuali inferiori.

DA DOVE IMPORTIAMO
-Germania (16%) e Francia sono i più importanti esportatori nel nostro paese; nei primi dieci che fanno il 58,8% del totale importato figura, al terzo posto, la Cina con il 6,6% e naturalmente i paesi dove acquistiamo prodotti energetici come Russia, Libia. L’Algeria figura al 12° posto con il 2,6%. I primi quindici paesi fanno il 70,5% dell’importato. Il 16°, l’Azerbaigian (petrolio) fa l’1,5% delle importazioni; gli altri hanno tutte percentuali inferiori, con la maggior parte inferiori all’1%.
P.S. significativa la posizione dei Paesi Bassi (Olanda) che ha importato dall’Italia (dati 2009) 7087 mln, mentre ha esportato in Italia 16674 mln.
La maggior parte di tali esportazioni sono merci che provengono da altri paesi e fatte passare dai commercianti olandesi attraverso società locali.
Si potrebbe supporre che siamo al dumping puro con il benestare della EU.

CHI IMPORTA E CHI ESPORTA
– Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana fanno, in cinque il 72,6% delle esportazioni (la regione Lazio è sesta); le prime cinque per import sono Lombardia, Veneto, Lazio, Piemonte ed Emilia Romagna e fanno il 70,4% delle importazioni (la regione Lazio passa al terzo posto!!!!). Nelle prime dieci per l’export ( che fanno l’88,1% del totale) figurano anche tre regioni del Sud ( Campania, Marche e Sicilia). Nelle prime dieci per import (che fanno l’82,7% del totale) ci sono Sicilia, Campania e Puglia.

COSA ESPORTIAMO
– Circa il 16% delle nostre esportazioni sono macchine, attrezzature e componenti meccanici ( comunque in leggero calo percentuale); circa il 4% sono prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio (stabili). Abbigliamento 3,8% stabile; prodotti chimici e farmaceutici 7,5% in miglioramento, autoveicoli e parti di ricambio 6,5% in calo, mobili 2,4% in calo, calzature 2,3 % in leggero miglioramento, prodotti per la siderurgia 2,1% in calo.

COSA IMPORTIAMO
– Naturalmente prodotti petroliferi e derivati dalla raffinazione ( 17,5% delle importazioni), autoveicoli e relativi ricambi (9,7%), prodotti chimici e farmaceutici (10%) e fra le più significative carne (1,5%) computer e affini (1,8%), etc

CONFRONTO DI ALCUNI VALORI ASSOLUTI (anno 2008 non ancora influenzato dalla caduta dei consumi) in mln di euro
Import Export
Prodotti energetici 71146 15305
Autoveicoli e ricambi 35613 26696
Chimica e farmaceutica 34030 22217
Macchine e meccanica 18143 78736
Prodotti siderurgici 19188 10238
Altri metalli 14839 6694
Pasta-carta e cartoni 5284 —
Articoli in plastica n.d. 9457
Articoli in metallo n.d. 9805

paolo41
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 14:05

..non sono era lungo il post …ma è venuto anche raddoppiato…chiedo venia…

andrea.mensa
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 16:13

caro DTcredo che dare brutte notizie non piaccia nemmeno a te, ma se quelle sono, purtroppo, è meglio darle.
chi cerca di migliorare o comunque alterare la realtà finisce solo di non essere più attendibile, di non esser più creduto, prima, e ignorato , poi.
continua così, anzi continuate così, che siete forti !!!

andrea.mensa
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 16:15

paolo41,

dai…. dillo che lo hai fatto apposta, così se qualcosa sfuggiva alla prima lettura, veniva colto dopo !!!

andrea.mensa
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 16:18

a proposito del grafico…..
beh la cosa evidente è che mentre fino al 2008 le due curve S6P500 e l’indice della crescita si sono mosse in assonanza, da li in poi sembrano diventate complementari.
mica si starà per caso gonfiando un’altra bolla vero ?

Scritto il 18 Ottobre 2010 at 16:36

paolo41,

Te lo correggo io! 🙂

Luke
Scritto il 18 Ottobre 2010 at 19:26

Come mai questa forte divergenza tra il Growth Index e il mercato azionario a partire da ottobre 2009?

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