Guadagnare con strategie market neutral

Scritto il alle 07:54 da gremlin

Comprare un BOT significa praticare una strategia direzionale rialzista, è di fatto un trading di posizione anche se nessuno lo considera sotto questo aspetto forse perchè è un’operatività associata a nessun rischio.
La strategia direzionale rialzista risulta invece molto chiara se comprassi fondi, azioni, future e altro: si compra con la speranza di poter vendere a prezzi più alti o semplicemente di poter detenere per molto tempo un asset che si rivaluta con regolarità. Quanti sono i trader e gli investitori che adottano una strategia direzionale rialzista? Sicuramente una netta maggioranza, almeno l’80% delle aperture di nuove posizioni è voluta dai rialzisti-compratori. Un altro 15% apre invece posizioni ribassiste adottando quindi sempre una strategia direzionale. Solo un’esigua minoranza di operazioni è fatta secondo strategie di neutralità rispetto al mercato.
Se guardiamo ad esempio al DAX si può notare che i valori dell’indice hanno oscillato per mesi fra il 2012 e il 2013 in un range piuttosto ristretto di circa 500 punti con un’escursione massima fra minimo e massimo periodale di circa l’8%.


Ciò significa che se un investitore o trader di posizione avesse preso una posizione rialzista ad inizio settembre 2012 avrebbe visto una prima rivalutazione significativa del suo capitale solo dopo 4 mesi perchè il buon rialzo verificatosi dopo pochi giorni dal posizionamento veniva vanificato completamente a novembre 2012.
La stessa cosa sarebbe capitata a chi avesse preso posizione ad inizio 2013 perchè avrebbe dovuto aspettare 4 mesi prima di ottenere la conferma della rivalutazione del suo asset.
Tutto questo per dire che i mercati, pur trovandosi in un trend rialzista di lungo periodo, vanno spesso incontro a correzioni sostanzialmente laterali che mettono in seria discussione la bontà della strategia adottata.
Chi opera coi derivati può invece adottare una strategia diversa, neutra rispetto ai movimenti di mercato perchè è in grado di “assorbire” rialzi e ribassi modesti senza andare in perdita, oppure permette di prendere posizione in anticipo rispetto ad un evento market mover (ad es. la comunicazione degli utili trimestrali) per andare in guadagno sia nel caso ne seguisse un forte rialzo o ribasso e anche certi tipi di spread trading con future possono essere considerati strategie neutrali.
Comunque la “vera” strategia neutrale – quella che “assorbe” rialzi e ribassi – si fa unicamente con opzioni scoperte e in primis secondo la tecnica dello short strangle, ovvero con la vendita di una call e di una put scoperte. Operando in questo modo si delimita una fascia di prezzi neutrali (trading range): fintanto che l’indice  si mantiene all’interno di questa fascia la strategia è vincente e quindi al trader non interessa nulla se l’indice sale o scende, l’importante è che non salga o scenda troppo, cioè che non vada a sfondare uno dei due lati della fascia. Qui sotto sono evidenziate due fasce di neutralità:
Questa è una tecnica abbastanza facile da implementare ma che ovviamente presenta dei rischi in quanto una posizione in derivati non può mai essere abbandonata a se stessa quando entra in perdita, occorre “aggiustarla” e cioè modificarla in modo da contenere e respingere le eventuali minacce del mercato.
Anche di questo se ne parlerà nell’incontro del primo giugno. Per conoscere il programma della giornata clicca sul logo qui sotto.

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49 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 23 maggio 2013 at 09:31

Tempismo perfetto dopo che il Nikkei ha perso oltre il 7% in una seduta. Il problema dei pasti gratis è che non esistono e un opzione scoperta in caso di discontinuità del mercato ti manda in rovina in 2 ore. Magari domani fa +10% e perdi 2 volte. Comunque coraggio a ognuno la sua illusione.

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tesiag
Scritto il 23 maggio 2013 at 09:44

:-)…maurizio john non ha tutti i torti che dici? anzi forse ha molte ragioni. alla fine sono le tecniche di hedging che contano credo

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Roberto Semprini
Scritto il 23 maggio 2013 at 09:44

john_ludd@finanza:
Tempismo perfetto dopo che il Nikkei ha perso oltre il 7% in una seduta. Il problema dei pasti gratis è che non esistono e un opzione scoperta in caso di discontinuità del mercato ti manda in rovina in 2 ore. Magari domani fa +10% e perdi 2 volte. Comunque coraggio a ognuno la sua illusione.

Sono d’accordo con te in linea di massima. Ho un amico che utilizza tutti i mesi questa strategia sia sul bund che sugli indici ma questa strategia “paga” o meglio “è meno pericolosa” ( è una illusione essere market neutral perchè se il mercato sale o scende occorre correggersi ed è come essere short o long controtend nella stessa maniera di un future con delle implicazioni diverse che si hanno con le opzioni) quando la volatilità è alta e ti permette di ” aprire” le prime OTM vendute in call e put MOLTO distanti dal prezzo corrente del sottostante quindi avere un range molto ampio. Poi il discorso andrebbe approfondito ma con la volatilità cosi’ bassa aprire uno strangle a credito si rischia quello che sostiene jhon prima devi stoppare e rollare le put ( di conseguenza aumenti le call vendute per riequilibrare le greche) e magari il giorno dopo rimbalza e sei da capo e la coperta è sempre corta ( se non sei abbastanza distante dal sottostante e con questa volatilità non lo sei perchè non lo permette). Questo mese il bund dava spazio per 5 figure di strangle mentre in passato ne facevo anche 12, quindi meglio evitare e sciegliere altre startegie . Le strategie non sempre funzionano , non si puo’ generalizzare, occorre sciegliere i momenti giusti. Giusto dare lo spunto ma chi non ne mastica potrebbe rimanere affascinato senza capire che pericoli potrebbe correre. Ciao buona giornata

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alfio200
Scritto il 23 maggio 2013 at 09:52

Noi, comunque stiamo aspettando un articolo sul crollo del Nikkei (e degli altri mercati) con annessi e connessi da parte tua e delle migliori menti del sito. C’è curiosità e impazienza.

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bergasim
Scritto il 23 maggio 2013 at 10:00

7. Al 3° Meeting Act di Intermarket&More
Bella novità e occasione interessantissima, peccato che io abbia un leggerissimo conflitto di interesse a sostenere coi superlativi questa iniziativa visto che ne sono promotore al 50%

Sei pregato gentilmente di scrivere meno fesserie, ci sono molti più promotori preparati, con tutti i conflitti di interesse che vuoi che trader di analisi delle frattaglie.
Basta sentire le fesserie su forex e dintorni.

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gremlin
Scritto il 23 maggio 2013 at 10:17

john_ludd@finanza,
tesiag@finanza,
Roberto Semprini,

ognuno di voi ha evidenziato delle criticità che d’altra parte sono riscontrabili in qualsiasi operatività con strumenti finanziari anche se tecnicamente e con rischiosità diverse.
Mi limito qui ad evidenziare due concetti base:
– qualsiasi posizione scoperta può essere protetta, basta sapere come e quando farla
– l’operatività con opzioni scoperte va fatta assolutamente da trader con esperienza

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john_ludd
Scritto il 23 maggio 2013 at 10:23

gremlin,

mettiamola così che è più chiaro: se uno opera sul mercato dei derivati con denaro che non può permettersi di perdere è un cretino. C’è una enorme differenza tra “risparmio” che rappresenta spesa corrente o investimenti da effettuarsi nel futuro e “capitale di rischio” con il quello uno può fare quello che vuole per esempio perderlo. Temo che non sia ben chiaro e che neppure voi vi diate tanto da fare per definire la differenza. Poi ci sono trader bravissimi che finiscono in rovina, lo sai benissimo, ma non è questo il punto.

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gremlin
Scritto il 23 maggio 2013 at 10:30

Bravo Bergasim, continua così e prima o poi vincerai il primo premio della simpatia & ponderatezza.

Il promotore finanziario ha conflitti di interesse grandi come una casa, abbia il coraggio di raccontarlo al mondo intero e poi continui ad esercitare tranquillamente con professionalità e competenza il suo utile lavoro di educazione finanziaria e di intemediario del risparmio gestito, sarebbe una bella dimostrazione di onestà intellettuale

a parte le fesserie che dici tu con la metafora delle frattaglie, prova a rispondere a questa domanda: il promotore finanziario (o l’agente assicurativo o il bancario) dà suggerimenti di investimento nell’ESCLUSIVO INTERESSE del cliente?

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pinco14
Scritto il 23 maggio 2013 at 10:34

john_ludd@finanza,

gremlin,

Sono assolutamente d’accordo con Gremlin che ogni posizione scoperta può essere protetta – questo ovviamente non vuol dire che ogni trade che uno fa finisca in guadagno, anzi spesso la bravura sta nel contenere le perdite quando i movimenti sono avversi
Ha completamente ragione John quando dice che il trading in derivati è assolutamente rischioso, e gli va dedicato solo una parte del proprio capitale (meglio ancora su un conto dedicato appositamente) – parte di capitale che non deve servire nell’immediato perchè c’è il rischio di doverla tenere impegnata per parecchio tempo
Quello che nessuno ha detto e che secondo me è assolutamente essenziale nel trading derivati è la CAPITALIZZAZIONE del conto ed il money management. Se uno non ha nel conto almeno il 50-60% di capitale disponibile a copertura dei margini è meglio non cominci nemmeno

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john_ludd
Scritto il 23 maggio 2013 at 10:52

pinco14@finanza,

anche il “risparmio” può essere impegnato, quello che conta è il rischio sul principale. Ovvero un risparmiatore può rischiare (almeno nel breve) una perdita sul potere d’acquisto a causa dell’inflazione ma deve limitare al minimo le perdite sul principale. La volatilità gioca quindi un ruolo chiave. E’ del tutto fuorviante affermare che “tanto nel lungo termine” le azioni mi rendono più di un bond, perchè se nel lasso temporale in cui il mio capitale si è deprezzato quel capitale lo devo disinvestire perchè mi serve, ecco che maturo una perdita. Esiste un’unica definizione di rischio: rischio è possibilità di perdita permanente di capitale e si può verificare in varie modalità. A mio modesto avviso viene enormemente sotto valutato il rischio volatilità, specie ora che c’è la percezione del tutto errata che tanto le banche centrali hanno ridotto il rischio. E’ falso, le banche centrali hanno aumentato il rischio nel momento stesso in cui hanno determinato la riduzione del rischio percepito da parte degli agenti di mercato.

Non ho assolutamente nulla da obiettare sul trading, ma non è allocazione di risparmio, è una attività assimilabile al rischio di impresa. E’ irrilevante che sia utile o inutile alla società, non stiamo definendo un codice morale.

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bergasim
Scritto il 23 maggio 2013 at 10:57

Gremlin

Io si, potresti vedere il mio portafoglio clienti, vedere quanto equity vi è o attivita ad alto rischio, cerco da anni di offrire un portafoglio con il miglior rapporto rischio/rendimento.
Non uso unit linked se non in piccolissima percentuale sul portafoglio, non faccio sottoscrivere prodotti per vincere premi aziendali o guadagnare di più.
lotto tutti i giorni con i clienti che hanno portafogli più aggressivi presso altre banche o altri promotori per spiegare loro tutto lo schifo che c’è in giro.
Risultato? Nella maggior parte dei casi pur avendo posizioni più aggressive che in passato hanno perso anche pesantemente, oggi il loro portafoglio più esposto su equity o bond ad alto valore guadagna nettamente di più del mio, quindi per me solo pacche sulle spalle e niente nuovo cash da gestire.
Quindi ti ripeto finiscila di dire fesserie se non sai in pieno di quello che parli.

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alfio200
Scritto il 23 maggio 2013 at 10:59

john_ludd@finanza:
[email protected],

E’ irrilevante che sia utile o inutile alla società, non stiamo definendo un codice morale.

Condivido. Ed è quello che io ciclicamente ripeto su tutti i blog finanziari. Una suora che si occupa di un lebbrosario, si collegherà a un blog finanziario per avere notizie finanziarie (magari per investire bene le donazioni fatte al lebbrosario).

Vi ricordo le parole di Ben Affleck nel mitico discorso di Boliler room:

“Chi lavora qui lo fa con un solo motivo: diventare schifosamente ricco e basta!”

https://www.youtube.com/watch?v=QhvcU8zzZ4o&list=FLLDm-FpvJBBfAk2f2elGlTQ&index=21

Quindi, parliamo di finanza.

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pinco14
Scritto il 23 maggio 2013 at 11:08

john_ludd@finanza,

Sono completamente d’accordo su tutto quello che hai scritto :-)
Ho fatto purtroppo diversi errori nel passato (di cui ancora su qualcosa ne porto le conseguenze), ma i concetti che hai espresso credo adesso mi siano abbastanza chiari e li condivido appieno
Il trading non ha niente a che vedere con la difesa e l’auspicabile incremento del capitale. Il trading è speculazione. A cui è associato un rischio, elevatissimo con i derivati, elevato con le azioni.
Son tutti bravi a dirti compra o vendi. Ma ne ho trovati pochi bravi a dirti cosa fare quando le posizioni si girano ed il rischio (e le perdite) aumentano esponenzialmente

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bergasim
Scritto il 23 maggio 2013 at 11:11

Pinco14

OK quoto al 100%

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ilcavalierenero
Scritto il 23 maggio 2013 at 11:51

salve sono per esperienza sono l’ultimo a poter parlare,
pero possiamo affermare che sall’inizio dell’anno implementavi in strategia neutrale tipo sul stock con basi 3000 e 2200 , giugno 2013, ti prendi molto probabilmente senza soffrire un rendimento del 6%, chiaro che le opzioni scoperte sono rischiose soprattutto l’azionario! vedi il dax che si è sparato il 15% in un mese( anomalo), pero sull’obbligazionario la volatilita è molto piu’ contenuta!
parlare oggi oggi di opzioni scoperte sul nikkey mi sembra un tantino forzato, dopo un meno 7%.e per giunta un indice che ha fatto l’80% da settembre
visto che qui c’è gente brava vi invito.
oggi il mercato scende 2.5%, che si fa:
si compra perchè è un ‘occasione di di acquisto perche’ il mercato è long..per la liquidita etc
mia idea che per qualche mese i massimi dell’anno siano stati toccati.
siamo su un blog di finanza, parlare di filosofia serve a poco e non rende nulla

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pinco14
Scritto il 23 maggio 2013 at 12:01

ilcavalierenero@finanzaonline,

Non sono d’accordo. Parlare di filosofia e psicologia serve a molto. Sono del parere che nel trading conta molto di più l’aspetto psicologico, comportamentale e gestionale che l’analisi tecnica. A tirare un pò di righe son bravi tutti, molti meno a sapere cosa fare quando le righe vengono bucate dalla parte che non ci aspettiamo
Per quanto riguarda l’occasione d’acquisto, sono concorde sul fatto che probabilmente i massimi periodali sono stati fatti. Per cui non è un’occasione d’acquisto

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paolo41
Scritto il 23 maggio 2013 at 12:14

alfio200@finanza,

già ieri sera, dopo il discorso di Bernanke, che è stato molto ambiguo sulla continuazione del QE attuale, le borse americane hanno cominciato a scendere. Per esempio a livello CDS l’indice della borsa italiana era calato, nel dopo borsa, più di 100 punti alla chiusura USA. Ma la botta (oltre 300 punti) è arrivata stamani alla pubblicazione del dato sulla Cina (pmi 49,6 che significa contrazione delle attività) e i primi a risentirne sono stati i mercati asiatici, in particolare il Giappone che è il più importante esportatore sul mercato cinese. Vedremo nei prossimi giorni se è solo panico ( perchè il mercato cinese continua ad essere comunque in crescita) o è l’inizio di una più profonda correzione oppure se continueranno ad avere la loro influenza i vari QE.
Anche la borsa tedesca sta segnando grosse perdite, specialmente nelle case automobilistiche, fortemente legate all’esportazioni sul mercato cinese.

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gremlin
Scritto il 23 maggio 2013 at 12:23

pinco14@finanza,

io “predico” che il margine INIZIALE non deve superare il 25% del capitale disponibile, e più è bassa la percentuale minori rischi si sono presi

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gremlin
Scritto il 23 maggio 2013 at 12:24

ilcavalierenero@finanzaonline,

siamo in sintonia sulla pericolosità degli scoperti azionari…

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paolo41
Scritto il 23 maggio 2013 at 12:27

alfio200@finanza,

dimenticavo di osservare che anche il DAX era, a mio avviso, (premettendo che non ho nessuna pretesa di essere classificato come analista tecnico), molto “gonfio” o, come usano dire, in condizioni di ipercomprato e, quindi, scaricare un po’ non gli fa male.
Personalmente, comunque, stamani un chippino su Intesa a 1,406 ce l’ho messo, tanto per …. passare il tempo….

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gremlin
Scritto il 23 maggio 2013 at 12:32

bergasim,

1. mi sembra che nessuno ce l’abbia con te e quindi non dovevi disturbarti a raccontarci quello che fai coi tuoi clienti, personalmente sono arcisicuro che tu li tratti bene i tuoi clienti e che quello che proponi è corretto
2. non ce l’ho nemmeno con la categoria dei promotori onesti (i disonesti e gli incapaci si trovano comunque in tutte le categorie) ma essere bravo e onesto non ti affranca dall’avere comunque un conflitto di interesse
3. non hai risposto alla mia domanda
4. continuo a non capire di quali fesserie mi stai accusando, puoi essere un po’ più chiaro? grazie

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gremlin
Scritto il 23 maggio 2013 at 12:38

paolo41,

e un chippino short su un indice qualsiasi no?

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bergasim
Scritto il 23 maggio 2013 at 13:06

gremlin,

Non ti accuso di fesserie, ma come ti ho già ribadito mille volte l’analisi tecnica fatta bene è a discapito di pochi eletti e non di molti, ergo chi si avvicina ad essa senza avere delle competenze tecniche ( matematiche ) rischia di bruciarsi o forse è il contrario?
Tu sarai pur bravo ma quanti lo potrebbero essere fatto 100 come totale?.

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paolo41
Scritto il 23 maggio 2013 at 13:10

gremlin,

sono già short. Volevo aspettare i dati delle 14:30 per eventualmente aumentare con un altro chippino short. Se Intesa supera 1,417 lo metto in vendita. Comunque il Dax e il future Usa si sono mossi….

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ilcavalierenero
Scritto il 23 maggio 2013 at 13:43

@BERGASIM @GREMLIN.

..allora quelli bravi in analisi tecnica hanno ripetuto fino a poche settimane che la rottura su dax di 7540 avrebbe determinato un cambio del trend, quelli bravi e dico nessuno aveva contemplato che sp potesse spararsi altri 90 punti dopo il 1600.
per me uno bravo è uno che, mi sa dire oggi, sono stati fatti i massimi annuali?
sono stati fatti i massimi di periodo?
attendo risposte dai voi che siete esperti, avete strumenti etc.se no parliamo di nulla e di fumo. e filosofeggiamo

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bergasim
Scritto il 23 maggio 2013 at 14:09

ilcavalierenero@finanzaonline,

Io non un esperto di analisi tecnica e non mai detto di esserlo

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idleproc
Scritto il 23 maggio 2013 at 14:14

ilcavalierenero@finanzaonline,

Preferisci testa o croce?
(io non sono bravo)

Comunque, facendo della filosofia, Napoleone decideva quale sarebbe stato il campo in cui avrebbe combattuto la sua battaglia anche un anno prima, conosceva perfettamente il terreno, la disposizione delle truppe anche dei più piccoli raggruppamenti sorprendendo i suoi ufficiali, i tempi degli spostamenti e le faceva convergere dove voleva lui, quando voleva lui.
Questo non significa vincere la battaglia se da genio tattico e strategico quale era non avesse saputo piegare l’imponderabilità del “caso” a suo favore nelle esigenze tattiche che si presentavano nel momento della battaglia.
Il “caso” però volle che in un momento critico di una battaglia fosse preso da una crisi epilettica.
Il destino però sarebbe stato probabilmente comunque segnato dall’evoluzione e dalla dinamica complessiva, tecnica, storica e “filosofica” che comprendeva le condizioni generali delle sue battaglie.
Non essendo un “trader” presumo che il momento “magico” sia quello dell’operatività reale e delle reazioni che si hanno in tempo reale al mutare delle condizioni della “battaglia” e che in questi momementi si dimostri l’essere “bravi” o meno.

Ps. non sono di mestiere un filosofo, anzi.

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pinco14
Scritto il 23 maggio 2013 at 14:16

ilcavalierenero@finanzaonline,

Chiedere oggi se ieri è stato fatto un massimo annuale o di periodo significa proprio parlare di nulla e di fumo
Chi sono quelli bravi che lo possono prevedere e con quali strumenti?
Ah sì, gli analisti tecnici bravi (tipo quelli di GS), che dicono una cosa e fanno l’altra

Finchè c’è ancora chi pensa di poter prevdere il futuro in borsa, siamo lontani parecchio dal mio concetto di gestione del rischio :roll:

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ilcavalierenero
Scritto il 23 maggio 2013 at 14:23

RIFORMULO, Se voi foste dei gestori , oggi a un cliente che è long diciamo da inizio ( molto ottimista), cosa gli consigliate?
se no ripeto parliamo come si parla al bar del calcio mercato, tutti parlano tanto nessuno alla fine paga, tutti vincono e tutti hanno ragione, alla fine sempre i numeri vincono

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pinco14
Scritto il 23 maggio 2013 at 14:30

ilcavalierenero@finanzaonline,

Consiglierei di mettere uno stop profit adeguato alla % di guadagno. Stretto se la % è bassa, un pò più largo altrimenti

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gremlin
Scritto il 23 maggio 2013 at 14:42

uno bravo innanzitutto non è nè alieno, nè profeta nè illusionista

uno bravo della categoria “super” cioè che azzecca quasi sempre il trend è super-bravo e basta e forse sarebbe anche tempo sprecato scoprire il segreto della sua bravura, consideriamolo semplicemente inarrivabile e lo archiviamo fra i geni e le mosche bianche.

invece uno bravo “normale” è innanzitutto uno che ragiona in termini probabilistici e con scenari alternativi su scale temporali diverse; quali metodi e strumenti lui usa per raccontare le possibili evoluzioni di prezzo non dovrebbe mai essere oggetto di giudizio, quello che conta è la sua performance “previsionale” e non i mezzi con cui l’ha costruita; uno bravo-normale è anche e soprattutto uno che valuta asetticamente i trend (quindi non deve essere pregiudizialmente rialzista o ribassista); e ancora più importante la bravura consiste nel modificare lo scenario operativo adeguandosi al mercato (senza temere per la caduta della propria autostima, anzi…) e quindi nel sapere implementare un controllo del rischio attraverso tecniche diverse.
In altre parole quello bravo deve disporre di due dentature: quella decidua (previsionale) che è intrinsecamente aleatoria, e quella permanente costituita dal piano di controllo del rischio in tutti i suoi aspetti
Controllare il rischio nell’accezione più semplicistica è stoploss; una concezione più evoluta ti porta anche a difendere i guadagni realizzati (stop profit, che solitamente è la cosa più difficile da farsi). Oltre a questo puoi solo addentrarti nelle tecniche di hedging con derivati (opzioni in particolare)

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Roberto Semprini
Scritto il 23 maggio 2013 at 14:42

pinco14@finanza:
[email protected],

Chiedere oggi se ieri è stato fatto un massimo annuale o di periodo significa proprio parlare di nulla e di fumo
Chi sono quelli bravi che lo possono prevedere e con quali strumenti?
Ah sì, gli analisti tecnici bravi (tipo quelli di GS), che dicono una cosa e fanno l’altra

Finchè c’è ancora chi pensa di poter prevdere il futuro in borsa, siamo lontani parecchio dal mio concetto di gestione del rischio

ilcavalierenero@finanzaonline:
RIFORMULO, Se voi foste dei gestori , oggi a un cliente che è long diciamo da inizio ( molto ottimista), cosa gli consigliate?
se no ripeto parliamo come si parla al bar del calcio mercato, tutti parlano tanto nessuno alla fine paga, tutti vincono e tutti hanno ragione, alla fine sempre i numeri vincono

Non leggo mai i commenti ai post del blog ma oggi mi ero incuriosito visto che si parlava di strangle venduto, una figura che ho fatto piu’ volte sul bund. Poi la discussione seguita sui promotori non l’ho capita e seguita molto ma se sono polemiche non mi riguardano.
Per il cavaliere nero: a parte che su dei massimi storici assoluti è impossibile avere riferimenti analitici e tecnici ( proprio perchè sopra non ci sono) se tu cerchi quello che ti dice “questi sono i massimi” o indovina al tik la fine di un trrend cerchi uno che non esiste. Si possono fare congetture sui livelli tramite elaborazioni di dati statistici e/o compoetamentali del mercato ma poi è quando sei a mercato che la teoria diventa pratica, come si fa a spiegare delle tecniche ( che sono diverse , almeno per quanto mi riguarda , ogni volta che approcci il mercato??). Per rispondere , senza sapere quanto, su cosa, ecc ad uno che è long e già in gain consiglierei di coprirsi con short su future in proporzione tale alla parte di capitale che vuole proteggere. La cosa si potrebbe fare vendendo call sul sottostante dove si è investiti ma la copertura è solo per il premio quindi su un -7% del nikkey come oggi hai perso tanto sui titoli ma con i premi venduti hai incassato pochissimo o comprarsi put ma anche qui se il mercato lateralizza poi scende rischi di aver speso un premio per non incassare nulla e doverti riproporre sulla scadenza successiva( ma anche qui il discorso sarebbe piu’ lungo e articolato) quindi tra le 3 opzioni io utilizzerei il future forse perchè è la mia materia che trado da anni e ritengo di conoscerlo/gestirlo meglio.

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Lukas
Scritto il 23 maggio 2013 at 15:08

Dopo 6 mesi di rialzo ininterotto non si capisce di cosa ci si meraviglia…….a me sembra uno storno del tutto logico e giustificato…….che poi si traformi in qualcosa in più di uno storno…..è ancora presto per dirlo……faccio solo notare che ieri sono stornati contemporaneamente sia l’azionario che l’obbligazionario……accoppiata logica in uno scenario inflazionistico…….ma qui l’inflazione dov’ è ?

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pinco14
Scritto il 23 maggio 2013 at 16:06

Lukas,

Io credo che non sia una questione d’inflazione, che effettivamente non esiste (e la cosa sembra preoccupare lo zio Ben…) ma piuttosto una reazione emotiva al fatto che non è scontato il QE-infinity, la cui base monetaria ha sostenuto indifferentemente fino ad adesso sia l’equity che i bonds

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dirkpitt
Scritto il 23 maggio 2013 at 16:40

Sono perfettamente d’accordo con Gremlin. Questa è un’operatività direi senza mezzi termini da professionisti, ma oltre a rischi decisamente alti, nasconde a mio parere potenzialità enormi.
Se tutto va bene devi solo decidere quando “fermarti” (e qui entrano in gioco da una parte il tuo obiettivo mensile, ma soprattutto il limite a margini che devono rimanere ragionevolmente sostenibili).
Rapido esempio personale: ho iniziato a definire un obiettivo tra fine aprile e inizio maggio da realizzare ovviamente su scadenza giugno.
Inizio vendita vera e propria nella settimana 6-10 maggio con put 15000
Settimana 13-17 maggio incremento put 15000 e aggiunta di call 19000
qualche giorno di rialzi moderati in faccia, con call che si sono raddoppiate rispetto al mio prezzo margini in aumento ma perdite potenziali quasi ridicole.
stamattina sul gap down vendita ulteriore put 15000 e sono ormai nella parte discendente.
oltre la settimana del 3-7 giugno non vado e mi limiterò a controllare.
Anzi starò già pensando a Luglio e si ricomincia… :D

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_andy_
Scritto il 23 maggio 2013 at 16:54

In situazioni come quella descritta è sufficente acquistare due ETF sull’indice con direzionalità opposta. Si può addirittura prendere un ETF con direzionalità short su un indice “debole” e uno con direzionalità long su un indice “forte” (tipo short sul Mib e long sul Dax, almeno fino a oggi).
Ovviamente il tutto da gestire, valutando di volta in volta se chiuderne una per raddoppiare l’altra. Da notare che in caso di forte direzionalità (con leva x2) se una dovesse perdere il 99% l’altra invece triplicherebbe. Meno rischi, meno guadagni, ma senza dubbio più gestibile. Le opzioni non sono per tutti ;)

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_andy_
Scritto il 23 maggio 2013 at 16:54

Gli ETF devono essere in leva, non semplici

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gremlin
Scritto il 23 maggio 2013 at 17:00

dirkpitt@finanza,

ottimo il discorso sugli obiettivi e gli strike lontani, ma fai attenzione a non scoprirti troppo con le put dell’azionario soprattutto sul mib, l’aumento della vola implicita si accompagna al ribasso dell’indice e per non farci mancare nulla vieni poi strangolato dalla marginazione
preparati un piano di difesa e considera sempre che il peggio viene quando la borsa italica è chiusa, e il giorno dopo ti ritrovi con gap down imbarazzanti…

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gremlin
Scritto il 23 maggio 2013 at 17:03

_andy_@finanzaonline,

e io sono sicuro che uno che ragiona come te otterrebbe ottimi risultati con le opzioni, complimenti per lo spread trading con etf :D

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dirkpitt
Scritto il 23 maggio 2013 at 17:14

gremlin,

Hai perfettamente ragione, l’ho fatta volutamente semplice ma come tu ben sai non lo è.
Comunque è proprio per quello che credo nella gradualità nel raggiungimento dell’obiettivo settimana dopo settimana, controllando ciò che è a “magazzino” e definendo via via quello che voglio realizzare.
Conta molto la distanza temporale dalla scadenza, stamattina sul gap down le put hanno battuto 55, qualche minuto fa eravamo su valori leggermenti inferiori sull’indice e le put erano a 38, la distanza dal sottostante e il tempo che inesorabilmente diminuisce le fanno collassare.
Tu hai qualche link o modo per spiegarmi come iw bank calcola i margini a fine giornata. A me è ancora molto oscura questa parte. Grazie

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_andy_
Scritto il 23 maggio 2013 at 17:30

gremlin,

Grazie. Sono troppo emotivo per lavorare solo le opzioni ;)
Difficile che le venda, mi capita di acquistarle quando ritengo che la direzionalità di un movimento sia evidente.

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_andy_
Scritto il 23 maggio 2013 at 17:32

Probabilmente sono strumenti che dovrei approfondire di più e studiare meglio. Ma per il momento va bene così.

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gremlin
Scritto il 23 maggio 2013 at 17:45

dirkpitt@finanza,

i margini di IWBANK????????????? AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHH :twisted:

innanzitutto sono dei bastardi, poi spesso fanno casini, terzo li aggiornano parecchie volte al giorno con un file di volatilità, quarto li aumentano sempre di default intorno alle 13.00

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niks
Scritto il 23 maggio 2013 at 18:26

john_ludd@finanza:
Tempismo perfetto dopo che il Nikkei ha perso oltre il 7% in una seduta. Il problema dei pasti gratis è che non esistono e un opzione scoperta in caso di discontinuità del mercato ti manda in rovina in 2 ore. Magari domani fa +10% e perdi 2 volte. Comunque coraggio a ognuno la sua illusione.

Direi perfetto.

Ma Gremlin pare faccia il sordo: definire strategie market neutral delle opzioni scoperte è pura follia. Dire poi che fintanto che l’indice si mantiene all’interno di questa fascia la strategia è vincente e quindi al trader non interessa nulla se l’indice sale o scende, è un’altra follia, ma si rende conto di come prezzerebbero le opzioni se l’indice facesse -2 +3 ogni giorno o più volte al giorno. Continua poi affermando che qualsiasi posizione scoperta può essere protetta, basta sapere come e quando farla. Sarei curioso di sapere come l’aggiusta con un gap down in apertura a -10 o meno -20.

Impariamo ad utilizzare le opzioni come hedging ed apprezzarle per il controllo sul rischio che ci possono dare.

Se poi si vuole fare teoria con i grafici storici, avanti.

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gremlin
Scritto il 23 maggio 2013 at 18:44

niks@finanzaonline,

ti lancio il guanto di sfida in campo neutro col pubblico scelto da te!!!!!! :mrgreen:
e ti provoco anch’io: sei troppo puritano e integralista per i miei gusti!
dài che scherzo, accetto comunque il buon senso che ispira la tua critica ma francamente viene molto difficile spiegare in un commento il senso del mio modo di operare
chi mi conosce sa che non propongo mai dico MAI uno short strangle sull’azionario
solo bond e valutario ma anche qui abbastanza spesso ci si trova ad aggiustare le posizioni
è per questo che la singola operatività mensile deve essere parte di una pianificazione su base annuale di ritorno sull’investimento con obiettivo minimi e massimi
ne parlo nei webinar, durante i coaching e a chi mi cerca al telefono o su skype

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ilcavalierenero
Scritto il 24 maggio 2013 at 08:23

scusate ma mi ricordate quando c’è stato un gap down del 10% , qualcuno ha detto anche del 20% sul mercato usa?..posto che le opzioni sull’azionario sono sensibili.

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idleproc
Scritto il 24 maggio 2013 at 10:50

Ditemi… in fondo vi divertite moltissimo col vostro giocattolo preferito…
Non è solo per i soldi…

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gremlin
Scritto il 24 maggio 2013 at 11:54

ilcavalierenero@finanzaonline,
non riesco a trovare grafici giornalieri di lungo periodo che evidenziano gap, ma i gap ci sono sicuramente

idleproc@finanza,
qui siamo pieni di giocattoli, a quale ti riferisci?

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idleproc
Scritto il 24 maggio 2013 at 12:00

…nessun doppio senso…
Mi piace molto leggervi e grazie a voi imparo sempre, anche e specie quando ve le dite…
Un saluto.

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